LA GARFAGNANA DALL’ULTIMA GUERRA MONDIALE AD OGGI: STIAMO ABBANDONANDO I LUOGHI IN CUI VIVIAMO a cura di Ivo Poli

06/05/2021 21:00 - 23:00
FRUIBILE SOLO IN MODALITA’ ONLINE: compilare il modulo al link https://bit.ly/museomaggio21 per ricevere l’indirizzo necessario al collegamento.
Ivo Poli, presidente dell’Associazione Castanicoltori della Garfagnana e dell’Associazione Nazionale Città del Castagno, a partire dal suo ultimo libro, “I lamenti di un contadino garfagnino. Esiste ancora il buonsenso?” (Gasperetti Tipografia, 2018), traccerà un quadro della situazione di abbandono in cui versano il territorio, i boschi e i pascoli della Garfagnana. In chiusura saranno illustrate le possibilità future di sviluppo sia agricolo che turistico che interessano la zona. La serata sarà inframmezzata dalla presentazione di alcune registrazioni audio di #GianMirola, realizzate per il programma Quattro Chiacchiere Quattro, trasmesso da Radio Nord Garfagnana alla fine degli anni ’70.

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  • 29/10/2026 21:00 - 29/10/2026 22:00

    Un giovedì al mese un appuntamento imperdibile con la fiaba: è questa la speciale novità della Stagione 2026/27 dei Giovedì al Museo, una serata dedicata a una fiaba scelta dal pubblico, letta e raccontata dai lettori del Museo in diverse versioni attinte dalla biblioteca e dall’Archivio museali e commentata da un esperto. Si parte il  29 ottobre alle 21 con Giufà e la statua, con il commento del Professor Pietro Clemente, tra i più autorevoli studiosi italiani di tradizioni popolari. È possibile assistere all’incontro sia in presenza che online, prenotandosi al link: bit.ly/giovediottobre.

    Giufà è lo sciocco per eccellenza della tradizione popolare, uno di quei personaggi che sbagliano tutto e, proprio sbagliando, finiscono per fare qualcosa di giusto. Verranno presentate tre varianti della fiaba: una siciliana, raccolta da Giuseppe Pitrè, in cui Giufà interagisce con una statua di gesso; una calabrese, raccolta da Letterio Di Francia, in cui al posto della statua c’è una serpe che esce da un buco; e quella toscana, raccolta a Santa Fiora in Maremma nel 1891, dove lo sciocco cambia il nome diventando “Giucca matto”, ma non la sua indole. Tre voci diverse per un unico personaggio, che il commento del Professor Clemente illustrerà anche in relazione ai diversi territori di provenienza, evidenziando il meccanismo profondo della narrazione nella tradizione orale: non un testo fisso, ma un racconto che ogni luogo rifà a modo suo.

    Pietro Clemente,  Professore di Antropologia Culturale presso l’Università di Firenze in pensione,  già docente nelle Università di Siena e di Roma. Dirige la rubrica Il centro in periferia, nella rivista Dialoghi mediterranei, è membro della redazione della rivista Lares e della rivista  Antropologia Museale, e autore di saggi su tematiche della cultura popolare, dei musei, della storia dell’antropologia. Ha ricevuto il Premio Cocchiara per gli studi demoetnoantropologi per il 2018, il Premio Nigra alla carriera nel 2022, il Premio Libera Università dell’Autobiografia per gli studi autobiografici.

    Per coloro che vogliono segnalare una storia per i prossimi Giovedì al Museo è attivo il link: https://tinyurl.com/sceglifiaba.