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La fiaba come risorsa cognitiva

Il prof. Marco Dallari svolgerà la sua relazione giovedì 18 dicembre alle ore 21.00 negli incontri del Giovedì al ;Museo. Possibile prenotarsi a https://tinyurl.com/dicembremuseo25. Possibile seguire su https://bit.ly/meetmuseo e porre domande.

La fiaba non è un semplice intrattenimento per l’infanzia, ma un potente dispositivo cognitivo: organizza l’esperienza, modella il modo di pensare per storie e sostiene la costruzione dell’identità. In questo senso, la riflessione pedagogica di Marco Dallari sull’immaginario e sulla narrazione aiuta a leggere la fiaba come “luogo mentale” in cui si intrecciano emozioni, simboli e processi di conoscenza.journals.openedition

Fiaba come forma del pensiero

La psicologia culturale ha mostrato come il pensiero umano non sia solo logico‑paradigmatico, ma anche narrativo: usare la fiaba significa offrire al bambino una grammatica di situazioni, personaggi e trasformazioni che lo aiuta a dare senso al mondo. La struttura fiabesca (prova, ostacolo, aiuto, soluzione) rende pensabili i conflitti, li colloca in una sequenza temporale e permette di anticipare mentalmente esiti e alternative, esercitando memoria, attenzione, inferenza causale.journals.openedition

Immaginario, identità e funzione simbolica

Nel quadro pedagogico vicino a Dallari, l’immaginario non è evasione ma “spazio di progettazione del sé”: le immagini fiabesche offrono modelli identificatori, ruoli, possibilità di trasformazione che il soggetto può esplorare e rielaborare. Attraverso metafore e simboli (il bosco, la casa, il viaggio, l’oggetto magico) il bambino apprende forme di pensiero analogico e metaforico che integrano dimensione cognitiva ed emotiva, contribuendo alla costruzione di sé e alla lettura dell’altro.journals.openedition

Dimensione cognitiva relazionale: narrazione come pratica educativa

Dallari insiste sulla dimensione relazionale della narrazione: raccontare fiabe in contesti educativi non significa solo trasmettere contenuti, ma attivare uno spazio dialogico in cui il bambino può porre domande, confrontare punti di vista, negoziare significati. In questo senso, la fiaba sostiene lo sviluppo di competenze metacognitive (riflettere su ciò che è giusto/ingiusto, possibile/impossibile, vero/finto) e sociali (riconoscere intenzioni, emozioni, regole implicite), collocandosi al crocevia tra cognitivo, affettivo e sociale.journals.openedition

Fiaba, complessità e pensiero critico

Letta in chiave contemporanea, la fiaba può diventare palestra di pensiero complesso: consente di affrontare paure, ambivalenze, contraddizioni senza ridurle a schemi semplicistici, mantenendo aperta la dimensione del possibile. L’educazione all’immaginario che Dallari propone valorizza proprio questo: usare la fiaba non per inculcare morali rigide, ma per allenare la mente a muoversi tra livelli simbolici diversi, a riconoscere punti di vista plurali e a costruire narrazioni personali più consapevoli.journals.openedition

  1. http://www.scielo.br/scielo.php?script=sci_arttext&pid=S1413-24782023000100200&tlng=pt
  2. https://riviste.unimi.it/index.php/demusica/article/download/23907/21368
  3. https://periodicos.ufba.br/index.php/revteatro/article/download/46451/28300
  4. https://edizionicafoscari.unive.it/it/edizioni/libri/978-88-6969-437-0/premessa/
  5. https://revistas.ucm.es/index.php/CFIT/article/view/54006
  6. https://riviste.unimi.it/index.php/promoitals/article/download/20399/18112
  7. https://estudiosyperspectivas.org/index.php/EstudiosyPerspectivas/article/download/132/186
  8. https://books.unibe.ch/index.php/BB/catalog/download/22/216/884?inline=1
  9. https://revistas.uam.es/bajopalabra/article/download/bp2020_24_025/12877