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Schede catalografiche di base compilate da Alessandro Grossi

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Catalogo delle collezioni

Le collezioni del Museo

Gli oggetti della cultura materiale e dell'immaginario folklorico conservati dal Museo: cerca per parola o esplora per sezione.

Trovate 166 schede.

Stecca per tessitura
Scheda n. 103

Stecca per tessitura

Stecca in legno chiaro, lunga e sottile, con estremità arrotondate e due fessure centrali alle estremità, una delle quali presenta anche un piccolo foro. Utilizzata per separare o…

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Categoria
Strumenti per la tessitura domestica
Sottocategoria
Stecca / bacchetta per ordito
Materiali
Legno
Tecnica
Tessitura manuale su telaio
Dimensioni
Lunghezza circa 30 cm; larghezza circa 1,5 cm
Datazione
XX–XXI secolo
Collocazione
Museo Italiano dell’Immaginario Folklorico
Condizione
Buono, con lievi segni d’uso
Interpretazione e contesto
Strumenti di questo tipo erano diffusi nelle case contadine della Garfagnana fino alla metà del Novecento, dove la tessitura domestica rappresentava una pratica quotidiana e un sapere tramandato di madre in figlia. La stecca serviva a mantenere l’ordito ordinato e a facilitare il passaggio della trama nei piccoli telai familiari.
Scheda a cura di
Alessandro Grossi
Stecca per tessitura
Scheda n. 104

Stecca per tessitura

Stecca in legno chiaro, lunga e sottile, con estremità arrotondate e due fessure centrali alle estremità, una delle quali presenta anche un piccolo foro. Utilizzata per separare o…

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Categoria
Strumenti per la tessitura domestica
Sottocategoria
Stecca / bacchetta per ordito
Materiali
Legno
Tecnica
Tessitura manuale su telaio
Dimensioni
Lunghezza circa 30 cm; larghezza circa 1,5 cm
Datazione
XX–XXI secolo
Collocazione
Museo Italiano dell’Immaginario Folklorico
Condizione
Buono, con lievi segni d’uso
Interpretazione e contesto
Strumenti di questo tipo erano diffusi nelle case contadine della Garfagnana fino alla metà del Novecento, dove la tessitura domestica rappresentava una pratica quotidiana e un sapere tramandato di madre in figlia. La stecca serviva a mantenere l’ordito ordinato e a facilitare il passaggio della trama nei piccoli telai familiari.
Scheda a cura di
Alessandro Grossi
Stecca per tessitura
Scheda n. 105

Stecca per tessitura

Stecca in legno chiaro, lunga e sottile, con estremità arrotondate e due fessure centrali alle estremità, una delle quali presenta anche un piccolo foro. Utilizzata per separare o…

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Categoria
Strumenti per la tessitura domestica
Sottocategoria
Stecca / bacchetta per ordito
Materiali
Legno
Tecnica
Tessitura manuale su telaio
Dimensioni
Lunghezza circa 30 cm; larghezza circa 1,5 cm
Datazione
XX–XXI secolo
Collocazione
Museo Italiano dell’Immaginario Folklorico
Condizione
Buono, con lievi segni d’uso
Interpretazione e contesto
Strumenti di questo tipo erano diffusi nelle case contadine della Garfagnana fino alla metà del Novecento, dove la tessitura domestica rappresentava una pratica quotidiana e un sapere tramandato di madre in figlia. La stecca serviva a mantenere l’ordito ordinato e a facilitare il passaggio della trama nei piccoli telai familiari.
Scheda a cura di
Alessandro Grossi
Ordito su canna
Scheda n. 106

Ordito su canna

Struttura verticale composta da due aste di legno tra le quali sono tesi numerosi fili di colore chiaro. Rappresenta la fase di preparazione dell’ordito, base del tessuto.

