La fiaba come risorsa cognitiva con Marco Dallari

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18/12/2025 21:00 - 23:00

Ultimo evento dell’anno 2025 per i Giovedì al Museo, dedicato alla fiaba e alle sue molteplici valenze simboliche, sociali ed educative: il 18 dicembre alle ore 21 con la conferenza dal titolo La fiaba come risorsa cognitiva sarà ospite il Professor Marco Dallari. È possibile assistere all’incontro sia in presenza, presso la sede del Museo, in Via Ducale 4 a San Michele, che online, prenotandosi al link: https://tinyurl.com/dicembremuseo25

La fiaba non è un semplice intrattenimento per l’infanzia, ma un potente dispositivo cognitivo: organizza l’esperienza, modella il modo di pensare per storie e sostiene la costruzione dell’identità. In questo senso, la riflessione pedagogica sull’immaginario e sulla narrazione  del Professor Dallari, già ospite al convegno La fiaba come lettura del mondo: memoria storica, pensiero fantastico, studio semiotico, didattica, organizzato dal Museo a settembre scorso, aiuta a leggere la fiaba come “luogo mentale” in cui si intrecciano emozioni, simboli e processi di conoscenza. Solitamente siamo convinti che la costruzione delle rappresentazioni del mondo e la costruzione della propria weltanschauung dipenda soprattutto dall’esperienza diretta e dalle percezioni. Ma non è così: la costruzione delle rappresentazioni ha bisogno di racconti, di figure, di una trama. La fiaba, grazie alla sua struttura formale e ai suoi ingredienti simbolici, è uno degli strumenti più efficaci.

Marco Dallari (Modena 1947) è stato pedagogista presso i comuni di Bologna e Carpi. È stato docente di Pedagogia e Didattica dell’Educazione Artistica presso l’Accademia di Belle Arti di Bologna, professore ordinario di Pedagogia Comparata all’Università di Messina e professore ordinario di Pedagogia Generale e Sociale all’Università di Trento, dove si è occupato di formazione dei docenti ed educatori professionali e ha fondato e diretto il Laboratorio di Comunicazione e Narratività. Scrittore e curatore di saggi, testi narrativi e libri per l’infanzia, è anche disegnatore e autore di opere verbovisuali. Ha vinto il Premio Andersen 2010 per le attività di ricerca e divulgazione sulla Letteratura per l’infanzia. Moltissime le pubblicazioni, anche recenti, fra cui ricordiamo solo Il dono della parola. L’oralità nel labirinto delle relazioni (Lecce, Pensa multimedia, 2024).

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    L'interesse per la lingua italiana nel mondo è dato da un insieme di fascino culturale e relazioni storiche che legano il nostro paese a particolari aree geografiche: il fenomeno verrà analizzato nello specifico contesto russo durante l’incontro L’insegnamento dell’italiano in Russia con Eugenia Kudriavtseva, in programma il 14 maggio alle ore 21 per i Giovedì al Museo. È possibile assistere all’incontro sia in presenza che online, prenotandosi al link: https://bit.ly/giovedimaggio.

    Pur essendo oltre il 20esimo posto per numero di parlanti nativi, l’italiano è senz’altro uno degli idiomi più studiati nel mondo dopo lingue “forti” come l’inglese, lo spagnolo e il cinese: ma quali sono i motivi di tanta attenzione e quanto sono radicati nella storia dei diversi paesi? L’italiano è ancora oggi considerato la "lingua del cuore" e della "dolce vita", studiato principalmente come lingua della cultura (arte, letteratura, opera lirica), della buona cucina, della moda e del design?  La Professoressa Kudriavtseva, approfondendo il contesto storico in cui è nato l'interesse per la lingua italiana, illustrerà la lunga tradizione di rapporti che esistevano tra la Russia e l'Italia a partire dal XVIII secolo, quando salì al potere Pietro il Grande. Successivamente, presenterà una panoramica sulle diverse tipologie di discenti e sui motivi per cui si dedicano allo studio della lingua italiana, mettendo in luce le difficoltà del processo di apprendimento.

    Eugenia Kudriavtseva si è laureata nel 2008 in Lettere - Dipartimento di Lingue romanze dell’Università Statale di San Pietroburgo. Successivamente ha conseguito il Master in Storia dell’arte. Ha cominciato a insegnare nel 2011, diventando nel 2014 Professoressa all’Università di San Pietroburgo. Ha partecipato come interprete a progetti teatrali italo-russi; lavora inoltre come traduttrice per libri di saggistica, film e fiction in lingua italiana, inglese e francese.