{"id":2791,"date":"2018-12-23T10:29:00","date_gmt":"2018-12-23T09:29:00","guid":{"rendered":"https:\/\/museoimmaginario.net\/immaginario\/?p=2791"},"modified":"2023-12-10T16:30:20","modified_gmt":"2023-12-10T15:30:20","slug":"storielle-massesi-didentita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/museoimmaginario.net\/immaginario\/blog\/2018\/12\/23\/storielle-massesi-didentita\/","title":{"rendered":"Storielle massesi d\u2019identit\u00e0"},"content":{"rendered":"<p><strong>di Alberto Borghini<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><em>Per ogni processo (&#x2026;) si &#xE8; (&#x2026;) condotti a distinguere due tipi di regioni; le regioni ove il processo &#xE8; ben determinato e strutturalmente stabile e le zone di instabilit&#xE0; o di indeterminazione. Cos&#xEC;, si introducono i modelli semantici (&#x2026;).&#xA0;<\/em>Thom, <em>Stabilit&#xE0; strutturale&#x2026;<\/em>, p. 137 (dal cap. <em>Dinamica delle forme<\/em>)<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/museoimmaginario.net\/immaginario\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/DSC05422-1024x683.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-2795\" width=\"768\" height=\"512\" srcset=\"https:\/\/museoimmaginario.net\/immaginario\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/DSC05422-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/museoimmaginario.net\/immaginario\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/DSC05422-300x200.jpg 300w, https:\/\/museoimmaginario.net\/immaginario\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/DSC05422-768x512.jpg 768w, https:\/\/museoimmaginario.net\/immaginario\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/DSC05422-1536x1024.jpg 1536w, https:\/\/museoimmaginario.net\/immaginario\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/DSC05422-2048x1365.jpg 2048w\" sizes=\"auto, (max-width: 768px) 100vw, 768px\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Focalizziamo l&#x2019;attenzione su un raccontino dalla struttura sintattico &#x2013; narrativa assai semplice, registrato a Forno di Massa e pubblicato sotto il titolo di <em>Batt&#xEC; caduto dall&#x2019;altana.<\/em>(1) L&rsquo;area tematico-folklorica di appartenenza &egrave;, di tutta evidenza, quella dello sciocco, o, pi&ugrave; specificatamente, dei due fratelli <a class=\"glossaryLink\"  aria-describedby=\"tt\"  data-cmtooltip=\"&lt;div class=glossaryItemTitle&gt;Sciocchi&lt;\/div&gt;&lt;div class=glossaryItemBody&gt;&amp;lt;!-- wp:paragraph --&amp;gt;In ambito semiotico e antropologico, gli &amp;quot;sciocchi&rdquo; non sono definiti tanto come persone poco intelligenti, ma come una&amp;amp;nbsp;&amp;lt;strong&amp;gt;funzione&amp;lt;\/strong&amp;gt;&amp;amp;nbsp;narrativa e culturale che fa emergere, in forma comica, i limiti e le crisi dei meccanismi di senso condivisi.&#8203;&amp;lt;br\/&amp;gt;&amp;lt;!-- \/wp:paragraph --&amp;gt;&amp;lt;!-- wp:heading --&amp;gt;Definizione semiotica&amp;lt;!-- \/wp:heading --&amp;gt;&amp;lt;!-- wp:paragraph --&amp;gt;In prospettiva semiotica, lo sciocco &egrave; il personaggio attraverso cui il racconto mette in atto una &amp;quot;legge endogenetica&rdquo; di svolgimento: a partire da un evento banale, la narrazione si sviluppa da sola secondo un circolo vizioso sempre pi&ugrave; assurdo, che porta alla messa in questione dell&rsquo;identit&agrave; e del riconoscimento. Lo sciocco &egrave; quindi una funzione linguistico&#8209;folklorica, non un semplice tratto psicologico: serve a mostrare come il significato possa deviare, biforcarsi, produrre catastrofi di identit&agrave;\/identificabilit&agrave;.&#8203;&amp;lt;br\/&amp;gt;&amp;lt;!-- \/wp:paragraph --&amp;gt;&amp;lt;!-- wp:heading --&amp;gt;Definizione antropologica&amp;lt;!-- \/wp:heading --&amp;gt;&amp;lt;!-- wp:paragraph --&amp;gt;Dal punto di vista demoetnoantropologico, gli sciocchi (individui o &amp;quot;paesi sciocchi&rdquo;) sono figure attraverso cui una comunit&agrave; esplora i propri confini: ci&ograve; che &egrave; considerato buon senso, ci&ograve; che &egrave; interno\/esterno, chi &egrave; riconosciuto come &amp;quot;dei nostri&rdquo;. Le storie degli sciocchi mettono in scena errori di logica pratica, fraintendimenti e travestimenti che portano al non&#8209;riconoscimento dell&rsquo;io da parte degli altri e, a volte, dell&rsquo;io stesso, spesso legando questa crisi allo spostamento fuori dallo spazio domestico &amp;quot;normale&rdquo; (letto, casa, convento). In questo senso, lo sciocco &egrave; un operatore culturale che permette di pensare, ridendo, la fragilit&agrave; dell&rsquo;identit&agrave; personale e sociale.&#8203;&amp;lt;br\/&amp;gt;&amp;lt;!-- \/wp:paragraph --&amp;gt;&amp;lt;!-- wp:image {&amp;quot;id&amp;quot;:12652,&amp;quot;sizeSlug&amp;quot;:&amp;quot;full&amp;quot;,&amp;quot;linkDestination&amp;quot;:&amp;quot;none&amp;quot;} --&amp;gt;&amp;lt;figure class=&amp;quot;wp-block-image size-full&amp;quot;&amp;gt;&amp;lt;\/figure&amp;gt;&amp;lt;!-- \/wp:image --&amp;gt;&lt;\/div&gt;\"  href=\"https:\/\/museoimmaginario.net\/immaginario\/glossario\/sciocchi\/\"  data-gt-translate-attributes='[{\"attribute\":\"data-cmtooltip\", \"format\":\"html\"}]'  tabindex='0' role='link'>sciocchi<\/a> che restano reciprocamente ingannati &ndash; si ingannano a vicenda e persino si auto ingannano &ndash; secondo un gioco di circolarit&agrave;, un meccanismo di circolo vizioso sempre pi&ugrave; iperbolicamente assurdo (in crescendo). Il limite di approssimazione sar&agrave; costituito da un pi&ugrave; o meno totale disorientamento, di dubbio estremo a proposito addirittura di quella che chiamerei cardinalit&agrave; fisica della persona (dell&rsquo;io): ci&ograve; in seguito, per lo pi&ugrave;, ad un evento banale di cui essi sono vittima. Ma quel che &egrave; singolare &egrave; proprio il fatto che in queste vicende di <a class=\"glossaryLink\"  aria-describedby=\"tt\"  data-cmtooltip=\"&lt;div class=glossaryItemTitle&gt;Sciocchi&lt;\/div&gt;&lt;div class=glossaryItemBody&gt;&amp;lt;!-- wp:paragraph --&amp;gt;In ambito semiotico e antropologico, gli &amp;quot;sciocchi&rdquo; non sono definiti tanto come persone poco intelligenti, ma come una&amp;amp;nbsp;&amp;lt;strong&amp;gt;funzione&amp;lt;\/strong&amp;gt;&amp;amp;nbsp;narrativa e culturale che fa emergere, in forma comica, i limiti e le crisi dei meccanismi di senso condivisi.&#8203;&amp;lt;br\/&amp;gt;&amp;lt;!-- \/wp:paragraph --&amp;gt;&amp;lt;!-- wp:heading --&amp;gt;Definizione semiotica&amp;lt;!-- \/wp:heading --&amp;gt;&amp;lt;!-- wp:paragraph --&amp;gt;In prospettiva semiotica, lo sciocco &egrave; il personaggio attraverso cui il racconto mette in atto una &amp;quot;legge endogenetica&rdquo; di svolgimento: a partire da un evento banale, la narrazione si sviluppa da sola secondo un circolo vizioso sempre pi&ugrave; assurdo, che porta alla messa in questione dell&rsquo;identit&agrave; e del riconoscimento. Lo sciocco &egrave; quindi una funzione linguistico&#8209;folklorica, non un semplice tratto psicologico: serve a mostrare come il significato possa deviare, biforcarsi, produrre catastrofi di identit&agrave;\/identificabilit&agrave;.&#8203;&amp;lt;br\/&amp;gt;&amp;lt;!-- \/wp:paragraph --&amp;gt;&amp;lt;!-- wp:heading --&amp;gt;Definizione antropologica&amp;lt;!-- \/wp:heading --&amp;gt;&amp;lt;!-- wp:paragraph --&amp;gt;Dal punto di vista demoetnoantropologico, gli sciocchi (individui o &amp;quot;paesi sciocchi&rdquo;) sono figure attraverso cui una comunit&agrave; esplora i propri confini: ci&ograve; che &egrave; considerato buon senso, ci&ograve; che &egrave; interno\/esterno, chi &egrave; riconosciuto come &amp;quot;dei nostri&rdquo;. Le storie degli sciocchi mettono in scena errori di logica pratica, fraintendimenti e travestimenti che portano al non&#8209;riconoscimento dell&rsquo;io da parte degli altri e, a volte, dell&rsquo;io stesso, spesso legando questa crisi allo spostamento fuori dallo spazio domestico &amp;quot;normale&rdquo; (letto, casa, convento). In questo senso, lo sciocco &egrave; un operatore culturale che permette di pensare, ridendo, la fragilit&agrave; dell&rsquo;identit&agrave; personale e sociale.&#8203;&amp;lt;br\/&amp;gt;&amp;lt;!-- \/wp:paragraph --&amp;gt;&amp;lt;!-- wp:image {&amp;quot;id&amp;quot;:12652,&amp;quot;sizeSlug&amp;quot;:&amp;quot;full&amp;quot;,&amp;quot;linkDestination&amp;quot;:&amp;quot;none&amp;quot;} --&amp;gt;&amp;lt;figure class=&amp;quot;wp-block-image size-full&amp;quot;&amp;gt;&amp;lt;\/figure&amp;gt;&amp;lt;!-- \/wp:image --&amp;gt;&lt;\/div&gt;\"  href=\"https:\/\/museoimmaginario.net\/immaginario\/glossario\/sciocchi\/\"  data-gt-translate-attributes='[{\"attribute\":\"data-cmtooltip\", \"format\":\"html\"}]'  tabindex='0' role='link'>sciocchi<\/a> (e di <em><a class=\"glossaryLink\"  aria-describedby=\"tt\"  data-cmtooltip=\"&lt;div class=glossaryItemTitle&gt;Sciocchi&lt;\/div&gt;&lt;div class=glossaryItemBody&gt;&amp;lt;!-- wp:paragraph --&amp;gt;In ambito semiotico e antropologico, gli &amp;quot;sciocchi&rdquo; non sono definiti tanto come persone poco intelligenti, ma come una&amp;amp;nbsp;&amp;lt;strong&amp;gt;funzione&amp;lt;\/strong&amp;gt;&amp;amp;nbsp;narrativa e culturale che fa emergere, in forma comica, i limiti e le crisi dei meccanismi di senso condivisi.&#8203;&amp;lt;br\/&amp;gt;&amp;lt;!-- \/wp:paragraph --&amp;gt;&amp;lt;!-- wp:heading --&amp;gt;Definizione semiotica&amp;lt;!-- \/wp:heading --&amp;gt;&amp;lt;!-- wp:paragraph --&amp;gt;In prospettiva semiotica, lo sciocco &egrave; il personaggio attraverso cui il racconto mette in atto una &amp;quot;legge endogenetica&rdquo; di svolgimento: a partire da un evento banale, la narrazione si sviluppa da sola secondo un circolo vizioso sempre pi&ugrave; assurdo, che porta alla messa in questione dell&rsquo;identit&agrave; e del riconoscimento. Lo sciocco &egrave; quindi una funzione linguistico&#8209;folklorica, non un semplice tratto psicologico: serve a mostrare come il significato possa deviare, biforcarsi, produrre catastrofi di identit&agrave;\/identificabilit&agrave;.&#8203;&amp;lt;br\/&amp;gt;&amp;lt;!-- \/wp:paragraph --&amp;gt;&amp;lt;!-- wp:heading --&amp;gt;Definizione antropologica&amp;lt;!-- \/wp:heading --&amp;gt;&amp;lt;!-- wp:paragraph --&amp;gt;Dal punto di vista demoetnoantropologico, gli sciocchi (individui o &amp;quot;paesi sciocchi&rdquo;) sono figure attraverso cui una comunit&agrave; esplora i propri confini: ci&ograve; che &egrave; considerato buon senso, ci&ograve; che &egrave; interno\/esterno, chi &egrave; riconosciuto come &amp;quot;dei nostri&rdquo;. Le storie degli sciocchi mettono in scena errori di logica pratica, fraintendimenti e travestimenti che portano al non&#8209;riconoscimento dell&rsquo;io da parte degli altri e, a volte, dell&rsquo;io stesso, spesso legando questa crisi allo spostamento fuori dallo spazio domestico &amp;quot;normale&rdquo; (letto, casa, convento). In questo senso, lo sciocco &egrave; un operatore culturale che permette di pensare, ridendo, la fragilit&agrave; dell&rsquo;identit&agrave; personale e sociale.&#8203;&amp;lt;br\/&amp;gt;&amp;lt;!-- \/wp:paragraph --&amp;gt;&amp;lt;!-- wp:image {&amp;quot;id&amp;quot;:12652,&amp;quot;sizeSlug&amp;quot;:&amp;quot;full&amp;quot;,&amp;quot;linkDestination&amp;quot;:&amp;quot;none&amp;quot;} --&amp;gt;&amp;lt;figure class=&amp;quot;wp-block-image size-full&amp;quot;&amp;gt;&amp;lt;\/figure&amp;gt;&amp;lt;!-- \/wp:image --&amp;gt;&lt;\/div&gt;\"  href=\"https:\/\/museoimmaginario.net\/immaginario\/glossario\/sciocchi\/\"  data-gt-translate-attributes='[{\"attribute\":\"data-cmtooltip\", \"format\":\"html\"}]'  tabindex='0' role='link'>sciocchi<\/a> al duale<\/em> per cos&#xEC; esprimerci) il meccanismo del circolo vizioso manifesta spesso una sua autonomia dinamica interna: si riproduce &#x2013; secondo effetti di <em>climax<\/em> &#x2013; per una sorta di legge endogenetica, rispetto alla quale l&#x2019;evento iniziale si configura alla stregua di uno spunto sempre pi&#xF9; &#x2018;lontano&#x2019;. L&#x2019;evento iniziale sar&#xE0;, cio&#xE8;, un puro e semplice evento di innesco che poi segue l&#x2019;&#x201C;autonomia&#x201D; di un suo percorso (in quanto percorso significante). Adottando una prospettiva di derivazione kantiana, direi che un dinamismo endogenetico cos&#xEC; concepito &#xE8; trascendentale alla vicenda narrativa e alla successione dei significanti che essa effettivamente pone in atto; si tratta in altre parole di <em>autonomia trascendentale<\/em> (2) &#x2013; volta a volta qualitativamente (geometricamente) saliente &#x2013; della legge di svolgimento endogenetico del significanti nel corso della narrazione. Sar&#xE0; dunque con un certo <em>tipo modale<\/em> di autonomia trascendentale della legge (endogenetica) di svolgimento narrativo che viene semioticamente a coincidere la funzione linguistico &#x2013; folklorica (culturologica) dello sciocco.<\/p>\n\n\n\n<p>Tralasciamo per il momento una siffatta prospettiva, di ordine eminentemente teorico e troppo generale.<\/p>\n\n\n\n<p>Comunque sia, tornando al raccontino di Forno, osserveremo in via preliminare che ci troviamo di fronte a un evento accidentale,&nbsp; in quanto evento di innesco della vicenda, che si tramuta endogeneticamente (secondo per l&rsquo;appunto il tipo modale di autonomia trascendentale propria dello sciocco come funzione linguistico- culturologica) in una vicenda di inconsapevole&nbsp; inganno e reciproco disorientamento fino a toccare il problema della <a class=\"glossaryLink\"  aria-describedby=\"tt\"  data-cmtooltip=\"&lt;div class=glossaryItemTitle&gt;Identit&agrave;&lt;\/div&gt;&lt;div class=glossaryItemBody&gt;&amp;lt;!-- wp:paragraph --&amp;gt;In senso semiotico e antropologico, &amp;quot;identit&agrave;&rdquo; indica il modo in cui un soggetto (persona, gruppo, luogo) viene reso riconoscibile e distinto all&rsquo;interno di un sistema di segni e di relazioni sociali.&#8203;&#8203;&amp;lt;br\/&amp;gt;&amp;lt;!-- \/wp:paragraph --&amp;gt;&amp;lt;!-- wp:paragraph --&amp;gt;&amp;lt;strong&amp;gt;In prospettiva semiotica&amp;lt;\/strong&amp;gt;&amp;lt;br\/&amp;gt;&amp;lt;!-- \/wp:paragraph --&amp;gt;&amp;lt;!-- wp:paragraph --&amp;gt;Identit&agrave; &egrave; l&rsquo;insieme delle caratteristiche che permettono di identificare &amp;quot;chi &egrave; chi&rdquo; e di mantenerne la continuit&agrave; nel tempo e nello spazio, distinguendo un soggetto da altri soggetti sulla base di tratti riconoscibili. Non &egrave; solo un contenuto psicologico, ma un effetto di configurazioni narrative, spaziali, discorsive (nome, corpo, posizione nello spazio domestico, relazioni), che possono entrare in crisi producendo problemi di identit&agrave;\/identificabilit&agrave;.