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Categoria
Strumento di lavoro domestico
Sottocategoria
Elemento preparatorio per tessitura
Provenienza
Area della Garfagnana, Toscana
Materiali
Legno e filato naturale (canapa o lino)
Tecnica
Avvolgimento manuale dei fili su aste lignee
Dimensioni
Altezza ca. 80 cm; larghezza ca. 20 cm
Datazione
XIX–XX secolo
Funzione
Preparazione dell’ordito per il telaio domestico
Collocazione
Museo dell’Immaginario Folklorico
Condizione
Buono; fili parzialmente allentati e segni di usura
Interpretazione e contesto
In Garfagnana, l’orditura era un momento cruciale del lavoro femminile domestico. Le donne disponevano i fili con precisione, creando la base per la tessitura di lino, canapa o lana.
L’orditura manuale era praticata fino alla metà del XX secolo. Le canne d’ordito venivano spesso costruite artigianalmente e conservate come strumenti di famiglia.
L’ordito rappresenta l’ordine e la continuità: ogni filo è parte di una trama più grande, come nella vita comunitaria.
Bibliografia
Osservazione diretta; testimonianze orali garfagnine
Scheda a cura di
Alessandro Grossi
Aspo (Rocchetto da matassa)
Scheda n. 107

Aspo (Rocchetto da matassa)

Struttura verticale in legno con base rettangolare a due supporti paralleli. Dal corpo centrale si dipartono quattro bracci orizzontali disposti a croce, con estremità tornite e arrotondate. Un…

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Categoria
Cultura materiale – Strumenti per la filatura e la tessitura
Provenienza
Italia centro-settentrionale; area garfagnina o lucchese
Materiali
Legno tornito e levigato
Tecnica
Tornitura e assemblaggio manuale; incastri e fissaggi tradizionali; superficie liscia e lucidatura naturale
Datazione
XIX – inizi XX secolo
Funzione
Strumento per avvolgere e mantenere ordinati i fili provenienti dal filatoio o dall’arcolaio; consente di formare matasse regolari e misurare la lunghezza del filo.
Collocazione
Esposizione: Presentato verticalmente, con illuminazione radente per evidenziare tornitura e geometria dei bracci. Possibile esposizione accanto ad arcolaio e conocchia per illustrare il ciclo della filatura.
Museo Italiano dell’Immaginario Folklorico
Condizione
Ottimo: legno integro, meccanismo rotante funzionante, superficie levigata.
Interpretazione e contesto
Presente in ogni casa contadina o piccolo laboratorio tessile; parte del ciclo completo della filatura insieme a conocchia, fuso e arcolaio. Simbolo di ordine e precisione, rappresentava la fase conclusiva del lavoro femminile.
Simbolo di misura e compimento: raccoglie il filo nato dal lavoro e lo prepara alla trasformazione. Immagine di ordine, pazienza e armonia.
Bibliografia
- G. Dalla Ragione, Il corredo e la memoria domestica, Roma, 2008. - A. Bellucci, Strumenti del lavoro femminile, Firenze, 2010. - M. C. Ghidoni, Tessiture e tradizioni rurali italiane, Milano, 1995.
Scheda a cura di
Alessandro Grossi
🧶
Scheda n. 108

🧶

Struttura in legno scuro con grande ruota a raggi collegata a una ruota secondaria tramite corda di trasmissione. Al centro si trova il fuso con conocchia, dove il…

