Due Ponti e un Castello – Tour guidato fra storia e immaginario

29/07/2022 17:00 - 19:00
Ebbene sì! Ripartiamo gambe in spalla il #15luglio alle #ore17 dalla sede del Museo per il Tour guidato “DUE PONTI E UN CASTELLO – Percorso nella natura, nella storia e nell’immaginario”: un itinerario immerso nel verde sulle tracce della storia locale e delle leggende della tradizione orale nate in questo territorio, un anello da percorrere a piedi fra San Michele e Piazza al Serchio, toccando il Ponte medievale di San Michele, il Castello e il Ponte di Piazza Bassa per poi tornare al punto di partenza.
Potremo così scoprire, ad esempio, che il nome di Piazza sembra derivare da plàtea, lo spazio erboso intorno alla pieve, dove la comunità si riuniva per mercati e fiere e che l’origine dell’insediamento di San Michele si può far risalire all’epoca dell’invasione longobarda e che i suoi feudatari ebbero residenza in un castello eretto su un poggio tra Piazza e Nicciano. In questi stessi luoghi hanno trovato origine le storie del #folklore abitate da #streghi e #fantasmi, da #gattineri gettati giù dal Ponte di San Michele, da donne che scommettono sul proprio coraggio, dalla Contessa Matilde e dal distruttivo #corvonero.
Durata prevista: circa due ore
Necessaria la prenotazione telefonica al 351 952 7312
Il #Tour verrà replicato il 29 luglio e il 5, 12 e 19 agosto

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  • 22/10/2026 21:00 - 22/10/2026 22:00

    Narrazioni epiche nella cultura popolare italiana.

    L’Opera dei Pupi siciliana e il Maggio tosco-emiliano

    L’analisi e il confronto di due fra le più interessanti e longeve espressioni di messa in scena popolare italiana animano l’appuntamento dei Giovedì al Museo del 22 ottobre alle ore 21, una serata che unisce approfondimento scientifico, proiezioni video e performance dal vivo:  la Professoressa Jo Ann Cavallo, in collegamento da New York, presenta il volume Narrazioni epiche nella cultura popolare italiana. L’Opera dei Pupi siciliana e il Maggio tosco-emiliano (Edizioni Museo Pasqualino, Palermo 2025), con il contributo di Rosario Perricone, editore e  Direttore del Museo Internazionale delle Marionette Antonio Pasqualino. È possibile assistere all’incontro sia in presenza che online, prenotandosi al link: bit.ly/giovediottobre.

    Sebbene le tradizioni folkloriche vengano talvolta considerate forme conservatrici di espressione culturale, in quanto tramandano modalità rappresentative di generazione in generazione, i saggi raccolti in questo volume dimostrano che la messa in scena delle narrazioni epiche nell’Opera dei Pupi e nel Maggio epico è tutt’altro che una rievocazione statica. Anche nella loro condizione attuale, mentre lottano per sopravvivere in una società ultratecnologica, l’Opera dei Pupi e il Maggio epico restano forme d’arte vive e aperte all’innovazione, che continuano a trarre la loro principale ispirazione dal monumentale patrimonio letterario italiano ed europeo. Pur fondandosi su conflitti drammatizzati, entrambe le tradizioni propongono testi e spettacoli che mettono in discussione rigidi schemi identitari collettivi e promuovono la comprensione reciproca: così facendo, pupari e maggerini non solo continuano a intrattenere il pubblico, ma contribuiscono anche a riflettere e a intervenire su questioni urgenti del nostro tempo. 

    Chiude l’incontro Michele Neri, contastorie e lettore, con il canto di un’ottava dall'Orlando Innamorato, quando si assiste all'arrivo di Angelica alla corte di Re Carlo Magno.

    Jo Ann Cavallo è Professoressa di Italianistica alla Columbia University, dove insegna dal 1988. Ha pubblicato numerosi studi sulla letteratura e sulla cultura italiana, con particolare attenzione all’epica cavalleresca e alle sue rielaborazioni nelle tradizioni popolari. Ha creato e gestisce i siti web eBOIARDO e World Epics; ed è fondatrice e curatrice della collana editoriale Anthem World Epic and Romance.

    ALtre informazioni: La Bibbia dei pupari nella terra del Maggio. Le idee di Jo Ann Cavallo sull’epica popolare – Il maggio drammatico 

  • 29/10/2026 21:00 - 29/10/2026 22:00

    Fiaba scelta da Anna Maria De Majo

    Commento di Pietro Clemente