&#8203;&#8203;&amp;lt;br\/&amp;gt;&amp;lt;!-- \/wp:paragraph --&amp;gt;&amp;lt;!-- wp:paragraph --&amp;gt;&amp;lt;strong&amp;gt;In prospettiva antropologica&amp;lt;\/strong&amp;gt;&amp;lt;br\/&amp;gt;&amp;lt;!-- \/wp:paragraph --&amp;gt;&amp;lt;!-- wp:paragraph --&amp;gt;Identit&agrave; &egrave; un processo dinamico di definizione di s&eacute; e degli altri, attraverso appartenenze (famiglia, paese, etnia, nazione) e confini simbolici che separano &amp;quot;noi&rdquo; da &amp;quot;loro&rdquo;. Comprende dimensioni personali e collettive: si costruisce narrativamente, attraverso pratiche, memorie, luoghi, e pu&ograve; essere oggetto di conflitto, negoziazione, ridefinizione continua, pi&ugrave; che una sostanza fissa o essenza immutabile.&amp;lt;br\/&amp;gt;&amp;lt;!-- \/wp:paragraph --&amp;gt;&amp;lt;!-- wp:image {&amp;quot;id&amp;quot;:12656,&amp;quot;sizeSlug&amp;quot;:&amp;quot;full&amp;quot;,&amp;quot;linkDestination&amp;quot;:&amp;quot;none&amp;quot;} --&amp;gt;&amp;lt;figure class=&amp;quot;wp-block-image size-full&amp;quot;&amp;gt;&amp;lt;\/figure&amp;gt;&amp;lt;!-- \/wp:image --&amp;gt;&lt;\/div&gt;\"  href=\"https:\/\/museoimmaginario.net\/immaginario\/glossario\/identita\/\"  data-gt-translate-attributes='[{\"attribute\":\"data-cmtooltip\", \"format\":\"html\"}]'  tabindex='0' role='link'>identit&agrave;<\/a>\/identificabilit&agrave;&nbsp; (relativamente ad uno dei due fratelli) (3). Per tale via si allude &ndash; quantomeno &ndash; alla vasta e complessa tematica del sosia: pi&ugrave; esattamente, del falso sosia. Notevole il fatto che il raccontino di Forno sembrerebbe per molti versi avvicinabile alla prima parte di una celebre novella del Boccaccio, quella di Andreuccio da Perugia (<em>Decam<\/em>. II 5). E tuttavia, pur nella sua semplicit&#xE0; quasi scheletrica, questo raccontino popolare parrebbe andare oltre se non decisamente oltre, per quanto concerne appunto il tema della identi(ficabili)t&#xE0;: la sua conclusione, un po&#x2019; <em>ex abrupto, <\/em>&egrave; infatti in grado di suggerirci meccanismi che ci riportano &ndash; attraverso gli adeguati collegamenti con un ben determinato filone folklorico &ndash;&nbsp; a problematiche assai &ldquo;profonde&rdquo; di una psico-logica&nbsp; elementare, riguardanti il modo di strutturarsi della <a class=\"glossaryLink\"  aria-describedby=\"tt\"  data-cmtooltip=\"&lt;div class=glossaryItemTitle&gt;Identit&agrave;&lt;\/div&gt;&lt;div class=glossaryItemBody&gt;&amp;lt;!-- wp:paragraph --&amp;gt;In senso semiotico e antropologico, &amp;quot;identit&agrave;&rdquo; indica il modo in cui un soggetto (persona, gruppo, luogo) viene reso riconoscibile e distinto all&rsquo;interno di un sistema di segni e di relazioni sociali.&#8203;&#8203;&amp;lt;br\/&amp;gt;&amp;lt;!-- \/wp:paragraph --&amp;gt;&amp;lt;!-- wp:paragraph --&amp;gt;&amp;lt;strong&amp;gt;In prospettiva semiotica&amp;lt;\/strong&amp;gt;&amp;lt;br\/&amp;gt;&amp;lt;!-- \/wp:paragraph --&amp;gt;&amp;lt;!-- wp:paragraph --&amp;gt;Identit&agrave; &egrave; l&rsquo;insieme delle caratteristiche che permettono di identificare &amp;quot;chi &egrave; chi&rdquo; e di mantenerne la continuit&agrave; nel tempo e nello spazio, distinguendo un soggetto da altri soggetti sulla base di tratti riconoscibili. Non &egrave; solo un contenuto psicologico, ma un effetto di configurazioni narrative, spaziali, discorsive (nome, corpo, posizione nello spazio domestico, relazioni), che possono entrare in crisi producendo problemi di identit&agrave;\/identificabilit&agrave;.&#8203;&#8203;&amp;lt;br\/&amp;gt;&amp;lt;!-- \/wp:paragraph --&amp;gt;&amp;lt;!-- wp:paragraph --&amp;gt;&amp;lt;strong&amp;gt;In prospettiva antropologica&amp;lt;\/strong&amp;gt;&amp;lt;br\/&amp;gt;&amp;lt;!-- \/wp:paragraph --&amp;gt;&amp;lt;!-- wp:paragraph --&amp;gt;Identit&agrave; &egrave; un processo dinamico di definizione di s&eacute; e degli altri, attraverso appartenenze (famiglia, paese, etnia, nazione) e confini simbolici che separano &amp;quot;noi&rdquo; da &amp;quot;loro&rdquo;. Comprende dimensioni personali e collettive: si costruisce narrativamente, attraverso pratiche, memorie, luoghi, e pu&ograve; essere oggetto di conflitto, negoziazione, ridefinizione continua, pi&ugrave; che una sostanza fissa o essenza immutabile.&amp;lt;br\/&amp;gt;&amp;lt;!-- \/wp:paragraph --&amp;gt;&amp;lt;!-- wp:image {&amp;quot;id&amp;quot;:12656,&amp;quot;sizeSlug&amp;quot;:&amp;quot;full&amp;quot;,&amp;quot;linkDestination&amp;quot;:&amp;quot;none&amp;quot;} --&amp;gt;&amp;lt;figure class=&amp;quot;wp-block-image size-full&amp;quot;&amp;gt;&amp;lt;\/figure&amp;gt;&amp;lt;!-- \/wp:image --&amp;gt;&lt;\/div&gt;\"  href=\"https:\/\/museoimmaginario.net\/immaginario\/glossario\/identita\/\"  data-gt-translate-attributes='[{\"attribute\":\"data-cmtooltip\", \"format\":\"html\"}]'  tabindex='0' role='link'>identit&agrave;<\/a>\/identificabilit&agrave;, la <strong>&#x201C;<\/strong>possibilit&#xE0;&#x201D; di emergenza del sosia (del tipo di sosia), la cosiddetta intermetamorfosi etc.(4).<\/p>\n\n\n\n<p>Ma procediamo con ordine e riproduciamo, per comodit&#xE0; del lettore, il raccontino di Forno:<\/p>\n\n\n\n<p>&#x201C;Questa storia che adesso vi raccontiamo &#xE8; veramente successa al nostro paese circa cento anni fa.<\/p>\n\n\n\n<p>Dovete sapere che a quei tempi quasi tutte le case erano formate da due o tre stanze, una sopra l&#x2019;altra, che comunicavano fra loro con delle scalette di legno. Anche i pavimenti erano fatti con le tavole.<\/p>\n\n\n\n<p>Pochissime case, poi, avevano il gabinetto e, dove c&#x2019;era, di solito era costruito esternamente, su un piccolo terrazzino (l&#x2019;altana). Anche la casa di Batt&#xEC; pi&#xF9; o meno era fatta cos&#xEC;. Ed ora sentite che cosa capit&#xF2;, una notte, a Batt&#xEC;, che si era svegliato di soprassalto perch&#xE9; aveva un bisogno urgente&#x2026; Il giovane and&#xF2; di corsa nell&#x2019;altana, ma una delle tavole di legno, che formavano il pavimento, si spacc&#xF2;; Batt&#xEC; cadde di sotto e fin&#xEC; nel bel mezzo della piana di fagioli. Per fortuna, non si era fatto niente di male.<\/p>\n\n\n\n<p>Batt&#xEC;, ancora mezzo addormentato, and&#xF2; a bussare alla porta di casa sua. Bussa e bussa, finalmente un fratello si svegli&#xF2; e, senza aprire l&#x2019;uscio, disse: &#x201C;Ma chi &#xE8; che bussa a quest&#x2019;ora?&#x201D;. &#x201C;Sono io, sono Batt&#xEC;&#x201D;, rispose l&#x2019;altro.<\/p>\n\n\n\n<p>E il fratello: &#x201C;Non &#xE8; vero, non sei Batt&#xEC;! Batt&#xEC; &#xE8; nel suo letto che dorme!&#x201D;.<\/p>\n\n\n\n<p>E il povero Batt&#xEC; continuava a ripetere al fratello di aprirgli, dicendogli di essere caduto sulla piana di fagioli, ma l&#x2019;altro non gli credeva.<\/p>\n\n\n\n<p>Alla fine Batt&#xEC; gli disse: &#x201C;Ma insomma se non ci credi che io sono Batt&#xEC;, vai a vedere nella camera.&#xA0; Se a letto non ci sono, vuol dire che io sono proprio Batt&#xEC;, se invece sono a letto, allora non lo so nemmeno io chi sono io! ! ! . . .&#x201D;&#x201D;. (5)<\/p>\n\n\n\n<p>Veniamo ora a un pi&#xF9; sistematico confronto con la novella di Andreuccio da Perugia. La narrazione sembra costituirsi di episodi che si connettono bens&#xEC; l&#x2019;uno all&#x2019;altro, ma che al contempo risultano abbastanza nettamente distinguibili, quasi isolabili l&#x2019;uno rispetto all&#x2019;altro (a parte le valenze meccanismi e\/o significanti di rinvio &#x2013; che servono a ricollegare le parti). La prima parte della novella, quella che ci interessa, riguarda &#x2013; come &#xE8; noto &#x2013; l&#x2019;incontro del giovane Andreuccio, recatosi a Napoli per mercanteggiare, con la bella siciliana che lo inganna facendosi passare per sua sorellastra.&#xA0; (6)<\/p>\n\n\n\n<p>Pi&#xF9; in particolare, nell&#x2019;ambito della prima parte (o primo episodio), una certa sequenza quella che il <em>Batt&#xEC; caduto dall&#x2019;altana<\/em> pu&ograve; in qualche modo ricordare. E ad ogni buon conto, occorre rimarcare che molti tratti del contesto situazionale appaiono del tutto divergenti: s&igrave; che le modalit&agrave; di orientamento delle due vicende, in rapporto alla problematica dell&rsquo;<a class=\"glossaryLink\"  aria-describedby=\"tt\"  data-cmtooltip=\"&lt;div class=glossaryItemTitle&gt;Identit&agrave;&lt;\/div&gt;&lt;div class=glossaryItemBody&gt;&amp;lt;!-- wp:paragraph --&amp;gt;In senso semiotico e antropologico, &amp;quot;identit&agrave;&rdquo; indica il modo in cui un soggetto (persona, gruppo, luogo) viene reso riconoscibile e distinto all&rsquo;interno di un sistema di segni e di relazioni sociali.&#8203;&#8203;&amp;lt;br\/&amp;gt;&amp;lt;!-- \/wp:paragraph --&amp;gt;&amp;lt;!-- wp:paragraph --&amp;gt;&amp;lt;strong&amp;gt;In prospettiva semiotica&amp;lt;\/strong&amp;gt;&amp;lt;br\/&amp;gt;&amp;lt;!-- \/wp:paragraph --&amp;gt;&amp;lt;!-- wp:paragraph --&amp;gt;Identit&agrave; &egrave; l&rsquo;insieme delle caratteristiche che permettono di identificare &amp;quot;chi &egrave; chi&rdquo; e di mantenerne la continuit&agrave; nel tempo e nello spazio, distinguendo un soggetto da altri soggetti sulla base di tratti riconoscibili. Non &egrave; solo un contenuto psicologico, ma un effetto di configurazioni narrative, spaziali, discorsive (nome, corpo, posizione nello spazio domestico, relazioni), che possono entrare in crisi producendo problemi di identit&agrave;\/identificabilit&agrave;.&#8203;&#8203;&amp;lt;br\/&amp;gt;&amp;lt;!-- \/wp:paragraph --&amp;gt;&amp;lt;!-- wp:paragraph --&amp;gt;&amp;lt;strong&amp;gt;In prospettiva antropologica&amp;lt;\/strong&amp;gt;&amp;lt;br\/&amp;gt;&amp;lt;!-- \/wp:paragraph --&amp;gt;&amp;lt;!-- wp:paragraph --&amp;gt;Identit&agrave; &egrave; un processo dinamico di definizione di s&eacute; e degli altri, attraverso appartenenze (famiglia, paese, etnia, nazione) e confini simbolici che separano &amp;quot;noi&rdquo; da &amp;quot;loro&rdquo;. Comprende dimensioni personali e collettive: si costruisce narrativamente, attraverso pratiche, memorie, luoghi, e pu&ograve; essere oggetto di conflitto, negoziazione, ridefinizione continua, pi&ugrave; che una sostanza fissa o essenza immutabile.&amp;lt;br\/&amp;gt;&amp;lt;!-- \/wp:paragraph --&amp;gt;&amp;lt;!-- wp:image {&amp;quot;id&amp;quot;:12656,&amp;quot;sizeSlug&amp;quot;:&amp;quot;full&amp;quot;,&amp;quot;linkDestination&amp;quot;:&amp;quot;none&amp;quot;} --&amp;gt;&amp;lt;figure class=&amp;quot;wp-block-image size-full&amp;quot;&amp;gt;&amp;lt;\/figure&amp;gt;&amp;lt;!-- \/wp:image --&amp;gt;&lt;\/div&gt;\"  href=\"https:\/\/museoimmaginario.net\/immaginario\/glossario\/identita\/\"  data-gt-translate-attributes='[{\"attribute\":\"data-cmtooltip\", \"format\":\"html\"}]'  tabindex='0' role='link'>identit&agrave;<\/a> \/identificabilit&agrave;, risultano diametralmente opposte; o, pi&ugrave; ancora, neppure confrontabili. Da tale punto di vista, lo schema pi&ugrave; &lsquo;normale&rsquo; &egrave; indubbiamente quello della novella di Andreuccio, dove si tratta di un puro e semplice inganno che il giovane mercante perugino, una volta gabbato, riconosce senza mettere in forse la sostanza della sua <a class=\"glossaryLink\"  aria-describedby=\"tt\"  data-cmtooltip=\"&lt;div class=glossaryItemTitle&gt;Identit&agrave;&lt;\/div&gt;&lt;div class=glossaryItemBody&gt;&amp;lt;!-- wp:paragraph --&amp;gt;In senso semiotico e antropologico, &amp;quot;identit&agrave;&rdquo; indica il modo in cui un soggetto (persona, gruppo, luogo) viene reso riconoscibile e distinto all&rsquo;interno di un sistema di segni e di relazioni sociali.&#8203;&#8203;&amp;lt;br\/&amp;gt;&amp;lt;!-- \/wp:paragraph --&amp;gt;&amp;lt;!-- wp:paragraph --&amp;gt;&amp;lt;strong&amp;gt;In prospettiva semiotica&amp;lt;\/strong&amp;gt;&amp;lt;br\/&amp;gt;&amp;lt;!-- \/wp:paragraph --&amp;gt;&amp;lt;!-- wp:paragraph --&amp;gt;Identit&agrave; &egrave; l&rsquo;insieme delle caratteristiche che permettono di identificare &amp;quot;chi &egrave; chi&rdquo; e di mantenerne la continuit&agrave; nel tempo e nello spazio, distinguendo un soggetto da altri soggetti sulla base di tratti riconoscibili. Non &egrave; solo un contenuto psicologico, ma un effetto di configurazioni narrative, spaziali, discorsive (nome, corpo, posizione nello spazio domestico, relazioni), che possono entrare in crisi producendo problemi di identit&agrave;\/identificabilit&agrave;.&#8203;&#8203;&amp;lt;br\/&amp;gt;&amp;lt;!-- \/wp:paragraph --&amp;gt;&amp;lt;!-- wp:paragraph --&amp;gt;&amp;lt;strong&amp;gt;In prospettiva antropologica&amp;lt;\/strong&amp;gt;&amp;lt;br\/&amp;gt;&amp;lt;!-- \/wp:paragraph --&amp;gt;&amp;lt;!-- wp:paragraph --&amp;gt;Identit&agrave; &egrave; un processo dinamico di definizione di s&eacute; e degli altri, attraverso appartenenze (famiglia, paese, etnia, nazione) e confini simbolici che separano &amp;quot;noi&rdquo; da &amp;quot;loro&rdquo;. Comprende dimensioni personali e collettive: si costruisce narrativamente, attraverso pratiche, memorie, luoghi, e pu&ograve; essere oggetto di conflitto, negoziazione, ridefinizione continua, pi&ugrave; che una sostanza fissa o essenza immutabile.&amp;lt;br\/&amp;gt;&amp;lt;!-- \/wp:paragraph --&amp;gt;&amp;lt;!-- wp:image {&amp;quot;id&amp;quot;:12656,&amp;quot;sizeSlug&amp;quot;:&amp;quot;full&amp;quot;,&amp;quot;linkDestination&amp;quot;:&amp;quot;none&amp;quot;} --&amp;gt;&amp;lt;figure class=&amp;quot;wp-block-image size-full&amp;quot;&amp;gt;&amp;lt;\/figure&amp;gt;&amp;lt;!-- \/wp:image --&amp;gt;&lt;\/div&gt;\"  href=\"https:\/\/museoimmaginario.net\/immaginario\/glossario\/identita\/\"  data-gt-translate-attributes='[{\"attribute\":\"data-cmtooltip\", \"format\":\"html\"}]'  tabindex='0' role='link'>identit&agrave;<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p>In questa sede interessa mettere in risalto il &#x201C;motivo analogico&#x201D; che accomuna le due narrazioni: &#x201C;motivo analogico&#x201D; che per l&#x2019;appunto si espande, configurandosi come vera e propria unit&#xE0; di sequenza (si tratta di concettualit&#xE0; che andrebbero, comunque, meglio precisate).<\/p>\n\n\n\n<p>Se la &#x2018;comune&#x2019; unit&#xE0; di sequenza &#xE8; dunque realizzata in maniera elementare nel raccontino di Forno, d&#x2019;altro lato v&#x2019;&#xE8; da rilevare che la sua stessa semplicit&#xE0; narrativa pu&#xF2; essere nient&#x2019;altro che l&#x2019;emergenza schematica di articolazioni significanti ovverosia di connessioni paradigmatiche (nonch&#xE9; sintattiche) di una certa complessit&#xE0;. A sua volta tale complessit&#xE0; resta in larga (larghissima?) parte sottintesa al livello di un solo testo narrativo, essendo di natura &#x2018;intertestuale&#x2019;: in quanto cio&#xE8; percorre, per sua natura, infiniti testi.