{"id":4485,"date":"2021-11-06T16:21:37","date_gmt":"2021-11-06T15:21:37","guid":{"rendered":"https:\/\/museoimmaginario.net\/immaginario\/?p=4485"},"modified":"2023-12-31T13:01:36","modified_gmt":"2023-12-31T12:01:36","slug":"a-proposito-del-nesso-farina-diavolo-elementi-del-contesto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/museoimmaginario.net\/immaginario\/blog\/2021\/11\/06\/a-proposito-del-nesso-farina-diavolo-elementi-del-contesto\/","title":{"rendered":"A proposito del nesso &#8216;farina&#8217;-&#8216;diavolo&#8217;: elementi del contesto"},"content":{"rendered":"<p><strong>A proposito del nesso &#x2018;farina&#x2019; &#x2013; &#x2018;diavolo&#x2019;: elementi del contesto<\/strong><a href=\"#_ftn1\">[1]<\/a><strong><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><em>Di Alberto Borghini e Sandra Gori<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Da riferire presumibilmente alla zona di Massa (Massa Carrara) un nesso non meglio precisato che mette in relazione farina e diavolo, del tipo appunto &#x201C;farina del diavolo&#x201D;<a href=\"#_ftn2\">[2]<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p>Ricordiamo, innanzitutto, che in ambito folklorico, non di rado il diavolo &#xE8; associato al mulino e all&#x2019;attivit&#xE0; del mugnaio<a href=\"#_ftn3\">[3]<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p>Il diavolo, come inventore del mulino e delle sue tecnologie, compare in una leggenda della frazione montana di Antona (Alpi Apuane). Cos&#xEC; l&#x2019;inizio del suddetto racconto:<\/p>\n\n\n\n<p>&#x201C;Il diavolo da molto tempo era intento a far funzionare il mulino; del resto era lui che invent&#xF2; questo sistema per trasformare i cereali e le castagne in farina&#x201D;<a href=\"#_ftn4\">[4]<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p>Eloquente, allo stesso proposito, anche l&#x2019;incipit di una leggenda francese del Berry, in cui il diavolo, fra i diversi mestieri praticati dagli uomini, sceglie proprio quello del mugnaio:<\/p>\n\n\n\n<p>&#x201C;Le Diable, apr&#xE8;s avoir longtemps examin&#xE9; quel pouvait &#xEA;tre, entre tous les m&#xE9;tiers exerc&#xE9;s ici-bas, celui qui lui apportait le plus, celui o&#xF9; il &#xE9;tait le plus facile, per fas et nefas, de faire rapidement fortune, finit par &#xEA;tre convaincu que c&#x2019;&#xE9;tait la profession de meunier. En cons&#xE9;quence, il r&#xE9;solut d&#x2019;&#xE9;tablir un moulin dans la vall&#xE9;e de l&#x2019;Igneraie, sur le territoire de la paroisse de Lacs&#x201D;<a href=\"#_ftn5\">[5]<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p>Tornando in area folklorica apuana, non sar&#xE0; inopportuno prendere in considerazione alcuni racconti concernenti, appunto, mulino e sfera del negativo. Ricordiamo delle testimonianze in cui il mugnaio non &#xE8; direttamente il diavolo ma &#xE8; comunque connotato negativamente, o in cui, comunque, il mulino si riveste di connotazioni infernali (rumori demoniaci, animali demoniaci).<\/p>\n\n\n\n<p>Si localizza nella zona di Castagnola, in Garfagnana, il racconto che segue:<\/p>\n\n\n\n<p>&#x201C;Era la vigilia di Natale, questo qui andava a macinare le castagne, doveva fare festa, invece lui and&#xF2; gi&#xF9;, attacc&#xF2; la macina e macinava, poi venne su a casa in paese, mangi&#xF2; e poi sapeva l&#x2019;orario che doveva essere finito il sacco delle castagne, and&#xF2; gi&#xF9;, apr&#xEC; [la porta], c&#x2019;era una capra che mangiava la farina e con i corni gli ferm&#xF2; le macine e lui prese in su e non c&#x2019;&#xE8; pi&#xF9; tornato, dice che era il demonio, nel mulino alla Tintoria, sotto la diga&#x201D;<a href=\"#_ftn6\">[6]<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p>Si tenga altres&#xEC; presente quest&#x2019;altro racconto, proveniente da Calomini, sempre in Garfagnana:<\/p>\n\n\n\n<p>&#x201C;Era una vigilia di Natale di tanti anni fa. Nel santuario ci si preparava a celebrare la festa: tutti si affrettavano a svolgere le proprie faccende per andare alla messa di mezzanotte. Tutti all&#x2019;infuori di un mugnaio che gestiva un mulino per le castagne nei pressi del paese: &#x201C;Mah!