Incontri al museo – Giochiamo con gli streghi

16/03/2025 16:00 - 18:00
𝐔𝐧 𝐩𝐨𝐦𝐞𝐫𝐢𝐠𝐠𝐢𝐨 𝐝𝐢 𝐠𝐢𝐨𝐜𝐨 𝐢𝐧 𝐜𝐨𝐦𝐩𝐚𝐠𝐧𝐢𝐚 𝐝𝐞𝐠𝐥𝐢 𝐒𝐭𝐫𝐞𝐠𝐡𝐢!
Con il 𝐧𝐮𝐨𝐯𝐨 𝐠𝐢𝐨𝐜𝐨 𝐝𝐢 𝐫𝐮𝐨𝐥𝐨 𝐧𝐨𝐭 𝐭𝐡𝐞 𝐞𝐧𝐝 𝐜𝐨𝐧 𝐚𝐦𝐛𝐢𝐞𝐧𝐭𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐟𝐨𝐥𝐤𝐥𝐨𝐫𝐞 ideato da Garfaludica APS – La Tana dei Goblin di Castelnuovo di Garfagnana potrai incontrare o addirittura interpretare la figura dello Strego, inventando e sviluppando la storia che vorrai vivere insieme agli altri giocatori semplicemente basandoti sulla tua immaginazione: puoi decidere se partecipare a una processione di lumini, ballare intorno a un albero o trasformarti in un animale! Ma attento … qualcuno potrebbe bloccarti con uno stiletto!

𝐓𝐢 𝐚𝐬𝐩𝐞𝐭𝐭𝐢𝐚𝐦𝐨! Iscriviti qui: https://bit.ly/incontri25

 
Non è richiesta nessuna conoscenza pregressa e nessun materiale. 𝐄𝐭à 𝐜𝐨𝐧𝐬𝐢𝐠𝐥𝐢𝐚𝐭𝐚: +𝟏𝟔𝐚𝐧𝐧𝐢

I partecipanti a un gioco di ruolo simulano di vivere avventure avvincenti, interpretando ciascuno il ruolo di un personaggio di fantasia, dotato di capacità particolari, sotto la guida di un giocatore più esperto. Il divertimento maggiore consiste proprio nell’interpretare i ruoli dei personaggi scelti e vivere avventure fantasiose in allegra compagnia. Ogni gioco di ruolo può considerarsi un genere di svago senza fine; infatti, essendo basato su una sequenza di storie vissute con l’immaginazione, può continuare nel tempo, di partita in partita, sempre con gli stessi personaggi, come in un serial televisivo. Alla fine del gioco non ci sono né vinti né vincitori, ma solo la soddisfazione di aver interpretato in modo adeguato il ruolo prescelto!

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  • 18/09/2026 20:00 - 18/09/2026 23:00

    Castelnuovo di Garfagnana

  • 26/09/2026 09:00 - 26/09/2026 19:00

    CONVEGNO INTERNAZIONALE

    Il convegno cerca di dare continuazione alle più recenti ricerche su Collodi e la sua opera, con interventi qualificati di studiosi e conoscitori della materia provenienti da vari settori disciplinari: storico, letterario, antropologico, psicologico, semiotico e pedagogico (Sonia Giusti, Floriana Ciccodicola, Franco Cambi, Daniela Marcheschi, Carla Beatrice Lomi, Gian Franco Gianotti, Alberto Borghini). Nel contempo, si propone di aprire un dialogo interculturale con ricerche collodiane di altri paesi del mondo, in particolare con figure di docenti attivi in area portoghese e spagnola (Daniela Marcheschi, Sueti de Sousa Cagneti, Alcione Pauli, Mirna Rosibel Meza Herrera).

    Portano il loro contributo al convegno l’Università di Cassino e del Lazio meridionale, l’Universidade Aberta di Lisbona, la Fondazione Nazionale Carlo Collodi, la Via Europea della Fiaba (di cui La Giubba APS fa parte), il Museo Italiano dell’Immaginario Folklorico e il Comune di Piazza al Serchio che ne è proprietario, l’Istituto Comprensivo Statale di Piazza al Serchio che ospita il convegno, l’Associazione di studi storico-antropologici “Leone Verde APS”, il Laboratorio di Antropologia sociale “Ernesto De Martino”, l’Osservatorio per la Memoria storica, l’Intercultura, Diritti umani e Sviluppo sostenibile “Minds-Luciano Dondoli-Lapass”. Nel convegno la prof.ssa Marcheschi coordinerà gli interventi delle relatrici straniere.

    La figura di Carlo Collodi vive oggi una stagione di pieno riconoscimento della sua statura di intellettuale laico, attivo nella realtà sociale e politica toscana e nazionale del periodo postunitario. La sua opera eclettica, poliedrica e sorretta da robusta cultura classica, è stata spesso adombrata dal successo sfolgorante, consacrato da lettori di tutto il mondo, del romanzo-favola che narra le avventure di un burattino ribelle e irriverente, libero e curioso di vivere ogni esperienza.

    Il capolavoro narrativo, oggetto di una passione totalizzante quale si tributa solo ai grandi geni della letteratura mondiale, ha catalizzato attenzione critica ed entusiasmo di pubblico come un faro luminoso, facendo spesso dimenticare che fu il risultato della ricchezza di interessi e dello spessore intellettuale del suo creatore. Il percorso di formazione di Collodi non attraversa le accademie, ma si muove e si sviluppa entro una miriade di attività e di rapporti sociali e culturali che lasceranno un’impronta originale nel Pinocchio: la storia del burattino non fu dunque una cometa isolata, ma il frutto di una personalità inventiva, proteiforme e innovativa di giornalista, commediografo, critico musicale, polemista, scrittore di libri per l’infanzia come Giannettino e Minuzzolo (ma Pinocchio è ben altro, non rientra in quest’ultima categoria).

    Fu inoltre un attivista risorgimentale di matrice mazziniana, fondatore di riviste satiriche e brillante cultore di uno stile umoristico-caricaturale che guardava ai modelli europei, in particolare a quello anglosassone. L’attività giornalistica di Collodi fu un laboratorio determinante per l’elaborazione di una lingua e di uno stile nuovi nel panorama postunitario, di una tecnica narrativa nutrita di abitudine alla critica e alla cronaca di costume.

    La prosa del Pinocchio è tesa, scattante, ricca di energia umorale, di dialoghi veloci e icastici, di parodie, divagazioni, ritratti caricaturali e trovate ironiche: Collodi inaugura così una scrittura agile e anticonformista, uno stile narrativo antiretorico, vicino alla lingua orale del popolo, che rifugge dai modelli ottocenteschi imperanti ponendosi al crocevia tra cultura popolare, tradizione letteraria e modernità mediale. In Collodi la fiaba/favola non è genere d’intrattenimento, in quanto si fa strumento di critica sociale e specchio delle tensioni dell’Italia post-risorgimentale, divisa tra libertà e conformismo, tra slancio ideale e adattamento sociale; ma principalmente la fiaba/favola è forma narrativa di elaborazione fantastica, spazio simbolico capace di dar voce all’immaginario folklorico trasformando le contingenze storiche in racconto esemplare di respiro universale.