{"id":4513,"date":"2021-12-04T17:52:56","date_gmt":"2021-12-04T16:52:56","guid":{"rendered":"https:\/\/museoimmaginario.net\/immaginario\/?p=4513"},"modified":"2021-12-04T17:59:57","modified_gmt":"2021-12-04T16:59:57","slug":"il-podcast-del-nostro-museo-per-ascoltare-le-storie","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/museoimmaginario.net\/immaginario\/blog\/2021\/12\/04\/il-podcast-del-nostro-museo-per-ascoltare-le-storie\/","title":{"rendered":"Il podcast del nostro Museo per ascoltare le storie"},"content":{"rendered":"<p>Abbiamo aperto un nostro canale di podcast, che potete trovare qui: <a href=\"https:\/\/www.spreaker.com\/user\/immaginario\">Museo immaginario folklorico (spreaker.com)<\/a><\/p>\n\n\n\n<p>Si ascoltano storie di streghi e streghe, del folletto, della notte dei morti, del natale profondo che si perde nella notte dei tempi, &#x2026;<\/p>\n\n\n\n<p>In questo momento vi segnaliamo, se volete, una bella favola di Basile La gatta Cenerentola <a class=\"spreaker-player\" data-resource=\"show_id=4999922\" data-width=\"100%\" data-height=\"200px\" data-theme=\"light\" data-playlist=\"false\" data-playlist-continuous=\"false\" data-chapters-image=\"true\" data-episode-image-position=\"right\" data-hide-logo=\"false\" data-hide-likes=\"false\" data-hide-comments=\"false\" data-hide-sharing=\"false\" data-hide-download=\"true\" href=\"https:\/\/www.spreaker.com\/show\/ti-racconto-basile\">Ascolta &#x201C;Ti racconto Basile&#x201D; su Spreaker.<\/a> <\/p>\n\n\n\n<p>Se volete seguire il racconto attraverso la lettura, qui di seguito notizie e testo (non corrisponde a quello di Angela del tutto, ovviamente.<br><\/p>\n\n\n\n<p>Rappresenta una delle redazioni pi&#xF9; note della fiaba di Cenerentola, un racconto popolare tramandato sin dall&#x2019;antichit&#xE0; in centinaia di versioni provenienti da diversi continenti. La fiaba all&#x2019;origine de La gatta Cenerentola sar&#xE0; successivamente inclusa anche nelle celebri raccolte di Charles Perrault e dei Fratelli Grimm.<\/p>\n\n\n\n<p>Sesto passatempo della prima giornata<\/p>\n\n\n\n<p>Zezolla &#xE8; convinta dalla maestra ad ammazzare la matrigna e crede di essere tenuta in considerazione per averle fatto sposare il padre, ma &#xE8; messa in cucina e, per virt&#xF9; delle fate, dopo varie vicende, si guadagna un re come marito.<\/p>\n\n\n\n<p>C&#x2019;era, dunque, una volta un principe vedovo, il quale aveva una figlia che gli era cos&#xEC; cara che non ci vedeva per altri occhi. Le aveva dato una brava maestra, che le insegnava le catenelle, il punto in aria, le frange e le dimostrava un affetto che non si pu&#xF2; descrivere. Ma il padre si era risposato da poco e aveva preso una rabbiosa, malvagia e indiavolata femmina e questa maledetta cominci&#xF2; ad avere in odio la figliastra, facendole c&#xE8;re brusche, facce storte, occhiate arrabbiate da fare paura. La povera fanciulla si lamentava sempre con la maestra dei maltrattamenti della matrigna, e le diceva: &#x201C;Oh Dio, e non potresti esser tu la mammina mia, tu che mi fai tanti sorrisi e carezze?&#x201D;. E tante volte le ripet&#xE9; questa cantilena, che le mise una vespa nell&#x2019;orecchio, e la maestra, accecata dal diavolo, una volta le disse: &#x201C;Se farai come ti suggerisce questa testa matta, io ti sar&#xF2; mamma e tu sarai la pupilla degli occhi miei&#x201D; Stava per continuare , quando Zezolla (che cos&#xEC; si chiamava la giovane) la interruppe: &#x201C;Perdonami se ti rompo la parola in bocca. So che mi vuoi bene; perci&#xF2; zitta e sufficit; insegnami l&#x2019;arte, che io sono nuova: tu scrivi e io firmo&#x201D;.<br>&#x201C;Ors&#xF9;! &#x2013; replic&#xF2; la maestra, &#x2013; ascolta bene, apri le orecchie, e avrai sempre pane bianco di fior di farina. Quando tuo padre va fuori di casa, di&#x2019; alla tua matrigna che vuoi un vestito di quelli vecchi, che stanno nel cassapanca grande del ripostiglio, per risparmiare questo che porti addosso. Lei, che ti vuol vedere tutta cenci e brandelli, aprir&#xE0; il cassone e dir&#xE0;: &#x2013; Tieni il coperchio. &#x2013; E tu, tenendolo, mentre lei andr&#xE0; rovistando l&#xE0; dentro, lascialo cader di colpo, che le romper&#xE0; il collo. Dopo di ci&#xF2;, sai bene che tuo padre farebbe carte false per amor tuo; e tu, quando egli ti carezza, pregalo di prendermi per moglie, ch&#xE9;, te beata, sarai la padrona della mia vita&#x201D;. Udito il disegno, a Zolla ogni ora parve mille anni; e, messo in atto punto per punto il consiglio della maestra, quando fu trascorso il tempo del lutto per la morte