&#x201D;, disse, &#x201C;ormai voglio finire di macinare queste castagne anche se per quest&#x2019;anno perder&#xF2; la messa!&#x201D; Cos&#xEC; continu&#xF2; a lavorare tranquillo. Quando scocc&#xF2; la mezzanotte, la macina si blocc&#xF2; e il mugnaio disse: &#x201C;Porca miseria! Proprio ora che stavo per finire!&#x201D; Seccato prese un lume e scese a vedere che cosa era successo alle ritrecine; ma quello che trov&#xF2; non era un semplice guasto: era un enorme toro rosso, con due grandi corna, che buttava fuoco dalla bocca ed aveva bloccato la ruota appoggiandovisi con tutto il suo peso enorme. Era il demonio! Quella fu la prima e l&#x2019;ultima volta che il mugnaio perse la messa di Natale&#x201D;<a href=\"#_ftn7\">[7]<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p>Anche in altre zone, talora il mulino &#xE8; in qualche modo collegato con il demonio; si consideri per esempio una leggenda, come quella che segue, raccolta in area valdostana:<\/p>\n\n\n\n<p>&#x201C;Saint Martin et le diable sont de terribles ennemis, ma foi. Saint Martin avait un moulin en glace, et le diable avait un moulin en t&#xF4;le. Un jour d&#x2019;hiver Saint Martin dit au diable&#xA0;: Cois mon beau moulin en glace, comme il est frais, et comme il brille mieux que ton mauvais moulin en t&#xF4;le. C&#x2019;est vrai, dit le diable. Eh bien, si tu veux, reprit Saint Martin, nous faisons un &#xE9;change, je te donne mon beau moulin en glace, et tu me laisse ton mauvais moulin en t&#xF4;le. Le diable consentit &#xE0; changer de moulin. Alors, Saint Martin fit venir un vent chaud qui fit fondre le moulin du diable qui &#xE9;tait en glace. (&#x2026;).&#x201D;<a href=\"#_ftn8\">[8]<\/a><\/p>\n\n\n\n<p>Nello stesso ambito tematico ricordiamo anche quest&#x2019;altro racconto proveniente dall&#x2019;Emilia Romagna, relativo appunto a &#x2018;mulino&#x2019; ed emergenze del demoniaco, in cui significativamente intervengono gli elementi di &#x2018;ballo&#x2019;, &#x2018;demonio&#x2019; e &#x2018;mugnaia&#x2019;:<\/p>\n\n\n\n<p>&#x201C;Il Mulino del Comune, sul rio del Piattello, era famoso un tempo perch&#xE9; il diavolo, vestito di un lungo mantello per nascondere i piedi tondi di bestia, vi ball&#xF2; con la mugnaia: scoperto per lo zoccolo e le zampe pelose, fugg&#xEC; in fiamme da una finestra che mai pi&#xF9; fu possibile richiudere&#x201D;<a href=\"#_ftn9\">[9]<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p>Nelle vicinanze di un mulino intervengono una pianta connotata quale il noce, nonch&#xE9; figure quali le streghe, in un racconto pugliese della zona di Lecce:<\/p>\n\n\n\n<p>&#x201C;Uno dei luoghi deputati per i famosi (o famigerati) sabba stregoneschi &#xE8; il &#x201C;noce del mulino a vento&#x201D; in agro di Uggiano La Chiesa (&#x2026;). I paesani comunque sostengono che ancora oggi, in alcune notti di luna piena e fino all&#x2019;alba, in un&#x2019;ampia zona della campagna tra Uggiano e il vicino borgo di Casamassella si diffondono nell&#x2019;aria suoni indistinti e spaventevoli, inframmezzati da alte grida, canti e risate oscene, che terrorizzano perfino gli animali domestici e la selvaggina.