<\/p>\n\n\n\n<p>In prospettiva teorica, risulter&#xE0; opportuno giustapporre quella che &#xE8; la&#xA0; schematicit&#xE0;&#xA0; (anche geometrico &#x2013;&#xA0; dimensionale?) delle effettive realizzazioni significanti &#x2013; quali si vanno fenomenologicamente&#xA0; attuando sul piano del discorso narrativo &#x2013; a quella che &#xE8;&#xA0; invece la infinita multidirezionalit&#xE0; del &#x2018;divenire&#x2019;\/&#x2019;avvenire&#x2019; morfogenetico (morfo-logico) del&#xA0; significante, in quanto potenzialit&#xE0; necessarie (creodo narrativo),&#xA0; al di l&#xE0; e al di sotto delle effettualit&#xE0; narrative medesime (piano cosiddetto logico reale). Al contrario, nell&#x2019;idea di creodo (svolgimento potenziale e necessario di un significante che investe l&#x2019;&#x201D;universalit&#xE0;&#x201D; semiotica in divenire (7) della lingua\/cultura) interviene la infinibilit&#xE0; &#x2013; l&#x2019;infinito e l&#x2019;infinitesimale al contempo &#x2013; del piano che altrove ho chiamato logico-immaginario (8).<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignright size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/museoimmaginario.net\/immaginario\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/DSC02981-1024x683.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-2794\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/museoimmaginario.net\/immaginario\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/DSC02981-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/museoimmaginario.net\/immaginario\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/DSC02981-300x200.jpg 300w, https:\/\/museoimmaginario.net\/immaginario\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/DSC02981-768x512.jpg 768w, https:\/\/museoimmaginario.net\/immaginario\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/DSC02981-1536x1024.jpg 1536w, https:\/\/museoimmaginario.net\/immaginario\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/DSC02981-2048x1365.jpg 2048w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Orbene, nel racconto di Andreuccio l&#x2019;articolazione &#x201C;superficiale&#x201D; del discorso &#xE8; assai pi&#xF9; ricca ed elaborata, trattandosi del resto di alta letteratura, rispetto ad un raccontino popolare quale &#x2013; del tipo di &#x2013; <em>Batt&#xEC; caduto dall&#x2019;altana<\/em>. Tuttavia, se adottiamo come lunghezza d&rsquo;onda la tematica della <a class=\"glossaryLink\"  aria-describedby=\"tt\"  data-cmtooltip=\"&lt;div class=glossaryItemTitle&gt;Identit&agrave;&lt;\/div&gt;&lt;div class=glossaryItemBody&gt;&amp;lt;!-- wp:paragraph --&amp;gt;In senso semiotico e antropologico, &amp;quot;identit&agrave;&rdquo; indica il modo in cui un soggetto (persona, gruppo, luogo) viene reso riconoscibile e distinto all&rsquo;interno di un sistema di segni e di relazioni sociali.&#8203;&#8203;&amp;lt;br\/&amp;gt;&amp;lt;!-- \/wp:paragraph --&amp;gt;&amp;lt;!-- wp:paragraph --&amp;gt;&amp;lt;strong&amp;gt;In prospettiva semiotica&amp;lt;\/strong&amp;gt;&amp;lt;br\/&amp;gt;&amp;lt;!-- \/wp:paragraph --&amp;gt;&amp;lt;!-- wp:paragraph --&amp;gt;Identit&agrave; &egrave; l&rsquo;insieme delle caratteristiche che permettono di identificare &amp;quot;chi &egrave; chi&rdquo; e di mantenerne la continuit&agrave; nel tempo e nello spazio, distinguendo un soggetto da altri soggetti sulla base di tratti riconoscibili. Non &egrave; solo un contenuto psicologico, ma un effetto di configurazioni narrative, spaziali, discorsive (nome, corpo, posizione nello spazio domestico, relazioni), che possono entrare in crisi producendo problemi di identit&agrave;\/identificabilit&agrave;.&#8203;&#8203;&amp;lt;br\/&amp;gt;&amp;lt;!-- \/wp:paragraph --&amp;gt;&amp;lt;!-- wp:paragraph --&amp;gt;&amp;lt;strong&amp;gt;In prospettiva antropologica&amp;lt;\/strong&amp;gt;&amp;lt;br\/&amp;gt;&amp;lt;!-- \/wp:paragraph --&amp;gt;&amp;lt;!-- wp:paragraph --&amp;gt;Identit&agrave; &egrave; un processo dinamico di definizione di s&eacute; e degli altri, attraverso appartenenze (famiglia, paese, etnia, nazione) e confini simbolici che separano &amp;quot;noi&rdquo; da &amp;quot;loro&rdquo;. Comprende dimensioni personali e collettive: si costruisce narrativamente, attraverso pratiche, memorie, luoghi, e pu&ograve; essere oggetto di conflitto, negoziazione, ridefinizione continua, pi&ugrave; che una sostanza fissa o essenza immutabile.&amp;lt;br\/&amp;gt;&amp;lt;!-- \/wp:paragraph --&amp;gt;&amp;lt;!-- wp:image {&amp;quot;id&amp;quot;:12656,&amp;quot;sizeSlug&amp;quot;:&amp;quot;full&amp;quot;,&amp;quot;linkDestination&amp;quot;:&amp;quot;none&amp;quot;} --&amp;gt;&amp;lt;figure class=&amp;quot;wp-block-image size-full&amp;quot;&amp;gt;&amp;lt;\/figure&amp;gt;&amp;lt;!-- \/wp:image --&amp;gt;&lt;\/div&gt;\"  href=\"https:\/\/museoimmaginario.net\/immaginario\/glossario\/identita\/\"  data-gt-translate-attributes='[{\"attribute\":\"data-cmtooltip\", \"format\":\"html\"}]'  tabindex='0' role='link'>identit&agrave;<\/a>\/identificabilit&agrave;, se al tempo stesso cerchiamo di avvicinarci ad un punto di vista creodico (ci&ograve; che parrebbe comportare il confronto fra la narrazione effettiva in quanto piano logico-reale e il campo infinibilmente potenziale e necessario della narrabilit&agrave; in quanto logico-immaginario), non vi &egrave; dubbio che il racconto del <em>Decamerone<\/em> risulta piuttosto ovvio &ndash; lo abbiamo gi&agrave; rimarcato -, privo di rotture per cos&igrave; dire catastrofiche: esso si muove e si articola (letterariamente) restando all&rsquo;interno di una zona di attese in fin dei conti abbastanza &ldquo;normale&rdquo;, la cosiddetta zona di supporto del creodo. Non si determina cio&egrave; effetto di biforcazione (narrativa) sul piano logico-reale (sul piano del racconto effettivo quantomeno &ndash; lo ripeto &ndash; sulla lunghezza d&rsquo;onda della <a class=\"glossaryLink\"  aria-describedby=\"tt\"  data-cmtooltip=\"&lt;div class=glossaryItemTitle&gt;Identit&agrave;&lt;\/div&gt;&lt;div class=glossaryItemBody&gt;&amp;lt;!-- wp:paragraph --&amp;gt;In senso semiotico e antropologico, &amp;quot;identit&agrave;&rdquo; indica il modo in cui un soggetto (persona, gruppo, luogo) viene reso riconoscibile e distinto all&rsquo;interno di un sistema di segni e di relazioni sociali.&#8203;&#8203;&amp;lt;br\/&amp;gt;&amp;lt;!-- \/wp:paragraph --&amp;gt;&amp;lt;!-- wp:paragraph --&amp;gt;&amp;lt;strong&amp;gt;In prospettiva semiotica&amp;lt;\/strong&amp;gt;&amp;lt;br\/&amp;gt;&amp;lt;!-- \/wp:paragraph --&amp;gt;&amp;lt;!-- wp:paragraph --&amp;gt;Identit&agrave; &egrave; l&rsquo;insieme delle caratteristiche che permettono di identificare &amp;quot;chi &egrave; chi&rdquo; e di mantenerne la continuit&agrave; nel tempo e nello spazio, distinguendo un soggetto da altri soggetti sulla base di tratti riconoscibili. Non &egrave; solo un contenuto psicologico, ma un effetto di configurazioni narrative, spaziali, discorsive (nome, corpo, posizione nello spazio domestico, relazioni), che possono entrare in crisi producendo problemi di identit&agrave;\/identificabilit&agrave;.&#8203;&#8203;&amp;lt;br\/&amp;gt;&amp;lt;!-- \/wp:paragraph --&amp;gt;&amp;lt;!-- wp:paragraph --&amp;gt;&amp;lt;strong&amp;gt;In prospettiva antropologica&amp;lt;\/strong&amp;gt;&amp;lt;br\/&amp;gt;&amp;lt;!-- \/wp:paragraph --&amp;gt;&amp;lt;!-- wp:paragraph --&amp;gt;Identit&agrave; &egrave; un processo dinamico di definizione di s&eacute; e degli altri, attraverso appartenenze (famiglia, paese, etnia, nazione) e confini simbolici che separano &amp;quot;noi&rdquo; da &amp;quot;loro&rdquo;. Comprende dimensioni personali e collettive: si costruisce narrativamente, attraverso pratiche, memorie, luoghi, e pu&ograve; essere oggetto di conflitto, negoziazione, ridefinizione continua, pi&ugrave; che una sostanza fissa o essenza immutabile.&amp;lt;br\/&amp;gt;&amp;lt;!-- \/wp:paragraph --&amp;gt;&amp;lt;!-- wp:image {&amp;quot;id&amp;quot;:12656,&amp;quot;sizeSlug&amp;quot;:&amp;quot;full&amp;quot;,&amp;quot;linkDestination&amp;quot;:&amp;quot;none&amp;quot;} --&amp;gt;&amp;lt;figure class=&amp;quot;wp-block-image size-full&amp;quot;&amp;gt;&amp;lt;\/figure&amp;gt;&amp;lt;!-- \/wp:image --&amp;gt;&lt;\/div&gt;\"  href=\"https:\/\/museoimmaginario.net\/immaginario\/glossario\/identita\/\"  data-gt-translate-attributes='[{\"attribute\":\"data-cmtooltip\", \"format\":\"html\"}]'  tabindex='0' role='link'>identit&agrave;<\/a>\/identificabilit&agrave;); non si determina passaggio (catastrofco) verso la cosiddetta zona ombelicale del creodo. Tale passaggio si avr&agrave;, nel caso in questione, con la perdita o la messa in dubbio della <a class=\"glossaryLink\"  aria-describedby=\"tt\"  data-cmtooltip=\"&lt;div class=glossaryItemTitle&gt;Identit&agrave;&lt;\/div&gt;&lt;div class=glossaryItemBody&gt;&amp;lt;!-- wp:paragraph --&amp;gt;In senso semiotico e antropologico, &amp;quot;identit&agrave;&rdquo; indica il modo in cui un soggetto (persona, gruppo, luogo) viene reso riconoscibile e distinto all&rsquo;interno di un sistema di segni e di relazioni sociali.&#8203;&#8203;&amp;lt;br\/&amp;gt;&amp;lt;!-- \/wp:paragraph --&amp;gt;&amp;lt;!-- wp:paragraph --&amp;gt;&amp;lt;strong&amp;gt;In prospettiva semiotica&amp;lt;\/strong&amp;gt;&amp;lt;br\/&amp;gt;&amp;lt;!-- \/wp:paragraph --&amp;gt;&amp;lt;!-- wp:paragraph --&amp;gt;Identit&agrave; &egrave; l&rsquo;insieme delle caratteristiche che permettono di identificare &amp;quot;chi &egrave; chi&rdquo; e di mantenerne la continuit&agrave; nel tempo e nello spazio, distinguendo un soggetto da altri soggetti sulla base di tratti riconoscibili. Non &egrave; solo un contenuto psicologico, ma un effetto di configurazioni narrative, spaziali, discorsive (nome, corpo, posizione nello spazio domestico, relazioni), che possono entrare in crisi producendo problemi di identit&agrave;\/identificabilit&agrave;.&#8203;&#8203;&amp;lt;br\/&amp;gt;&amp;lt;!-- \/wp:paragraph --&amp;gt;&amp;lt;!-- wp:paragraph --&amp;gt;&amp;lt;strong&amp;gt;In prospettiva antropologica&amp;lt;\/strong&amp;gt;&amp;lt;br\/&amp;gt;&amp;lt;!-- \/wp:paragraph --&amp;gt;&amp;lt;!-- wp:paragraph --&amp;gt;Identit&agrave; &egrave; un processo dinamico di definizione di s&eacute; e degli altri, attraverso appartenenze (famiglia, paese, etnia, nazione) e confini simbolici che separano &amp;quot;noi&rdquo; da &amp;quot;loro&rdquo;. Comprende dimensioni personali e collettive: si costruisce narrativamente, attraverso pratiche, memorie, luoghi, e pu&ograve; essere oggetto di conflitto, negoziazione, ridefinizione continua, pi&ugrave; che una sostanza fissa o essenza immutabile.&amp;lt;br\/&amp;gt;&amp;lt;!-- \/wp:paragraph --&amp;gt;&amp;lt;!-- wp:image {&amp;quot;id&amp;quot;:12656,&amp;quot;sizeSlug&amp;quot;:&amp;quot;full&amp;quot;,&amp;quot;linkDestination&amp;quot;:&amp;quot;none&amp;quot;} --&amp;gt;&amp;lt;figure class=&amp;quot;wp-block-image size-full&amp;quot;&amp;gt;&amp;lt;\/figure&amp;gt;&amp;lt;!-- \/wp:image --&amp;gt;&lt;\/div&gt;\"  href=\"https:\/\/museoimmaginario.net\/immaginario\/glossario\/identita\/\"  data-gt-translate-attributes='[{\"attribute\":\"data-cmtooltip\", \"format\":\"html\"}]'  tabindex='0' role='link'>identit&agrave;<\/a>\/identificabilit&agrave; fra &ldquo;personaggi&rdquo; legati da parentela, familiarit&agrave; etc. (cos&igrave; per es. il raccontino di Forno).<\/p>\n\n\n\n<p>Pur rinviando alla diretta (ri-)lettura della novella di Andreuccio, cerchiamo per comodit&#xE0; del lettore di focalizzare il nucleo di somiglianza (in quanto nucleo di condensazione significante) che ci suggerisce appunto di accostare il raccontino di Forno alla prima parte (o primo episodio) della novella di Andreuccio.<\/p>\n\n\n\n<p>Per converso, tale accostamento pu&#xF2; &#x2013; naturalmente &#x2013; valere quale riscontro tematico per la novella del<em> Decamerone<\/em> (relativamente alla sua prima parte).<\/p>\n\n\n\n<p>Cadendo dunque nell&#x2019;inganno della bella siciliana di facili costumi, che gli ha fatto credere di essere sua sorella (nonch&#xE9; di essere una onesta nobildonna, fedele al marito etc.), Andreuccio accetta di trattenersi a cena da lei; quindi, essendosi fatta ora tarda (sempre per l&#x2019;abilit&#xE0; ingannatrice della donna), di pernottare nell&#x2019;abitazione di lei, causa la pericolosit&#xE0; notturna di Napoli. Ed ecco quel che avviene:<\/p>\n\n\n\n<p>&#x201C;[&#x2026;] ella, lasciato Andreuccio a dormir nella sua camera con un piccol fanciullo che gli mostrasse se egli volesse nulla, con le sue femmine in un&#x2019;altra camera se n&#x2019;and&#xF2;.<\/p>\n\n\n\n<p>Era il caldo grande; per la qual cosa Andreuccio, veggendosi solo rimaso, subitamente si spogli&#xF2; in farsetto, e trassesi i panni di gamba, e al capo del letto gli si pose; e richiedendo il naturale uso di dover diporre il superfluo peso del ventre, dove ci&#xF2; si facesse domand&#xF2; quel fanciullo, il quale nell&#x2019;uno de&#x2019; canti della camera gli mostr&#xF2; un uscio, e disse:<\/p>\n\n\n\n<p>&#x2013; Andate l&#xE0; entro. &#x2013;<\/p>\n\n\n\n<p>Andreuccio, dentro sicuramente passato, gli venne per ventura posto il pi&#xE8; sopra una tavola, la quale, dalla contrapposta parte sconfitta era dal travicello sopra il quale era per lo qual caso capolevando questa tavola, con lui insieme se n&#x2019;and&#xF2; quindi giuso; e di tanto l&#x2019;am&#xF2; Iddio, che niuno male si fece nella caduta, quantunque alquanto cadesse da alto; ma tutto nella bruttura, della quale il luogo era pieno, s&#x2019;imbratt&#xF2;.<\/p>\n\n\n\n<p>[&#x2026;]<\/p>\n\n\n\n<p>Ritrovandosi adunque l&#xE0; gi&#xF9; nel chiassetto Andreuccio, dolente del caso, cominci&#xF2; a chiamare il fanciullo; ma il fanciullo, come sentito l&#x2019;ebbe cadere, cos&#xEC; corse a dirlo alla donna: la quale, corsa alla sua camera, prestamente cerc&#xF2; se i suoi panni v&#x2019;erano; e trovati i panni e con essi i denari, &#x2026; pi&#xF9; di lui non curandosi, prestamente and&#xF2; a chiuder l&#x2019;uscio del quale egli era uscito quando cadde&#x201D;.