La chiave incantata. Le fiabe che aprono il futuro
C’è una chiave che non apre porte, ma storie. La immaginiamo dorata, con un libro spalancato al posto dell’impugnatura e due piccole fate che le volano accanto. È il segno del nostro nuovo progetto: La chiave incantata. Fiabe per narrare il futuro.
Una chiave per aprire le storie
Per noi la fiaba non è un reperto da tenere sotto vetro. È una cosa viva, che parla ancora. Lo diciamo da sempre con una domanda semplice: c’era una volta, e c’è ancora? La risposta è sì. Nelle fiabe ci sono paure che riconosciamo, prove da superare, aiutanti che arrivano al momento giusto. C’è la fragilità di chi affronta un bosco troppo grande. E c’è la forza di chi lo attraversa con intelligenza e con gli altri accanto.
Vogliamo rimettere questa chiave nelle mani di chi insegna e di chi impara. Non per tornare indietro, ma per andare avanti. Raccontare una fiaba, oggi, significa allenare il pensiero, dare un nome alle emozioni, imparare a parlare e ad ascoltare. Sono competenze che servono nella vita, dentro e fuori dalla scuola.
Una rete che cammina insieme
La chiave incantata non è opera di una sola mano. È un progetto di rete, e questa per noi è la parte più bella.
A guidarlo c’è l’Associazione La Giubba APS, capofila. Con noi camminano l’Università di Cassino e del Lazio Meridionale, con il Laboratorio di antropologia sociale Ernesto de Martino, e l’Associazione Leone Verde APS. Al centro c’è il Museo Italiano dell’Immaginario Folklorico di Piazza al Serchio, che apre il suo archivio: un patrimonio di voci, racconti e testimonianze orali raccolte nel tempo. E poi ci sono le scuole, che sono il cuore di tutto.
Il progetto guarda lontano. Si rivolge alle scuole di ogni ordine e grado, dall’infanzia alle superiori, in Italia e non solo. Le fiabe, del resto, non hanno confini. Cambiano lingua e paesaggio, ma raccontano ovunque gli stessi bisogni umani. Per questo ci piace pensare a classi lontane tra loro che, nello stesso anno, aprono la stessa chiave.
Cosa faremo insieme
Il percorso mette al centro l’oralità, in un tempo che comunica in fretta e a pezzi. Vogliamo restituire alla parola detta il suo spazio.
Agli insegnanti proponiamo momenti di formazione e di confronto: le radici della fiaba, le grandi raccolte da Basile a Calvino, le figure che tornano in ogni storia, la fiaba come specchio dei nostri simboli. Il Museo mette a disposizione il suo archivio, così in classe arrivano materiali autentici e non solo libri.
Con gli alunni, invece, si gioca sul serio. Diventano cacciatori di fiabe, a caccia delle varianti che nonni e archivi custodiscono. Aprono una fabbrica delle storie, dove con poche carte si costruisce un racconto. Trasformano una fiaba in un podcast, in un telegiornale del regno incantato, in una piccola serie per i social. Smontano le storie e le rimontano con i linguaggi di oggi. Alla fine ci si ritrova tutti insieme, con le famiglie e la comunità, per un momento di restituzione.
Il programma crescerà nel tempo. Ci saranno i webinar di approfondimento, ancora più numerosi di quelli dello scorso anno, tenuti da docenti e studiosi. Ci saranno serate dedicate alla fiaba qui al Museo. E in estate arriverà il Gira Fiaba, per portare le storie fuori, tra le persone e i luoghi. Le date e i titoli li comunicheremo presto.
Come entrare nel cerchio
Il progetto ha una durata pluriennale e si costruisce anno per anno, insieme a chi partecipa. Non arriva con un programma già chiuso. Lascia ai docenti la libertà di scegliere il ritmo, le attività, la strada.
Per ora apriamo le adesioni. È il primo passo, ed è semplice: basta compilare il modulo online. Chi aderisce entra a far parte del Gruppo Fiaba, uno spazio comune dove condividere materiali, idee ed esperienze. In seguito comunicheremo le date, i titoli dei webinar e il calendario delle serate e del Gira Fiaba.
Per aderire: bit.ly/percorsofiaba. Per informazioni: info@lagiubba.org.
Ci piace immaginare cosa succederà. Una classe che ascolta in silenzio. Un bambino che, per la prima volta, tiene il filo di una storia fino in fondo. Un nonno che torna a raccontare. La chiave è pronta. Manca solo la mano che la gira.