&#x201D;<a href=\"#_ftn10\">[10]<\/a><\/p>\n\n\n\n<p>Riscontriamo un analogo sistema di correlazioni, cio&#xE8; riunione delle streghe &#x2013; noce &#x2013; mulino, in un racconto ancora una volta della Garfagnana:<\/p>\n\n\n\n<p>&ldquo;Ora a proposito di Streghi in Garfagnana, vicino a Gorfigliano, in localit&agrave; Acqua Bianca, si trovava uno di questi vecchi mulini per fare la farina dolce. Veniva chiamato, con il soprannome attribuito al mugnaio: &ldquo;Mulino del Rossetto&rdquo;. Inspiegabilmente, tutti gli streghi di una vasta area, si incontravano sotto un grosso noce, proprio accanto a questa struttura: si sentivano parlare e far rumore, ma non si vedevano. Poich&eacute; gli streghi disturbavano il Rossetto, con schiamazzi, grida, urla e litigi, una sera questo mugnaio, considerato da tutto il paese un mago, usc&igrave; tutto innervosito, raggiunse il noce, disegn&ograve; per terra, con un coltello, una circonferenza intorno agli streghi riuniti, e ce lo lanci&ograve; dentro proprio al centro. Ci&ograve; che aveva fatto era un sortilegio di magia nera: aveva confinato tutti gli streghi dentro al cerchio&hellip;Gli streghi, vedendo che non potevano pi&ugrave; uscire dal cerchio, si misero a piangere, ad urlare, qualcuno a minacciare e ad inveire. Gridavano: &ldquo;Lasciaci andare, liberaci o te ne pentirai.&rdquo; Altri si raccomandavano sommessamente: &ldquo;Liberaci Rossetto, sii buono con noi, non verremo mai pi&ugrave;!&hellip;&rdquo; Il mugnaio non era intimorito e disse loro: &ldquo;Toglier&ograve; il coltello se voi vi mostrerete e vi farete riconoscere&hellip;&rdquo; Infatti, sentiva le loro voci concitate, ma non li vedeva. Dopo molte incertezze, gli streghi fecero promettere al mugnaio che non avrebbe rivelato i loro nomi, quindi gli comparvero davanti uno ad uno, promettendo solennemente di non tornare mai pi&ugrave; vicino al mulino&hellip;Rossetto rest&ograve; di sasso: erano tutti abitanti di Gorfigliano e dei paesi vicini. Comunque il mugnaio mantenne la promessa, tolse il coltello, liber&ograve; gli streghi e non rivel&ograve; mai a nessuno la loro <a class=\"glossaryLink\"  aria-describedby=\"tt\"  data-cmtooltip=\"&lt;div class=glossaryItemTitle&gt;Identit&agrave;&lt;\/div&gt;&lt;div class=glossaryItemBody&gt;&amp;lt;!-- wp:paragraph --&amp;gt;In senso semiotico e antropologico, &amp;quot;identit&agrave;&rdquo; indica il modo in cui un soggetto (persona, gruppo, luogo) viene reso riconoscibile e distinto all&rsquo;interno di un sistema di segni e di relazioni sociali.&#8203;&#8203;&amp;lt;br\/&amp;gt;&amp;lt;!-- \/wp:paragraph --&amp;gt;&amp;lt;!-- wp:paragraph --&amp;gt;&amp;lt;strong&amp;gt;In prospettiva semiotica&amp;lt;\/strong&amp;gt;&amp;lt;br\/&amp;gt;&amp;lt;!-- \/wp:paragraph --&amp;gt;&amp;lt;!-- wp:paragraph --&amp;gt;Identit&agrave; &egrave; l&rsquo;insieme delle caratteristiche che permettono di identificare &amp;quot;chi &egrave; chi&rdquo; e di mantenerne la continuit&agrave; nel tempo e nello spazio, distinguendo un soggetto da altri soggetti sulla base di tratti riconoscibili. Non &egrave; solo un contenuto psicologico, ma un effetto di configurazioni narrative, spaziali, discorsive (nome, corpo, posizione nello spazio domestico, relazioni), che possono entrare in crisi producendo problemi di identit&agrave;\/identificabilit&agrave;.&#8203;&#8203;&amp;lt;br\/&amp;gt;&amp;lt;!-- \/wp:paragraph --&amp;gt;&amp;lt;!-- wp:paragraph --&amp;gt;&amp;lt;strong&amp;gt;In prospettiva antropologica&amp;lt;\/strong&amp;gt;&amp;lt;br\/&amp;gt;&amp;lt;!-- \/wp:paragraph --&amp;gt;&amp;lt;!-- wp:paragraph --&amp;gt;Identit&agrave; &egrave; un processo dinamico di definizione di s&eacute; e degli altri, attraverso appartenenze (famiglia, paese, etnia, nazione) e confini simbolici che separano &amp;quot;noi&rdquo; da &amp;quot;loro&rdquo;. Comprende dimensioni personali e collettive: si costruisce narrativamente, attraverso pratiche, memorie, luoghi, e pu&ograve; essere oggetto di conflitto, negoziazione, ridefinizione continua, pi&ugrave; che una sostanza fissa o essenza immutabile.&amp;lt;br\/&amp;gt;&amp;lt;!-- \/wp:paragraph --&amp;gt;&amp;lt;!