L’eredità degli ultimi: la Costituzione Italiana nella microstoria de Gli scomunicati
In prossimità delle celebrazioni per la Festa della Liberazione, il Museo Italiano dell’Immaginario Folklorico si fa ancora una volta custode della memoria collettiva ospitando la presentazione dell’ultima fatica letteraria di Corrado Leoni: Gli scomunicati. Nascita della Costituzione (Kimerik, 2026). L’incontro, previsto per il ciclo “I Giovedì al Museo” del 16 aprile alle ore 21:00, offre uno spunto di riflessione imprescindibile per l’antropologia culturale e la demoetnoantropologia, invitandoci a rileggere la genesi della nostra Repubblica non attraverso i trattati istituzionali, ma attraverso le voci e i vissuti dei margini.
Dalla Macro-Storia alla “Storia Minima”: L’Agency dei Subalterni
Dal punto di vista antropologico, il romanzo di Leoni compie un’operazione fondamentale: sposta drasticamente l’asse d’osservazione dalla “Storia ufficiale” – quella, per intenderci, dei bollettini militari, delle diplomazie e dei comandi alleati – alla cosiddetta “storia minima” (o microstoria). I veri protagonisti del tessuto costituzionale italiano non vengono qui identificati nelle grandi figure di potere, ma in quella moltitudine di scomunicati: uomini e donne senza titoli, senza privilegi, e relegati nelle zone d’ombra della società.
L’autore restituisce agency (capacità di agire e autodeterminarsi) a queste figure silenziose. La genesi della Costituzione non ci viene restituita come una concessione calata dall’alto, ma come un’istanza nata dal basso, generata nelle “cucine fredde”, nelle “stalle malridotte”, nei “boschi oscuri” rifugio dei partigiani e tra le macerie dei borghi sbriciolati dai bombardamenti. È il popolo che, spogliato di tutto, trova l’audacia di pensare che il mondo possa (e debba) ricominciare da loro.
La Liberazione come Spazio Liminale e Cultura Materiale
Un tema centrale che emerge in maniera dirompente dalle pagine di Leoni è la concezione del periodo post-bellico come una vera e propria fase liminale. L’Italia descritta nel romanzo non è più quella del conflitto e del regime, ma non è ancora l’Italia istituzionalizzata e salda della Repubblica. Questo spazio “tra macerie e attese” rappresenta il classico rito di passaggio di una nazione: un terreno scosceso e incerto, in cui la Liberazione perde i contorni del mero trionfo retorico per assumere quelli di una faticosa, e talvolta cruda, ricostruzione sociale.
In questo quadro sospeso, la narrazione di Leoni si appoggia saldamente agli elementi della cultura materiale e dei gesti quotidiani, che per l’etnografo rappresentano i veri indicatori del mutamento sociale:
- Il cigolio di un furgone sovraccarico.
- Le mani stanche che distribuiscono la farina per la sopravvivenza.
- I saluti e gli sguardi, sospesi tra il cameratismo della lotta e l’incapacità – umana e profonda – di perdonare del tutto i torti subiti.
Sono questi i mattoni primordiali, impastati di vita vissuta, su cui si erige il nuovo patto sociale italiano.
Corrado Leoni: L’Autore e il Recupero della Memoria Popolare
La spiccata sensibilità di Corrado Leoni (nato a Dro, in Trentino, nel 1942) per le tematiche del lavoro, della marginalità e della memoria collettiva non nasce per caso. Fortificato da anni di lavoro in Germania e da una laurea in Economia Politica all’Università di Trento, Leoni ha declinato la sua successiva carriera di insegnante e scrittore mantenendo sempre un occhio di riguardo verso le figure periferiche della Storia.
La sua ricca bibliografia edita da Kimerik ne è la prova evidente: dalle figure resistenziali di Donna Luigia. Profuga e partigiana (2015) alle analisi socio-economiche (La miseria del sindacato italiano, Individuo Società Lavoro Capitale), fino all’esplorazione di vite segnate dalla subalternità e dal riscatto, come ne La mulatta (vincitore del Premio “Selezione Sandomenichino” 2021) o nel recente Gioventù senza mani (2024).
Di estremo rilievo per il nostro settore è, inoltre, il lavoro di documentazione e salvaguardia portato avanti da Leoni in collaborazione proprio con il Museo Italiano dell’Immaginario Folklorico. Lo scrittore si è reso protagonista di un prezioso intervento di recupero del corpus di ricerche del professor Augusto Cesare Ambrosi, mettendo a disposizione del sito del Museo i saggi di quest’ultimo sulle tradizioni e sul folclore, salvando così dall’oblio un patrimonio inestimabile di studi sul territorio lunigianese.
Gli scomunicati. Nascita della Costituzione si preannuncia non solo come un riuscito romanzo di narrativa storica, ma come una voce collettiva indispensabile per chiunque voglia esplorare le radici antropologiche del nostro vivere civile. Un’opera che ci costringe a camminare nuovamente su quelle “strade sconnesse” da cui, a fatica, un’intera nazione ha saputo rialzarsi.
Partecipare all’evento:
La presentazione si terrà alla presenza dell’autore giovedì 16 aprile alle ore 21:00 presso la Sala della Narrazione del Museo Italiano dell’Immaginario Folklorico.
È possibile assistere all’incontro sia in presenza che online, prenotandosi al link ufficiale: https://bit.ly/giovediaprile.