<\/p>\n\n\n\n<p>Quindi Andreuccio, nonostante le sue insistenze e nonostante le proteste di essere il fratello di madonna Fiordaliso, non viene pi&#xF9; &#x201C;riconosciuto&#x201D;, n&#xE9; dalla &#x201C;sorella&#x201D; n&#xE9; da alcun&#x2019;altra persona della casa:<\/p>\n\n\n\n<p>&#x201C;Andreuccio, non rispondendogli il fanciullo, cominci&#xF2; pi&#xF9; forte a chiamare; ma ci&#xF2; era niente. Per che egli, gi&#xE0; sospettando, e tardi dello inganno cominciandosi ad accorgere, salito sopra un muretto che quel chiassolino dalla strada chiudeva, e nella via disceso, all&#x2019;uscio della casa, il quale egli molto ben conobbe, se n&#x2019;and&#xF2;; e quivi invano lungamente chiam&#xF2; e molto il dimen&#xF2; e percosse. Di che egli piagnendo, come colui che chiara vedea la sua disavventura, cominci&#xF2; a dire:<\/p>\n\n\n\n<p>&#x2013;&#xA0; Ohim&#xE8; lasso, in come piccol tempo ho io perduti cinquecento fiorini, e una sorella! &#x2013;<\/p>\n\n\n\n<p>E dopo molte altre parole, da capo cominci&#xF2; a batter l&#x2019;uscio e a gridare; e tanto fece cos&#xEC;, che molti de&#x2019; circustanti vicini desti, non potendo la noia sofferire, si levarono; e una delle servigiali della donna, in vista tutta sonnocchiosa, fattasi alla finestra, proverbiosamente disse:<\/p>\n\n\n\n<p>&#x2013; Chi picchia l&#xE0; gi&#xF9;?<\/p>\n\n\n\n<p>&#x2013; Oh, &#x2013; disse Andreuccio &#x2013; o non mi conosci tu? Io sono Andreuccio, fratello di<\/p>\n\n\n\n<p>madonna Fiordaliso. &#x2013;<\/p>\n\n\n\n<p>Al quale ella rispuose:<\/p>\n\n\n\n<p>&#x2013; Buono uomo, se tu hai troppo bevuto (9), va dormi, e tornerai domattina: io non<\/p>\n\n\n\n<p>so che Andreuccio n&#xE9; che ciance son quelle che tu di&#x2019;; va in buona ora, e lasciaci<\/p>\n\n\n\n<p>dormire, se ti piace.<\/p>\n\n\n\n<p>&#x2013; Come! &#x2013; disse Andreuccio &#x2013; non sai che io mi dico? Certo s&#xEC; sai; ma se pur son cos&#xEC;<\/p>\n\n\n\n<p>fatti i parentadi di Cicilia, che in s&#xEC; piccol termine si dimentichino, rendimi almeno i<\/p>\n\n\n\n<p>panni miei, li quali lasciati v&#x2019;ho, e io m&#x2019;andr&#xF2; volentieri con Dio. &#x2013;<\/p>\n\n\n\n<p>Al quale ella, quasi ridendo, disse:<\/p>\n\n\n\n<p>&#x2013; Buono uomo, &#xE8; mi par che tu sogni -; e il dir questo, e il tornarsi dentro, e chiuder la<\/p>\n\n\n\n<p>finestra, fu una cosa. [&#x2026;]&#x201D;.<\/p>\n\n\n\n<p>Ad un livello di sufficiente generalizzazione &#x2013; sufficiente cio&#xE8; a raccordare il raccontino di Forno con questa sequenza della novella di Andreuccio &#x2013; possiamo cos&#xEC; formulare il &#x201C;motivo analogico&#x201D; di collegamento: &#x201C;un congiunto (o falso congiunto, qualcuno cui si fa credere di essere un congiunto) si trova d&#x2019;improvviso espulso dallo spazio domestico (o &#x201C;parentale&#x201D; che dir si voglia) mentre si accinge ad espletare un bisogno corporale, e non viene pi&#xF9; riconosciuto dal proprio familiare (o falso familiare)&#x201D;.<\/p>\n\n\n\n<p>Riassumendo, ci&ograve; che nel confronto fra i due racconti risulta debordante da una parte o dall&rsquo;altra &ndash; rispetto alla formulazione, peraltro approssimativa, qui sopra proposta &ndash; &egrave; per un verso quella che chiamerei catastrofe di <a class=\"glossaryLink\"  aria-describedby=\"tt\"  data-cmtooltip=\"&lt;div class=glossaryItemTitle&gt;Identit&agrave;&lt;\/div&gt;&lt;div class=glossaryItemBody&gt;&amp;lt;!-- wp:paragraph --&amp;gt;In senso semiotico e antropologico, &amp;quot;identit&agrave;&rdquo; indica il modo in cui un soggetto (persona, gruppo, luogo) viene reso riconoscibile e distinto all&rsquo;interno di un sistema di segni e di relazioni sociali.&#8203;&#8203;&amp;lt;br\/&amp;gt;&amp;lt;!-- \/wp:paragraph --&amp;gt;&amp;lt;!-- wp:paragraph --&amp;gt;&amp;lt;strong&amp;gt;In prospettiva semiotica&amp;lt;\/strong&amp;gt;&amp;lt;br\/&amp;gt;&amp;lt;!-- \/wp:paragraph --&amp;gt;&amp;lt;!-- wp:paragraph --&amp;gt;Identit&agrave; &egrave; l&rsquo;insieme delle caratteristiche che permettono di identificare &amp;quot;chi &egrave; chi&rdquo; e di mantenerne la continuit&agrave; nel tempo e nello spazio, distinguendo un soggetto da altri soggetti sulla base di tratti riconoscibili. Non &egrave; solo un contenuto psicologico, ma un effetto di configurazioni narrative, spaziali, discorsive (nome, corpo, posizione nello spazio domestico, relazioni), che possono entrare in crisi producendo problemi di identit&agrave;\/identificabilit&agrave;.&#8203;&#8203;&amp;lt;br\/&amp;gt;&amp;lt;!-- \/wp:paragraph --&amp;gt;&amp;lt;!-- wp:paragraph --&amp;gt;&amp;lt;strong&amp;gt;In prospettiva antropologica&amp;lt;\/strong&amp;gt;&amp;lt;br\/&amp;gt;&amp;lt;!-- \/wp:paragraph --&amp;gt;&amp;lt;!-- wp:paragraph --&amp;gt;Identit&agrave; &egrave; un processo dinamico di definizione di s&eacute; e degli altri, attraverso appartenenze (famiglia, paese, etnia, nazione) e confini simbolici che separano &amp;quot;noi&rdquo; da &amp;quot;loro&rdquo;. Comprende dimensioni personali e collettive: si costruisce narrativamente, attraverso pratiche, memorie, luoghi, e pu&ograve; essere oggetto di conflitto, negoziazione, ridefinizione continua, pi&ugrave; che una sostanza fissa o essenza immutabile.&amp;lt;br\/&amp;gt;&amp;lt;!-- \/wp:paragraph --&amp;gt;&amp;lt;!-- wp:image {&amp;quot;id&amp;quot;:12656,&amp;quot;sizeSlug&amp;quot;:&amp;quot;full&amp;quot;,&amp;quot;linkDestination&amp;quot;:&amp;quot;none&amp;quot;} --&amp;gt;&amp;lt;figure class=&amp;quot;wp-block-image size-full&amp;quot;&amp;gt;&amp;lt;\/figure&amp;gt;&amp;lt;!-- \/wp:image --&amp;gt;&lt;\/div&gt;\"  href=\"https:\/\/museoimmaginario.net\/immaginario\/glossario\/identita\/\"  data-gt-translate-attributes='[{\"attribute\":\"data-cmtooltip\", \"format\":\"html\"}]'  tabindex='0' role='link'>identit&agrave;<\/a>\/identificabilit&agrave;, che genera in sovrappi&ugrave; una catastrofe di autoidentit&agrave;, quale effetto catastrofico di secondo grado (il personaggio di Batt&igrave; finisce persino col prospettare la messa in forse della sua stessa autoidentit&agrave;\/autoidentificabilit&agrave;); tutto questo in assenza di un qualsivoglia gioco di inganno (il che parrebbe rendere ancor pi&ugrave; &ldquo;forte&rdquo; il cumulo degli effetti catastrofici, in rapida successione, dell&rsquo;<a class=\"glossaryLink\"  aria-describedby=\"tt\"  data-cmtooltip=\"&lt;div class=glossaryItemTitle&gt;Identit&agrave;&lt;\/div&gt;&lt;div class=glossaryItemBody&gt;&amp;lt;!-- wp:paragraph --&amp;gt;In senso semiotico e antropologico, &amp;quot;identit&agrave;&rdquo; indica il modo in cui un soggetto (persona, gruppo, luogo) viene reso riconoscibile e distinto all&rsquo;interno di un sistema di segni e di relazioni sociali.&#8203;&#8203;&amp;lt;br\/&amp;gt;&amp;lt;!-- \/wp:paragraph --&amp;gt;&amp;lt;!-- wp:paragraph --&amp;gt;&amp;lt;strong&amp;gt;In prospettiva semiotica&amp;lt;\/strong&amp;gt;&amp;lt;br\/&amp;gt;&amp;lt;!-- \/wp:paragraph --&amp;gt;&amp;lt;!-- wp:paragraph --&amp;gt;Identit&agrave; &egrave; l&rsquo;insieme delle caratteristiche che permettono di identificare &amp;quot;chi &egrave; chi&rdquo; e di mantenerne la continuit&agrave; nel tempo e nello spazio, distinguendo un soggetto da altri soggetti sulla base di tratti riconoscibili. Non &egrave; solo un contenuto psicologico, ma un effetto di configurazioni narrative, spaziali, discorsive (nome, corpo, posizione nello spazio domestico, relazioni), che possono entrare in crisi producendo problemi di identit&agrave;\/identificabilit&agrave;.&#8203;&#8203;&amp;lt;br\/&amp;gt;&amp;lt;!-- \/wp:paragraph --&amp;gt;&amp;lt;!-- wp:paragraph --&amp;gt;&amp;lt;strong&amp;gt;In prospettiva antropologica&amp;lt;\/strong&amp;gt;&amp;lt;br\/&amp;gt;&amp;lt;!-- \/wp:paragraph --&amp;gt;&amp;lt;!-- wp:paragraph --&amp;gt;Identit&agrave; &egrave; un processo dinamico di definizione di s&eacute; e degli altri, attraverso appartenenze (famiglia, paese, etnia, nazione) e confini simbolici che separano &amp;quot;noi&rdquo; da &amp;quot;loro&rdquo;. Comprende dimensioni personali e collettive: si costruisce narrativamente, attraverso pratiche, memorie, luoghi, e pu&ograve; essere oggetto di conflitto, negoziazione, ridefinizione continua, pi&ugrave; che una sostanza fissa o essenza immutabile.&amp;lt;br\/&amp;gt;&amp;lt;!-- \/wp:paragraph --&amp;gt;&amp;lt;!-- wp:image {&amp;quot;id&amp;quot;:12656,&amp;quot;sizeSlug&amp;quot;:&amp;quot;full&amp;quot;,&amp;quot;linkDestination&amp;quot;:&amp;quot;none&amp;quot;} --&amp;gt;&amp;lt;figure class=&amp;quot;wp-block-image size-full&amp;quot;&amp;gt;&amp;lt;\/figure&amp;gt;&amp;lt;!-- \/wp:image --&amp;gt;&lt;\/div&gt;\"  href=\"https:\/\/museoimmaginario.net\/immaginario\/glossario\/identita\/\"  data-gt-translate-attributes='[{\"attribute\":\"data-cmtooltip\", \"format\":\"html\"}]'  tabindex='0' role='link'>identit&agrave;<\/a> e dell&rsquo;autoidentit&agrave;). Ci&ograve; che per un altro verso (novella di Andreuccio) &egrave; debordante &ndash; rispetto al raccontino popolare e alla formulazione sopra proposta &ndash; sar&agrave; per l&rsquo;appunto il gioco di inganno del tutto consapevole <em>in quanto<\/em> non determina catastrofe di <a class=\"glossaryLink\"  aria-describedby=\"tt\"  data-cmtooltip=\"&lt;div class=glossaryItemTitle&gt;Identit&agrave;&lt;\/div&gt;&lt;div class=glossaryItemBody&gt;&amp;lt;!-- wp:paragraph --&amp;gt;In senso semiotico e antropologico, &amp;quot;identit&agrave;&rdquo; indica il modo in cui un soggetto (persona, gruppo, luogo) viene reso riconoscibile e distinto all&rsquo;interno di un sistema di segni e di relazioni sociali.&#8203;&#8203;&amp;lt;br\/&amp;gt;&amp;lt;!-- \/wp:paragraph --&amp;gt;&amp;lt;!-- wp:paragraph --&amp;gt;&amp;lt;strong&amp;gt;In prospettiva semiotica&amp;lt;\/strong&amp;gt;&amp;lt;br\/&amp;gt;&amp;lt;!-- \/wp:paragraph --&amp;gt;&amp;lt;!-- wp:paragraph --&amp;gt;Identit&agrave; &egrave; l&rsquo;insieme delle caratteristiche che permettono di identificare &amp;quot;chi &egrave; chi&rdquo; e di mantenerne la continuit&agrave; nel tempo e nello spazio, distinguendo un soggetto da altri soggetti sulla base di tratti riconoscibili. Non &egrave; solo un contenuto psicologico, ma un effetto di configurazioni narrative, spaziali, discorsive (nome, corpo, posizione nello spazio domestico, relazioni), che possono entrare in crisi producendo problemi di identit&agrave;\/identificabilit&agrave;.&#8203;&#8203;&amp;lt;br\/&amp;gt;&amp;lt;!-- \/wp:paragraph --&amp;gt;&amp;lt;!-- wp:paragraph --&amp;gt;&amp;lt;strong&amp;gt;In prospettiva antropologica&amp;lt;\/strong&amp;gt;&amp;lt;br\/&amp;gt;&amp;lt;!-- \/wp:paragraph --&amp;gt;&amp;lt;!-- wp:paragraph --&amp;gt;Identit&agrave; &egrave; un processo dinamico di definizione di s&eacute; e degli altri, attraverso appartenenze (famiglia, paese, etnia, nazione) e confini simbolici che separano &amp;quot;noi&rdquo; da &amp;quot;loro&rdquo;. Comprende dimensioni personali e collettive: si costruisce narrativamente, attraverso pratiche, memorie, luoghi, e pu&ograve; essere oggetto di conflitto, negoziazione, ridefinizione continua, pi&ugrave; che una sostanza fissa o essenza immutabile.&amp;lt;br\/&amp;gt;&amp;lt;!-- \/wp:paragraph --&amp;gt;&amp;lt;!-- wp:image {&amp;quot;id&amp;quot;:12656,&amp;quot;sizeSlug&amp;quot;:&amp;quot;full&amp;quot;,&amp;quot;linkDestination&amp;quot;:&amp;quot;none&amp;quot;} --&amp;gt;&amp;lt;figure class=&amp;quot;wp-block-image size-full&amp;quot;&amp;gt;&amp;lt;\/figure&amp;gt;&amp;lt;!-- \/wp:image --&amp;gt;&lt;\/div&gt;\"  href=\"https:\/\/museoimmaginario.net\/immaginario\/glossario\/identita\/\"  data-gt-translate-attributes='[{\"attribute\":\"data-cmtooltip\", \"format\":\"html\"}]'  tabindex='0' role='link'>identit&agrave;<\/a>, e tantomeno di autoidentit&agrave;. La consapevolezza della propria <a class=\"glossaryLink\"  aria-describedby=\"tt\"  data-cmtooltip=\"&lt;div class=glossaryItemTitle&gt;Identit&agrave;&lt;\/div&gt;&lt;div class=glossaryItemBody&gt;&amp;lt;!-- wp:paragraph --&amp;gt;In senso semiotico e antropologico, &amp;quot;identit&agrave;&rdquo; indica il modo in cui un soggetto (persona, gruppo, luogo) viene reso riconoscibile e distinto all&rsquo;interno di un sistema di segni e di relazioni sociali.&#8203;&#8203;&amp;lt;br\/&amp;gt;&amp;lt;!-- \/wp:paragraph --&amp;gt;&amp;lt;!-- wp:paragraph --&amp;gt;&amp;lt;strong&amp;gt;In prospettiva semiotica&amp;lt;\/strong&amp;gt;&amp;lt;br\/&amp;gt;&amp;lt;!-- \/wp:paragraph --&amp;gt;&amp;lt;!-- wp:paragraph --&amp;gt;Identit&agrave; &egrave; l&rsquo;insieme delle caratteristiche che permettono di identificare &amp;quot;chi &egrave; chi&rdquo; e di mantenerne la continuit&agrave; nel tempo e nello spazio, distinguendo un soggetto da altri soggetti sulla base di tratti riconoscibili. Non &egrave; solo un contenuto psicologico, ma un effetto di configurazioni narrative, spaziali, discorsive (nome, corpo, posizione nello spazio domestico, relazioni), che possono entrare in crisi producendo problemi di identit&agrave;\/identificabilit&agrave;.&#8203;&#8203;&amp;lt;br\/&amp;gt;&amp;lt;!-- \/wp:paragraph --&amp;gt;&amp;lt;!-- wp:paragraph --&amp;gt;&amp;lt;strong&amp;gt;In prospettiva antropologica&amp;lt;\/strong&amp;gt;&amp;lt;br\/&amp;gt;&amp;lt;!-- \/wp:paragraph --&amp;gt;&amp;lt;!-- wp:paragraph --&amp;gt;Identit&agrave; &egrave; un processo dinamico di definizione di s&eacute; e degli altri, attraverso appartenenze (famiglia, paese, etnia, nazione) e confini simbolici che separano &amp;quot;noi&rdquo; da &amp;quot;loro&rdquo;. Comprende dimensioni personali e collettive: si costruisce narrativamente, attraverso pratiche, memorie, luoghi, e pu&ograve; essere oggetto di conflitto, negoziazione, ridefinizione continua, pi&ugrave; che una sostanza fissa o essenza immutabile.&amp;lt;br\/&amp;gt;&amp;lt;!-- \/wp:paragraph --&amp;gt;&amp;lt;!-- wp:image {&amp;quot;id&amp;quot;:12656,&amp;quot;sizeSlug&amp;quot;:&amp;quot;full&amp;quot;,&amp;quot;linkDestination&amp;quot;:&amp;quot;none&amp;quot;} --&amp;gt;&amp;lt;figure class=&amp;quot;wp-block-image size-full&amp;quot;&amp;gt;&amp;lt;\/figure&amp;gt;&amp;lt;!-- \/wp:image --&amp;gt;&lt;\/div&gt;\"  href=\"https:\/\/museoimmaginario.net\/immaginario\/glossario\/identita\/\"  data-gt-translate-attributes='[{\"attribute\":\"data-cmtooltip\", \"format\":\"html\"}]'  tabindex='0' role='link'>identit&agrave;<\/a>\/identificabilit&agrave;, come di quella altrui, resta perfettamente integra lungo lo svolgimento del racconto; ovverosia, lo svolgimento creodico dei significanti non esce &ndash; da tale punto di vista &ndash; da una zona in qualche modo &ldquo;normalmente&rdquo; prevedibile.