-- wp:image {&amp;quot;id&amp;quot;:12656,&amp;quot;sizeSlug&amp;quot;:&amp;quot;full&amp;quot;,&amp;quot;linkDestination&amp;quot;:&amp;quot;none&amp;quot;} --&amp;gt;&amp;lt;figure class=&amp;quot;wp-block-image size-full&amp;quot;&amp;gt;&amp;lt;\/figure&amp;gt;&amp;lt;!-- \/wp:image --&amp;gt;&lt;\/div&gt;\"  href=\"https:\/\/museoimmaginario.net\/immaginario\/glossario\/identita\/\"  data-gt-translate-attributes='[{\"attribute\":\"data-cmtooltip\", \"format\":\"html\"}]'  tabindex='0' role='link'>identit&agrave;<\/a>.&rdquo;<a href=\"#_ftn11\">[11]<\/a><\/p>\n\n\n\n<p>Opportuno segnalare che il nesso mulino &#x2013; diavolo ricorre abbastanza frequentemente anche nella toponomastica italiana<a href=\"#_ftn12\">[12]<\/a>, e non solo. Si incontrano infatti diverse micro-localit&#xE0; denominate &#x201C;Mulino del diavolo&#x201D;, &#x201C;Devil&#x2019;s mill&#x201D;, &#x201C;Teufelsm&#xFC;hle&#x201D;<a href=\"#_ftn13\">[13]<\/a> o &#x201C;Moulin du diable&#x201D;.<\/p>\n\n\n\n<p>Un interessante racconto proviene dalla zona di Villa Santina (provincia di Udine):<\/p>\n\n\n\n<p>&#x201C;Molti anni addietro tutti i paesi appoggiati sui colli e i canali della Carnia avevano il loro mulino con forno a legna, dove ogni famiglia poteva macinare la segala e il granoturco e cuocere il proprio pane nero. Il mulino comunitario di Lauco si trovava sulla lastra di roccia a strapiombo sulla pianura che si allarga tra Villa Santina e Invillino proprio sulle sponde del Rio Radime. La leggenda narra che un giorno freddo e ventoso di chi sa quale autunno inoltrato, si present&#xF2; alla porta del mulino un pover&#x2019;uomo, tanto magro che gli si vedevano le ossa. Quest&#x2019;uomo era Nostro Signore, giunto fin l&#xEC; per chiedere un pugno di farina e scoprire chi vivesse da quelle parti. Il destino volle che a macinare ci fosse una donnaccia. Una tignosa della peggior risma. Il Signore, senza farsi troppi scrupoli, entr&#xF2; e con buone maniere le chiese: &#x201C;Donna di fede, mi fate la carit&#xE0; di un pugno di farina? Sono giorni che non metto qualcosa nello stomaco&#x201D;. La matrona, che non sospettava chi si nascondesse dietro le spoglie di quel poveraccio, dopo averlo guardato con astio, rispose scontrosamente: &#x201C;Farina a voi? Ci mancherebbe altro. Non crederete mica che scenda gi&#xF9; dalle tegole? E poi quella che sto macinando non &#xE8; roba mia. Andate via che non posso badare a voi, io ho troppo da fare!&#x201D; Il Signore lisciandosi l&#x2019;ispida barba e sorridendo, le disse: Bene, se la farina non &#xE8; vostra, vorr&#xE0; dire che &#xE8; del cuculo, sar&#xE0; lui il padrone di tutto!&#x201D; A questo punto quella &#x2018;sbilfa&#x2019; di donna, toccata sul vivo, si fece innanzi gridando: &#x201C;E&#x2019; inutile che insistiate! Vi ho detto e torno a ripeterlo, quella che sto macinando non &#xE8; roba mia! E poi guardate! Se sto mentendo, potesse il Diavolo portarsi via con lui questa farina!&#x201D; Non fin&#xEC; neppure di pronunciare la frase, che si present&#xF2; dinnanzi a lei Lucifero in persona. La donna terrorizzata si nascose sotto una tavola ed il demonio, senza fare troppe cerimonie, si impadron&#xEC; di tutta la farina e la disperse in abbondanza da sopra la cima della cascata.&#x201D;<a href=\"#_ftn14\">[14]<\/a><\/p>\n\n\n\n<p>Venendo allo specifico del rapporto tra &#x2018;farina&#x2019; e &#x2018;diavolo&#x2019;, segnaliamo un paio di racconti in cui il suddetto elemento &#x2018;farina&#x2019; (in combinazione con l&#x2019;elemento mulino) acquisisce una particolare rilevanza.