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La doppia concessiva complementare e inversa nell’Argia di Gherardo Nerucci

Alberto Borghini, Enrichetta Dallari

In alcune novelle e racconti si può rilevare uno schema che regola l’intero impianto narrativo, ossia una macrostruttura sintattica che si articola in due segmenti complementari e inversi. Ogni segmento esprime un rapporto di causa-effetto che viene trasformato in una proposizione concessiva in presenza di determinate condizioni. Ricorriamo ad un semplice esempio per capire il meccanismo: se diciamo «poiché piove prendo l’ombrello», esprimiamo un rapporto di causa ed effetto probabile, ma non necessario (posso anche uscire senza ombrello). Quando l’attesa viene ‘delusa’ e la conseguenza “prendo l’ombrello” si realizza in forma negativa, la frase causale «poiché piove prendo l’ombrello» si trasforma in una concessiva: «benché piova non prendo l’ombrello». Inversamente, la causale “poiché non piove non prendo l’ombrello” è suscettibile di trasformarsi nella concessiva complementare e inversa “benché non piova prendo l’ombrello”.