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Due giorni per imparare ad ascoltare: i laboratori dell’11 e 12 luglio

Sabato 11 e domenica 12 luglio (la mattina), al Museo Italiano dell’Immaginario Folklorico di Piazza al Serchio, si apre l’edizione 2026 della Scuola del Dire Cantare Danzare. Non lezioni: laboratori. Per adulti che vogliono portarsi a casa competenze vere.


1. Non un corso da ascoltare, ma un’esperienza da fare

Diciamolo subito, perché è la cosa che ci sta più a cuore: nelle giornate dell’11 e 12 luglio non si sta seduti a prendere appunti. Si lavora. Si prova con la voce, si gioca con la rima, si ascolta e si restituisce quello che si è ascoltato. La teoria c’è, ma poca: il resto è pratica condivisa, in un gruppo piccolo dove ciascuno ha spazio.

Per questo parliamo di laboratori e non di formazione in senso stretto. Chi viene non riceve soltanto contenuti: acquisisce strumenti personali. Imparare a prendere la parola davanti agli altri, a costruire una rima, a guidare un ascolto di gruppo sono competenze che restano. Servono in classe, certo. Ma servono anche in una riunione, in una festa di paese, in famiglia.

I laboratori sono pensati per adulti: docenti, educatori, bibliotecari, artisti, operatori culturali. E anche per chi non lavora con le persone ma sente semplicemente il desiderio di mettersi in gioco. Non serve alcuna esperienza musicale o teatrale: bastano curiosità e voglia di provare.

2. Chi ci accompagna: un poeta e una funzionaria del Ministero

A guidare le due giornate sono due voci molto diverse, e proprio per questo complementari.

Marco Betti è poeta estemporaneo, tra i massimi conoscitori della tradizione orale toscana e del Canto del Maggio. Con lui si entra nel vivo dell’improvvisazione poetica: la rima come gioco accessibile a tutti, la voce come strumento per tenere insieme un gruppo. Nel suo modo di lavorare la poesia non è esibizione individuale: è un gesto che crea comunità.

Paola Bertoncini, funzionaria del Ministero della Cultura, porta lo sguardo di chi il patrimonio immateriale lo studia e lo tutela per mestiere. Con lei capiamo che cosa significa davvero “tradizione viva”: non una teca di vetro da proteggere, ma una pratica che continua a trasformarsi. E scopriamo come portarla fuori dai musei, dentro le scuole, le biblioteche, le piazze.

Il titolo del modulo dice già tutto: ascoltare insieme per creare comunità. È il filo che tiene unite le attività: l’ascolto attivo, la memoria sonora dei luoghi, il racconto condiviso come esperienza che rigenera le persone e ricuce i legami.

3. Come si svolgono le due giornate

Sabato 11 luglio si lavora dalle 10 alle 18, con pausa pranzo. La sera, alle 21, il Museo apre le porte a tutti con “Il viottolo della poesia”: una serata pubblica e gratuita con Marco Betti e Lorenzo Michelini, dedicata all’improvvisazione poetica dal vivo. È fuori dal corso, ma per chi partecipa ai laboratori è il modo perfetto per chiudere la giornata: vedere all’opera, in scena, ciò su cui si è lavorato in aula.

Domenica 12 luglio il laboratorio prosegue dalle 10 alle 13. Nel pomeriggio, alle 16, ci si sposta tutti insieme a Fabbriche di Vallico per assistere a un Canto del Maggio dal vivo. Non una registrazione, non una ricostruzione: la tradizione ancora in piedi, cantata davanti alla sua comunità. Per molti sarà la prima volta. Ed è un’esperienza che, ve lo diciamo per esperienza, non si dimentica.

Il Canto del Maggio è una forma di teatro popolare cantato che in Garfagnana resiste da secoli: testi scritti e tramandati, scelti e provati dai cantori, messi in scena all’aperto. Averlo studiato la mattina e vederlo vivere il pomeriggio: questo è il senso del nostro modo di fare scuola.

4. Le informazioni pratiche, in breve

I laboratori si tengono al Museo Italiano dell’Immaginario Folklorico, in via Ducale 4 a Piazza al Serchio (Lucca). I posti sono al massimo 20, perché in un gruppo piccolo ci si ascolta davvero. La quota per l’intera Scuola è di 30 euro, da versare solo dopo l’accettazione della domanda. Al termine viene rilasciato un attestato di frequenza.

Chi arriva da fuori Garfagnana trova alcune strutture ricettive segnalate sul sito, dall’albergo al campeggio. E chi vuole può proseguire il percorso con il secondo modulo, il 25 e 26 luglio, dedicato al canto di tradizione orale e alla narrazione.

Per dichiarare il proprio interesse basta un minuto: tinyurl.com/dire26interesse. Per informazioni: info@lagiubba.org.

Vi aspettiamo. Con la voce, con le orecchie, con la voglia di stare insieme.