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Pinocchio nell’immaginario collettivo, duecento anni dopo


Un burattino che appartiene all’immaginario di tutti

Un museo dell’immaginario folklorico si occupa, per sua natura, delle figure che una comunità continua a raccontarsi nel tempo: streghe, animali parlanti, oggetti che prendono vita, soglie tra il mondo reale e quello fantastico. Pinocchio appartiene pienamente a questo repertorio. Non è soltanto un personaggio letterario: è diventato un archetipo, capace di attraversare lingue, epoche e culture restando riconoscibile ovunque arrivi.

Quest’anno ricorrono duecento anni dalla nascita di Carlo Collodi, e il Museo Italiano dell’Immaginario Folklorico ha scelto di non lasciare passare la ricorrenza in silenzio. Insieme a La Giubba APS, ha costruito un convegno internazionale dal titolo “Favola e fiaba nell’Ottocento: il caso Collodi”: un’occasione per interrogare la figura del burattino di legno con gli strumenti che da sempre usiamo per studiare la fiaba e la tradizione popolare, non solo con quelli della critica letteraria.

L’uomo dietro il burattino

Prima di essere lo scrittore di Pinocchio, Carlo Collodi è stato giornalista, commediografo, critico musicale, polemista instancabile. Il suo percorso di formazione non passa dalle accademie: si costruisce dentro una vita intensa di relazioni sociali e culturali, tra redazioni di giornali e riviste satiriche da lui stesso fondate. Fu anche un attivista risorgimentale, vicino agli ideali di Mazzini, e questa fedeltà a un’idea di libertà attraversa tutta la sua scrittura.

Letto con questi occhi, Pinocchio non appare più come una cometa isolata nella letteratura per l’infanzia. È il frutto maturo di una personalità curiosa e poliedrica, capace di guardare ai modelli europei senza mai perdere il contatto con la lingua viva del popolo. In Collodi la fiaba non è un semplice intrattenimento: diventa uno specchio delle tensioni di un’Italia postunitaria divisa tra slancio ideale e vita quotidiana, e insieme uno spazio simbolico capace di raccontare, in forma universale, le paure e i desideri di ogni epoca.

Uno sguardo comparato, non solo italiano

Il convegno riunisce studiosi provenienti da campi diversi, storico, letterario, antropologico, psicologico, pedagogico, e da paesi diversi: Italia, Portogallo, Brasile, Honduras. È lo sguardo che da sempre pratichiamo in questo museo, quello della comparazione folklorica: mettere accanto un motivo narrativo italiano e la sua controparte in un’altra cultura, per vedere cosa cambia e cosa invece resta identico sotto la superficie. Alberto Borghini ed Enrichetta Dallari, per esempio, ripercorreranno le figure mitologiche greche del vento e della tempesta, λαῖλαψ e ἄελλα, dietro le trasformazioni del burattino, mentre Alcione Pauli metterà a confronto il bambino di legno con una bambina indigena brasiliana, e Mirna Rosibel Meza Herrera porterà Pinocchio in America centrale.

La giornata, sabato 26 settembre, si tiene nella Sala Verde della Scuola dell’Infanzia di Piazza al Serchio, con possibilità di seguire i lavori anche online. Si apre alle nove con i saluti delle autorità. Alle nove e mezza comincia la prima sessione, moderata da Sonia Giusti e Floriana Ciccodicola: interventi di Sonia Giusti sulle avventure del “bugiardo famoso” e di Daniela Marcheschi sulle funzioni della favola e della fiaba nell’opera collodiana, seguiti, dopo la pausa delle dieci e mezza, da Franco Cambi su infanzia, scuola e cittadinanza in Collodi, dalla stessa Floriana Ciccodicola sul Gatto, la Volpe e Lucignolo come falsi donatori, e da Gian Franco Gianotti sulle metamorfosi possibili e mancate del burattino. Il pomeriggio, dalle due e mezza alle cinque, sotto la moderazione di Sueli de Souza Cagneti, il confronto si allarga al Brasile, alla ricerca sulla Fata dai capelli turchini di Carla Beatrice Lomi e ai già citati interventi comparativi. La giornata si chiude tra le cinque e le sei con gli interventi conclusivi.

Come partecipare

Il convegno è gratuito e aperto a chiunque abbia interesse per la fiaba, la tradizione popolare o la storia della letteratura per l’infanzia: non è richiesta una formazione specialistica. L’iscrizione si effettua tramite il modulo online disponibile a questo indirizzo: tinyurl.com/collodi26. A chi si iscrive verrà inviato, nei giorni precedenti l’evento, anche il link per il collegamento online.

Duecento anni dopo la sua nascita, Pinocchio resta uno dei casi più chiari di come una figura dell’immaginario popolare possa continuare a generare significato, in contesti culturali sempre nuovi. Il 26 settembre il Museo prova a raccontarne, ancora una volta, le tante vite possibili.