della matrigna, cominci&#xF2; a toccare i tasti al padre perch&#xE9; si sposasse con la sua maestra. Dapprima, il principe prese la cosa come uno scherzo; ma tante volte Zezolla tir&#xF2; di piatto, che alla fine colp&#xEC; di punta, ed egli si pieg&#xF2; alle parole della figlia. Cos&#xEC; si spos&#xF2; con la maestra Carmosina, e si fece una festa grande. Ora, mentre gli sposi stavano felici, Zezolla si a&#xFB00;acci&#xF2; a un terrazzino della sua casa; e in quel punto una colombella vol&#xF2; sopra un muro e le disse: &#x201C;Quando ti vien desiderio di qualche cosa, manda a domandarla alla colombella delle fate dell&#x2019;isola di Sardegna, ch&#xE9; tu l&#x2019;avrai subito&#x201D;. Per cinque o sei giorni la nuova matrigna ricopr&#xEC; di carezze Zezolla, facendola sedere al miglior luogo della tavola, dandole i migliori bocconi e adornandola con i migliori vestiti. Ma, dopo pochissimo tempo, mand&#xF2; al diavolo e scord&#xF2; del tutto il favore ricevuto (oh triste l&#x2019;anima, che ha cattiva padrona!), e cominci&#xF2; a mettere al primo posto le sue sei figlie, che fin allora aveva tenute segrete; e tanto fece che il marito, presele in grazia, si fece cadere dal cuore la propria figlia. E Zezolla, perdi oggi, manca domani, fin&#xEC; col ridursi a tal punto che dalla camera pass&#xF2; alla cucina, dal baldacchino al focolare, dalle vesti di seta e oro agli strofinacci, dagli scettri agli spiedi. N&#xE9; solo cambi&#xF2; stato, ma anche nome, e non pi&#xF9; Zezolla, ma fu chiamata &#x201C;Gatta Cenerentola&#x201D;. Ora avvenne che, dovendo il principe andare in Sardegna per cose necessarie al suo stato, prima di partire domand&#xF2; a una a una, a Imperia, Calamita, Fiorella, Diamante, Colombina e Pascarella, che erano le sei figliastre, che cosa volevano che portasse loro al ritorno. E chi gli chiese un abito di lusso, chi nastri per i capelli, chi trucchi per il viso, chi giocattoli per passare il tempo; e chi una cosa e chi un&#x2019;altra. In ultimo, e quasi per scherno, egli disse alla figlia: &#xAB;E tu, che cosa vorresti?&#xBB;. Ed essa: &#xAB;Nient&#x2019;altro se non che mi raccomandi alla colomba delle fate, che mi mandi qualcosa; e, se ti dimentichi, che tu non possa andare n&#xE9; innanzi n&#xE9; indietro. Tieni bene a mente quel che ti dico: arma tua, mano tua&#xBB;. Part&#xEC; il principe, sbrig&#xF2; i suoi affari in Sardegna, compr&#xF2; quanto gli avevano chiesto le figliastre, e si dimentic&#xF2; di Zezolla. Ma, quando si fu imbarcato e gi&#xE0; erano state spiegate le vele, non fu possibile far che il vascello si staccasse dal porto: pareva che ne fosse trattenuto dalla remora 1. Il padrone della nave, ch&#x2019;era quasi disperato, si mise a dormire per la stanchezza, e in sogno gli apparve una fata, che gli disse: &#xAB;Sai perch&#xE9; non potete pi&#xF9; staccarvi dal porto? Perch&#xE9; il principe, che viene con voi, ha mancato alla promessa verso la figlia, ricordandosi di tutte, tranne del sangue proprio&#xBB;. Appena svegliato, il capitano raccont&#xF2; il sogno al principe, che, confuso per la mancanza commessa, and&#xF2; alla grotta delle fate, e, raccomandata loro la figliuola, le preg&#xF2; di mandarle qualche dono. Ed ecco uscir fuori dalla spelonca una bella giovane, che pareva un gonfalone2, e gli disse di ringraziare la figliuola della buona memoria, e che se la passasse lieta per amor suo. Con queste parole, gli porse un dattero, una zappa, un secchietto d&#x2019;oro e un asciugatoio di seta: il dattero da esser piantato, e le altre cose per coltivarlo e curarlo. Il principe, meravigliato di questi doni, salut&#xF2; la fata, e torn&#xF2; al suo paese; dove diede alle figliastre le cose che avevano desiderate e in ultimo diede alla figlia il dono della fata. Zezolla, felice da non stare nella pelle, piant&#xF2; il dattero in un bel vaso e mattina e sera lo zappettava, lo innaffiava e lo asciugava col tovagliolo di seta. Con queste cure, il dattero crebbe in quattro giorni alto come una donna, e ne venne fuori una fata, che domand&#xF2; alla fanciulla: &#xAB;Che cosa desideri?&#xBB; Zezolla rispose che desiderava uscire qualche volta di casa, senza che le sorelle lo sapessero. Rispose la fata: &#xAB;Ogni volta che ti piaccia, vieni alla pianta e dille:<\/p>\n\n\n\n<p>Dattero mio dorato,<\/p>\n\n\n\n<p>con la zappetta d&#x2019;oro t&#x2019;ho zappato;<\/p>\n\n\n\n<p>con il secchietto d&#x2019;oro, innaffiato;<\/p>\n\n\n\n<p>con la fascia di seta t&#x2019;ho asciugato.<\/p>\n\n\n\n<p>Spoglia te e vesti me!