Inaugurazione mostra del 𝐂𝐨𝐥𝐥𝐞𝐭𝐭𝐢𝐯𝐨 𝐚𝐫𝐭𝐢𝐬𝐭𝐢𝐜𝐨 𝐒𝐤𝐢𝐦𝐦𝐞𝐫 presso il Museo sul “Pire”

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23/11/2025 15:00 - 17:00
𝑺𝑪𝑬𝑮𝑳𝑰 𝑼𝑵𝑨 𝑫𝑶𝑴𝑬𝑵𝑰𝑪𝑨 𝑫𝑰𝑽𝑬𝑹𝑺𝑨!
𝑰𝙣𝙘𝙤𝙣𝙩𝙧𝙞 𝙖𝙡 𝙈𝙪𝙨𝙚𝙤
𝐃𝐨𝐦𝐞𝐧𝐢𝐜𝐚 𝟐𝟑 𝐧𝐨𝐯𝐞𝐦𝐛𝐫𝐞 𝐚𝐥𝐥𝐞 𝟏𝟓
𝙇𝙖 𝙩𝙚𝙧𝙧𝙞𝙗𝙞𝙡𝙚 𝙡𝙚𝙜𝙜𝙚𝙣𝙙𝙖 𝙙𝙚𝙡 𝙋𝙞𝙧𝙚
Mostra del 𝐂𝐨𝐥𝐥𝐞𝐭𝐭𝐢𝐯𝐨 𝐚𝐫𝐭𝐢𝐬𝐭𝐢𝐜𝐨 𝐒𝐤𝐢𝐦𝐦𝐞𝐫𝐬
Ingresso gratuito
Il pomeriggio, con la partecipazione degli amministratori locali, dell’Associazione Paesana di Trassilico e di Italo Pierotti, vuole accendere una piccola luce sulle problematiche delle aree interne, che corrono il rischio di scomparire senza una adeguata progettazione che miri a preservare e valorizzare il loro ricco patrimonio culturale e paesaggistico.
Gli Skimmers, movimento artistico multidisciplinare nato a Livorno all’inizio del 2023, racconteranno la storia della rinascita che, tra mille difficoltà, si sta compiendo in un piccolo gioiellino abbarbicato sulle Apuane: Trassilico. Il paese, con le sue bellezze paesaggistiche e il suo patrimonio storico, artistico e culturale, offre ai visitatori un’esperienza totalizzante e immersiva, dove è possibile riscoprire antichi valori e tradizioni. Inoltre, per quanto riguarda l’immaginario collettivo, gli Skimmers hanno raccolto dalla viva voce di alcuni abitanti la leggenda del Pire: una creatura, un’entità che nessuno ha mai visto, ma che quando si palesa con il suo terribile verso è annunciatrice di sventure.
“La scorsa estate – raccontano gli Skimmers - abbiamo realizzato una mostra di pittura, scultura e fotografia che riproponiamo al Museo Italiano dell’Immaginario Folklorico. È nostra intenzione donare alcune opere, affinché entrino a far parte della fantastica (è proprio il caso di dirlo) collezione del Museo. Abbiamo, inoltre, filmato la testimonianza di Italo Pierotti, intellettuale trassilichino doc, che ci ha raccontato tutto quello che sapeva sul Pire, compresa la sua esperienza diretta: Italo, infatti, sostiene di averlo udito da bambino.” Durante il vernissage verrà presentato il video suddetto, che diventerà poi parte della collezione del Museo.
Il video è disponibile al link:
 
 
 

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    È possibile assistere all’incontro sia in presenza, presso la sede del Museo, in Via Ducale 4 a San Michele, che online, prenotandosi al link: https://bit.ly/gennaio26

    Nelle tradizioni alpine, l’Uomo selvaggio è una sorta di essere primordiale: vive quasi sempre ai limiti della civiltà e i suoi atteggiamenti, rispetto all’“uomo civile”, sono caratterizzati da una notevole diffidenza. Nitida espressione dell’alterità, è il protagonista di tante leggende delle Alpi, da occidente a oriente e occupa una posizione importante nei carnevali, dove spesso impersona l’inverno. Guardando all’interno della mitologia alpina, scopriamo che l’Uomo selvaggio viene indicato come “eroe culturale”, cioè colui che ha insegnato qualcosa di fondamentale alle genti autoctone: arte casearia, agricoltura, attività mineraria, ecc. Poi, dopo aver trasferito quasi totalmente i propri segreti ai pastori e ai contadini, fugge nella montagna o nel bosco (in genere perché vittima degli scherzi e dell’incomprensione dell’uomo civile) da cui non farà più ritorno. Contrassegnato da una serie di “motivi ricorrenti”, l’Uomo selvaggio presenta comunque peculiarità

    e localismi che danno forma a un’articolata struttura mitica di grande interesse antropologico e certo non priva di fascino. Il Professor Centini si occupa di questo mito da ormai da molti anni e all’argomento ha dedicato alcune ricerche sul campo, tre libri, numerosi articoli, relazioni e un film: “La montagna incantata”, realizzato da Rai2, con la regia di Giovanni Minoli e girato fra Alpi, Montagne Rocciose e Himalaya.

    Massimo Centini (1955), laureato in Antropologia culturale presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Torino. È stato docente a contratto di Antropologia culturale. Da quando è in pensione la sua attività didattica è ristretta a lezioni e seminari con Università online e alla collaborazione con la Fondazione Università Popolare di Torino dove insegna Antropologia culturale e Antropologia dell’arte. Ha pubblicato saggi con Mondadori, Piemme, Rusconi, Newton & Compton, Yume, Xenia, Diarkos, Giunti e altri. Alcuni dei suoi volumi sono stati tradotti in varie lingue.