<\/p>\n\n\n\n<p>Interessante il racconto che segue, localizzato nella zona di Mol&#xE8;, frazione del comune di Chianocco in Val di Susa (prov. Torino):<\/p>\n\n\n\n<p>&#x201C;Mi avevano detto che nelle vicinanze di questa borgata c&#x2019;erano tanti mulini che servivano al diavolo per macinare le anime dei dannati&#x2026; Ce n&#x2019;era uno a Pavaglione, proprio in un bosco, nascosto dalle foglie e dagli alberi, ma nessuno si ricorda di aver sentito che c&#x2019;era un proprietario. Infatti, quando passavano di l&#xEC;, c&#x2019;era sempre l&#x2019;aria come se funzionasse, c&#x2019;erano sacchi di farina sparsi, si sentivano anche dei rumori, ma poi non si vedeva nessuno&#x2026; Poi una volta avevano trovato i vestiti e gli attrezzi di un contadino che viveva tutto l&#x2019;anno all&#x2019;alpeggio, non scendeva mai di l&#xEC;, e avevano pensato che il contadino aveva fatto una brutta fine&#x2026;&#x201D;<\/p>\n\n\n\n<p>Passiamo adesso al Canavese, dove circola, o circolava, una leggenda che riguarda il &#x201C;mulino del diavolo&#x201D;, posto &#x201C;ai piedi del monte Gregorio&#x201D;. Si dice che l&#xE0; le masche &#x201C;portavano a macinare le anime&#x201D;, dalle quali si otteneva la &#x201C;farina per la mensa del demonio&#x201D;. In questo caso per&#xF2; i contadini della zona, con uno stratagemma suggerito da S. Michele, riuscirono ad ingannare le streghe rendendo loro la pariglia (legge del contrappasso). Il racconto in questione, sentito a Vico in Valchiusella, presenta evidenti risvolti geografico-eziologici:<\/p>\n\n\n\n<p>&#x201C;Ai piedi del monte Gregorio si trova una caverna, detta la <em>caverna della giassa<\/em>. La leggenda dice che una volta dove ora vi &#xE8; questa caverna ci fosse il mulino del diavolo, presso il quale le <em>masche <\/em>portavano a macinare le anime che avevano catturato, perch&#xE9; servissero a fare la farina per la mensa del demonio. Cos&#xEC; gli abitanti della valle in preda a questi esseri maligni si rivolsero, ad un certo punto, a S. Michele e a S. Martino, i quali facendo opera di persuasione presso Ges&#xF9; Cristo lo costrinsero a scendere sulla montagna. Egli, di fronte alla disperazione della popolazione afflitta da questo flagello, pianse. A questo proposito sembra che le lacrime di Cristo si siano cristallizzate e si trovino ora nel Piano dei Francesi sotto forma di cristalli di quarzo. Infine, sembra che Cristo abbia affidato a S. Michele l&#x2019;incarico di consigliare ai contadini, in una determinata notte, di incappucciare tutti i galli del pollaio, e di radunarsi armati lass&#xF9; dove le <em>masche <\/em>e i <em>mascun <\/em>celebravano i loro riti. Di modo che, se i galli non avessero preannunciato l&#x2019;arrivo dell&#x2019;alba, i seguaci del demonio avrebbero continuato a celebrare i loro riti perdendo i loro poteri. Sembra infatti che essi perdessero i loro poteri con l&#x2019;arrivo della luce. Cos&#xEC; i contadini avrebbero potuto aggredirli e spingerli verso il loro stesso mulino per macinarli vivi. Dopodich&#xE9; S. Michele avrebbe benedetto questa localit&#xE0; e il mulino sarebbe sprofondato lasciando quella caverna che esiste ancora in fondo alla pietraia.&#x201D;<a href=\"#_ftn15\">[15]<\/a><\/p>\n\n\n\n<p>A prescindere dall&#x2019;elemento &#x2018;mulino&#x2019;, l&#x2019;elemento &#x2018;farina&#x2019; entra in rapporto con il negativo anche in altri tipi di racconto (e in altre zone). Ci limitiamo a riportare la parte iniziale di una leggenda piemontese proveniente dalla zona di Capriglio (provincia di Asti), in cui il diavolo fuoriesce per l&#x2019;appunto da un sacco &#x201C;di farina&#x2026;di grano&#x201D;:<\/p>\n\n\n\n<p>&#x201C;Io rico&#x2026;ricordo, diciamo, per averlo sentito raccontare, di un episodio che era successo dalle parti di&#x2026;di Capriglio, lungo una strada, in un&#x2026;un boschetto eh un contadino un giorno ehm aveva raccolto&#x2026;, aveva un sacco, probabilmente un sacco di&#x2026;di&#x2026;di farina&#x2026;di grano, e ha cercato di sollevarlo e non &#xE8; riuscito, era pesantissimo e non &#xE8; riuscito a sollevarlo. E questo dice: &#x201C;Mah, cos&#x2019;ha questo sacco? Eh, ci sar&#xE0; il diavolo qua dentro! Ci sar&#xE0; il diavolo!