Scheda Oggetti

Schede catalografiche di base compilate da Alessandro Grossi

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Catalogo delle collezioni

Le collezioni del Museo

Gli oggetti della cultura materiale e dell'immaginario folklorico conservati dal Museo: cerca per parola o esplora per sezione.

Trovate 166 schede.

Figura in terracotta raffigurante lo “Strego”
Scheda n. 67

Figura in terracotta raffigurante lo “Strego”

Figura in terracotta raffigurante uno “strego”, personaggio della tradizione popolare garfagnina. Indossa un lungo mantello con cappuccio e presenta un volto scheletrico, con occhi e bocca scavati. La…

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Categoria
Scultura / Oggetto artistico
Materiali
Terracotta modellata e cotta
Tecnica
Modellazione manuale e cottura a forno
Dimensioni
ca. 30 × 15 × 12 cm
Datazione
XXI secolo
Collocazione
Museo Italiano dell’Immaginario Folklorico
Condizione
Buona; leggere abrasioni e segni di cottura
Interpretazione e contesto
Rappresentazione simbolica dello “strego”, figura legata alla magia popolare e alle credenze locali. L’opera evoca il rapporto tra sacro e profano, tra paura e fascinazione nel folklore toscano.
Scheda a cura di
Alessandro Grossi
Scultura “Il violinista degli streghi”
Scheda n. 68

Scultura “Il violinista degli streghi”

Scultura in gesso raffigurante un violinista circondato da figure sedute e accovacciate, interpretate come streghe o spiriti. La composizione, dinamica e irregolare, evoca il movimento del suono e…

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Categoria
Scultura / Oggetto artistico
Materiali
Gesso e pigmenti naturali
Tecnica
Modellazione manuale e pittura a tempera
Dimensioni
ca. 35 × 30 × 25 cm
Datazione
XXI secolo
Collocazione
Museo Italiano dell’Immaginario Folklorico
Condizione
Buona; alcune fessurazioni e piccole abrasioni
Interpretazione e contesto
L’opera rappresenta il “violinista degli streghi”, figura simbolica del folklore toscano, legata ai sabba e alle danze magiche. Il suono del violino diventa metafora di evocazione e di passaggio tra il mondo umano e quello soprannaturale.
Scheda a cura di
Alessandro Grossi
Dziadek Leśny (“Nonno del Bosco”)
Scheda n. 69

Dziadek Leśny (“Nonno del Bosco”)

Description: Elderly figure with a long white beard, tall hat, firewood bundle on his back and a curved staff; typical iconography of the Tatra mountain tradition.

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Categoria
Type: Hand-carved wooden sculpture
Provenienza
Origin: Zakopane, Tatra Mountains region, southern Poland
Materiali
Material: Carved and painted wood
Tecnica
Technique: Hand carving with natural finish
Dimensioni
Dimensions: approx. 28 × 10 × 8 cm (h × w × d)
Datazione
Date: 20th–21st century
Collocazione
Location: Museo Italiano dell’Immaginario Folklorico
Condizione
Condition: Good
Interpretazione e contesto
Ethnographic Note: Dziadek Leśny is rooted in the culture of the Tatra górale, known for woodcarving and a folklore blending Christian motifs with ancient Slavic beliefs about nature spirits. The proximity to Slovakia creates a Carpathian cultural continuity: related figures appear in Slovak folklore as Lesník and Lesovik, guardians of the forests. The figure embodies mountain wisdom, respect for nature, and the memory of rural communities who lived from woodcutting, herding, and small cross-border trade.
Symbolic interpretation: Benevolent Slavic forest spirit, guardian of nature, wildlife and rural memory. The bundle of wood symbolizes the life cycle and the bond between humans and the natural world.
Scheda a cura di
Alessandro Grossi
Gioco tradizionale in legno (Romania)
Scheda n. 70

Gioco tradizionale in legno (Romania)

Giochi e Tradizioni Popolari

Gioco in legno composto da una base circolare verde decorata con motivi bianchi concentrici e quattro figure stilizzate colorate (nera, gialla, beige e rossa) disposte radialmente. Ogni figura…

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Categoria
Gioco artigianale tradizionale
Materiali
Legno dipinto e corda
Tecnica
Tornitura e pittura manuale con colori naturali
Dimensioni
ca. 20 × 20 × 6 cm
Datazione
XX–XXI secolo
Collocazione
Museo Italiano dell’Immaginario Folklorico – Sezione Giochi e Tradizioni Popolari
Condizione
Ottima; colori e struttura ben conservati
Interpretazione e contesto
Gioco popolare di origine rumena, probabilmente destinato all’intrattenimento infantile o familiare. L’uso dei colori vivaci e della simmetria richiama la tradizione artigianale dell’Europa orientale, dove il movimento e la forma circolare simboleggiano la ciclicità della vita e della festa.
Scheda a cura di
Alessandro Grossi
Scudo del Maggio drammatico
Scheda n. 71

