“Il dialogo. Paradossi e opportunità” – Umberto Crocetti

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28/11/2019 21:00 - 22:30
Museo Italiano dell'Immaginario Folklorico
Address: Via Comunale, 2 Piazza al Serchio (LU)

A cosa serve la filosofia? Nel panorama contemporaneo il suo ruolo appare sempre più marginale, assoggettato alla pretesa di supremazia dell’Apparato Tecnico Produttivo. Perché, allora, un libro sul dialogo? Nel dialogo l’autore individua il mezzo principale attraverso cui la filosofia cerca di ristabilire il suo ruolo di primato nella gerarchia delle attività spirituali, seguendo il modello aristotelico che associa all’inutilità del Logos la sua importanza emancipatrice rispetto all’umana tendenza a creare mitologie.

Il libro propone un viaggio sulle tracce di questa forma di confronto, partendo dalle origini dialettiche fino alla trasformazione socratica del dialogo in terapia spirituale. L’autore produce un serrato confronto tra il punto di vista ‘socratico’ e quello ‘nicciano’: egli sostiene, che tutto ciò rappresenta l’origine della tendenza contemporanea a concepire l’apparato tecnico-produttivo, fondato sulla scienza, come la fonte per la soluzione di tutti i problemi dell’uomo. (link per l’acquisto del volume)

Il dialogo come forma più autentica del filosofare, alla luce delle conclusioni, risulta l’opportunità più ampia attraverso cui l’umanità può uscire dalla desertificazione spirituale che, da un paio di secoli, accompagna l’incessante progredire della civiltà tecnico-produttiva.

Umberto Crocetti dopo la Maturità Classica presso il Liceo Classico «Tommaso Parentucelli» di Sarzana, si laurea presso L’Università degli studi di Pisa, Facoltà di lettere e Filosofia, con una tesi in filosofia medioevale dal titolo: «Ruggero Bacone, un frate francescano nel XIII secolo. Un’ipotesi di ricostruzione». Dopo il servizio militare, inizia la sua attività di insegnamento presso vari istituti liceali della provincia di Massa. A metà degli anni Novanta, diventa docente di Storia e Filosofia presso l’IIS «Da Vinci» di Villafranca, in un primo tempo presso la sede del Liceo Scientifico «Leonardo da Vinci» e, successivamente, presso quella del Liceo Classico «Giacomo Leopardi», dove tuttora insegna come docente a tempo indeterminato. Nella scuola ha svolto vari incarichi di collaborazione con la dirigenza come docente vicario e referente di sede.

Dal 2006 è promotore e coordinatore del progetto «Cultura del Dibattito» che negli ultimi anni si è trasformato in attività di respiro molto ampio avendo coinvolto, progressivamente, tutti i licei della provincia di Massa, riuniti nella rete «Apuania dibatte».

Come coordinatore di rete ha guidato la selezione regionale toscana alla I Olimpiade Nazionale di Dibattito 2017. Attualmente si occupa della selezione regionale toscana per la seconda edizione delle Olimpiadi 2019.

Collabora attivamente con alcune associazioni culturali del territorio. In particolare, per il Centro Aullese di Studi e ricerche «Giulivo Ricci» ha pubblicato l’articolo «Galileo come segno di contraddizione» La Spezia 2010.

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  • 12/03/2026 21:00 - 12/03/2026 23:00

    Un volume che affronta una delle domande ancora aperte a proposito della religione: Il mondo invisibile. L’origine delle credenze religiose di Pietro Scarduelli (Mimesis Edizioni, 2025) sarà presentato il 12 marzo alle ore 21 per il secondo appuntamento mensile dei Giovedì al Museo. È possibile assistere all’incontro unicamente online, prenotandosi al link: https://bit.ly/giovedimarzo26. Si rilascia attestato di partecipazione su richiesta.

    Come sono nate le credenze nell’esistenza di entità invisibili come divinità, semidèi, angeli e demoni, spiriti benevoli e maligni, fantasmi, defunti che parlano dall’aldilà? Perché negli esseri umani esiste una radicata tendenza a immaginare agenti non umani dotati di poteri e a interagire con essi attraverso invocazioni, preghiere, offerte, sacrifici? La tesi sostenuta da Pietro Scarduelli in questo saggio è che le credenze religiose siano il sottoprodotto accidentale e casuale del funzionamento di due meccanismi cognitivi che si sono sviluppati nel corso dell’evoluzione ominide per accrescere le possibilità di sopravvivenza dei nostri antenati e che continuano a funzionare nelle nostre menti. La persistenza delle credenze religiose nella società contemporanea, a dispetto dello sviluppo delle conoscenze scientifiche, è dovuta pertanto al fatto che esse sono generate da meccanismi cerebrali sviluppatisi nel corso di centinaia di migliaia di anni.

    Pietro Scarduelli (1948) ha insegnato Antropologia culturale presso l’Università di Torino, del Piemonte Orientale e di Milano Bicocca. Ha condotto ricerca sul campo in Congo, in diverse isole dell’Indonesia (Nias, Alor, Sulawesi), in Nepal e Bhutan. Tra le sue ultime pubblicazioni: Sciamani, stregoni e sacerdoti (2007), Culture dell’Indonesia (2009), L’Europa disunita (2013), I riti del potere (2014), Antropologia del nazionalismo (2017).