&#x201D; Non aveva finito di parlare che gli &#xE8; comparso di fronte veramente il diavolo, il quale dice: &#x201C;Se, ehm, in &#x2026;, se entro una settimana non&#x2026;non sai dirmi quanti anni ho io, io ti uccido e ti&#x2026;ti&#x2026;ti porto via l&#x2019;anima&#x2026;&#x201D; Insomma, le&#x2026;le solite minacce che fa il diavolo.&#x201D;<a href=\"#_ftn16\">[16]<\/a><\/p>\n\n\n\n<p>Se nel racconto astigiano potrebbe verificarsi un&#x2019;identificazione tra &#x2018;farina&#x2019; e &#x2018;diavolo&#x2019;<a href=\"#_ftn17\">[17]<\/a>, in altre attestazioni (ivi compresa quella massese di partenza), la relazione tra &#x2018;farina&#x2019; e &#x2018;diavolo&#x2019;, sembrerebbe &#x2018;limitarsi&#x2019; all&#x2019;effetto di contiguit&#xE0; (metonimia).<\/p>\n\n\n\n<p>Come abbiamo accennato, l&#x2019;elemento &#x2018;farina&#x2019; ricorre in diverse altre attestazioni che riguardano esperienze della paura. Non escludiamo, cio&#xE8;, che anche il nesso massese &#x2018;farina-diavolo&#x2019; possa in qualche modo rientrare nel medesimo ambito di correlazione tematica (o, per meglio dire, tematico-predicativa).<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-css-opacity\">\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref1\">[1]<\/a> Il presente contributo si situa all&#x2019;interno di una serie di lavori che uno di noi ha svolto sui temi qui trattati e che saranno citati nel corso dell&#x2019;articolo.<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref2\">[2]<\/a> Informatore Carlo Nello Ceccarelli di circa 73 anni, da noi intervistato nell&#x2019;aprile 2021. Il nonno materno era invece originario dell&#x2019;Umbria e l&#x2019;informatore non ricorda la provenienza del nesso, n&#xE9; altri particolari.<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref3\">[3]<\/a> Non si tratta semplicemente del proverbio &#x201C;La farina del diavolo va sempre in crusca&#x201D;, ma piuttosto di un sostrato folklorico del nesso in questione.<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref4\">[4]<\/a> G. Bertuccelli, <em>Itinerari nel territorio di Antona (1a parte)<\/em>, &#x201C;Le Apuane&#x201D;, XV, 29, 1995.<\/p>\n\n\n\n<p>Sulla correlazione mulino-diavolo cfr. anche A. Borghini, <em>Il vecchio con la pietra da mulino. A proposito di una tradizione piemontese<\/em>, &#x201C;L&#x2019;eco Apuano&#x201D;, 15, IV, 2004 p.29.<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref5\">[5]<\/a> Per un&#x2019;analisi semiotica del racconto di Antona e del racconto del Berry cfr. <a>A. Borghini,<em> Il mulino del diavolo: enunciato e funzioni enuncianti. Effetti di &#x2018;trasformazione&#x2019; ed efficacia significante. Due racconti a confronto<\/em> in: <em>Semiosi nel folklore II. Prospettive tipologiche e analisi &#x2018;locali&#x2019;<\/em>, Piazza al Serchio (Lu), Centro di documentazione della tradizione orale 2001<\/a>, p.21 e segg.<\/p>\n\n\n\n<p>Nella leggenda francese del Berry interviene successivamente il tema del &#x2018;mulino di ghiaccio&#x2019;, al cui proposito cfr. il seguito del presente contributo.<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref6\">[6]<\/a> In AA.VV., <em>Rappresentazioni e mappe del simbolico-immaginario: Minucciano in Garfagnana,<\/em> a cura di U. Bertolini, Piazza al Serchio, Centro di documentazione della tradizione orale, Lucca, Pacini-Fazzi 2008.<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref7\">[7]<\/a> Raccolto da G. Ciatti, <em>Storie e leggende della Toscana<\/em>, Pistoia, Stamperia Le Fotocopie 2018.