Scudo del Maggio drammatico

Scudo di forma a cuore, realizzato in legno dipinto con tonalità grigie e rosse. Presenta un elemento metallico centrale e un supporto posteriore in legno. Utilizzato come parte…

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Categoria
Oggetto teatrale
Sottocategoria
Accessorio di costume
Provenienza
Area della Garfagnana, Toscana
Materiali
Legno dipinto e metallo
Tecnica
Sagomatura e pittura manuale; fissaggio con elemento metallico centrale
Dimensioni
Altezza ca. 40 cm; larghezza ca. 35 cm
Datazione
XX secolo
Funzione
Accessorio scenico per rappresentazioni del Maggio drammatico
Collocazione
Museo dell’Immaginario Folklorico
Condizione
Buono; tracce di usura e abrasione della pittura
Interpretazione e contesto
Nel Maggio drammatico della Garfagnana, gli scudi a cuore erano portati dagli attori che impersonavano cavalieri o eroi. Simboleggiavano il coraggio e la difesa del bene, elementi centrali della narrazione popolare.
Gli scudi del Maggio derivano da antiche tradizioni teatrali popolari diffuse nell’Appennino tosco-emiliano. La forma a cuore richiama la simbologia dell’amore e della virtù cavalleresca.
Lo scudo a cuore rappresenta la difesa del bene e la forza morale dell’eroe popolare.
Bibliografia
Osservazione diretta; testimonianze orali garfagnine
Scheda a cura di
Alessandro Grossi
Spada del Maggio drammatico
Scheda n. 72

Spada del Maggio drammatico

Maggio drammatico

Spada scenica utilizzata nel Maggio drammatico della Garfagnana. Realizzata in legno e metallo, con impugnatura tornita e guardia semicircolare dipinta. La punta è colorata di rosso, simbolo del…

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Categoria
Accessorio teatrale / Oggetto folklorico
Provenienza
Comunità di Piazza al Serchio – Garfagnana
Materiali
Legno, metallo, vernice
Tecnica
Assemblaggio artigianale e pittura manuale
Dimensioni
ca. 80 × 15 × 10 cm
Datazione
XX secolo
Collocazione
Museo Italiano dell’Immaginario Folklorico – Sezione Maggio drammatico
Condizione
Buona; segni di usura e piccole riparazioni
Interpretazione e contesto
La spada del Maggio drammatico rappresenta l’emblema del coraggio e della finzione eroica. Nelle rappresentazioni cantate, l’arma diventa simbolo di giustizia e destino, strumento di parola e gesto. L’opera conserva la memoria del teatro popolare garfagnino, dove il metallo e la voce si fondono in un unico rito di comunità.
Scheda a cura di
Alessandro Grossi
Sedia Savonarola
Scheda n. 73

Sedia Savonarola

Sedia pieghevole con struttura a “X”, braccioli curvati e schienale arcuato con fascia imbottita. Seduta concava rivestita in tessuto verde coordinato. Intagli ornamentali a volute e rilievo centrale.…

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Categoria
Arredo domestico
Sottocategoria
Seduta pieghevole rinascimentale
Provenienza
Donata da Francesco Diamantini, La Spezia
Materiali
Legno massello (probabilmente noce) e tessuto verde
Tecnica
Intaglio e tornitura del legno; imbottitura e rivestimento tessile
Datazione
XIX–XX secolo (riproduzione di modello rinascimentale)
Funzione
Seduta cerimoniale o da studio, simbolo di prestigio e autorità
Collocazione
Museo dell’Immaginario Folklorico
Condizione
Buono; lievi segni d’uso sul legno e sul tessuto
Interpretazione e contesto
Modello ispirato alle sedute rinascimentali diffuse nelle corti italiane. In Garfagnana, tra XIX e XX secolo, sedie di questo tipo compaiono nelle case borghesi come oggetti di rappresentanza: venivano esposte nei salotti “buoni” o negli studi domestici.
La struttura a “X” richiama l’incontro e il sostegno reciproco, simbolo di equilibrio tra autorità e accoglienza.
Bibliografia
Osservazione diretta dell’oggetto; repertori di arredi rinascimentali italiani
Scheda a cura di
Alessandro Grossi
Brentino in rame
Scheda n. 74

Brentino in rame

Oggetti del Lavoro e della Narrazione

Brentino in rame con manico laterale e coperchio incernierato, chiuso da una piccola catena di ferro. La forma panciuta e la bocca sagomata ne rivelano l’uso domestico per…

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Categoria
Contenitore domestico / Oggetto d’uso quotidiano
Provenienza
Donato da Michele Neri
Materiali
Rame e ferro (catena e cerniere)
Tecnica
Lavorazione a martello e saldatura manuale
Dimensioni
ca. 25 × 18 × 15 cm
Datazione
XIX–XX secolo
Collocazione
Museo Italiano dell’Immaginario Folklorico – Sezione Oggetti del Lavoro e della Narrazione
Condizione
Buona; ossidazioni e piccole ammaccature
Interpretazione e contesto
Il brentino, donato da Michele Neri, è simbolo della vita contadina e dell’ospitalità garfagnina. Oggetto semplice ma prezioso, racconta la quotidianità delle case di montagna, dove il rame conservava il calore e rifletteva la luce del focolare.
Scheda a cura di
Alessandro Grossi
Cannello a benzina
Scheda n. 75

