L’Uomo selvaggio- Folklore, arte e letteratura per una figura mitica della montagna

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15/01/2026 21:00 - 23:00

Chi è l’Uomo selvaggio che popola le montagne e quale il rapporto che lo lega agli uomini con cui condivide il territorio? Un incontro di approfondimento su questa figura si terrà il 15 gennaio alle ore 21 per gli appuntamenti dei Giovedì al Museo con la conferenza L’Uomo selvaggio. Folklore, arte e letteratura per una figura mitica della montagna, ospite il Professor Massimo Centini.

È possibile assistere all’incontro sia in presenza, presso la sede del Museo, in Via Ducale 4 a San Michele, che online, prenotandosi al link: https://bit.ly/gennaio26

Nelle tradizioni alpine, l’Uomo selvaggio è una sorta di essere primordiale: vive quasi sempre ai limiti della civiltà e i suoi atteggiamenti, rispetto all’“uomo civile”, sono caratterizzati da una notevole diffidenza. Nitida espressione dell’alterità, è il protagonista di tante leggende delle Alpi, da occidente a oriente e occupa una posizione importante nei carnevali, dove spesso impersona l’inverno. Guardando all’interno della mitologia alpina, scopriamo che l’Uomo selvaggio viene indicato come “eroe culturale”, cioè colui che ha insegnato qualcosa di fondamentale alle genti autoctone: arte casearia, agricoltura, attività mineraria, ecc. Poi, dopo aver trasferito quasi totalmente i propri segreti ai pastori e ai contadini, fugge nella montagna o nel bosco (in genere perché vittima degli scherzi e dell’incomprensione dell’uomo civile) da cui non farà più ritorno. Contrassegnato da una serie di “motivi ricorrenti”, l’Uomo selvaggio presenta comunque peculiarità

e localismi che danno forma a un’articolata struttura mitica di grande interesse antropologico e certo non priva di fascino. Il Professor Centini si occupa di questo mito da ormai da molti anni e all’argomento ha dedicato alcune ricerche sul campo, tre libri, numerosi articoli, relazioni e un film: “La montagna incantata”, realizzato da Rai2, con la regia di Giovanni Minoli e girato fra Alpi, Montagne Rocciose e Himalaya.

Massimo Centini (1955), laureato in Antropologia culturale presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Torino. È stato docente a contratto di Antropologia culturale. Da quando è in pensione la sua attività didattica è ristretta a lezioni e seminari con Università online e alla collaborazione con la Fondazione Università Popolare di Torino dove insegna Antropologia culturale e Antropologia dell’arte. Ha pubblicato saggi con Mondadori, Piemme, Rusconi, Newton & Compton, Yume, Xenia, Diarkos, Giunti e altri. Alcuni dei suoi volumi sono stati tradotti in varie lingue.

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    con 𝐆𝐢𝐚𝐧 𝐅𝐫𝐚𝐧𝐜𝐨 𝐆𝐢𝐚𝐧𝐨𝐭𝐭𝐢
    È possibile assistere all’incontro #soloonline, prenotandosi al link: https://bit.ly/febbraio26.
    Si rilascia #attestatodipartecipazione su richiesta.
    L’intervento si propone di illustrare, attraverso fonti che vanno da Esiodo a Virgilio, la natura ibrida e metamorfica degli esseri animati (e un po’ animali) che abitano negli antichi miti teogonici del mondo classico. Un immaginario che dal caos primordiale, popolato da protagonisti potenti e proteiformi, prosegue nel nuovo ordine garantito dal pantheon delle divinità olimpiche, a loro volta polimorfiche e circondate da una schiera di animali-simbolo che è stata nei secoli fonte di ispirazione per la più svariata produzione iconografica e letteraria, e che ancora seduce e sorprende nei racconti fiabeschi, nel cinema, nei cartoni animati e nell’universo pubblicitario.
    𝐆𝐢𝐚𝐧 𝐅𝐫𝐚𝐧𝐜𝐨 𝐆𝐢𝐚𝐧𝐨𝐭𝐭𝐢 (1942), socio nazionale dell'Accademia delle Scienze di Torino, ha insegnato Filologia Classica nelle Università di Trieste e di Torino. Tra le sue pubblicazioni: Per una poetica pindarica, Torino 1975; Romanzo e ideologia. Studi sulle Metamorfosi di Apuleio, Napoli 1986; Senofonte. L'ordinamento politico spartano, Palermo 1990; La Cena di Trimalchione, dal Satyricon di Petronio, Acireale-Roma 2013; Maestri, colleghi e amici. Tra mondo classico e cultura moderna, Roma 2016; 2016; Rileggendo Petronio e Apuleio, ibid., 2020; Tessere. Per una storia degli studi classici, Bologna 2023; Sentieri della memoria. Da Omero al XX secolo, Roma 2024.