<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref8\">[8]<\/a> Raccolto da JJ. Christillin, <em>Contes du Val d&#x2019;Aoste. Recueillis dans la Vall&#xE9;e de Cogne<\/em>, rist. a cura di Association Vald&#xF4;taine des Archives Sonores (A.V.A.S.), Quart (Vall&#xE9;e d&#x2019;Aoste), Musumeci 1992, p.49. Per questa ed altre attestazioni (anche per la leggenda francese del Berry) cfr. A. Borghini, <em>Una leggenda dell&#x2019;Appennino Reggiano ed alcuni paralleli. Il mulino di neve<\/em>, &#x201C;LG Argomenti. Rivista del Centro Studi di Letteratura giovanile&#x201D;, Biblioteca E. De Amicis di Genova, 2, XLII, Aprile-Giugno 2006, p.58 segg.<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref9\">[9]<\/a> Testimonianza raccolta da D. Benni e G. Vianello: <em>Il torrente Savena, la sua valle, i suoi mulini<\/em>, Monzuno, Gruppo di Studi Savena Setta Sambro 2001.<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref10\">[10]<\/a> Testimonianza raccolto da A. Mele, <em>Il Salento delle leggende. Misteri, prodigi e fantasie nell&#x2019;antica terra d&#x2019;Otranto<\/em>, Fondazione Terra d&#x2019;Otranto 2013. Sito web: https:\/\/www.fondazioneterradotranto.it\/tag\/noce-del-mulino-a-vento.<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref11\">[11]<\/a> G. Ciatti, <em>Storie e leggende della Toscana<\/em>, Pistoia, Stamperia Le Fotocopie, 2018.<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref12\">[12]<\/a> Vi sono diverse micro-localit&#xE0; in tutta Italia che vengono denominate &#x2018;Mulino del diavolo&#x2019; ad esempio a Ceredolo dei Coppi nel comune di Canossa (RE), oppure a Palazzuolo Alto nel comune di Monte San Savino (AR) oppure a S.Vittorino-Coppito (AQ) e ancora nella frazione di Tavernuzze nel comune di Impruneta (FI).<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref13\">[13]<\/a> In Germania e in Austria si trovano alcune localit&#xE0; denominate &#x201C;Teufelsm&#xFC;hle&#x201D; [Mulino del diavolo].<\/p>\n\n\n\n<p>Al proposito cfr. per es. Fratelli Grimm, <em>Die Teufelsm&#xFC;hle<\/em>, n.183 in: Jakob und Wilhelm Grimm, <em>Deutsche Sagen<\/em>, Anaconda Verlag, K&#xF6;ln 2014. &#x201E;Auf dem Gipfel des Rammberges liegen theils zerstreute, theils geschichtete Granitbl&#xF6;cke, welche man des Teufels M&#xFC;hle hei&#xDF;t. Ein M&#xFC;ller hatte sich am Abhang des Bergs eine Windm&#xFC;hle erbaut, der es aber zuweilen an Wind fehlte. Da w&#xFC;nschte er sich oft eine, die oben auf dem Berggipfel st&#xFC;nde und best&#xE4;ndig im Gang bliebe. Menschenh&#xE4;nden war sie aber unm&#xF6;glich zu erbauen. Weil der M&#xFC;ller keine Ruh dar&#xFC;ber hatte, erschien ihm der Teufel und sie dingten lange mit einander. Endlich verschrieb ihm der M&#xFC;ller seine Seele gegen drei&#xDF;ig Jahre langes Leben und eine tadelfreie M&#xFC;hle von sechs G&#xE4;ngen, auf dem Gipfel des Rammbergs, die aber in der n&#xE4;chstfolgenden Nacht vor Hahnenschrei fix und fertig gebaut seyn m&#xFC;&#xDF;te. Der Teufel hielt sein Wort und holte nach Mitternacht den M&#xFC;ller ab, da&#xDF; er die fertige M&#xFC;hle besichtigen und &#xFC;bernehmen wolle. Der M&#xFC;ller fand alles in vollkommner Ordnung und war zitternd bereit, sie zu &#xFC;bernehmen, als er eben noch entdeckte, da&#xDF; einer von den unentbehrlichen Steinen fehlte. Der Teufel gestand den Mangel und wollte ihn augenblicklich ersetzen. Und schon schwebte er durch die L&#xFC;fte mit dem Stein, da kr&#xE4;hte der Hahn auf der untern M&#xFC;hle. W&#xFC;thend fa&#xDF;te der b&#xF6;se Feind das Geb&#xE4;ude, ri&#xDF; Fl&#xFC;gel, R&#xE4;der und Wellen herab und streute&#xA0;[<a href=\"https:\/\/de.wikisource.org\/wiki\/Seite:Deutsche_Sagen_(Grimm)_V1_302.jpg\"><strong>266<\/strong><\/a>]&#xA0;sie weit umher. Dann schleuderte er auch die Felsen, da&#xDF; sie den Rammberg bedeckten. Nur ein kleiner Theil der Grundlage blieb stehen zum Angedenken seiner M&#xFC;hle.