Il modello λαῖλαψ / ἄελλα: percorsi del Pinocchio
Alberto Borghini – Enrichetta Dallari
Il contributo indaga le fonti classiche delle Avventure di Pinocchio partendo dall’incipit del cap. VI, dove la descrizione di una notte di tempesta e di «vento strapazzone» è seguita dal paragone di Pinocchio con un cane da caccia. L’ipotesi è che Collodi sviluppi in sequenza narrativa ciò che il greco antico condensa in due parole: λαῖλαψ e ἄελλα, termini che indicano il turbine e il vento impetuoso e insieme danno nome a cani da caccia (Lelape e Aello). Entrambi compaiono nella muta di Atteone nelle Metamorfosi di Ovidio (III, 173 sgg.), che diventa così il modello di riferimento, ripreso però per rovesciamento speculare. Seguendo questa traccia, l’articolo individua nel testo collodiano altre possibili memorie ovidiane: la «catinellata d’acqua» del vecchino come parodia dell’acqua che Diana getta sul capo di Atteone; la trasformazione in asino come eco della metamorfosi in cervo; lo specchiarsi nella catinella e i ragli al posto dei gemiti come ripresa antifrastica dello smarrimento di Atteone, privato della parola. Ne emerge una tecnica compositiva in cui un’associazione paradigmatica nascosta genera lo sviluppo del racconto.
