Canto del maggio festival 2024 – Rinaldo Innamorato

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06/06/2024 14:30 - 16:00

Classe 1° - Scuola Secondaria di primo grado “T.Santini” I.C. di Piazza al Serchio

La rappresentazione si inserisce all’interno dell’ #edizione2024 del 𝑪𝒂𝒏𝒕𝒐 𝒅𝒆𝒍 𝑴𝒂𝒈𝒈𝒊𝒐 𝑭𝒆𝒔𝒕𝒊𝒗𝒂𝒍: 𝒖𝒏 𝒑𝒆𝒓𝒄𝒐𝒓𝒔𝒐 𝒏𝒆𝒍𝒍𝒂 𝒔𝒄𝒖𝒐𝒍𝒂, 𝒏𝒆𝒍𝒍𝒂 𝒄𝒖𝒍𝒕𝒖𝒓𝒂, 𝒏𝒆𝒍𝒍𝒂 𝒕𝒓𝒂𝒅𝒊𝒛𝒊𝒐𝒏𝒆, ideato dall’ Associazione La Giubba con il Museo Italiano dell’Immaginario Folklorico e l’Istituto Comprensivo di Piazza al Serchio, con il contributo di: Consiglio Regionale della Toscana, Parco Nazionale dell'Appennino Tosco Emiliano, Comune di Castelnuovo di Garfagnana, Fondazione CRL e la Compagnia Il Giunco ODV.

Per rigenerare il Maggio, obiettivo del progetto, risignificarlo al mondo attuale e renderlo spendibile anche sul piano del turismo, è necessario coinvolgere coloro che nel territorio vivono e operano, soprattutto le giovani generazioni. Iniziato lo scorso anno scolastico e ripreso quest’inverno con gli stessi studenti passati dalla scuola primaria alla media, il laboratorio, della durata di quattro mesi, ha coinvolto i ragazzi in un percorso di insegnamento della storia e di educazione all’esercizio della musicalità, del ritmo e della memoria. Sotto la guida del cantore #FerdinandoMori e della Professoressa #LauraVeroni, che hanno anche riadattato il testo, riscritto in precedenza dall’originale da Andrea Bertei, l’esperienza ha voluto soprattutto rinsaldare il rapporto con la tradizione del territorio e fra le generazioni, con l’intento di lasciare nei ragazzi una traccia profonda da continuare a valorizzare nel tempo.

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  • 15/01/2026 21:00 - 15/01/2026 23:00

    Chi è l’Uomo selvaggio che popola le montagne e quale il rapporto che lo lega agli uomini con cui condivide il territorio? Un incontro di approfondimento su questa figura si terrà il 15 gennaio alle ore 21 per gli appuntamenti dei Giovedì al Museo con la conferenza L’Uomo selvaggio. Folklore, arte e letteratura per una figura mitica della montagna, ospite il Professor Massimo Centini.

    È possibile assistere all’incontro sia in presenza, presso la sede del Museo, in Via Ducale 4 a San Michele, che online, prenotandosi al link: https://bit.ly/gennaio26

    Nelle tradizioni alpine, l’Uomo selvaggio è una sorta di essere primordiale: vive quasi sempre ai limiti della civiltà e i suoi atteggiamenti, rispetto all’“uomo civile”, sono caratterizzati da una notevole diffidenza. Nitida espressione dell’alterità, è il protagonista di tante leggende delle Alpi, da occidente a oriente e occupa una posizione importante nei carnevali, dove spesso impersona l’inverno. Guardando all’interno della mitologia alpina, scopriamo che l’Uomo selvaggio viene indicato come “eroe culturale”, cioè colui che ha insegnato qualcosa di fondamentale alle genti autoctone: arte casearia, agricoltura, attività mineraria, ecc. Poi, dopo aver trasferito quasi totalmente i propri segreti ai pastori e ai contadini, fugge nella montagna o nel bosco (in genere perché vittima degli scherzi e dell’incomprensione dell’uomo civile) da cui non farà più ritorno. Contrassegnato da una serie di “motivi ricorrenti”, l’Uomo selvaggio presenta comunque peculiarità

    e localismi che danno forma a un’articolata struttura mitica di grande interesse antropologico e certo non priva di fascino. Il Professor Centini si occupa di questo mito da ormai da molti anni e all’argomento ha dedicato alcune ricerche sul campo, tre libri, numerosi articoli, relazioni e un film: “La montagna incantata”, realizzato da Rai2, con la regia di Giovanni Minoli e girato fra Alpi, Montagne Rocciose e Himalaya.

    Massimo Centini (1955), laureato in Antropologia culturale presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Torino. È stato docente a contratto di Antropologia culturale. Da quando è in pensione la sua attività didattica è ristretta a lezioni e seminari con Università online e alla collaborazione con la Fondazione Università Popolare di Torino dove insegna Antropologia culturale e Antropologia dell’arte. Ha pubblicato saggi con Mondadori, Piemme, Rusconi, Newton & Compton, Yume, Xenia, Diarkos, Giunti e altri. Alcuni dei suoi volumi sono stati tradotti in varie lingue.