Incontri fantastici sulla via del Volto Santo con il Museo

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20/05/2021 21:00 - 23:00
compilare il modulo al link https://bit.ly/museomaggio21 per ricevere l'indirizzo necessario al collegamento.
L’evento segna la conclusione di uno degli obiettivi del progetto Un Museo per “immaginare” il territorio, ideato dall’Associazione La Giubba ed organizzato dal Museo, progetto approvato con D.D.R. 19683/19 con il contributo di Regione Toscana.
I racconti e le storie presentate durante la serata sono il risultato di un lavoro di sistematizzazione del materiale in archivio al Museo, svolto con il fine di costruire un percorso dell’immaginario folklorico lungo la cosiddetta Via del Volto Santo, che unisca la dimensione ideale e culturale a quella più pratica e turistica. Molte e diverse fra loro le figure incontrate lungo questo cammino: il Cilla, le fate, gli streghi, buffardelli dispettosi e cavalli bianchi, l’osteriaccia, serpenti volanti e draghi, un corvo nero e una donna alta vestita di bianco, caproni, morti che tornano, il Marsilio, la bimba col vestitino rosso, il Ghigo, il Berrettin Rosso ed infine il diavolo. Ecco, dunque, un itinerario che si dipana seguendo le orme della narrazione orale, inseguendo i personaggi che popolano paesi e boschi per restituirli alla memoria della collettività.

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  • 09/02/2023 21:00 - 09/02/2023 22:00

    Una serata a cura della Compagnia La Corte, dell’Associazione Convivia e degli Attori di un giorno per rivivere l’antica tradizione de Il Carnevale di Bolano, paese in provincia di La Spezia, è quanto propone il prossimo appuntamento dei Giovedì al Museo, in calendario il 9 febbraio alle ore 21.00, organizzato dal Museo Italiano dell’Immaginario Folklorico.

    È possibile assistere all’incontro online, prenotandosi al link: https://bit.ly/febbraiomuseo23.

    Il Carnevale di Bolano è una tradizione che ha origini molto antiche, ma che è stata recuperata come festa popolare dopo un lungo periodo di oblio solo negli ultimi quarant'anni.

    Ha inizio il Giovedì Grasso, con il corteo per i borghi, durante il quale viene chiesta in questua la “codga", cioè la cotenna del maiale. Mentre un tempo la “codga” era compito degli adulti ed era in realtà l’occasione per racimolare qualsiasi derrata alimentare venisse offerta, oggi sono i bimbi a continuare la tradizione e a loro vengono regalati dolci e caramelle. L’ultimo giorno di Carnevale, invece, si tiene la vera e propria rappresentazione in dialetto durante la quale il Popolo, reso irriconoscibile dall’uso delle maschere, si sente libero di denunciare i colpevoli delle malefatte avvenute nell’ultimo anno, senza temere rivalsa alcuna. Il “Carnevalon”, personificazione dei colpevoli, viene portato in corteo su un carro fino alla piazza del paese, dove è processato ed infine condannato a morte. Prima di morire gli viene concesso di fare testamento e dopo è pubblicamente dato al rogo, bruciando un fantoccio che lo rappresenta: eliminato il colpevole di tutti i mali, il paese, libero, fa festa fino a che, a mezzanotte, il “Campanone” suona a morto decretando la fine del Carnevale e l’inizio della Quaresima.