<\/p>\n\n\n\n<p>Quando poi vorrai spogliarti, cambia l&#x2019;ultimo verso e di&#x2019;: Spoglia me e vesti te!<br>Venne un giorno di festa, e le figliuole della maestra erano andate in processione fuori di casa, tutte spampanate, agghindate e imbellettate, tutte nastrini, campanellini gingillini, tutte fiori odori cose e rose. Zezolla corse allora dalla sua pianta, pronunzi&#xF2; le parole insegnatele dalla fata e subito fu sistemata come una regina, sopra un cavallo con dodici paggi lindi e pinti, e and&#xF2; anche lei dove erano le sorelle, che non la riconobbero, ma si sentirono venire l&#x2019;acquolina in bocca per le bellezze di questa splendente colomba.<br>La sorte volle che nello stesso luogo capitasse il re, che alla vista della straordinaria bellezza di Zezolla rimase incantato, e ordin&#xF2; al suo servitore pi&#xF9; fedele di informarsi di quella bellezza, chi fosse e dove abitasse.<br>Il servitore si mise subito a seguirla. Ma lei, che s&#x2019;accorse dell&#x2019;agguato, gett&#xF2; una manciata di monete d&#x2019;oro, che s&#x2019;era fatte dare dal dattero per questo scopo; e il servitore, adocchiati quei pezzi luccicanti, si scord&#xF2; di seguire il cavallo, fermandosi a raccogliere i denari. Zezolla entr&#xF2; in casa, si spogli&#xF2; rapidamente nel modo in cui la fata l&#x2019;aveva istruita; arrivarono poi le sei sorellastre, che per farle invidia raccontarono le cose belle, che avevano viste alla festa.<br>Il servitore, intanto, torn&#xF2; dal re e gli raccont&#xF2; il fatto dei denari, quello si arrabbi&#xF2; molto e gli url&#xF2; che, per quattro monete, aveva venduto il suo piacere, e che, a qualsiasi costo doveva fare in modo nella prossima festa di sapere chi fosse quella bella giovane e dove si trovava quel bel uccello.<br>Venne l&#x2019;altra festa e le sorelle, uscendo tutte belle ed eleganti, lasciarono la disprezzata Zezolla al focolare; e lei subito corse al dattero, disse le solite parole, ed ecco venire fuori una schiera di damigelle, chi con lo specchio, chi con la boccetta d&#x2019;acqua di zucca, chi col ferro per arricciare, chi col rossetto, chi col pettine, chi con gli spilli, chi con le vesti, chi con collane e pendenti. E tutte le si misero attorno, la fecero bella come un sole, e la posero in una carrozza a sei cavalli, accompagnata da staffieri e paggi in livrea. E arrivata nello stesso luogo dell&#x2019;altra volta, aggiunse meraviglia nel cuore delle sorelle e fuoco nel petto del re.<br>&#x2026;<br>( Testo in Giambattista Basile Lo cunto de li cunti, a cura di Miche Rank, Garzanti, 2013, pp.124-139)<\/p>\n\n\n\n<script async=\"\" src=\"https:\/\/widget.spreaker.com\/widgets.js\"><\/script>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Abbiamo aperto un nostro canale di podcast, che potete trovare qui: Museo immaginario folklorico (spreaker.com) Si ascoltano storie di streghi&#x2026;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ngg_post_thumbnail":0,"_themeisle_gutenberg_block_has_review":false,"h5ap_radio_sources":[],"_tbt_post_transparent":"","_tbt_post_title":"","_tbt_post_layout":"","_tbt_post_sidebar_id":"","_tbt_post_content_style":"","_tbt_post_vertical_padding":"","_tbt_post_feature":"","_tbt_post_feature_position":"","_tbt_post_header":false,"_tbt_post_footer":false},"categories":[290],"tags":[],"class_list":["post-4513","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-alla-scoperta-del-museo"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/museoimmaginario.net\/immaginario\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4513","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/museoimmaginario.net\/immaginario\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/museoimmaginario.net\/immaginario\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/museoimmaginario.net\/immaginario\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/museoimmaginario.net\/immaginario\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=4513"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/museoimmaginario.net\/immaginario\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4513\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/museoimmaginario.net\/immaginario\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=4513"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/museoimmaginario.net\/immaginario\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=4513"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/museoimmaginario.net\/immaginario\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=4513"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}