LA GARFAGNANA DALL’ULTIMA GUERRA MONDIALE AD OGGI: STIAMO ABBANDONANDO I LUOGHI IN CUI VIVIAMO a cura di Ivo Poli

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06/05/2021 21:00 - 23:00
FRUIBILE SOLO IN MODALITA' ONLINE: compilare il modulo al link https://bit.ly/museomaggio21 per ricevere l'indirizzo necessario al collegamento.
Ivo Poli, presidente dell'Associazione Castanicoltori della Garfagnana e dell'Associazione Nazionale Città del Castagno, a partire dal suo ultimo libro, “I lamenti di un contadino garfagnino. Esiste ancora il buonsenso?” (Gasperetti Tipografia, 2018), traccerà un quadro della situazione di abbandono in cui versano il territorio, i boschi e i pascoli della Garfagnana. In chiusura saranno illustrate le possibilità future di sviluppo sia agricolo che turistico che interessano la zona. La serata sarà inframmezzata dalla presentazione di alcune registrazioni audio di #GianMirola, realizzate per il programma Quattro Chiacchiere Quattro, trasmesso da Radio Nord Garfagnana alla fine degli anni ’70.

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  • 09/02/2023 21:00 - 09/02/2023 22:00

    Una serata a cura della Compagnia La Corte, dell’Associazione Convivia e degli Attori di un giorno per rivivere l’antica tradizione de Il Carnevale di Bolano, paese in provincia di La Spezia, è quanto propone il prossimo appuntamento dei Giovedì al Museo, in calendario il 9 febbraio alle ore 21.00, organizzato dal Museo Italiano dell’Immaginario Folklorico.

    È possibile assistere all’incontro online, prenotandosi al link: https://bit.ly/febbraiomuseo23.

    Il Carnevale di Bolano è una tradizione che ha origini molto antiche, ma che è stata recuperata come festa popolare dopo un lungo periodo di oblio solo negli ultimi quarant'anni.

    Ha inizio il Giovedì Grasso, con il corteo per i borghi, durante il quale viene chiesta in questua la “codga", cioè la cotenna del maiale. Mentre un tempo la “codga” era compito degli adulti ed era in realtà l’occasione per racimolare qualsiasi derrata alimentare venisse offerta, oggi sono i bimbi a continuare la tradizione e a loro vengono regalati dolci e caramelle. L’ultimo giorno di Carnevale, invece, si tiene la vera e propria rappresentazione in dialetto durante la quale il Popolo, reso irriconoscibile dall’uso delle maschere, si sente libero di denunciare i colpevoli delle malefatte avvenute nell’ultimo anno, senza temere rivalsa alcuna. Il “Carnevalon”, personificazione dei colpevoli, viene portato in corteo su un carro fino alla piazza del paese, dove è processato ed infine condannato a morte. Prima di morire gli viene concesso di fare testamento e dopo è pubblicamente dato al rogo, bruciando un fantoccio che lo rappresenta: eliminato il colpevole di tutti i mali, il paese, libero, fa festa fino a che, a mezzanotte, il “Campanone” suona a morto decretando la fine del Carnevale e l’inizio della Quaresima.