Giovedì al Museo: “La Terra degli Streghi” – Un Viaggio nell’Identità Culturale della Garfagnana

14/11/2024 21:00 - 23:00

Giovedì al Museo

Come nasce l’idea di un film che racconta l’identità culturale di un territorio, come si sviluppa in un piano concreto, quale l’apporto delle giovani generazioni alla sua realizzazione? Di questo si parlerà nella Sala della Narrazione il 14 novembre alle ore 21.00, per il consueto appuntamento dei Giovedì al Museo, con la presentazione del progetto La Terra degli Streghi, un film che esplora l’anima profonda della Garfagnana e della Media Valle del Serchio, terre antiche e misteriose della Toscana, ospite Francesco Tomei. È possibile assistere all’incontro sia in presenza, presso la sede del Museo, in Via Ducale 4 a San Michele, che online, prenotandosi al link: https://bit.ly/museonovembre24.

La Garfagnana e la Media Valle del Serchio sono territori di confine, avvolti da un’aura di mistero e leggende che per millenni hanno plasmato il modo di vivere e di pensare dei suoi abitanti. La Terra degli Streghi è un viaggio affascinante nella cultura e nelle radici di un popolo, dove la modernità si intreccia con il passato e le antiche leggende locali offrono spunti di riflessione sull’identità culturale e collettiva. Attraverso le immagini e le voci dei protagonisti, il progetto restituisce vita a storie che rischiano di essere dimenticate, invitando lo spettatore a scoprire il fascino nascosto di un territorio dalla ricca eredità immateriale.

Insieme a Francesco Tomei, sceneggiatore, saranno presenti al Museo per  approfondire il tema le figure di spicco nel campo della cultura locale che sono intervenute nel film: Lucia Morelli, esperta di architettura vernacolare e storica dell’arte; il Professor Oscar Guidi, autore di numerose pubblicazioni sulla storia della Garfagnana; Umberto Bertolini, curatore del Museo dell’Immaginario Folklorico e Manola Bartolomei, lettrice; Andrea Campoli, folatore del prezioso patrimonio orale della regione; Dario Filippi, dottorando in Storia Contemporanea all’Università di Salerno e collaboratore della Fondazione Mario Tobino.

Il progetto, nato nell’ambito del Piano Nazionale Cinema e Immagini per la Scuola, promosso dal MiC-Ministero della Cultura e dal MIM-Ministero dell’Istruzione e del Merito, con l’intento di avvicinare i giovani al linguaggio cinematografico e far loro scoprire il potenziale narrativo del proprio territorio, è stato interamente realizzato con il contributo degli studenti della classe IV D del Liceo Linguistico dell’ISI Barga durante l’anno scolastico 2022-2023, che hanno partecipato attivamente a tutte le fasi della produzione, esprimendo la loro creatività e il loro impegno. 

Il film documentario La Terra degli Streghi è diretto e montato da Stefano Cosimini, con sceneggiatura di Francesco Tomei e produzione di Simone Gonnelli ed è prodotto dall’Associazione Artistic Soul di Loredana Commonara.

Related upcoming events

  • 18/09/2026 20:00 - 18/09/2026 23:00

    Castelnuovo di Garfagnana

  • 26/09/2026 09:00 - 26/09/2026 19:00

    CONVEGNO INTERNAZIONALE

    Il convegno cerca di dare continuazione alle più recenti ricerche su Collodi e la sua opera, con interventi qualificati di studiosi e conoscitori della materia provenienti da vari settori disciplinari: storico, letterario, antropologico, psicologico, semiotico e pedagogico (Sonia Giusti, Floriana Ciccodicola, Franco Cambi, Daniela Marcheschi, Carla Beatrice Lomi, Gian Franco Gianotti, Alberto Borghini). Nel contempo, si propone di aprire un dialogo interculturale con ricerche collodiane di altri paesi del mondo, in particolare con figure di docenti attivi in area portoghese e spagnola (Daniela Marcheschi, Sueti de Sousa Cagneti, Alcione Pauli, Mirna Rosibel Meza Herrera).

    Portano il loro contributo al convegno l’Università di Cassino e del Lazio meridionale, l’Universidade Aberta di Lisbona, la Fondazione Nazionale Carlo Collodi, la Via Europea della Fiaba (di cui La Giubba APS fa parte), il Museo Italiano dell’Immaginario Folklorico e il Comune di Piazza al Serchio che ne è proprietario, l’Istituto Comprensivo Statale di Piazza al Serchio che ospita il convegno, l’Associazione di studi storico-antropologici “Leone Verde APS”, il Laboratorio di Antropologia sociale “Ernesto De Martino”, l’Osservatorio per la Memoria storica, l’Intercultura, Diritti umani e Sviluppo sostenibile “Minds-Luciano Dondoli-Lapass”. Nel convegno la prof.ssa Marcheschi coordinerà gli interventi delle relatrici straniere.

    La figura di Carlo Collodi vive oggi una stagione di pieno riconoscimento della sua statura di intellettuale laico, attivo nella realtà sociale e politica toscana e nazionale del periodo postunitario. La sua opera eclettica, poliedrica e sorretta da robusta cultura classica, è stata spesso adombrata dal successo sfolgorante, consacrato da lettori di tutto il mondo, del romanzo-favola che narra le avventure di un burattino ribelle e irriverente, libero e curioso di vivere ogni esperienza.

    Il capolavoro narrativo, oggetto di una passione totalizzante quale si tributa solo ai grandi geni della letteratura mondiale, ha catalizzato attenzione critica ed entusiasmo di pubblico come un faro luminoso, facendo spesso dimenticare che fu il risultato della ricchezza di interessi e dello spessore intellettuale del suo creatore. Il percorso di formazione di Collodi non attraversa le accademie, ma si muove e si sviluppa entro una miriade di attività e di rapporti sociali e culturali che lasceranno un’impronta originale nel Pinocchio: la storia del burattino non fu dunque una cometa isolata, ma il frutto di una personalità inventiva, proteiforme e innovativa di giornalista, commediografo, critico musicale, polemista, scrittore di libri per l’infanzia come Giannettino e Minuzzolo (ma Pinocchio è ben altro, non rientra in quest’ultima categoria).

    Fu inoltre un attivista risorgimentale di matrice mazziniana, fondatore di riviste satiriche e brillante cultore di uno stile umoristico-caricaturale che guardava ai modelli europei, in particolare a quello anglosassone. L’attività giornalistica di Collodi fu un laboratorio determinante per l’elaborazione di una lingua e di uno stile nuovi nel panorama postunitario, di una tecnica narrativa nutrita di abitudine alla critica e alla cronaca di costume.

    La prosa del Pinocchio è tesa, scattante, ricca di energia umorale, di dialoghi veloci e icastici, di parodie, divagazioni, ritratti caricaturali e trovate ironiche: Collodi inaugura così una scrittura agile e anticonformista, uno stile narrativo antiretorico, vicino alla lingua orale del popolo, che rifugge dai modelli ottocenteschi imperanti ponendosi al crocevia tra cultura popolare, tradizione letteraria e modernità mediale. In Collodi la fiaba/favola non è genere d’intrattenimento, in quanto si fa strumento di critica sociale e specchio delle tensioni dell’Italia post-risorgimentale, divisa tra libertà e conformismo, tra slancio ideale e adattamento sociale; ma principalmente la fiaba/favola è forma narrativa di elaborazione fantastica, spazio simbolico capace di dar voce all’immaginario folklorico trasformando le contingenze storiche in racconto esemplare di respiro universale.