Cannello a benzina

Oggetti del Lavoro e della Narrazione

Cannello a benzina con serbatoio in ottone, impugnatura metallica e ugello orientabile. Utilizzato per lavori di saldatura, riscaldo e fusione di materiali. Presenta una struttura compatta e tracce…

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Categoria
Strumento di lavoro artigianale
Provenienza
Donato da Michele Neri
Materiali
Ottone, acciaio e gomma
Tecnica
Lavorazione industriale con elementi saldati e torniti
Dimensioni
ca. 25 × 20 × 10 cm
Datazione
XX secolo (prima metà)
Collocazione
Museo Italiano dell’Immaginario Folklorico – Sezione Oggetti del Lavoro e della Narrazione
Condizione
Buona; ossidazioni e segni d’uso
Interpretazione e contesto
Il cannello, donato da Michele Neri, rappresenta il lavoro manuale e la sapienza artigiana del Novecento. Strumento di precisione e forza, era impiegato in botteghe e laboratori per modellare il metallo e riparare oggetti. La fiamma che sprigiona diventa simbolo della memoria che scalda e trasforma.
Scheda a cura di
Alessandro Grossi
Lampada a petrolio
Scheda n. 76

Lampada a petrolio

Oggetti del Lavoro e della Narrazione

Lampada a petrolio in metallo argentato con serbatoio inferiore, vetro protettivo e manico superiore per il trasporto o la sospensione. Presenta tracce di ossidazione e segni d’uso che…

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Categoria
Oggetto d’illuminazione
Provenienza
Donata da Michele Neri
Materiali
Metallo e vetro
Tecnica
Lavorazione industriale con elementi stampati e saldati
Dimensioni
ca. 30 × 15 × 12 cm
Datazione
XX secolo (prima metà)
Collocazione
Museo Italiano dell’Immaginario Folklorico – Sezione Oggetti del Lavoro e della Narrazione
Condizione
Buona; ossidazioni e segni del tempo
Interpretazione e contesto
La lampada, donata da Michele Neri, è simbolo della luce delle veglie e delle sere contadine. Oggetto semplice ma essenziale, illuminava racconti, lavori e momenti di vita familiare. La sua presenza nel museo evoca la memoria della Garfagnana prima dell’elettricità, quando la fiamma era il cuore della casa.
Scheda a cura di
Alessandro Grossi
Pompa a spruzzo “Tosca – Signa Firenze”
Scheda n. 77

Pompa a spruzzo “Tosca – Signa Firenze”

Oggetti del Lavoro e della Narrazione

Pompa manuale in rame con serbatoio cilindrico recante la doppia dicitura “Tosca” e “Signa – Firenze”. Dotata di manico posteriore e lungo braccio di erogazione con valvola di…

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Categoria
Strumento di lavoro agricolo
Provenienza
Donata da Michele Neri
Materiali
Rame e ottone
Tecnica
Fusione e assemblaggio con elementi metallici saldati e torniti
Dimensioni
ca. 45 × 20 × 15 cm
Datazione
XX secolo (prima metà)
Collocazione
Museo Italiano dell’Immaginario Folklorico – Sezione Oggetti del Lavoro e della Narrazione
Condizione
Buona; tracce di ossidazione e usura
Interpretazione e contesto
La pompa a spruzzo, donata da Michele Neri, è testimonianza del lavoro agricolo tradizionale toscano. Utilizzata per la cura delle colture e la protezione delle piante, rappresenta l’ingegno contadino e la trasformazione delle tecniche di trattamento nel corso del Novecento.
Scheda a cura di
Alessandro Grossi
Lucerna in ottone
Scheda n. 78

Lucerna in ottone

Oggetti del Lavoro e della Narrazione

Lucerna in ottone con base circolare, stelo verticale e corpo centrale dotato di tre beccucci per lo stoppino. L’anello superiore permette di trasportarla o sospenderla. La superficie presenta…

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Categoria
Oggetto d’illuminazione
Provenienza
Donata da Michele Neri proveniente dai genitori Renzo Neri e Maria Amelia Cossu
Materiali
Ottone
Tecnica
Fusione e tornitura con elementi saldati
Dimensioni
ca. 35 × 15 × 15 cm
Datazione
XX–XXI secolo
Collocazione
Museo Italiano dell’Immaginario Folklorico – Sezione Oggetti del Lavoro e della Narrazione
Condizione
Buona; ossidazioni e segni del tempo
Interpretazione e contesto
La lucerna, donata da Michele Neri, richiama le antiche forme di illuminazione domestica. I tre beccucci rimandano alle lampade ad olio tradizionali, simbolo di luce, veglia e racconto. L’oggetto diventa emblema della memoria che rischiara le sere garfagnine prima dell’avvento dell’elettricità.
Scheda a cura di
Alessandro Grossi