LA MEMORIA DELLA ROCCIA

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23/01/2025 21:00 - 23:00

Appuntamento con l’archeologia rupestre delle montagne toscane il 23 gennaio alle ore 21 per i Giovedì al Museo: con La memoria della roccia  sarà ospite Giancarlo Sani. È possibile assistere all’incontro sia in presenza, presso la sede del Museo, in Via Ducale 4 a San Michele, che online, prenotandosi al link: https://bit.ly/gennaio24museo.

La Memoria della Roccia offre all’archeologia rupestre una ricca documentazione di siti inediti e già̀ noti. Le ricerche di Giancarlo Sani ne hanno censiti circa 700, pubblicati in libri e articoli presentati a importanti convegni e congressi internazionali. Durante la serata saranno presentati, attraverso slide, massi che riportano una variegata tipologia di segni incisi e ne sarà fornita una sintetica interpretazione etnoantropologica: un valido supporto per lo studio dell’arte rupestre presente sulle montagne Toscane, per la comprensione del territorio, ma al contempo per la conoscenza dell’immaginario di miti, paure, leggende e tradizioni assai utili anche per ripercorrere a ritroso la storia dell’uomo che ha frequentato questi siti fin dalla Preistoria.

Giancarlo Sani, da molti anni si dedica alla ricerca, alla catalogazione e allo studio delle incisioni rupestri in ambiente montano della Toscana. È membro del Gruppo Terre Alte, del Comitato Scientifico CAI Centrale e socio del Centro Camuno di studi preistorici; nel 2011 ha fondato il Centro Arte Rupestre Toscano. Ha pubblicato numerosi articoli e volumi a carattere divulgativo e scientifico sull’arte rupestre; tra questi: I segni dell’Uomo (Editori dell’Acero, 2009), La memoria della Roccia (Tra Le Righe Libri, 2016) e Pagine di Pietra (Proloco 2020). Nel 2021 ha realizzato il primo percorso sull’arte rupestre in Italia centrale: il sentiero didattico dei Sassi Scritti del Prato Fiorito (Val di Lima).

 

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  • 14/05/2026 21:00 - 14/05/2026 23:00

    L'interesse per la lingua italiana nel mondo è dato da un insieme di fascino culturale e relazioni storiche che legano il nostro paese a particolari aree geografiche: il fenomeno verrà analizzato nello specifico contesto russo durante l’incontro L’insegnamento dell’italiano in Russia con Eugenia Kudriavtseva, in programma il 14 maggio alle ore 21 per i Giovedì al Museo. È possibile assistere all’incontro sia in presenza che online, prenotandosi al link: https://bit.ly/giovedimaggio.

    Pur essendo oltre il 20esimo posto per numero di parlanti nativi, l’italiano è senz’altro uno degli idiomi più studiati nel mondo dopo lingue “forti” come l’inglese, lo spagnolo e il cinese: ma quali sono i motivi di tanta attenzione e quanto sono radicati nella storia dei diversi paesi? L’italiano è ancora oggi considerato la "lingua del cuore" e della "dolce vita", studiato principalmente come lingua della cultura (arte, letteratura, opera lirica), della buona cucina, della moda e del design?  La Professoressa Kudriavtseva, approfondendo il contesto storico in cui è nato l'interesse per la lingua italiana, illustrerà la lunga tradizione di rapporti che esistevano tra la Russia e l'Italia a partire dal XVIII secolo, quando salì al potere Pietro il Grande. Successivamente, presenterà una panoramica sulle diverse tipologie di discenti e sui motivi per cui si dedicano allo studio della lingua italiana, mettendo in luce le difficoltà del processo di apprendimento.

    Eugenia Kudriavtseva si è laureata nel 2008 in Lettere - Dipartimento di Lingue romanze dell’Università Statale di San Pietroburgo. Successivamente ha conseguito il Master in Storia dell’arte. Ha cominciato a insegnare nel 2011, diventando nel 2014 Professoressa all’Università di San Pietroburgo. Ha partecipato come interprete a progetti teatrali italo-russi; lavora inoltre come traduttrice per libri di saggistica, film e fiction in lingua italiana, inglese e francese.