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L’Invisibile tra evoluzione e cognizione: Pietro Scarduelli ai “Giovedì al Museo”

Dall’adattamento ominide alla persistenza del sacro: una prospettiva neuro-antropologica.

Il prossimo 12 marzo, nell’ambito della rassegna “Giovedì al Museo”, si terrà un incontro di particolare rilievo per il dibattito demoetno-antropologico contemporaneo. Al centro della serata (ore 21:00, in modalità online) vi sarà la presentazione dell’ultimo saggio di Pietro Scarduelli: Il mondo invisibile. L’origine delle credenze religiose (Mimesis Edizioni, 2025).

1. La genesi dell’agente invisibile

La domanda che muove la ricerca di Scarduelli — già docente presso gli atenei di Torino, Milano Bicocca e del Piemonte Orientale — tocca le radici stesse dell’esperienza umana: perché l’uomo, in ogni latitudine e tempo, ha popolato il mondo di entità incorporee? Divinità, demoni, spiriti e antenati non sono interpretati qui come semplici costrutti culturali, ma come l’esito di precisi meccanismi cognitivi.

2. La tesi: Religione come “sottoprodotto evolutivo”

L’originalità del saggio risiede nell’abbracciare la prospettiva dell’antropologia cognitiva. Scarduelli sostiene che le credenze religiose non siano nate per una funzione specifica, ma siano il sottoprodotto accidentale (o spandrel) di due dispositivi cerebrali selezionati dall’evoluzione per la sopravvivenza:

  • HADD (Hyperactive Agency Detection Device): La tendenza ancestrale a rilevare “intenzionalità” anche dove non c’è (es. interpretare il fruscio di un cespuglio come la presenza di un predatore).
  • Teoria della Mente (ToM): La capacità di attribuire stati mentali, desideri e scopi ad altri esseri, estesa per analogia anche ad entità non visibili.

Questi meccanismi, fondamentali centinaia di migliaia di anni fa per sfuggire ai pericoli, continuerebbero a “sovra-generare” senso, portando l’essere umano a interagire con il mondo invisibile attraverso preghiere e sacrifici.

3. La persistenza del sacro nella modernità

L’approccio di Scarduelli offre una risposta illuminante a un paradosso della nostra epoca: perché la religione persiste nonostante il trionfo del pensiero scientifico? La risposta è biologica: la nostra architettura cerebrale è ancora quella dei cacciatori-raccoglitori. Le credenze non scompaiono perché non sono “errori logici”, ma prodotti fisiologici di una mente evolutasi per l’iper-interpretazione della realtà.


L’autore e l’incontro

Pietro Scarduelli porta in questo volume il distillato di decenni di ricerche sul campo — dal Congo all’Indonesia, dal Nepal al Bhutan — e di studi sui riti del potere e sullo sciamanesimo. Il dialogo si preannuncia come un momento fondamentale per riflettere su come la cultura (il rito) affondi le radici nella nostra natura biologica.

Dettagli dell’evento:

  • Data: 12 marzo 2026, ore 21:00
  • Modalità: Online (con prenotazione obbligatoria)
  • Link per l’accesso:https://bit.ly/giovedimarzo26
  • Certificazione: Disponibile attestato di partecipazione su richiesta.