<\/p>\n\n\n\n<p>Del tutto simile al racconto del Boccaccio &#xE8; una novella registrata durante il secolo scorso a Montale Pistoiese (10), in cui la bella siciliana &#x201C;sorella&#x201D; di Andreuccio &#xE8; sostituita da &#x201C;du&#x2019; bellissime ragazze&#x201D;, questa volte &#x201C;cugine&#x201D; dell&#x2019;eroe, che &#xE8; il giovane Paolino venuto (anch&#x2019;egli col ruolo di mercante) alla fiera di paese dalla vicina Perugia, allo scopo di acquistare una cavalla. Compare anche la figura della vecchia, che sarebbe in questo caso &#x201C;zia&#x201D; dell&#x2019;ingenuo Paolino da Perugia. Anche il decorso narrativo ricalca molto da presso &#x2013; ivi compresi diversi particolari &#x2013; l&#x2019;&#x201D;andatura evenemenziale&#x201D; (per cos&#xEC; dire) della novella di Andreuccio: ritroviamo il motivo dell&#x2019;espulsione dallo spazio domestico (-&#x201C;parentale&#x201D;) attraverso la &#x201C;bodola spalancata&#x201D; del &#x201C;<em>licit<\/em>&#x201D;, s&#xEC; che il giovane &#x201C;capitombol&#xF2; nel mezzo al bottino &#x2018;n fondo dell&#x2019;orto quanto lui era lungo&#x201D;; ritroviamo quindi il motivo del non riconoscimento da parte di (delle) falsi (-e) parenti (11).<\/p>\n\n\n\n<p>Dal momento che si tratta di un possibile calco &ndash; quantomeno in larga parte &ndash; della novella di Andreuccio, il racconto montalese non ci dice niente di nuovo, per quel che concerne il problema dell&rsquo;<a class=\"glossaryLink\"  aria-describedby=\"tt\"  data-cmtooltip=\"&lt;div class=glossaryItemTitle&gt;Identit&agrave;&lt;\/div&gt;&lt;div class=glossaryItemBody&gt;&amp;lt;!-- wp:paragraph --&amp;gt;In senso semiotico e antropologico, &amp;quot;identit&agrave;&rdquo; indica il modo in cui un soggetto (persona, gruppo, luogo) viene reso riconoscibile e distinto all&rsquo;interno di un sistema di segni e di relazioni sociali.&#8203;&#8203;&amp;lt;br\/&amp;gt;&amp;lt;!-- \/wp:paragraph --&amp;gt;&amp;lt;!-- wp:paragraph --&amp;gt;&amp;lt;strong&amp;gt;In prospettiva semiotica&amp;lt;\/strong&amp;gt;&amp;lt;br\/&amp;gt;&amp;lt;!-- \/wp:paragraph --&amp;gt;&amp;lt;!-- wp:paragraph --&amp;gt;Identit&agrave; &egrave; l&rsquo;insieme delle caratteristiche che permettono di identificare &amp;quot;chi &egrave; chi&rdquo; e di mantenerne la continuit&agrave; nel tempo e nello spazio, distinguendo un soggetto da altri soggetti sulla base di tratti riconoscibili. Non &egrave; solo un contenuto psicologico, ma un effetto di configurazioni narrative, spaziali, discorsive (nome, corpo, posizione nello spazio domestico, relazioni), che possono entrare in crisi producendo problemi di identit&agrave;\/identificabilit&agrave;.&#8203;&#8203;&amp;lt;br\/&amp;gt;&amp;lt;!-- \/wp:paragraph --&amp;gt;&amp;lt;!-- wp:paragraph --&amp;gt;&amp;lt;strong&amp;gt;In prospettiva antropologica&amp;lt;\/strong&amp;gt;&amp;lt;br\/&amp;gt;&amp;lt;!-- \/wp:paragraph --&amp;gt;&amp;lt;!-- wp:paragraph --&amp;gt;Identit&agrave; &egrave; un processo dinamico di definizione di s&eacute; e degli altri, attraverso appartenenze (famiglia, paese, etnia, nazione) e confini simbolici che separano &amp;quot;noi&rdquo; da &amp;quot;loro&rdquo;. Comprende dimensioni personali e collettive: si costruisce narrativamente, attraverso pratiche, memorie, luoghi, e pu&ograve; essere oggetto di conflitto, negoziazione, ridefinizione continua, pi&ugrave; che una sostanza fissa o essenza immutabile.&amp;lt;br\/&amp;gt;&amp;lt;!-- \/wp:paragraph --&amp;gt;&amp;lt;!-- wp:image {&amp;quot;id&amp;quot;:12656,&amp;quot;sizeSlug&amp;quot;:&amp;quot;full&amp;quot;,&amp;quot;linkDestination&amp;quot;:&amp;quot;none&amp;quot;} --&amp;gt;&amp;lt;figure class=&amp;quot;wp-block-image size-full&amp;quot;&amp;gt;&amp;lt;\/figure&amp;gt;&amp;lt;!-- \/wp:image --&amp;gt;&lt;\/div&gt;\"  href=\"https:\/\/museoimmaginario.net\/immaginario\/glossario\/identita\/\"  data-gt-translate-attributes='[{\"attribute\":\"data-cmtooltip\", \"format\":\"html\"}]'  tabindex='0' role='link'>identit&agrave;<\/a>\/identificabilit&agrave;, rispetto al racconto del <em>Decamerone<\/em>. La sola cosa che val, forse, la pena di sottolineare &#xE8; per l&#x2019;appunto l&#x2019;&#x201D;indebolimento&#x201D; della relazione di falsa parentela (e &#x2013; diciamo &#x2013; di falsa &#x201C;alterit&#xE0;&#x201D;): il che rende &#x201C;stilisticamente&#x201D; meno densi tanto il falso riconoscimento quanto il successivo non (pi&#xF9;) riconoscimento del falso parente.<\/p>\n\n\n\n<p>Torniamo di nuovo al raccontino di Forno per segnalare &ndash; infine &ndash; che il dubbio circa la propria <a class=\"glossaryLink\"  aria-describedby=\"tt\"  data-cmtooltip=\"&lt;div class=glossaryItemTitle&gt;Identit&agrave;&lt;\/div&gt;&lt;div class=glossaryItemBody&gt;&amp;lt;!-- wp:paragraph --&amp;gt;In senso semiotico e antropologico, &amp;quot;identit&agrave;&rdquo; indica il modo in cui un soggetto (persona, gruppo, luogo) viene reso riconoscibile e distinto all&rsquo;interno di un sistema di segni e di relazioni sociali.&#8203;&#8203;&amp;lt;br\/&amp;gt;&amp;lt;!-- \/wp:paragraph --&amp;gt;&amp;lt;!-- wp:paragraph --&amp;gt;&amp;lt;strong&amp;gt;In prospettiva semiotica&amp;lt;\/strong&amp;gt;&amp;lt;br\/&amp;gt;&amp;lt;!-- \/wp:paragraph --&amp;gt;&amp;lt;!-- wp:paragraph --&amp;gt;Identit&agrave; &egrave; l&rsquo;insieme delle caratteristiche che permettono di identificare &amp;quot;chi &egrave; chi&rdquo; e di mantenerne la continuit&agrave; nel tempo e nello spazio, distinguendo un soggetto da altri soggetti sulla base di tratti riconoscibili. Non &egrave; solo un contenuto psicologico, ma un effetto di configurazioni narrative, spaziali, discorsive (nome, corpo, posizione nello spazio domestico, relazioni), che possono entrare in crisi producendo problemi di identit&agrave;\/identificabilit&agrave;.&#8203;&#8203;&amp;lt;br\/&amp;gt;&amp;lt;!-- \/wp:paragraph --&amp;gt;&amp;lt;!-- wp:paragraph --&amp;gt;&amp;lt;strong&amp;gt;In prospettiva antropologica&amp;lt;\/strong&amp;gt;&amp;lt;br\/&amp;gt;&amp;lt;!-- \/wp:paragraph --&amp;gt;&amp;lt;!-- wp:paragraph --&amp;gt;Identit&agrave; &egrave; un processo dinamico di definizione di s&eacute; e degli altri, attraverso appartenenze (famiglia, paese, etnia, nazione) e confini simbolici che separano &amp;quot;noi&rdquo; da &amp;quot;loro&rdquo;. Comprende dimensioni personali e collettive: si costruisce narrativamente, attraverso pratiche, memorie, luoghi, e pu&ograve; essere oggetto di conflitto, negoziazione, ridefinizione continua, pi&ugrave; che una sostanza fissa o essenza immutabile.&amp;lt;br\/&amp;gt;&amp;lt;!-- \/wp:paragraph --&amp;gt;&amp;lt;!-- wp:image {&amp;quot;id&amp;quot;:12656,&amp;quot;sizeSlug&amp;quot;:&amp;quot;full&amp;quot;,&amp;quot;linkDestination&amp;quot;:&amp;quot;none&amp;quot;} --&amp;gt;&amp;lt;figure class=&amp;quot;wp-block-image size-full&amp;quot;&amp;gt;&amp;lt;\/figure&amp;gt;&amp;lt;!-- \/wp:image --&amp;gt;&lt;\/div&gt;\"  href=\"https:\/\/museoimmaginario.net\/immaginario\/glossario\/identita\/\"  data-gt-translate-attributes='[{\"attribute\":\"data-cmtooltip\", \"format\":\"html\"}]'  tabindex='0' role='link'>identit&agrave;<\/a>, insorto nel &ldquo;protagonista&rdquo; Batt&igrave;, non fa che seguire il dubbio &ndash; anzi la &ldquo;certezza&rdquo; circa la estraneit&agrave; dello stesso protagonista &ndash; immediatamente prima espresso, e con tutta probabilit&agrave; decisamente e reiteratamente, dal familiare (etc.) del protagonista-&rsquo;eroe&rsquo; del racconto: da colui che ne rappresenta l&rsquo;<em>alter<\/em>, nel caso in oggetto un fratello. Sembrerebbe cio&#xE8; trattarsi di un meccanismo piuttosto generale, quello per cui la ipoidentificazione di se stessi si svolgerebbe &#x2013; ci&#xF2; che accade non di rado &#x2013; secondo un <em>meccanismo dialogico<\/em>: la ipoidentificazione di s&#xE9; sarebbe insomma suggerita o imposta da un personaggio in posizione di <em>alter<\/em>. L&#x2019;<em>alter<\/em> non riconosce &ndash; involontariamente o volontariamente &ndash; il personaggio-&rsquo;eroe&rsquo;, e quest&rsquo;ultimo comincia a nutrire dubbi sulla propria <a class=\"glossaryLink\"  aria-describedby=\"tt\"  data-cmtooltip=\"&lt;div class=glossaryItemTitle&gt;Identit&agrave;&lt;\/div&gt;&lt;div class=glossaryItemBody&gt;&amp;lt;!-- wp:paragraph --&amp;gt;In senso semiotico e antropologico, &amp;quot;identit&agrave;&rdquo; indica il modo in cui un soggetto (persona, gruppo, luogo) viene reso riconoscibile e distinto all&rsquo;interno di un sistema di segni e di relazioni sociali.&#8203;&#8203;&amp;lt;br\/&amp;gt;&amp;lt;!-- \/wp:paragraph --&amp;gt;&amp;lt;!-- wp:paragraph --&amp;gt;&amp;lt;strong&amp;gt;In prospettiva semiotica&amp;lt;\/strong&amp;gt;&amp;lt;br\/&amp;gt;&amp;lt;!-- \/wp:paragraph --&amp;gt;&amp;lt;!-- wp:paragraph --&amp;gt;Identit&agrave; &egrave; l&rsquo;insieme delle caratteristiche che permettono di identificare &amp;quot;chi &egrave; chi&rdquo; e di mantenerne la continuit&agrave; nel tempo e nello spazio, distinguendo un soggetto da altri soggetti sulla base di tratti riconoscibili. Non &egrave; solo un contenuto psicologico, ma un effetto di configurazioni narrative, spaziali, discorsive (nome, corpo, posizione nello spazio domestico, relazioni), che possono entrare in crisi producendo problemi di identit&agrave;\/identificabilit&agrave;.&#8203;&#8203;&amp;lt;br\/&amp;gt;&amp;lt;!-- \/wp:paragraph --&amp;gt;&amp;lt;!-- wp:paragraph --&amp;gt;&amp;lt;strong&amp;gt;In prospettiva antropologica&amp;lt;\/strong&amp;gt;&amp;lt;br\/&amp;gt;&amp;lt;!-- \/wp:paragraph --&amp;gt;&amp;lt;!-- wp:paragraph --&amp;gt;Identit&agrave; &egrave; un processo dinamico di definizione di s&eacute; e degli altri, attraverso appartenenze (famiglia, paese, etnia, nazione) e confini simbolici che separano &amp;quot;noi&rdquo; da &amp;quot;loro&rdquo;. Comprende dimensioni personali e collettive: si costruisce narrativamente, attraverso pratiche, memorie, luoghi, e pu&ograve; essere oggetto di conflitto, negoziazione, ridefinizione continua, pi&ugrave; che una sostanza fissa o essenza immutabile.&amp;lt;br\/&amp;gt;&amp;lt;!-- \/wp:paragraph --&amp;gt;&amp;lt;!-- wp:image {&amp;quot;id&amp;quot;:12656,&amp;quot;sizeSlug&amp;quot;:&amp;quot;full&amp;quot;,&amp;quot;linkDestination&amp;quot;:&amp;quot;none&amp;quot;} --&amp;gt;&amp;lt;figure class=&amp;quot;wp-block-image size-full&amp;quot;&amp;gt;&amp;lt;\/figure&amp;gt;&amp;lt;!-- \/wp:image --&amp;gt;&lt;\/div&gt;\"  href=\"https:\/\/museoimmaginario.net\/immaginario\/glossario\/identita\/\"  data-gt-translate-attributes='[{\"attribute\":\"data-cmtooltip\", \"format\":\"html\"}]'  tabindex='0' role='link'>identit&agrave;<\/a>. Siamo di fronte ad un procedimento che si costituisce come tipo.<\/p>\n\n\n\n<p>Il meccanismo dialogico parrebbe corrispondere al &lsquo;doppio trapasso&rsquo; che va dalla catastrofe d&rsquo;<a class=\"glossaryLink\"  aria-describedby=\"tt\"  data-cmtooltip=\"&lt;div class=glossaryItemTitle&gt;Identit&agrave;&lt;\/div&gt;&lt;div class=glossaryItemBody&gt;&amp;lt;!-- wp:paragraph --&amp;gt;In senso semiotico e antropologico, &amp;quot;identit&agrave;&rdquo; indica il modo in cui un soggetto (persona, gruppo, luogo) viene reso riconoscibile e distinto all&rsquo;interno di un sistema di segni e di relazioni sociali.&#8203;&#8203;&amp;lt;br\/&amp;gt;&amp;lt;!-- \/wp:paragraph --&amp;gt;&amp;lt;!-- wp:paragraph --&amp;gt;&amp;lt;strong&amp;gt;In prospettiva semiotica&amp;lt;\/strong&amp;gt;&amp;lt;br\/&amp;gt;&amp;lt;!-- \/wp:paragraph --&amp;gt;&amp;lt;!-- wp:paragraph --&amp;gt;Identit&agrave; &egrave; l&rsquo;insieme delle caratteristiche che permettono di identificare &amp;quot;chi &egrave; chi&rdquo; e di mantenerne la continuit&agrave; nel tempo e nello spazio, distinguendo un soggetto da altri soggetti sulla base di tratti riconoscibili. Non &egrave; solo un contenuto psicologico, ma un effetto di configurazioni narrative, spaziali, discorsive (nome, corpo, posizione nello spazio domestico, relazioni), che possono entrare in crisi producendo problemi di identit&agrave;\/identificabilit&agrave;.&#8203;&#8203;&amp;lt;br\/&amp;gt;&amp;lt;!-- \/wp:paragraph --&amp;gt;&amp;lt;!-- wp:paragraph --&amp;gt;&amp;lt;strong&amp;gt;In prospettiva antropologica&amp;lt;\/strong&amp;gt;&amp;lt;br\/&amp;gt;&amp;lt;!-- \/wp:paragraph --&amp;gt;&amp;lt;!-- wp:paragraph --&amp;gt;Identit&agrave; &egrave; un processo dinamico di definizione di s&eacute; e degli altri, attraverso appartenenze (famiglia, paese, etnia, nazione) e confini simbolici che separano &amp;quot;noi&rdquo; da &amp;quot;loro&rdquo;. Comprende dimensioni personali e collettive: si costruisce narrativamente, attraverso pratiche, memorie, luoghi, e pu&ograve; essere oggetto di conflitto, negoziazione, ridefinizione continua, pi&ugrave; che una sostanza fissa o essenza immutabile.&amp;lt;br\/&amp;gt;&amp;lt;!-- \/wp:paragraph --&amp;gt;&amp;lt;!-- wp:image {&amp;quot;id&amp;quot;:12656,&amp;quot;sizeSlug&amp;quot;:&amp;quot;full&amp;quot;,&amp;quot;linkDestination&amp;quot;:&amp;quot;none&amp;quot;} --&amp;gt;&amp;lt;figure class=&amp;quot;wp-block-image size-full&amp;quot;&amp;gt;&amp;lt;\/figure&amp;gt;&amp;lt;!-- \/wp:image --&amp;gt;&lt;\/div&gt;\"  href=\"https:\/\/museoimmaginario.net\/immaginario\/glossario\/identita\/\"  data-gt-translate-attributes='[{\"attribute\":\"data-cmtooltip\", \"format\":\"html\"}]'  tabindex='0' role='link'>identit&agrave;<\/a>\/identificabilit&agrave; (il dubbio circa l&rsquo;estraneit&agrave; del personaggio-&ldquo;eroe&rdquo; espresso dal suo <em>alter<\/em>) alla catastrofe cosiddetta di autoidentit&#xE0;\/autoidentificabilit&#xE0;, che alla fine del racconto investe l&#x2019;<em>ego<\/em> del personaggio-&#x2019;eroe&#x2019;.<\/p>\n\n\n\n<p>E&#x2019; una doppia questione che appare (la seconda nomogeneticamente reagendo sulla prima) nel racconto di <em>Batt&#xEC; caduto dall&#x2019;altana<\/em>, che in tal modo si allontana doppiamente (con un doppio effetto di scarto, il secondo generato endogeneticamente dal primo e molto pi&#xF9; &#x2018;potente&#x2019; del primo) dalla cosiddetta normalit&#xE0; liguistico-culturale. Se, come abbiam visto, la prima questione riguarda il fatto che qualcun altro &#x2013; addirittura uno stretto familiare &#x2013; afferma che io non sono io, una seconda questione, pi&#xF9; &#x201C;forte&#x201D;, interviene tramite il fatto che qualcuno (addirittura un familiare) dice o semplicemente <em>potrebbe dire<\/em> che io sono gi&#xE0; <em>altrove<\/em>: in part., nello spazio domestico-parentale dell&#x2019;io, in quello che &#xE8; il &#x2018;sito&#x2019; pi&#xF9; &#x2018;normale&#x2019;, pi&#xF9; usuale e\/o codificato, dell&#x2019;io in oggetto. E&#x2019; a tal punto e su tale base che si determina in effetti la seconda, iperbolica, deviazione dalla &#x2018;normalit&#xE0;&#x2019;: se io non sono (pi&#xF9;) io dal momento che io (\/colui che io ero) sono (\/&#xE8;) altrove, allora neppur io so pi&#xF9; chi sono.