Oltre la pietra: architettura vernacolare e identità di confine in Garfagnana
Di prossima presentazione, un volume che rilegge il patrimonio materiale e immateriale delle aree interne toscane come volano per uno sviluppo sostenibile.
Nel dibattito antropologico e architettonico contemporaneo, il concetto di “margine” sta vivendo una profonda risemantizzazione. Non più inteso come luogo dell’abbandono, ma come laboratorio di resilienza. È in questo solco che si inserisce la ricerca sull’architettura vernacolare in Garfagnana, i cui esiti sono ora raccolti in una pubblicazione che verrà presentata in un evento duale (in presenza e online).
Una metodologia partecipata e ministeriale
Il volume non è soltanto un catalogo di forme, ma il frutto di una convenzione operativa d’avanguardia siglata nel 2021 tra l’Unione Comuni Garfagnana e il DESTeC dell’Università di Pisa. La forza del progetto risiede nell’aver applicato gli strumenti di catalogazione dell’ICCD (Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione) a contesti spesso ignorati dalla “grande storia” dell’arte, restituendo dignità scientifica alle costruzioni “senza architetti”, nate dalle mani degli abitanti e dalle necessità del territorio.
I quattro casi studio: Terre di Confine
La ricerca ha individuato quattro borghi paradigmatici che fungono da lenti d’ingrandimento sulle dinamiche sociali e costruttive della valle:
- Albiano
- Sermezzana
- Sillico
- Trassilico
Questi luoghi condividono l’essere “terre di confine”. Dal punto di vista demoetnoantropologico, il confine non è solo un limite geografico, ma un luogo di scambio, di adattamento e di stratificazione culturale. L’architettura qui analizzata è “viva”: risponde a culture sismiche locali, a necessità agro-pastorali e a una gestione collettiva delle risorse che oggi chiameremmo sostenibilità.
Le curatrici: un approccio interdisciplinare
L’opera riflette la sinergia di tre profili di alto rilievo accademico e istituzionale, garantendo una visione olistica del bene culturale:
- Denise Ulivieri: Storica dell’architettura e membro esperto ICOMOS, porta lo sguardo lungo della conservazione internazionale e della tutela del patrimonio.
- Simona Lunatici: Esperta di catalogazione e digitalizzazione (ALES S.p.a./MiC), ha tradotto la materia grezza dell’edilizia rurale in dati scientifici e valorizzazione PNRR.
- Lucia Morelli: Storica dell’arte e Ambasciatrice UNESCO, ha curato il legame tra l’identità materiale (le mura) e quella immateriale (le storie, la didattica, il senso di appartenenza).
“L’architettura vernacolare non è un residuo del passato, ma una grammatica per il futuro dei nostri borghi.”
Perché partecipare
L’incontro si rivolge a studiosi, amministratori e cittadini interessati a capire come la promozione delle attività sociali e professionali all’interno delle aree interne passi necessariamente per la riscoperta della propria identità materiale. Abitare il borgo oggi significa conoscere la sapienza costruttiva di ieri per progettare uno sviluppo che sia, finalmente, a misura d’uomo e di territorio.
Dettagli dell’evento:
L’invito è aperto a tutti gli interessati. Sarà possibile seguire la presentazione sia in presenza che in modalità telematica, favorendo la più ampia partecipazione e il dibattito sulle strategie di ripopolamento e tutela delle aree interne.
