Comunicazione Aumentativa e Alternativa (CAA)
Affrontiamo questo argomento in quanto giovedì 7 maggio 2026 si parlerà di una pubblicazione su questo tema: Mi Sol Si Re CAA (Tralerighelibri, 2025) di Marco Bonini e Arianna Peccioli.
Che cos’è la CAA?
La Comunicazione Aumentativa e Alternativa (CAA) è un insieme di strategie, strumenti e tecnologie pensate per supportare o sostituire la comunicazione verbale nelle persone che hanno difficoltà a esprimersi attraverso il parlato. Il termine racchiude tre concetti fondamentali:
- Aumentativa: perché non sostituisce la comunicazione naturale, ma la potenzia e la integra.
- Alternativa: perché offre canali comunicativi diversi dalla parola orale.
- Comunicazione: perché il suo obiettivo centrale è sempre e solo permettere a una persona di esprimere sé stessa, i propri bisogni, desideri ed emozioni.
A chi si rivolge?
La CAA è indicata per un’ampia gamma di persone con difficoltà comunicative, sia temporanee che permanenti. Tra i destinatari più comuni troviamo:
- Persone con disturbi dello spettro autistico (DSA/ASD)
- Persone con paralisi cerebrale
- Persone con disabilità intellettive di vario grado
- Persone colpite da afasia (a seguito di ictus o traumi cerebrali)
- Persone con SLA (Sclerosi Laterale Amiotrofica) o altre malattie neurodegenerative
- Persone con sindrome di Down
- Persone con mutismo selettivo
È importante sottolineare che la CAA non è riservata esclusivamente a chi non parla affatto: può supportare anche chi ha un linguaggio parziale, poco chiaro o non sempre funzionale alla comunicazione quotidiana.
Gli strumenti della CAA
Gli strumenti della CAA si dividono in due grandi categorie: ausili a bassa tecnologia e ausili ad alta tecnologia.
Bassa tecnologia (Low-tech)
- Tabelle di comunicazione: tavole con simboli, immagini o parole che l’utente può indicare con il dito, lo sguardo o un puntatore.
- Quaderni e album comunicativi: raccolte organizzate di immagini e simboli su carta.
- Simboli PECS (Picture Exchange Communication System): un sistema basato sullo scambio fisico di immagini tra l’utente e l’interlocutore.
Alta tecnologia (High-tech)
- Comunicatori elettronici con uscita in voce (VOCA): dispositivi dedicati che, alla pressione di un simbolo o di un tasto, producono un messaggio vocale.
- App per tablet e smartphone: applicazioni specifiche (come Proloquo2Go, LetMe Talk, Snap Core First) che trasformano un dispositivo consumer in uno strumento di comunicazione.
- Eye-tracking: tecnologia che permette di selezionare simboli o parole attraverso il movimento degli occhi, fondamentale per chi ha mobilità motoria molto ridotta.
I simboli nella CAA
Uno degli elementi più caratteristici della CAA è l’uso di sistemi simbolici grafici, ovvero insiemi di immagini standardizzate che rappresentano parole, concetti, azioni ed emozioni. I più diffusi a livello internazionale sono:
- PCS (Picture Communication Symbols) di Mayer-Johnson
- Widgit Symbols
- ARASAAC (sistema spagnolo, gratuito e open-source, molto usato anche in Italia)
- Blissymbolics (un sistema più astratto e strutturato)
I simboli vengono organizzati in vocabolari: una parte è dedicata al vocabolario di base (parole frequenti, funzionali, trasversali a molti contesti) e una al vocabolario specifico (legato agli interessi, alle attività e alla vita quotidiana della singola persona).
Come funziona un percorso in CAA?
L’introduzione della CAA non è mai un’azione isolata, ma un percorso condiviso che coinvolge la persona, la famiglia, gli educatori, i terapisti e tutti coloro che fanno parte della sua rete di vita. Le fasi principali sono:
- Valutazione: il logopedista o il team multidisciplinare valuta le competenze comunicative, motorie e cognitive della persona.
- Progettazione del sistema: si scelgono gli strumenti e i simboli più adatti, personalizzando il vocabolario.
- Formazione degli interlocutori: genitori, insegnanti e operatori imparano a usare la CAA insieme alla persona, diventando “partner comunicativi” competenti.
- Implementazione e aggiornamento continuo: il sistema cresce con la persona, adattandosi ai suoi progressi e ai nuovi contesti di vita.
Un diritto, non un privilegio
La CAA è riconosciuta a livello internazionale come uno strumento per garantire il diritto alla comunicazione, sancito dalla Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità (CRPD, 2006). In Italia, il suo utilizzo è promosso in ambito scolastico, riabilitativo e sociale, anche se l’accessibilità agli strumenti e alla formazione specializzata non è ancora uniforme su tutto il territorio nazionale.
Come recita uno dei principi fondanti di questo approccio: nessuno è troppo compromesso per comunicare. La CAA parte dall’idea che ogni persona abbia qualcosa da dire e il diritto di essere ascoltata — e lavora per rendere questo possibile.