<\/p>\n\n\n\n<p>In sostanza, proprio la deviazione dalla &#x2018;normalit&#xE0;&#x2019; del sito che caratterizza o &#x2018;dovrebbe&#x2019; caratterizzare l&#x2019;io sembrerebbe diventare decisiva; &#xE8; questa sorta di deviazione topo-logica dalla &#x2018;normalit&#xE0;&#x2019; &#x2013; dalla normalit&#xE0; del sito come forma di <em>alter <\/em>&#x2013; che risulter&#xE0; in grado di innescare quella che &#xE8; (o potrebbe essere) la catastrofe di autoidenti(ficabili)t&#xE0;. Oramai rassegnato, concludeva il povero Batt&#xEC; rivolto al fratello: &#x201C;(&#x2026;) vai a vedere nella camera. Se a letto non ci sono, vuol dire che io sono proprio Batt&#xEC;, se invece sono a letto, allora non lo so nemmeno io chi sono io!!!&#x2026;&#x201D;.<\/p>\n\n\n\n<p>E&rsquo; questo il &lsquo;fondo (doppiamente) catastrofico&rsquo; che, lungo l&rsquo;asse della crisi dell&rsquo;<a class=\"glossaryLink\"  aria-describedby=\"tt\"  data-cmtooltip=\"&lt;div class=glossaryItemTitle&gt;Identit&agrave;&lt;\/div&gt;&lt;div class=glossaryItemBody&gt;&amp;lt;!-- wp:paragraph --&amp;gt;In senso semiotico e antropologico, &amp;quot;identit&agrave;&rdquo; indica il modo in cui un soggetto (persona, gruppo, luogo) viene reso riconoscibile e distinto all&rsquo;interno di un sistema di segni e di relazioni sociali.&#8203;&#8203;&amp;lt;br\/&amp;gt;&amp;lt;!-- \/wp:paragraph --&amp;gt;&amp;lt;!-- wp:paragraph --&amp;gt;&amp;lt;strong&amp;gt;In prospettiva semiotica&amp;lt;\/strong&amp;gt;&amp;lt;br\/&amp;gt;&amp;lt;!-- \/wp:paragraph --&amp;gt;&amp;lt;!-- wp:paragraph --&amp;gt;Identit&agrave; &egrave; l&rsquo;insieme delle caratteristiche che permettono di identificare &amp;quot;chi &egrave; chi&rdquo; e di mantenerne la continuit&agrave; nel tempo e nello spazio, distinguendo un soggetto da altri soggetti sulla base di tratti riconoscibili. Non &egrave; solo un contenuto psicologico, ma un effetto di configurazioni narrative, spaziali, discorsive (nome, corpo, posizione nello spazio domestico, relazioni), che possono entrare in crisi producendo problemi di identit&agrave;\/identificabilit&agrave;.&#8203;&#8203;&amp;lt;br\/&amp;gt;&amp;lt;!-- \/wp:paragraph --&amp;gt;&amp;lt;!-- wp:paragraph --&amp;gt;&amp;lt;strong&amp;gt;In prospettiva antropologica&amp;lt;\/strong&amp;gt;&amp;lt;br\/&amp;gt;&amp;lt;!-- \/wp:paragraph --&amp;gt;&amp;lt;!-- wp:paragraph --&amp;gt;Identit&agrave; &egrave; un processo dinamico di definizione di s&eacute; e degli altri, attraverso appartenenze (famiglia, paese, etnia, nazione) e confini simbolici che separano &amp;quot;noi&rdquo; da &amp;quot;loro&rdquo;. Comprende dimensioni personali e collettive: si costruisce narrativamente, attraverso pratiche, memorie, luoghi, e pu&ograve; essere oggetto di conflitto, negoziazione, ridefinizione continua, pi&ugrave; che una sostanza fissa o essenza immutabile.&amp;lt;br\/&amp;gt;&amp;lt;!-- \/wp:paragraph --&amp;gt;&amp;lt;!-- wp:image {&amp;quot;id&amp;quot;:12656,&amp;quot;sizeSlug&amp;quot;:&amp;quot;full&amp;quot;,&amp;quot;linkDestination&amp;quot;:&amp;quot;none&amp;quot;} --&amp;gt;&amp;lt;figure class=&amp;quot;wp-block-image size-full&amp;quot;&amp;gt;&amp;lt;\/figure&amp;gt;&amp;lt;!-- \/wp:image --&amp;gt;&lt;\/div&gt;\"  href=\"https:\/\/museoimmaginario.net\/immaginario\/glossario\/identita\/\"  data-gt-translate-attributes='[{\"attribute\":\"data-cmtooltip\", \"format\":\"html\"}]'  tabindex='0' role='link'>identit&agrave;<\/a>\/identificabilit&agrave;, interviene nel racconto di Forno e che &egrave; invece del tutto assente nella novella di Andreuccio.<\/p>\n\n\n\n<p>Senza per il momento addentrarci lungo una via siffatta, mi limiter&#xF2; qui a segnalare come il meccanismo che ho chiamato dialogico della doppia catastrofe (etc.) si riscontri &#x2013; in termini molto simili &#x2013; in un altro raccontino popolare massese, riferito questa volta ad un personaggio assai noto dell&#x2019;&#x201D;epica massese&#x201D; (12), nonch&#xE9; di una storia anche abbastanza recente; si tratterebbe cio&#xE8; di uno scherzo giocato a Pe&#x2019; de Caldan, di Borgo del Ponte (il nomignolo di <em>Caldan<\/em> essendo il soprannome di una delle famiglie di quel quartiere, tipicamente legato a quel quartiere). Ecco come si sarebbero svolti i &#x2018;fatti&#x2019; (13):<\/p>\n\n\n\n<p>&#x201C;Un giorno certi buontemponi di Forno decisero di fare uno scherzo al loro amico [&#x2026;] Pe&#x2019; de Caldan, che abitava al Borgo del Ponte. Quando arrivarono sotto alle finestre di casa sua lo chiamarono e gli chiesero se voleva andare con loro a fare un giro. Pe&#x2019;, tutto contento, scese le scale di corsa e chiese agli amici: &#x2013; Dove si va oggi? &#x2013; E uno gli rispose: &#x2013; Ti portiamo in una cantina e ti faremo assaggiare un vino cos&#xEC; buono che ti leccherai anche i baffi! -. E cos&#xEC; cominciarono a bere, tutti insieme, ma mentre gli altri bevevano un bicchiere di vino, Pe&#x2019; ne beveva due o tre e alla fine era ubriaco come un &#x201C;miccio&#x201D;!<\/p>\n\n\n\n<p>Ormai era gi&#xE0; notte e quei burloni, che avevano gi&#xE0; pronto il loro piano, tirarono fuori da un sacco un saio da frate e lo infilarono a Pe&#x2019;, che dormiva e russava come un ghiro. Poi andarono al convento dei Frati Cappuccini e lo abbandonarono sotto al porticato. Al mattino, il primo frate che scende nel cortile trova questo povero Pe&#x2019; ancora addormentato e corre a chiamare gli altri confratelli. I frati, dopo averlo ben osservato, sono certi di non averlo mai visto prima. A Pe&#x2019;, ancora mezzo addormentato, chiedono:<\/p>\n\n\n\n<p>&#x2013; Ma chi sei? Da che convento vieni? Che cosa fai qui?<\/p>\n\n\n\n<p>Pe&#x2019; de Caldan allora risponde, grattandosi in testa:<\/p>\n\n\n\n<p>&#x2013; Mah! A me mi pare d&#x2019;essere un frate&#x2026; Per&#xF2;, per essere sicuri, sapete cosa dovete fare? Andate a casa mia, al Ponte, e guardate se in casa c&#x2019;&#xE8; Pe&#x2019; de Caldan. Se non c&#x2019;&#xE8;, vuol dire che io sono Pe&#x2019; de Caldan, se invece &#xE8; in casa, allora vuol dire che io sono un frate&#x2026; -. (&#x2026;)&#x201D;.<\/p>\n\n\n\n<p>Il travestimento &#xE8; in qualche modo equipollente &#x2013; dal punto di vista narratologico &#x2013; al misconoscimento da parte di un <em>alter<\/em>, ovverosia da parte degli <em>alteri<\/em> della comunit&#xE0; di appartenenza presa nel suo complesso: il travestimento &#xE8; dunque, in questo caso, il &#x201C;sostituto&#x201D; narrativo della ipoidentificazione da parte dell&#x2019;<em>alter<\/em>; e del resto il travestimento serve &#x2013; com&#x2019;&#xE8; ovvio &#x2013; a generare confusione d&#x2019;identificabilit&#xE0; nell&#x2019;<em>alter <\/em>(nel gruppo degli alteri). Ma qui succede qualcosa in pi&#xF9;; ed &#xE8; proprio questo qualcosa in pi&#xF9; che costituisce il tratto analogico di raccordo nei confronti del racconto di <em>Batt&#xEC; caduto dall&#x2019;altana<\/em> (14).<\/p>\n\n\n\n<p>Il travestimento si pone, in questo caso, a confine fra il non riconoscimento da parte degli <em>alteri<\/em> (circa i frati che non riconoscono quel loro confratello mai visto sarebbe opportuno un discorso un po&rsquo; particolare) (15) e il misconoscimento dell&rsquo;io da parte di se medesimo (Pe&rsquo; non sa pi&ugrave; se lui stesso &egrave; Pe&rsquo; de Caldan oppure un frate). In altre parole, il travestimento si pone al confine fra la catastrofe d&rsquo;<a class=\"glossaryLink\"  aria-describedby=\"tt\"  data-cmtooltip=\"&lt;div class=glossaryItemTitle&gt;Identit&agrave;&lt;\/div&gt;&lt;div class=glossaryItemBody&gt;&amp;lt;!-- wp:paragraph --&amp;gt;In senso semiotico e antropologico, &amp;quot;identit&agrave;&rdquo; indica il modo in cui un soggetto (persona, gruppo, luogo) viene reso riconoscibile e distinto all&rsquo;interno di un sistema di segni e di relazioni sociali.&#8203;&#8203;&amp;lt;br\/&amp;gt;&amp;lt;!-- \/wp:paragraph --&amp;gt;&amp;lt;!-- wp:paragraph --&amp;gt;&amp;lt;strong&amp;gt;In prospettiva semiotica&amp;lt;\/strong&amp;gt;&amp;lt;br\/&amp;gt;&amp;lt;!-- \/wp:paragraph --&amp;gt;&amp;lt;!-- wp:paragraph --&amp;gt;Identit&agrave; &egrave; l&rsquo;insieme delle caratteristiche che permettono di identificare &amp;quot;chi &egrave; chi&rdquo; e di mantenerne la continuit&agrave; nel tempo e nello spazio, distinguendo un soggetto da altri soggetti sulla base di tratti riconoscibili. Non &egrave; solo un contenuto psicologico, ma un effetto di configurazioni narrative, spaziali, discorsive (nome, corpo, posizione nello spazio domestico, relazioni), che possono entrare in crisi producendo problemi di identit&agrave;\/identificabilit&agrave;.&#8203;&#8203;&amp;lt;br\/&amp;gt;&amp;lt;!-- \/wp:paragraph --&amp;gt;&amp;lt;!-- wp:paragraph --&amp;gt;&amp;lt;strong&amp;gt;In prospettiva antropologica&amp;lt;\/strong&amp;gt;&amp;lt;br\/&amp;gt;&amp;lt;!-- \/wp:paragraph --&amp;gt;&amp;lt;!-- wp:paragraph --&amp;gt;Identit&agrave; &egrave; un processo dinamico di definizione di s&eacute; e degli altri, attraverso appartenenze (famiglia, paese, etnia, nazione) e confini simbolici che separano &amp;quot;noi&rdquo; da &amp;quot;loro&rdquo;. Comprende dimensioni personali e collettive: si costruisce narrativamente, attraverso pratiche, memorie, luoghi, e pu&ograve; essere oggetto di conflitto, negoziazione, ridefinizione continua, pi&ugrave; che una sostanza fissa o essenza immutabile.&amp;lt;br\/&amp;gt;&amp;lt;!-- \/wp:paragraph --&amp;gt;&amp;lt;!-- wp:image {&amp;quot;id&amp;quot;:12656,&amp;quot;sizeSlug&amp;quot;:&amp;quot;full&amp;quot;,&amp;quot;linkDestination&amp;quot;:&amp;quot;none&amp;quot;} --&amp;gt;&amp;lt;figure class=&amp;quot;wp-block-image size-full&amp;quot;&amp;gt;&amp;lt;\/figure&amp;gt;&amp;lt;!-- \/wp:image --&amp;gt;&lt;\/div&gt;\"  href=\"https:\/\/museoimmaginario.net\/immaginario\/glossario\/identita\/\"  data-gt-translate-attributes='[{\"attribute\":\"data-cmtooltip\", \"format\":\"html\"}]'  tabindex='0' role='link'>identit&agrave;<\/a>\/identificabilit&agrave; &ndash; dell&rsquo;io da parte dell&rsquo;<em>alter <\/em>-, per un verso, e la catastrofe nomegeneticamente nonch&#xE9; crono-logicamente (potremmo dire creodicamente) successiva: quella che comporta la crisi dell&#x2019;autoidentit&#xE0;\/autoidentificabilit&#xE0;, per un altro verso.<\/p>\n\n\n\n<p>E decisivo &egrave; anche in questo caso il tema del sito (dello spazio domestico) come alterit&agrave; identificante; una prospettiva, questa, che getterebbe una luce nuova sul rapporto &ndash; certo assai stretto &ndash; fra nome proprio, in quanto &ldquo;esprime&rdquo; l&rsquo;<a class=\"glossaryLink\"  aria-describedby=\"tt\"  data-cmtooltip=\"&lt;div class=glossaryItemTitle&gt;Identit&agrave;&lt;\/div&gt;&lt;div class=glossaryItemBody&gt;&amp;lt;!-- wp:paragraph --&amp;gt;In senso semiotico e antropologico, &amp;quot;identit&agrave;&rdquo; indica il modo in cui un soggetto (persona, gruppo, luogo) viene reso riconoscibile e distinto all&rsquo;interno di un sistema di segni e di relazioni sociali.&#8203;&#8203;&amp;lt;br\/&amp;gt;&amp;lt;!-- \/wp:paragraph --&amp;gt;&amp;lt;!-- wp:paragraph --&amp;gt;&amp;lt;strong&amp;gt;In prospettiva semiotica&amp;lt;\/strong&amp;gt;&amp;lt;br\/&amp;gt;&amp;lt;!-- \/wp:paragraph --&amp;gt;&amp;lt;!-- wp:paragraph --&amp;gt;Identit&agrave; &egrave; l&rsquo;insieme delle caratteristiche che permettono di identificare &amp;quot;chi &egrave; chi&rdquo; e di mantenerne la continuit&agrave; nel tempo e nello spazio, distinguendo un soggetto da altri soggetti sulla base di tratti riconoscibili. 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Comprende dimensioni personali e collettive: si costruisce narrativamente, attraverso pratiche, memorie, luoghi, e pu&ograve; essere oggetto di conflitto, negoziazione, ridefinizione continua, pi&ugrave; che una sostanza fissa o essenza immutabile.&amp;lt;br\/&amp;gt;&amp;lt;!-- \/wp:paragraph --&amp;gt;&amp;lt;!-- wp:image {&amp;quot;id&amp;quot;:12656,&amp;quot;sizeSlug&amp;quot;:&amp;quot;full&amp;quot;,&amp;quot;linkDestination&amp;quot;:&amp;quot;none&amp;quot;} --&amp;gt;&amp;lt;figure class=&amp;quot;wp-block-image size-full&amp;quot;&amp;gt;&amp;lt;\/figure&amp;gt;&amp;lt;!-- \/wp:image --&amp;gt;&lt;\/div&gt;\"  href=\"https:\/\/museoimmaginario.net\/immaginario\/glossario\/identita\/\"  data-gt-translate-attributes='[{\"attribute\":\"data-cmtooltip\", \"format\":\"html\"}]'  tabindex='0' role='link'>identit&agrave;<\/a>\/identificabilit&agrave; tendenzialmente perfetta di un soggetto, e il sito (inteso in senso ampio), come entit&agrave; culturologica e come fatto semiotico (16).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\"><strong>Note<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>(1) A. De Angeli, <em>Astuti e stolti nella tradizione orale di Forno<\/em>, in &#x201C;Le Apuane&#x201D;, VIII, 15, maggio 1988, pp. 89-90; poi nel volume <em>Forno: immagini e narrativa popolare<\/em>, a cura di A. Cerboncini, Comune di Massa, Type Service 1991, pp. 52-54; (lavoro di dubbia scientificit&#xE0; che, per molti aspetti, lascia piuttosto perplessi; la raccolta di De Angeli- e della Cerboncini &#x2013; appare filologicamente approssimativa e, diciamo cos&#xEC;, &#x201C;misteriosa&#x201D;).<\/p>\n\n\n\n<p>(2)&#xA0;&#xA0; Un interessante esempio di &#x201C;generazione autonoma&#x201D; dei significanti &#x2013; a partire da un significante che si manifesta marginalmente e\/o casualmente &#x2013; parrebbe esserci fornito da una fiaba dei fratelli Grimm<em>, La saggia Elsa <\/em>(n. 34). C&#x2019;&#xE8; a tavola il fidanzato Gianni, e la madre manda Elsa in cantina a prendere della birra. Ecco quel che avviene: &#x201C;La saggia Elsa stacc&#xF2; il boccale dalla parete, and&#xF2; in cantina, e per strada sbatacchiava bravamente il coperchio, per non annoiarsi. Quando fu in cantina, prese uno sgabello e lo mise davanti alla botte, per non doversi curvare, che poi non si facesse male alla schiena e non si buscasse un guaio imprevisto.&#xA0; Poi si mise davanti il boccale e apr&#xEC; la cannella, e mentre la birra scorreva, non volendo lasciar inoperosi gli occhi, li alz&#xF2; verso la parete; guard&#xF2; di qua e di l&#xE0;, finch&#xE9;, proprio sulla sua testa, scorse un piccone, che i muratori avevano lasciato l&#xE0; per sbaglio. Allora la saggia Elsa si mise a piangere, dicendo: &#x2013; Se mi piglio Gianni, e abbiamo un bambino, e quando &#xE8; grande lo mandiamo in cantina, e qui gli tocca spillar la birra, il piccone gli cade in testa e lo ammazza -. E se ne stava l&#xE0;, piangendo e strillando a pi&#xF9; non posso per l&#x2019;imminente sciagura. Sopra aspettavano la birra, ma la saggia Elsa non arrivava mai. [&#x2026;]&#x201D;. L&#x2019;allontanamento &#x2018;libero&#x2019; dalla situazione di origine ovverosia la rielaborazione &#x2018;autonoma&#x2019; (sul piano delle potenzialit&#xE0; necessarie) di essa comporta, su un determinato &#x201C;tutt&#x2019;intorno&#x201D; significante (il piccone lasciato dai muratori), delle pause\/interruzioni che per parte loro potrebbero prolungarsi all&#x2019;infinitesimale (o, meglio, all&#x2019;infinibile in quanto somma-combinazione di infinito e di infinitesimale).