Giovedì sera, al Museo: si riaccende la lampada
Ci sono libri che si leggono e libri che si ascoltano. E poi ci sono le serate in cui un libro, una voce e una sala (virtuale) di persone si mettono d’accordo per diventare una cosa sola. A San Michele di Piazza al Serchio, in Via Ducale, questa cosa ha un nome e un giorno della settimana: i Giovedì al Museo. Tornano giovedì 15 ottobre alle ore 21, con la stagione nuova e con una novità che ci sta particolarmente a cuore.
Una principessa di gelo e un compositore in fuga dal finale
Si comincia con Lucca, e con il suo figlio più celebre. Rossella Martina presenta Gli ultimi giorni di Puccini. Turandot il sogno incompiuto (DREAMbook, 2025), un libro dedicato al compositore a cui due anni fa è stato reso omaggio per il centenario della morte. Non è la solita biografia che sfila date e successi. Il volume si divide in due tempi.
Nel primo la scrittrice segue Puccini negli anni in cui lavora alla sua ultima opera, dal 1920 alla morte nel 1924. Turandot, la Principessa di Gelo, lo perseguita «anima e corpo»: il Maestro avverte, ben prima che la malattia si manifesti, un’ombra scura che la protagonista proietta su quella della Morte. Per questo il finale non arriva. Le lettere ai librettisti Adami e Simoni raccontano una ricerca che non trova pace, l’insoddisfazione, il dolore, infine la resa. Il lieto fine che l’opera chiedeva Puccini non riesce a scriverlo.
Nel secondo tempo il racconto si stringe e procede giorno per giorno attraverso gli ultimi due mesi di vita: la scoperta del male alla gola, le visite degli specialisti, la scelta di andare a Bruxelles per farsi operare. E accanto agli eventi, la solitudine e la paura di un uomo, la tragedia di una morte inattesa e beffarda, lontano da casa. Turandot resterà incompiuta, e Puccini se ne andrà con il rimpianto di quel finale mancato.
Rossella Martina, nata a Viareggio, laureata in Filosofia, giornalista professionista, ha lavorato a lungo nelle redazioni culturali di quotidiani e riviste prima di dedicarsi alla narrativa e alla saggistica. Dello stesso compositore aveva già scritto in Giacomo Puccini. Gloria e tormento, giunto alla quinta edizione e risultato nel 2024 il volume dedicato al Maestro lucchese più venduto. Conosce dunque da molto tempo il suo personaggio, e si vede dalla confidenza con cui lo accompagna fino all’ultima soglia.
Epica di popolo, dai pupi al Maggio
Giovedì 22 ottobre il Museo cambia scena ma non filo. Jo Ann Cavallo parlerà di Narrazioni epiche nella cultura popolare italiana, mettendo accanto due tradizioni che da noi hanno un peso speciale: l’Opera dei Pupi siciliana e il Maggio tosco-emiliano. Da una parte il teatro dei pupi, dall’altra il canto dei maggianti sulle nostre montagne; in entrambi i casi paladini, battaglie e amori d’altri tempi che il popolo ha fatto suoi e ha continuato a raccontare a modo proprio. Per chi vive in Garfagnana, dove il Maggio è questione di casa, è un invito a guardarlo anche da fuori, in compagnia di un’altra grande tradizione.
La novità: la fiaba la sceglie il pubblico
La vera novità di quest’anno è che una sera al mese sarà dedicata alla lettura e all’analisi di una fiaba, scelta direttamente da chi partecipa. Non un ascolto passivo, dunque, ma una conversazione attorno a un racconto che appartiene a tutti e che, proprio per questo, ha sempre qualcosa da dire anche a chi crede di averlo sentito mille volte.
Il primo titolo è già in calendario: giovedì 29 ottobre, Giufà e la statua, con Pietro Clemente. Giufà è uno dei personaggi più amati del racconto popolare del Mediterraneo, lo sciocco che combina guai e talvolta, per puro caso o per furbizia nascosta, ne esce meglio di tutti. Leggerlo con uno studioso che da una vita fa i conti con la cultura popolare vuol dire scoprire quanta sapienza possa nascondersi dietro una risata.
Potete richiedere la vostra favola https://tinyurl.com/sceglifiaba
Un appuntamento, non una serata qualunque
I Giovedì al Museo sono nati con un’idea semplice: portare nella sera di una valle appartata i libri, le conferenze su temi culturali, gli incontri con musei, enti e associazioni da tutta Italia. Il Museo Italiano dell’Immaginario Folklorico lo fa a modo suo, cioè senza distinguere troppo tra ciò che si studia e ciò che si vive. Chi partecipa a sentire parlare di Puccini potrebbe ritrovarsi, due settimane dopo, a discutere di uno sciocco siciliano e di una statua. Crediamo che le due cose si tengano.
Gli incontri si svolgono online e al Museo, in Via Ducale 4, a San Michele di Piazza al Serchio (Lucca). Per informazioni si può chiamare il 351 952 7312, scrivere a info@museoimmaginario.net o consultare museoimmaginario.net.
Resta una domanda, da portare con sé fino a giovedì: quale fiaba vorreste sentire raccontare di nuovo, come la prima volta?
