Mi Sol Si Re CAA (Tralerighelibri, 2025) di Marco Bonini e Arianna Peccioli

07/05/2026 21:00 - 23:00

Un racconto inclusivo che utilizza simboli e immagini per supportare la comunicazione, ideale per bambini e per chi ha difficoltà linguistiche, che ci ricorda che la lettura è un diritto universale e non un privilegio:  Mi Sol Si Re CAA (Tralerighelibri, 2025) di Marco Bonini e Arianna Peccioli verrà presentato il 7 maggio alle ore 21 per i Giovedì al Museo da Marco Bonini e Giovanna Mariani in presenza presso la Sala della Narrazione del Museo. È possibile assistere all’incontro sia in presenza che online, prenotandosi al link: https://bit.ly/giovedimaggio.

Mi Sol Si Re CAA racconta la storia della piccola Ambra e di uno strano spartito musicale senza note: riuscirà la bambina a scoprire i motivi di questo pasticcio?  Inizia così il libro, interamente creato in CAA, ovvero Comunicazione Aumentativa e Alternativa, un approccio che utilizza strategie e strumenti (simboli, immagini, gesti, tecnologie) per supportare le persone con difficoltà di linguaggio. La CAA non sostituisce il linguaggio verbale, ma lo potenzia e lo integra, permettendo alle persone di esprimere bisogni, desideri e pensieri, migliorando così la loro qualità di vita e le interazioni sociali. Questo metodo apre le porte alla conoscenza, alla libertà di pensiero e alla partecipazione sociale anche alle persone con disabilità intellettiva. Tutti possono accedere ai libri, alle storie e alle informazioni in forme adatte alle loro capacità e ai loro ritmi, esercitando non solo un diritto, ma affermando anche la propria dignità e il proprio valore. La Comunicazione Aumentativa e Alternativa garantisce il diritto all’accesso ai libri usando un linguaggio semplice, con immagini chiare e strumenti digitali inclusivi.

Marco Bonini (1971) è tecnico delle industrie elettriche ed elettroniche. Nella collana Nero di Tralerighe Libri ha pubblicato: Omicidi sulla via del Volto Santo, La rosa nera e La vendetta del Cardinale. Vincitori di premi e menzioni d’onore a diversi concorsi con suoi racconti e poesie, fra tutti ricordiamo il terzo posto al Concorso Nuovi Occhi sul Mugello 2026 con il racconto Ombre su Dicomano e la menzione d’onore al Premio Centurione 2026 di Aulla con il racconto La bruma su Terrarossa.

Arianna Peccioli  è insegnate di sostegno nella scuola dell’infanzia.

Giovanna Mariani, terapista della Riabilitazione, Psicologa dello sviluppo ed Educazione e Psicoterapeuta a indirizzo cognitivo comportamentale, lavora a Castelnuovo di Garfagnana e presso l’Associazione il Sogno, con interventi rivolti a bambini, adolescenti e adulti per problematiche di vario genere. Si occupa inoltre  di disabilità con percorsi riabilitativi volti al miglioramento e al recupero delle abilità carenti, al miglioramento dell’autonomia personale e sociale e alla qualità di vita delle famiglie.

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    CONVEGNO INTERNAZIONALE

    Il convegno cerca di dare continuazione alle più recenti ricerche su Collodi e la sua opera, con interventi qualificati di studiosi e conoscitori della materia provenienti da vari settori disciplinari: storico, letterario, antropologico, psicologico, semiotico e pedagogico (Sonia Giusti, Floriana Ciccodicola, Franco Cambi, Daniela Marcheschi, Carla Beatrice Lomi, Gian Franco Gianotti, Alberto Borghini). Nel contempo, si propone di aprire un dialogo interculturale con ricerche collodiane di altri paesi del mondo, in particolare con figure di docenti attivi in area portoghese e spagnola (Daniela Marcheschi, Sueti de Sousa Cagneti, Alcione Pauli, Mirna Rosibel Meza Herrera).

    Portano il loro contributo al convegno l’Università di Cassino e del Lazio meridionale, l’Universidade Aberta di Lisbona, la Fondazione Nazionale Carlo Collodi, la Via Europea della Fiaba (di cui La Giubba APS fa parte), il Museo Italiano dell’Immaginario Folklorico e il Comune di Piazza al Serchio che ne è proprietario, l’Istituto Comprensivo Statale di Piazza al Serchio che ospita il convegno, l’Associazione di studi storico-antropologici “Leone Verde APS”, il Laboratorio di Antropologia sociale “Ernesto De Martino”, l’Osservatorio per la Memoria storica, l’Intercultura, Diritti umani e Sviluppo sostenibile “Minds-Luciano Dondoli-Lapass”. Nel convegno la prof.ssa Marcheschi coordinerà gli interventi delle relatrici straniere.

    La figura di Carlo Collodi vive oggi una stagione di pieno riconoscimento della sua statura di intellettuale laico, attivo nella realtà sociale e politica toscana e nazionale del periodo postunitario. La sua opera eclettica, poliedrica e sorretta da robusta cultura classica, è stata spesso adombrata dal successo sfolgorante, consacrato da lettori di tutto il mondo, del romanzo-favola che narra le avventure di un burattino ribelle e irriverente, libero e curioso di vivere ogni esperienza.

    Il capolavoro narrativo, oggetto di una passione totalizzante quale si tributa solo ai grandi geni della letteratura mondiale, ha catalizzato attenzione critica ed entusiasmo di pubblico come un faro luminoso, facendo spesso dimenticare che fu il risultato della ricchezza di interessi e dello spessore intellettuale del suo creatore. Il percorso di formazione di Collodi non attraversa le accademie, ma si muove e si sviluppa entro una miriade di attività e di rapporti sociali e culturali che lasceranno un’impronta originale nel Pinocchio: la storia del burattino non fu dunque una cometa isolata, ma il frutto di una personalità inventiva, proteiforme e innovativa di giornalista, commediografo, critico musicale, polemista, scrittore di libri per l’infanzia come Giannettino e Minuzzolo (ma Pinocchio è ben altro, non rientra in quest’ultima categoria).

    Fu inoltre un attivista risorgimentale di matrice mazziniana, fondatore di riviste satiriche e brillante cultore di uno stile umoristico-caricaturale che guardava ai modelli europei, in particolare a quello anglosassone. L’attività giornalistica di Collodi fu un laboratorio determinante per l’elaborazione di una lingua e di uno stile nuovi nel panorama postunitario, di una tecnica narrativa nutrita di abitudine alla critica e alla cronaca di costume.

    La prosa del Pinocchio è tesa, scattante, ricca di energia umorale, di dialoghi veloci e icastici, di parodie, divagazioni, ritratti caricaturali e trovate ironiche: Collodi inaugura così una scrittura agile e anticonformista, uno stile narrativo antiretorico, vicino alla lingua orale del popolo, che rifugge dai modelli ottocenteschi imperanti ponendosi al crocevia tra cultura popolare, tradizione letteraria e modernità mediale. In Collodi la fiaba/favola non è genere d’intrattenimento, in quanto si fa strumento di critica sociale e specchio delle tensioni dell’Italia post-risorgimentale, divisa tra libertà e conformismo, tra slancio ideale e adattamento sociale; ma principalmente la fiaba/favola è forma narrativa di elaborazione fantastica, spazio simbolico capace di dar voce all’immaginario folklorico trasformando le contingenze storiche in racconto esemplare di respiro universale.