Rivivere la Pasqua tra rito, voce e memoria: la Passione secondo Michele Neri

Nel cuore della Garfagnana, dove il patrimonio orale continua a pulsare sotto la superficie del quotidiano, il Museo Italiano dell’Immaginario Folklorico propone un appuntamento che intreccia tradizione, ricerca e performance. Il 2 aprile alle ore 21, nella Sala della Narrazione – e anche online su prenotazione – andrà in scena La Passione e la morte di Gesù, spettacolo di e con Michele Neri, inserito nel ciclo dei Giovedì al Museo.

L’iniziativa si colloca in un territorio fertile per gli studi demoetnoantropologici: la ritualità pasquale, infatti, non è solo un momento liturgico, ma un complesso dispositivo culturale che, nei secoli, ha generato testi, canti, laude, narrazioni parallele e un immaginario popolare ricchissimo. È proprio in questa trama che si inserisce il lavoro di Neri.

Un testo ottocentesco che torna a vivere

Il punto di partenza è il testo pubblicato nel 1892 da Daniele Lucchetti, autore di laude popolari che, in ventisette ottave, ripercorre la vita di Cristo fino alla resurrezione. Un’opera che appartiene a quella produzione devozionale ottocentesca in cui la poesia in ottava rima, forma metrica profondamente radicata nella cultura toscana, si fa strumento di catechesi, memoria e comunità.

Neri non si limita a riproporre il testo: lo riattiva, lo mette in relazione con altre fonti, lo fa risuonare nel presente. Il suo percorso di ricerca ha infatti incluso:

  • leggende popolari toscane legate alla Passione
  • episodi tratti dai Vangeli canonici
  • narrazioni provenienti dai Vangeli apocrifi

Questi materiali, spesso trasmessi oralmente e ricchi di varianti locali, ampliano e sfumano il racconto biblico, restituendo una visione più complessa e stratificata degli eventi.

Tra oralità e scrittura: una performance liminale

Lo spettacolo alterna narrazione, letture e canto in ottava rima, componendo un mosaico che riflette la natura ibrida della tradizione popolare: un luogo dove il testo scritto non cancella l’oralità, ma la accompagna; dove la voce del narratore diventa ponte tra passato e presente.

La scelta dell’ottava rima non è solo estetica: è un gesto culturale. Questa forma poetica, che per secoli ha veicolato epica, devozione e cronaca, continua a essere un dispositivo performativo capace di coinvolgere il pubblico adulto e i ragazzi più grandi, mantenendo viva una pratica che appartiene al patrimonio immateriale italiano.

Michele Neri: un narratore tra biblioteche, musei e tradizione orale

Nato a Firenze nel 1962, Michele Neri ha costruito un percorso che unisce studio teatrale, pratica della lettura ad alta voce e attività di bibliotecario. La sua esperienza si è sviluppata:

  • nelle biblioteche di pubblica lettura
  • nei musei
  • nelle scuole
  • nei festival e nelle rassegne dedicate alla narrazione

Accanto ai classici della letteratura per l’infanzia, Neri coltiva un interesse profondo per le fiabe e le leggende della tradizione popolare italiana e mediterranea, così come per l’epica cavalleresca – dalle Storie dei Paladini di Francia all’Orlando Furioso. La sua collaborazione con il Museo Italiano dell’Immaginario Folklorico si inserisce in questo percorso di valorizzazione e restituzione del patrimonio narrativo.

Un evento che parla alla comunità e agli studiosi

Per una rivista demoetnoantropologica, La Passione e la morte di Gesù rappresenta un caso esemplare di come la tradizione possa essere riattualizzata senza perdere la propria profondità culturale. Lo spettacolo di Neri non è una semplice rievocazione: è un laboratorio vivente di antropologia della performance, un luogo in cui:

  • la ritualità pasquale incontra la ricerca contemporanea
  • la voce del narratore diventa strumento di trasmissione culturale
  • la comunità può riconoscersi, interrogarsi, emozionarsi

In un’epoca in cui il patrimonio immateriale rischia di essere percepito come distante, iniziative come questa restituiscono alla tradizione la sua funzione originaria: creare legami, generare senso, raccontare ciò che siamo stati e ciò che continuiamo a essere.


  • A. M. Cirese, La tradizione orale e il mondo popolare, Einaudi, 1973.
  • E. De Martino, La terra del rimorso, Il Saggiatore, 1961. (Per il metodo e l’attenzione ai rituali comunitari, utile come cornice teorica.)
  • P. Clemente – F. Mugnaini (a cura di), La religiosità popolare in Italia, Carocci, 2001.
  • A. Bravo, La religione popolare, Laterza, 1995.
  • G. Falaschi, La lauda popolare italiana, Olschki, 1981.
  • S. Vatteroni, Laude e devozioni popolari in Toscana, Pacini, 1998.
  • D. Lucchetti, La Passione di Gesù Cristo in ottava rima, 1892. (Testo di riferimento per lo spettacolo di Michele Neri.)
  • M. Erbetta (a cura di), Gli Apocrifi del Nuovo Testamento, Marietti, 1981‑1983.
  • L. Moraldi (a cura di), Vangeli apocrifi, Einaudi, 1994.
  • A. Destro – M. Pesce, La morte di Gesù, Carocci, 2014. (Per la ricostruzione storica e narrativa degli ultimi giorni di Cristo.)
  • O. Bacci, Il teatro religioso popolare in Italia, Sansoni, 1960.
  • R. Leydi, I canti popolari italiani, Mondadori, 1973. (Contiene sezioni dedicate ai canti paraliturgici e alle narrazioni cantate.)
  • M. Rossi, Riti e spettacoli della Settimana Santa in Italia, De Luca, 1985.