&#x201C; Motivi come quelli della &#x2018;costruzione in una sola notte&#x2019; e del diavolo gabbato ricorrono, come si sa, in parecchi altri tipi di racconto.<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref14\">[14]<\/a> Dal sito ufficiale del Comune di Villa Santina, sito web:<\/p>\n\n\n\n<p>http:\/\/www.comune.villasantina.ud.it\/fileadmin\/user_villasantina\/Territorio\/Pieghevole_ferrata.pdf<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref15\">[15]<\/a> Cfr. A. Borghini, <em>A proposito di una strega piemontese: &#x201C;grossa (&#x2026;) come la ruota di un mulino<\/em>, in: <em>Semiosi nel folklore II<\/em>&#x2026;, cit., pp.165 e segg.<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref16\">[16]<\/a> Cfr A. Borghini, <em>Il sacco di farina<\/em>. <em>Ancora a proposito del racconto astigiano del diavolo nel sacco<\/em>, in: Borghini, <em>Varia Historia. Narrazione, territorio, paesaggio: il folklore come mitologia<\/em>, Roma, Aracne 2005, cap. XX, pp.307 e segg., in part. p.316. Cfr. anche Borghini, <em>Il sacco di farina in una leggenda astigiana. Ulteriori dati, segnalazioni dall&#x2019;antichit&#xE0;<\/em>, in: &#x201C;Il Platano. Rivista di cultura astigiana&#x201D;, XXXV, 2010 pp. 418 segg.<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref17\">[17]<\/a> Ci&#xF2; sembra verificarsi, di tutta evidenza, anche in area veneta (Cadore), in cui sotto forma di un sacco di farina, pu&#xF2; presentarsi la figura dell&#x2019;Orco, cfr. G. Bastanzi, <em>Le superstizioni delle Alpi Venete con una lettera aperta al prof. Paolo Mantegazza, <\/em>Treviso 1888, rist. Sala Bolognese, Forni 1979, <em>Le superstizioni delle provincie di Treviso e di Belluno<\/em> p.34.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A proposito del nesso &#x2018;farina&#x2019; &#x2013; &#x2018;diavolo&#x2019;: elementi del contesto[1] Di Alberto Borghini e Sandra Gori Da riferire presumibilmente alla&#x2026;<\/p>\n","protected":false},"author":8,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ngg_post_thumbnail":0,"_themeisle_gutenberg_block_has_review":false,"h5ap_radio_sources":[],"_tbt_post_transparent":"","_tbt_post_title":"","_tbt_post_layout":"","_tbt_post_sidebar_id":"","_tbt_post_content_style":"","_tbt_post_vertical_padding":"","_tbt_post_feature":"","_tbt_post_feature_position":"","_tbt_post_header":false,"_tbt_post_footer":false},"categories":[443,84],"tags":[],"class_list":["post-4485","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-saggi_container","category-saggi"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/museoimmaginario.net\/immaginario\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4485","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/museoimmaginario.net\/immaginario\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/museoimmaginario.net\/immaginario\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/museoimmaginario.net\/immaginario\/wp-json\/wp\/v2\/users\/8"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/museoimmaginario.net\/immaginario\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=4485"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/museoimmaginario.net\/immaginario\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4485\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/museoimmaginario.net\/immaginario\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=4485"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/museoimmaginario.net\/immaginario\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=4485"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/museoimmaginario.net\/immaginario\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=4485"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}