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Categoria
Cultura materiale – Strumenti per la filatura e la tessitura
Provenienza
Italia centro-settentrionale, area garfagnina o lucchese
Materiali
Legno tornito e lucidato, corda o filo di trasmissione
Tecnica
Assemblaggio artigianale con elementi torniti e incastri; ruote e pedale azionati manualmente; ricostruzione di Alessandro Terni
Datazione
XIX – inizi XX secolo
Funzione
Strumento per la filatura domestica: trasformava fibre grezze (lana, lino, canapa) in filo pronto per la tessitura.
Collocazione
Esposizione: Presentato su piano orizzontale o leggermente inclinato, con illuminazione calda per valorizzare la lucentezza del legno e la complessità meccanica.
Museo Italiano dell’Immaginario Folklorico
Condizione
Ottimo: legno ben conservato, meccanismi integri e ruote funzionanti.
Interpretazione e contesto
Diffuso nelle case contadine e nei conventi; simbolo del lavoro femminile, della pazienza e della continuità del gesto quotidiano. La filatura era spesso accompagnata da canti e racconti, diventando momento di socialità e trasmissione orale.
Metafora del tempo e della memoria: il filo che si avvolge rappresenta la vita che si intreccia, la continuità del sapere e la trasformazione della materia in racconto.
Bibliografia
- G. Dalla Ragione, Il corredo e la memoria domestica, Roma, 2008. - A. Bellucci, Strumenti del lavoro femminile, Firenze, 2010.
Scheda a cura di
Alessandro Grossi
Telaio ligneo tradizionale da tessitura
Scheda n. 109

Telaio ligneo tradizionale da tessitura

Telaio ligneo tradizionale utilizzato per la tessitura manuale. Presenta una struttura rettangolare con pedali inferiori, aste verticali e orizzontali, e fili di ordito disposti in parallelo. Gli elementi…

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Categoria
Strumento di lavoro / Attrezzatura tessile
Materiali
Legno, corda, filo di cotone
Tecnica
Costruzione artigianale con incastri e legature
Dimensioni
ca. 150 × 120 × 100 cm
Datazione
XIX–XX secolo
Collocazione
Museo Italiano dell’Immaginario Folklorico
Condizione
Buona; segni di usura compatibili con l’uso storico
Interpretazione e contesto
Strumento tipico dell’artigianato rurale, simbolo della produzione domestica e della tradizione tessile locale. Rappresenta il lavoro femminile e la continuità delle pratiche manuali nel contesto folklorico.
Scheda a cura di
Alessandro Grossi
Struttura lignea con perni orizzontali (aspo o telaio ausiliario)
Scheda n. 110

Struttura lignea con perni orizzontali (aspo o telaio ausiliario)

Struttura rettangolare in legno con otto perni orizzontali disposti su due lati opposti. Utilizzata come supporto per l’avvolgimento dei fili o per la preparazione dell’ordito, in abbinamento al…

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Categoria
Strumento di lavoro / Attrezzatura tessile
Provenienza
Donata da Elena Giusti alla Biblioteca Elena Venturelli per la mostra “Intrecciatura in area lucchese”; successivamente donata al Museo Italiano dell’Immaginario Folklorico.
Materiali
Legno di castagno o faggio
Tecnica
Costruzione artigianale con incastri e perni torniti
Dimensioni
ca. 80 × 60 × 10 cm
Datazione
XIX–XX secolo
Collocazione
Museo Italiano dell’Immaginario Folklorico
Condizione
Buona; segni di usura compatibili con l’uso storico
Interpretazione e contesto
Strumento complementare alla tessitura domestica, simbolo della manualità e della precisione artigiana nella tradizione rurale.
Scheda a cura di
Alessandro Grossi
Porta gomitoli del corredo da telaio
Scheda n. 111

Porta gomitoli del corredo da telaio

Struttura in legno naturale composta da una base rettangolare formata da due assi e da una cornice superiore con montanti verticali e traversa orizzontale. Utilizzata come porta gomitoli…

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Categoria
Strumenti per la tessitura domestica
Sottocategoria
Porta gomitoli / accessorio da telaio
Materiali
Legno
Tecnica
Lavorazione artigianale e assemblaggio
Dimensioni
Altezza circa 80 cm; larghezza circa 100 cm; profondità circa 25 cm
Datazione
XX secolo
Collocazione
Museo Italiano dell’Immaginario Folklorico
Condizione
Buono, con segni d’uso e leggera ossidazione del legno
Interpretazione e contesto
Il porta gomitoli faceva parte del corredo del telaio domestico, diffuso nelle case contadine della Garfagnana fino alla metà del Novecento. Era uno strumento indispensabile per mantenere ordinati i fili e facilitare la tessitura manuale, simbolo della precisione e della pazienza del lavoro femminile.
Scheda a cura di
Alessandro Grossi
Cavalletto da esposizione in legno
Scheda n. 112