<\/p>\n\n\n\n<p>(3)&nbsp;&nbsp; Parrebbe appunto trattarsi, per molti versi, della tipica coppia di <a class=\"glossaryLink\"  aria-describedby=\"tt\"  data-cmtooltip=\"&lt;div class=glossaryItemTitle&gt;Sciocchi&lt;\/div&gt;&lt;div class=glossaryItemBody&gt;&amp;lt;!-- wp:paragraph --&amp;gt;In ambito semiotico e antropologico, gli &amp;quot;sciocchi&rdquo; non sono definiti tanto come persone poco intelligenti, ma come una&amp;amp;nbsp;&amp;lt;strong&amp;gt;funzione&amp;lt;\/strong&amp;gt;&amp;amp;nbsp;narrativa e culturale che fa emergere, in forma comica, i limiti e le crisi dei meccanismi di senso condivisi.&#8203;&amp;lt;br\/&amp;gt;&amp;lt;!-- \/wp:paragraph --&amp;gt;&amp;lt;!-- wp:heading --&amp;gt;Definizione semiotica&amp;lt;!-- \/wp:heading --&amp;gt;&amp;lt;!-- wp:paragraph --&amp;gt;In prospettiva semiotica, lo sciocco &egrave; il personaggio attraverso cui il racconto mette in atto una &amp;quot;legge endogenetica&rdquo; di svolgimento: a partire da un evento banale, la narrazione si sviluppa da sola secondo un circolo vizioso sempre pi&ugrave; assurdo, che porta alla messa in questione dell&rsquo;identit&agrave; e del riconoscimento. Lo sciocco &egrave; quindi una funzione linguistico&#8209;folklorica, non un semplice tratto psicologico: serve a mostrare come il significato possa deviare, biforcarsi, produrre catastrofi di identit&agrave;\/identificabilit&agrave;.&#8203;&amp;lt;br\/&amp;gt;&amp;lt;!-- \/wp:paragraph --&amp;gt;&amp;lt;!-- wp:heading --&amp;gt;Definizione antropologica&amp;lt;!-- \/wp:heading --&amp;gt;&amp;lt;!-- wp:paragraph --&amp;gt;Dal punto di vista demoetnoantropologico, gli sciocchi (individui o &amp;quot;paesi sciocchi&rdquo;) sono figure attraverso cui una comunit&agrave; esplora i propri confini: ci&ograve; che &egrave; considerato buon senso, ci&ograve; che &egrave; interno\/esterno, chi &egrave; riconosciuto come &amp;quot;dei nostri&rdquo;. Le storie degli sciocchi mettono in scena errori di logica pratica, fraintendimenti e travestimenti che portano al non&#8209;riconoscimento dell&rsquo;io da parte degli altri e, a volte, dell&rsquo;io stesso, spesso legando questa crisi allo spostamento fuori dallo spazio domestico &amp;quot;normale&rdquo; (letto, casa, convento). In questo senso, lo sciocco &egrave; un operatore culturale che permette di pensare, ridendo, la fragilit&agrave; dell&rsquo;identit&agrave; personale e sociale.&#8203;&amp;lt;br\/&amp;gt;&amp;lt;!-- \/wp:paragraph --&amp;gt;&amp;lt;!-- wp:image {&amp;quot;id&amp;quot;:12652,&amp;quot;sizeSlug&amp;quot;:&amp;quot;full&amp;quot;,&amp;quot;linkDestination&amp;quot;:&amp;quot;none&amp;quot;} --&amp;gt;&amp;lt;figure class=&amp;quot;wp-block-image size-full&amp;quot;&amp;gt;&amp;lt;\/figure&amp;gt;&amp;lt;!-- \/wp:image --&amp;gt;&lt;\/div&gt;\"  href=\"https:\/\/museoimmaginario.net\/immaginario\/glossario\/sciocchi\/\"  data-gt-translate-attributes='[{\"attribute\":\"data-cmtooltip\", \"format\":\"html\"}]'  tabindex='0' role='link'>sciocchi<\/a> di tanti racconti di folklore.<\/p>\n\n\n\n<p>(4)&#xA0;&#xA0; Mi riferisco soprattutto alle tematiche poste in atto dalla cosiddetta sindrome di Capgras nonch&#xE9; dalle sindromi ad essa affini o con essa correlate (sindrome di Fregoli, sindrome di intermetamorfosi). Si veda al prop. C. Maggini &#x2013; G. Casu, <em>La sindrome di Capgras. Illusione del sosia<\/em>, in &#x201C;Gnosis&#x201D;, IV, 5, 1990, con la bibliografia riportata. Per quanto concerne il &#x201C;tipo di sosia&#x201D; (campo della ripetizione\/ripetibilit&#xE0;) rinvio al mio lavoro <em>Ripetizione\/ripetibilit&#xE0; vs. catastrofe nella sindrome di Capgras<\/em>, in corso di stampa. Anche la tematica del doppio converge non di rado in quella del sosia (o\/e viceversa).<\/p>\n\n\n\n<p>(5)&#xA0;&#xA0; Cfr. nota 1.<\/p>\n\n\n\n<p>(6)&#xA0;&#xA0; La parte avrebbe per l&#x2019;appunto la conformazione di un episodio &#x2018;perfetto&#x2019;, che potrebbe restare benissimo conchiuso in s&#xE9;, privo di ulteriori svolgimenti.<\/p>\n\n\n\n<p>(7)&#xA0;&#xA0; Possiamo parlare di divenire metamorfico oppure di &#x2018;avvenire&#x2019; (nel senso di avvenimento\/-i) morfogenetico. I due punti di vista vengono a convergere nell&#x2019;ambito di quella che ho chiamato la morfo-logica, o logica delle forme, in quanto &#x201C;universalit&#xE0; dinamica&#x201D; (proiettabilit&#xE0; potenziale e necessaria) delle forme tra logico-reale e logico-immaginario. Cfr. nota 8.<\/p>\n\n\n\n<p><em>(8)&#xA0;&#xA0; Ipotesi sulla non-finibilit&#xE0; della struttura e sulla costruzione infinitesimale dell&#x2019;io<\/em>, negli Atti del convegno <em>Locale\/globale. Significante\/significato<\/em> (Torino, Castello del Valentino 17 maggio 1991), in &#x201C;Linguistica e letteratura&#x201D;, XV, 1990.<\/p>\n\n\n\n<p>(9)&#xA0;&#xA0; Si tratta di un <em>topos<\/em> che ricorre pressoch&#xE9; costantemente &#x2013; ad un grado pi&#xF9; o meno forte di accentuazione &#x2013; nei racconti di questo genere.<\/p>\n\n\n\n<p>(10) G. Nerucci, <em>Sessanta novelle popolari montalesi<\/em>, Firenze, Le Monnier 1880, rist. Milano, Rizzoli 1977, n. XLV. Cfr. inoltre A. Gianandrea, <em>Novelline e fiabe popolari marchigiane<\/em>, in <em>Biblioteca delle tradizioni popolari marchigiane<\/em>, Jesi,&#xA0; Ruzzini 1878, n. I (<em>El mercante<\/em>). Si veda il commento di V. Branca a Boccaccio, <em>Decam<\/em>. II 5 (3&#xB0; ed. Torino, Einaudi 1992).<\/p>\n\n\n\n<p>(11) Il tema del vino &#xE8;, nella novella montalese, fortemente accentuato; assai pi&#xF9; che non nella novella di Andreuccio, da cui la prima sembrerebbe dipendere.<\/p>\n\n\n\n<p>(12) Una sorta di &#x2018;epica&#x2019; un po&#x2019; istrionica che altrove ho definito carnevalesca: <em>Cronache minuscole e rinvenimento dell&rsquo;<a class=\"glossaryLink\"  aria-describedby=\"tt\"  data-cmtooltip=\"&lt;div class=glossaryItemTitle&gt;Identit&agrave;&lt;\/div&gt;&lt;div class=glossaryItemBody&gt;&amp;lt;!-- wp:paragraph --&amp;gt;In senso semiotico e antropologico, &amp;quot;identit&agrave;&rdquo; indica il modo in cui un soggetto (persona, gruppo, luogo) viene reso riconoscibile e distinto all&rsquo;interno di un sistema di segni e di relazioni sociali.&#8203;&#8203;&amp;lt;br\/&amp;gt;&amp;lt;!-- \/wp:paragraph --&amp;gt;&amp;lt;!-- wp:paragraph --&amp;gt;&amp;lt;strong&amp;gt;In prospettiva semiotica&amp;lt;\/strong&amp;gt;&amp;lt;br\/&amp;gt;&amp;lt;!-- \/wp:paragraph --&amp;gt;&amp;lt;!-- wp:paragraph --&amp;gt;Identit&agrave; &egrave; l&rsquo;insieme delle caratteristiche che permettono di identificare &amp;quot;chi &egrave; chi&rdquo; e di mantenerne la continuit&agrave; nel tempo e nello spazio, distinguendo un soggetto da altri soggetti sulla base di tratti riconoscibili. Non &egrave; solo un contenuto psicologico, ma un effetto di configurazioni narrative, spaziali, discorsive (nome, corpo, posizione nello spazio domestico, relazioni), che possono entrare in crisi producendo problemi di identit&agrave;\/identificabilit&agrave;.&#8203;&#8203;&amp;lt;br\/&amp;gt;&amp;lt;!-- \/wp:paragraph --&amp;gt;&amp;lt;!-- wp:paragraph --&amp;gt;&amp;lt;strong&amp;gt;In prospettiva antropologica&amp;lt;\/strong&amp;gt;&amp;lt;br\/&amp;gt;&amp;lt;!-- \/wp:paragraph --&amp;gt;&amp;lt;!-- wp:paragraph --&amp;gt;Identit&agrave; &egrave; un processo dinamico di definizione di s&eacute; e degli altri, attraverso appartenenze (famiglia, paese, etnia, nazione) e confini simbolici che separano &amp;quot;noi&rdquo; da &amp;quot;loro&rdquo;. Comprende dimensioni personali e collettive: si costruisce narrativamente, attraverso pratiche, memorie, luoghi, e pu&ograve; essere oggetto di conflitto, negoziazione, ridefinizione continua, pi&ugrave; che una sostanza fissa o essenza immutabile.&amp;lt;br\/&amp;gt;&amp;lt;!-- \/wp:paragraph --&amp;gt;&amp;lt;!-- wp:image {&amp;quot;id&amp;quot;:12656,&amp;quot;sizeSlug&amp;quot;:&amp;quot;full&amp;quot;,&amp;quot;linkDestination&amp;quot;:&amp;quot;none&amp;quot;} --&amp;gt;&amp;lt;figure class=&amp;quot;wp-block-image size-full&amp;quot;&amp;gt;&amp;lt;\/figure&amp;gt;&amp;lt;!-- \/wp:image --&amp;gt;&lt;\/div&gt;\"  href=\"https:\/\/museoimmaginario.net\/immaginario\/glossario\/identita\/\"  data-gt-translate-attributes='[{\"attribute\":\"data-cmtooltip\", \"format\":\"html\"}]'  tabindex='0' role='link'>identit&agrave;<\/a> (per una semiotica del documento-verbale),<\/em> in A. Borghini &#x2013; G. Martini<em>, Rifrazioni di storia a Mirteto di Massa<\/em>, Massa-Carrara, Type Service 1991.<\/p>\n\n\n\n<p><em>(13) Forno: immagini e narrativa popolare<\/em>, cit., p. 41.<\/p>\n\n\n\n<p>(14) Nel racconto di Batt&#xEC; come in quello di Andreuccio (e Paolino) da Perugia interviene per l&#x2019;appunto il motivo della fuoriuscita inadeguata dallo spazio domestico-parentale, per la stessa via degli escrementi: il risultato sar&#xE0; appunto di trovarsi assieme agli escrementi, &#x201C;mescolato&#x201D; con essi; cosa che Boccaccio non manca di sottolineare a pi&#xF9; riprese. La sfera degli escrementi sembra gi&#xE0; per parte sua collocarsi a confine fra lo spazio domestico e l&#x2019;espulsione da esso; dunque, fra l&#x2019;essere (ri-)conosciuto e il misconoscimento. L&#x2019;&#x201D;eroe&#x201D; che si trover&#xE0; ad essere espulso dallo spazio domestico-parentale analogamente agli escrementi, che si ritrover&#xE0; nel loro stesso sito tutto imbrattato (cfr. in part. La novella di Andreuccio e di Paolino), in un certo senso non potr&#xE0; &#x2013; di conseguenza &#x2013; che essere misconosciuto. Narratologicamente, l&#x2019;ingannevole travestimento operato dagli amici di Pe&#x2019; de Caldan funziona alla stessa maniera. E del resto il fatto che l&#x2019;&#x201D;eroe&#x201D; compaia tutto imbrattato equivale ad una specie di travestimento.<\/p>\n\n\n\n<p>(15) Un discorso, cio&#xE8;, circa il problema della cosiddetta percezione categoriale, anche nel suo rapporto con il travestimento (Pe&#x2019; de Caldan nelle vesti di un frate viene percepito categorialmente &#x2013; come frate &#x2013; dai veri frati): inutile dire che la percezione categoriale &#x2013; la percezione di una individualit&#xE0; come ruolo e\/o tipo &#x2013; necessita di ulteriori procedimenti in direzione specificante (specificazione che nella sua &#x201C;totalit&#xE0;&#x201D; risulter&#xE0; peraltro irraggiungibile). Per quanto concerne il tema dell&#x2019;uomo che &#x2013; in stato di ubriachezza &#x2013; viene travestito da religioso (da prete) e che risvegliandosi si crede trasformato in religioso, cfr. E&#x2019;. M&#xE9;nard, in &#x201C;Revue des traditions populaires&#x201D;, 23, giugno-luglio 1908, pp. 240 sgg., n. LXXXVII (<em>Le marchand de cuill&#xE8;res en bois<\/em>, <em>Contes et l&#xE9;gendes de la Haute Bretagne<\/em>). Di questo racconto, raccolto nelle Cotes-du-Nord, ci interessa in part. la prima parte: &ldquo;Il &eacute;tait una fois [&hellip;] un m&eacute;nage si peu uni que l&rsquo;homme et la femme se battaient tous les jours; le mari, marchand de cuill&egrave;res en bois, fain&eacute;ant et ivrogne, travaillait peu, buvait beaucoup, laissant aux aubergistes les b&eacute;n&eacute;fices de son maigre m&eacute;tier. La femme, d&eacute;sesp&eacute;r&eacute;e, alla trouver le recteur de son village, &agrave; qui elle confia ses peines conjugales; celui-ci, en bon pasteur, promit d&rsquo;y r&eacute;m&eacute;dier. \/&nbsp; Quelques jours apr&egrave;s, le recteur se rendant &agrave; un repas chez l&rsquo;un de ses confr&egrave;res, trouve notre marchand de cuill&egrave;res en bois ivre-mort, vautr&eacute; dans la boue du foss&eacute; et dormant &agrave; poins ferm&eacute;s; &ndash; vite le cur&eacute; se d&eacute;pouilla de sa soutane et prestment en affubla l&rsquo;ivrogne qui, en se r&eacute;veillant, se tata, s&rsquo;examina, rassembla ses id&eacute;es et finit par se convaincre que pendant son sommeil le P&egrave;re &eacute;ternel l&rsquo;avait transform&eacute; en pretre pour aller remplacer le cur&eacute; d&rsquo;une paroisse voisine qui &eacute;tait mort depuis quelque temps. \/ Fort de cette conviction, il se mit en route, b&eacute;enissant tous ceux qui le rencontraient en chemin. Arriv&eacute; &agrave; la porte du presbyt&egrave;re [&hellip;]&rdquo;. L&rsquo;uomo si dirige dunque verso il\/un luogo appropriato alla sua nuova &ldquo;<a class=\"glossaryLink\"  aria-describedby=\"tt\"  data-cmtooltip=\"&lt;div class=glossaryItemTitle&gt;Identit&agrave;&lt;\/div&gt;&lt;div class=glossaryItemBody&gt;&amp;lt;!-- wp:paragraph --&amp;gt;In senso semiotico e antropologico, &amp;quot;identit&agrave;&rdquo; indica il modo in cui un soggetto (persona, gruppo, luogo) viene reso riconoscibile e distinto all&rsquo;interno di un sistema di segni e di relazioni sociali.&#8203;&#8203;&amp;lt;br\/&amp;gt;&amp;lt;!-- \/wp:paragraph --&amp;gt;&amp;lt;!-- wp:paragraph --&amp;gt;&amp;lt;strong&amp;gt;In prospettiva semiotica&amp;lt;\/strong&amp;gt;&amp;lt;br\/&amp;gt;&amp;lt;!-- \/wp:paragraph --&amp;gt;&amp;lt;!-- wp:paragraph --&amp;gt;Identit&agrave; &egrave; l&rsquo;insieme delle caratteristiche che permettono di identificare &amp;quot;chi &egrave; chi&rdquo; e di mantenerne la continuit&agrave; nel tempo e nello spazio, distinguendo un soggetto da altri soggetti sulla base di tratti riconoscibili. Non &egrave; solo un contenuto psicologico, ma un effetto di configurazioni narrative, spaziali, discorsive (nome, corpo, posizione nello spazio domestico, relazioni), che possono entrare in crisi producendo problemi di identit&agrave;\/identificabilit&agrave;.&#8203;&#8203;&amp;lt;br\/&amp;gt;&amp;lt;!-- \/wp:paragraph --&amp;gt;&amp;lt;!-- wp:paragraph --&amp;gt;&amp;lt;strong&amp;gt;In prospettiva antropologica&amp;lt;\/strong&amp;gt;&amp;lt;br\/&amp;gt;&amp;lt;!-- \/wp:paragraph --&amp;gt;&amp;lt;!-- wp:paragraph --&amp;gt;Identit&agrave; &egrave; un processo dinamico di definizione di s&eacute; e degli altri, attraverso appartenenze (famiglia, paese, etnia, nazione) e confini simbolici che separano &amp;quot;noi&rdquo; da &amp;quot;loro&rdquo;. Comprende dimensioni personali e collettive: si costruisce narrativamente, attraverso pratiche, memorie, luoghi, e pu&ograve; essere oggetto di conflitto, negoziazione, ridefinizione continua, pi&ugrave; che una sostanza fissa o essenza immutabile.