Giovedì al Museo – Andrea Campoli presenta Castrum de Atrium

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06/10/2022 21:00 - 22:00

Intorno all’anno mille sulle alture di Castelvecchio, luogo in cui era stato edificato dai Romani un fortilizio di guardia caduto in rovina, viene costruita una Basilica a forma di croce latina. È il Vescovo di Lucca a farla edificare e gli abitanti sono incaricati dei lavori, realizzati grazie a un tesoro nascosto nelle viscere della terra e ritrovato. “Castrum de atrium” presenta uno spaccato della realtà contadina di quel tempo, delle condizioni di vita primarie, delle tecniche di costruzione e dei mestieri dell’epoca. Vari personaggi, tra i quali preti, frati, streghi e lestofanti di ogni tipo, si rincorrono e si nascondono tra le righe di questa storia. Tra questi anche un Tramandator, che di generazione in generazione, oralmente, tramanda la storia della Garfagnana, che due dei protagonisti della vicenda devono imparare a memoria. Un romanzo con basi storiche legato alla montagnola di Castelvecchio, che sovrasta l’abitato di Piazza al Serchio.

Andrea Campoli, è nato a Castelnuovo di Garfagnana nel 1952 e risiede da sempre nel paese di S. Anastasio, Comune di Piazza al Serchio. Ha iniziato come “folatore” per poi passare alla scrittura. Vincitore di importanti premi letterari, ha all’attivo numerose pubblicazioni, tra cui “Apuani” (2019) e “Una magnifica annata” (2021). Con Marinella Campoli ha scritto alcuni libri di cucina “Antichi sapori apuani. Ricette e segreti” (2020) e “Polenta e ossi. Il mangiar bene in Garfagnana in 90 ricette” (2020).

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  • 19/02/2026 21:00 - 19/03/2026 23:00

    Si parlerà di fate, creature arcane complesse e ambigue, presenti da tempo immemorabile nell'immaginario universale, nell’appuntamento del 19 febbraio alle ore 21 dei Giovedì al Museo dal titolo Alle origini della fata. Caratteri di una figura archetipica dell'immaginario, ospite Carla Beatrice Lomi. È possibile assistere all’incontro unicamente online, prenotandosi al link: https://bit.ly/febbraio26; si rilascia attestato di partecipazione su richiesta.

    Le fate hanno lasciato traccia di sé nella toponomastica e nel folclore di tutti i paesi, nella parola persuasiva dei miti, delle fiabe, della poesia. Circoscritto il loro albero genealogico e ricondotto alle Parche, - dee del destino – e alle ninfe, dee della natura, Lomi rileggerà brevemente le storie di Melusina e Morgana, le due fate che campeggiano nei domini letterari medievali, quali manifestazioni dell'archetipo dell'Anima, nell'isomorfismo che le unisce alla Grande Dea. Figure della metamorfosi (simbolo della stessa resilienza umana) alimentano nel soggetto la speranza creatrice, ma anche le possibilità di dar vita ad un sogno collettivo che si è affacciato a più riprese sul proscenio della coscienza storica e che oggi anima l'ecologia profonda. Nelle loro vicende di madrine o amanti soprannaturali che si uniscono agli umani portando abbondanza di doni, è infatti possibile rintracciare le condizioni di un incontro - non ancora pienamente avvenuto, tra femminile e maschile, natura e cultura, umano e divino - a cui più soggetti, ancora oggi, guardano come possibilità e domanda.

    Carla Beatrice Lomi, laureata in Pedagogia con il professore Franco Cambi, ha conseguito il diploma del Corso di Perfezionamento Post Laurea in Estetica e ermeneutica delle forme e processi simbolici all'Università di Firenze. È ricercatrice dell'ARPA JUNG. Già referente del Gruppo di Studio Interdisciplinare sulla fiaba dell'IAAPs, è condirettrice della collana editoriale Amore e Psiche della Casa Editrice Moretti&Vitali. Ha curato rassegne letterarie dedicate alla conoscenza delle fiabe e dei classici della letteratura. È autrice del volume All'origine della fata. La donna e la sua psiche allo specchio (Edizioni della Meridiana, Firenze 2004) e coautrice e curatrice del volume Arazzi fiabeschi. Il mondo delle fiabe nell'età della globalizzazione (edizioni Nicomp, Firenze, 2011). Il suo saggio Le fate tra illusioni e disincanto. L'anima femminile e la poesia della natura (Moretti&Vitali Editori, Bergamo, 2022) ha ricevuto più premi letterari.