Cavalletto da esposizione in legno

Cavalletto in legno chiaro a tre gambe, con struttura regolabile e supporto centrale per pannelli o tele. Presenta snodi metallici e viti di fissaggio che consentono di adattare…

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Categoria
Strumenti per esposizione e supporto
Sottocategoria
Cavalletto da esposizione / cavalletto da pittore
Materiali
Legno, metallo
Tecnica
Assemblaggio e lavorazione artigianale
Dimensioni
Altezza circa 150 cm; larghezza alla base circa 60 cm
Datazione
XX–XXI secolo
Collocazione
Museo Italiano dell’Immaginario Folklorico
Condizione
Buono, con lievi segni d’uso
Interpretazione e contesto
Cavalletti di questo tipo sono stati utilizzati anche in Garfagnana per l’esposizione di lavori artigianali, disegni e tessuti, in contesti scolastici o museali. Rappresentano la continuità tra la tradizione manuale e la presentazione pubblica del sapere locale.
Scheda a cura di
Alessandro Grossi
Cavalletto da esposizione in legno
Scheda n. 113

Cavalletto da esposizione in legno

Cavalletto in legno chiaro a tre gambe, con struttura regolabile e supporto centrale per pannelli o tele. Presenta snodi metallici e viti di fissaggio che consentono di adattare…

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Categoria
Strumenti per esposizione e supporto
Sottocategoria
Cavalletto da esposizione / cavalletto da pittore
Materiali
Legno, metallo
Tecnica
Assemblaggio e lavorazione artigianale
Dimensioni
Altezza circa 150 cm; larghezza alla base circa 60 cm
Datazione
XX–XXI secolo
Collocazione
Museo Italiano dell’Immaginario Folklorico
Condizione
Buono, con lievi segni d’uso
Interpretazione e contesto
Cavalletti di questo tipo sono stati utilizzati anche in Garfagnana per l’esposizione di lavori artigianali, disegni e tessuti, in contesti scolastici o museali. Rappresentano la continuità tra la tradizione manuale e la presentazione pubblica del sapere locale.
Scheda a cura di
Alessandro Grossi
Contenitore riscaldante in ottone
Scheda n. 114

Contenitore riscaldante in ottone

Vita Quotidiana e Cura del Corpo

Contenitore cilindrico in ottone con coperchio e anello superiore, utilizzato come precursore della borsa dell’acqua calda. Riempito con acqua calda o braci, veniva posto nel letto o sotto…

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Categoria
Oggetto domestico e sanitario
Sottocategoria
Contenitore riscaldante
Provenienza
Donata da Sandra Vanni, sorella di Fausto – Piazza al Serchio
Materiali
Ottone
Tecnica
Lavorazione a tornio e saldatura
Dimensioni
ca. 25 × 10 cm
Datazione
Fine XIX – inizi XX secolo
Collocazione
Museo Italiano dell’Immaginario Folklorico – Sezione Vita Quotidiana e Cura del Corpo
Condizione
Buona, con patina uniforme e lievi segni di ossidazione
Interpretazione e contesto
Prima della diffusione delle borse dell’acqua calda in gomma, nelle case rurali della Garfagnana si utilizzavano contenitori metallici per riscaldare il letto nelle notti fredde. L’ottone, resistente e conduttore di calore, garantiva un calore costante e duraturo. Questi oggetti rappresentano la transizione tra la tradizione artigianale e la produzione industriale di articoli per il comfort domestico.
Il calore custodito nel metallo era simbolo di protezione, cura e continuità del focolare. Preparare il contenitore caldo per la notte era un gesto affettivo, un rito familiare che univa generazioni e scandiva la vita domestica.
Scheda a cura di
Alessandro Grossi