&amp;lt;br\/&amp;gt;&amp;lt;!-- \/wp:paragraph --&amp;gt;&amp;lt;!-- wp:image {&amp;quot;id&amp;quot;:12656,&amp;quot;sizeSlug&amp;quot;:&amp;quot;full&amp;quot;,&amp;quot;linkDestination&amp;quot;:&amp;quot;none&amp;quot;} --&amp;gt;&amp;lt;figure class=&amp;quot;wp-block-image size-full&amp;quot;&amp;gt;&amp;lt;\/figure&amp;gt;&amp;lt;!-- \/wp:image --&amp;gt;&lt;\/div&gt;\"  href=\"https:\/\/museoimmaginario.net\/immaginario\/glossario\/identita\/\"  data-gt-translate-attributes='[{\"attribute\":\"data-cmtooltip\", \"format\":\"html\"}]'  tabindex='0' role='link'>identit&agrave;<\/a>&rdquo;.<\/p>\n\n\n\n<p>(16) L&#x2019;ultima parte di questo articolo trova il suo naturale prosieguo in un lavoro dal titolo <em>Topo-logica dell&rsquo;<a class=\"glossaryLink\"  aria-describedby=\"tt\"  data-cmtooltip=\"&lt;div class=glossaryItemTitle&gt;Identit&agrave;&lt;\/div&gt;&lt;div class=glossaryItemBody&gt;&amp;lt;!-- wp:paragraph --&amp;gt;In senso semiotico e antropologico, &amp;quot;identit&agrave;&rdquo; indica il modo in cui un soggetto (persona, gruppo, luogo) viene reso riconoscibile e distinto all&rsquo;interno di un sistema di segni e di relazioni sociali.&#8203;&#8203;&amp;lt;br\/&amp;gt;&amp;lt;!-- \/wp:paragraph --&amp;gt;&amp;lt;!-- wp:paragraph --&amp;gt;&amp;lt;strong&amp;gt;In prospettiva semiotica&amp;lt;\/strong&amp;gt;&amp;lt;br\/&amp;gt;&amp;lt;!-- \/wp:paragraph --&amp;gt;&amp;lt;!-- wp:paragraph --&amp;gt;Identit&agrave; &egrave; l&rsquo;insieme delle caratteristiche che permettono di identificare &amp;quot;chi &egrave; chi&rdquo; e di mantenerne la continuit&agrave; nel tempo e nello spazio, distinguendo un soggetto da altri soggetti sulla base di tratti riconoscibili. Non &egrave; solo un contenuto psicologico, ma un effetto di configurazioni narrative, spaziali, discorsive (nome, corpo, posizione nello spazio domestico, relazioni), che possono entrare in crisi producendo problemi di identit&agrave;\/identificabilit&agrave;.&#8203;&#8203;&amp;lt;br\/&amp;gt;&amp;lt;!-- \/wp:paragraph --&amp;gt;&amp;lt;!-- wp:paragraph --&amp;gt;&amp;lt;strong&amp;gt;In prospettiva antropologica&amp;lt;\/strong&amp;gt;&amp;lt;br\/&amp;gt;&amp;lt;!-- \/wp:paragraph --&amp;gt;&amp;lt;!-- wp:paragraph --&amp;gt;Identit&agrave; &egrave; un processo dinamico di definizione di s&eacute; e degli altri, attraverso appartenenze (famiglia, paese, etnia, nazione) e confini simbolici che separano &amp;quot;noi&rdquo; da &amp;quot;loro&rdquo;. Comprende dimensioni personali e collettive: si costruisce narrativamente, attraverso pratiche, memorie, luoghi, e pu&ograve; essere oggetto di conflitto, negoziazione, ridefinizione continua, pi&ugrave; che una sostanza fissa o essenza immutabile.&amp;lt;br\/&amp;gt;&amp;lt;!-- \/wp:paragraph --&amp;gt;&amp;lt;!-- wp:image {&amp;quot;id&amp;quot;:12656,&amp;quot;sizeSlug&amp;quot;:&amp;quot;full&amp;quot;,&amp;quot;linkDestination&amp;quot;:&amp;quot;none&amp;quot;} --&amp;gt;&amp;lt;figure class=&amp;quot;wp-block-image size-full&amp;quot;&amp;gt;&amp;lt;\/figure&amp;gt;&amp;lt;!-- \/wp:image --&amp;gt;&lt;\/div&gt;\"  href=\"https:\/\/museoimmaginario.net\/immaginario\/glossario\/identita\/\"  data-gt-translate-attributes='[{\"attribute\":\"data-cmtooltip\", \"format\":\"html\"}]'  tabindex='0' role='link'>identit&agrave;<\/a> in un raccontino massese e altrove<\/em>, in &#x201C;Annuario della Biblioteca Civica di Massa&#x201D;, 1989-90 (colgo l&#x2019;occasione per segnalare che una versione sudtirolese della &#x2018;storia&#x2019; della &#x201C;saggia Elsa&#x201D; &#x2013; di cui ho trattato, nel lavoro qui sopra citato, in rapporto ai fratelli Grimm &#x2013; si pu&#xF2; leggere in B. Dal Lago ed E. Locher, <em>Leggende e racconti del Trentino &#x2013; Alto Adige<\/em>, Roma, Newton Compton 1983, pp. 147-8<em>, Die Kluge Else<\/em>).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\"><strong>Bibliografia essenziale per le questioni teoriche trattate nel testo (oltre ai lavori gi&#xE0; citati)<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>A.A.V.V., <em>La teoria delle catastrofi<\/em>, Milano, Angeli 1985, a cura di P. Bisogno<\/p>\n\n\n\n<p>Atti del convegno <em>Locale\/globale. Significante\/significato<\/em>, Torino &#x2013; Castello del Valentino 17 maggio 1991, in &#x201C;Linguistica e letteratura&#x201D;, XV, 1990, a cura di A. Borghini<\/p>\n\n\n\n<ol class=\"wp-block-list\"><li>Bogatyr&#xEB;v &#x2013; R. Jakobson, <em>Il folclore come forma di creazione autonoma<\/em>, in &#x201C;Strumenti critici&#x201D;, I, 3, 1967<\/li><li>Borghini, <em>Percorsi &ldquo;universali&rdquo; dell&rsquo;<a class=\"glossaryLink\"  aria-describedby=\"tt\"  data-cmtooltip=\"&lt;div class=glossaryItemTitle&gt;Identit&agrave;&lt;\/div&gt;&lt;div class=glossaryItemBody&gt;&amp;lt;!-- wp:paragraph --&amp;gt;In senso semiotico e antropologico, &amp;quot;identit&agrave;&rdquo; indica il modo in cui un soggetto (persona, gruppo, luogo) viene reso riconoscibile e distinto all&rsquo;interno di un sistema di segni e di relazioni sociali.&#8203;&#8203;&amp;lt;br\/&amp;gt;&amp;lt;!-- \/wp:paragraph --&amp;gt;&amp;lt;!-- wp:paragraph --&amp;gt;&amp;lt;strong&amp;gt;In prospettiva semiotica&amp;lt;\/strong&amp;gt;&amp;lt;br\/&amp;gt;&amp;lt;!-- \/wp:paragraph --&amp;gt;&amp;lt;!-- wp:paragraph --&amp;gt;Identit&agrave; &egrave; l&rsquo;insieme delle caratteristiche che permettono di identificare &amp;quot;chi &egrave; chi&rdquo; e di mantenerne la continuit&agrave; nel tempo e nello spazio, distinguendo un soggetto da altri soggetti sulla base di tratti riconoscibili. Non &egrave; solo un contenuto psicologico, ma un effetto di configurazioni narrative, spaziali, discorsive (nome, corpo, posizione nello spazio domestico, relazioni), che possono entrare in crisi producendo problemi di identit&agrave;\/identificabilit&agrave;.&#8203;&#8203;&amp;lt;br\/&amp;gt;&amp;lt;!-- \/wp:paragraph --&amp;gt;&amp;lt;!-- wp:paragraph --&amp;gt;&amp;lt;strong&amp;gt;In prospettiva antropologica&amp;lt;\/strong&amp;gt;&amp;lt;br\/&amp;gt;&amp;lt;!-- \/wp:paragraph --&amp;gt;&amp;lt;!-- wp:paragraph --&amp;gt;Identit&agrave; &egrave; un processo dinamico di definizione di s&eacute; e degli altri, attraverso appartenenze (famiglia, paese, etnia, nazione) e confini simbolici che separano &amp;quot;noi&rdquo; da &amp;quot;loro&rdquo;. Comprende dimensioni personali e collettive: si costruisce narrativamente, attraverso pratiche, memorie, luoghi, e pu&ograve; essere oggetto di conflitto, negoziazione, ridefinizione continua, pi&ugrave; che una sostanza fissa o essenza immutabile.&amp;lt;br\/&amp;gt;&amp;lt;!-- \/wp:paragraph --&amp;gt;&amp;lt;!-- wp:image {&amp;quot;id&amp;quot;:12656,&amp;quot;sizeSlug&amp;quot;:&amp;quot;full&amp;quot;,&amp;quot;linkDestination&amp;quot;:&amp;quot;none&amp;quot;} --&amp;gt;&amp;lt;figure class=&amp;quot;wp-block-image size-full&amp;quot;&amp;gt;&amp;lt;\/figure&amp;gt;&amp;lt;!-- \/wp:image --&amp;gt;&lt;\/div&gt;\"  href=\"https:\/\/museoimmaginario.net\/immaginario\/glossario\/identita\/\"  data-gt-translate-attributes='[{\"attribute\":\"data-cmtooltip\", \"format\":\"html\"}]'  tabindex='0' role='link'>identit&agrave;<\/a><\/em>, relazione tenuta al convegno su <em>Funzione del narcisismo e struttura della personalit&#xE0;. Il ritorno a S. Freud di J. Lacan<\/em> (Torino 25-26 ottobre 1991), a cura della Sede di Torino del Gruppo Italiano della Scuola Europea di Psicoanalisi, in &#x201C;Thelema. La psicanalisi e i suoi intorni&#x201D;, 5, 1994, pp.63 sgg.<\/li><li>Borghini, <em>Prospettive e ipotesi di una semiosi del creodo<\/em>, in corso di stampa<\/li><li>Kant, <em>Critica della ragion pura<\/em>, trad. it. Bari, Laterza 1959<\/li><li>B. Mandelbrot, <em>Gli oggetti frattali<\/em>, Torino, Einaudi 1987<\/li><\/ol>\n\n\n\n<p>Ch. S. Peirce, <em>Semiotica<\/em>, trad. it. Torino, Einaudi 1980<\/p>\n\n\n\n<ol class=\"wp-block-list\"><li>Petitot-Cocorda, <em><a class=\"glossaryLink\"  aria-describedby=\"tt\"  data-cmtooltip=\"&lt;div class=glossaryItemTitle&gt;Identit&agrave;&lt;\/div&gt;&lt;div class=glossaryItemBody&gt;&amp;lt;!-- wp:paragraph --&amp;gt;In senso semiotico e antropologico, &amp;quot;identit&agrave;&rdquo; indica il modo in cui un soggetto (persona, gruppo, luogo) viene reso riconoscibile e distinto all&rsquo;interno di un sistema di segni e di relazioni sociali.&#8203;&#8203;&amp;lt;br\/&amp;gt;&amp;lt;!-- \/wp:paragraph --&amp;gt;&amp;lt;!-- wp:paragraph --&amp;gt;&amp;lt;strong&amp;gt;In prospettiva semiotica&amp;lt;\/strong&amp;gt;&amp;lt;br\/&amp;gt;&amp;lt;!-- \/wp:paragraph --&amp;gt;&amp;lt;!-- wp:paragraph --&amp;gt;Identit&agrave; &egrave; l&rsquo;insieme delle caratteristiche che permettono di identificare &amp;quot;chi &egrave; chi&rdquo; e di mantenerne la continuit&agrave; nel tempo e nello spazio, distinguendo un soggetto da altri soggetti sulla base di tratti riconoscibili. Non &egrave; solo un contenuto psicologico, ma un effetto di configurazioni narrative, spaziali, discorsive (nome, corpo, posizione nello spazio domestico, relazioni), che possono entrare in crisi producendo problemi di identit&agrave;\/identificabilit&agrave;.&#8203;&#8203;&amp;lt;br\/&amp;gt;&amp;lt;!-- \/wp:paragraph --&amp;gt;&amp;lt;!-- wp:paragraph --&amp;gt;&amp;lt;strong&amp;gt;In prospettiva antropologica&amp;lt;\/strong&amp;gt;&amp;lt;br\/&amp;gt;&amp;lt;!-- \/wp:paragraph --&amp;gt;&amp;lt;!-- wp:paragraph --&amp;gt;Identit&agrave; &egrave; un processo dinamico di definizione di s&eacute; e degli altri, attraverso appartenenze (famiglia, paese, etnia, nazione) e confini simbolici che separano &amp;quot;noi&rdquo; da &amp;quot;loro&rdquo;. Comprende dimensioni personali e collettive: si costruisce narrativamente, attraverso pratiche, memorie, luoghi, e pu&ograve; essere oggetto di conflitto, negoziazione, ridefinizione continua, pi&ugrave; che una sostanza fissa o essenza immutabile.&amp;lt;br\/&amp;gt;&amp;lt;!-- \/wp:paragraph --&amp;gt;&amp;lt;!-- wp:image {&amp;quot;id&amp;quot;:12656,&amp;quot;sizeSlug&amp;quot;:&amp;quot;full&amp;quot;,&amp;quot;linkDestination&amp;quot;:&amp;quot;none&amp;quot;} --&amp;gt;&amp;lt;figure class=&amp;quot;wp-block-image size-full&amp;quot;&amp;gt;&amp;lt;\/figure&amp;gt;&amp;lt;!-- \/wp:image --&amp;gt;&lt;\/div&gt;\"  href=\"https:\/\/museoimmaginario.net\/immaginario\/glossario\/identita\/\"  data-gt-translate-attributes='[{\"attribute\":\"data-cmtooltip\", \"format\":\"html\"}]'  tabindex='0' role='link'>Identit&agrave;<\/a> e catastrofi<\/em>, in A.A.V.V., <em>L&rsquo;<a class=\"glossaryLink\"  aria-describedby=\"tt\"  data-cmtooltip=\"&lt;div class=glossaryItemTitle&gt;Identit&agrave;&lt;\/div&gt;&lt;div class=glossaryItemBody&gt;&amp;lt;!-- wp:paragraph --&amp;gt;In senso semiotico e antropologico, &amp;quot;identit&agrave;&rdquo; indica il modo in cui un soggetto (persona, gruppo, luogo) viene reso riconoscibile e distinto all&rsquo;interno di un sistema di segni e di relazioni sociali.&#8203;&#8203;&amp;lt;br\/&amp;gt;&amp;lt;!-- \/wp:paragraph --&amp;gt;&amp;lt;!-- wp:paragraph --&amp;gt;&amp;lt;strong&amp;gt;In prospettiva semiotica&amp;lt;\/strong&amp;gt;&amp;lt;br\/&amp;gt;&amp;lt;!-- \/wp:paragraph --&amp;gt;&amp;lt;!-- wp:paragraph --&amp;gt;Identit&agrave; &egrave; l&rsquo;insieme delle caratteristiche che permettono di identificare &amp;quot;chi &egrave; chi&rdquo; e di mantenerne la continuit&agrave; nel tempo e nello spazio, distinguendo un soggetto da altri soggetti sulla base di tratti riconoscibili. 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L&#xE9;vi-Strauss<\/li><li>Petitot-Cocorda, <em>Difficolt&#xE0; logiche e filosofiche dell&#x2019;idea di tempo<\/em>, in A.A.V.V., <em>Le frontiere del tempo<\/em>, trad. it. Milano, Il Saggiatore 1981, a cura di R. Romano<\/li><li>Petitot-Cocorda, <em>Morfogenesi del senso<\/em>, trad. it. Milano, Bompiani 1980<\/li><li>Thom, <em>Mod&#xE8;les math&#xE9;matiques de la morphog&#xE9;n&#xE9;se<\/em>, Paris, Union g&#xE9;n&#xE9;rale d&#x2019;&#xE9;ditions 1974<\/li><li>Thom, <em>Stabilit&#xE0; strutturale e morfogenesi<\/em>, trad. it. Torino, Einaudi 1980<\/li><li>Wittgenstein, <em>Tractatus logico-philosophicus<\/em>, trad. it. Torino, Einaudi 1980<\/li><\/ol>\n\n\n\n<p>Zenone di Elea, in <em>I Presocratici. Testimonianze e frammenti<\/em> (Diels-Kranz), trad. it. Roma-Bari, Laterza 1983, vol. I (29)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><em>Alberto Borghini<\/em><\/p>\n\n\n<p>[cool_tag_cloud on_single_display=&#x201D;local&#x201D;]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Alberto Borghini Per ogni processo (&#x2026;) si &#xE8; (&#x2026;) condotti a distinguere due tipi di regioni; le regioni ove&#x2026;<\/p>\n","protected":false},"author":8,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ngg_post_thumbnail":0,"_themeisle_gutenberg_block_has_review":false,"h5ap_radio_sources":[],"_tbt_post_transparent":"","_tbt_post_title":"","_tbt_post_layout":"","_tbt_post_sidebar_id":"","_tbt_post_content_style":"","_tbt_post_vertical_padding":"","_tbt_post_feature":"","_tbt_post_feature_position":"","_tbt_post_header":false,"_tbt_post_footer":false},"categories":[443,84],"tags":[277,279,275,281,283],"class_list":["post-2791","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-saggi_container","category-saggi","tag-altana","tag-boccaccio","tag-forno-di-massa","tag-intermetamorfosi","tag-montale-pistoiese"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/museoimmaginario.net\/immaginario\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2791","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/museoimmaginario.net\/immaginario\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/museoimmaginario.net\/immaginario\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/museoimmaginario.net\/immaginario\/wp-json\/wp\/v2\/users\/8"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/museoimmaginario.net\/immaginario\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2791"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/museoimmaginario.net\/immaginario\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2791\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/museoimmaginario.net\/immaginario\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2791"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/museoimmaginario.net\/immaginario\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2791"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/museoimmaginario.net\/immaginario\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2791"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}