{"id":13098,"date":"2026-10-23T09:07:35","date_gmt":"2026-10-23T07:07:35","guid":{"rendered":"https:\/\/museoimmaginario.net\/immaginario\/?p=13098"},"modified":"2026-10-23T09:07:36","modified_gmt":"2026-10-23T07:07:36","slug":"roncisvalle-non-finisce-mai","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/museoimmaginario.net\/immaginario\/archives\/13098","title":{"rendered":"Roncisvalle non finisce mai"},"content":{"rendered":"<p class=\"wp-block-paragraph\">A Catania, quando qualcosa va in rovina, si dice che &#xAB;&#xE8; successa la valle&#xBB;. Il modo di dire viene dal teatro dei pupi: nella scena in cui i paladini muoiono a Roncisvalle, per tradizione, la scena si sconquassava e i pupi finivano a pezzi. Da quella strage di eroi &#xE8; rimasto un proverbio, ed &#xE8; un buon indizio di quanto l&#x2019;epica cavalleresca sia entrata nella lingua e nell&#x2019;identit&#xE0; di un popolo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Gioved&#xEC; 22 ottobre il Museo ha dedicato a questo tema una serata, &#x201C;Epica viva&#x201D;, nel ciclo degli incontri del gioved&#xEC;: l&#x2019;Opera dei Pupi siciliana messa a confronto con il Canto del Maggio dell&#x2019;Appennino tosco-emiliano. Con noi c&#x2019;erano Jo Ann Cavallo, della Columbia University, autrice del libro di cui si parla, collegata da New York, e Alessandro Napoli, conservatore del Museo Internazionale delle Marionette Antonio Pasqualino di Palermo e membro della famiglia di pupari dei Fratelli Napoli, che ha sostituito il direttore Rosario Perricone, assente per malattia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>I pupi e la giustizia che il mondo non dava<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Napoli ha ricordato che le due grandi tradizioni, la palermitana e la catanese, prendono forma intorno al 1835 grazie a famiglie come i Greco, i Canino, i Crimi e i Grasso, e che il loro testo di riferimento &#xE8; la <em>Storia dei paladini di Francia<\/em> di Giusto Lodico. Le differenze si vedono anche nei pupi. Quelli palermitani sono pi&#xF9; piccoli, hanno il ginocchio snodato e la spada che torna nel fodero. I catanesi arrivano a un metro e trenta, hanno le gambe rigide e la spada fissa, e nel loro teatro, che dialoga con il verismo, le parti femminili sono affidate a una parlatrice. I fili settecenteschi lasciarono il posto a due aste di metallo, pi&#xF9; adatte a combattimenti che il pubblico voleva vedere duri.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quel pubblico era fatto di ceti subalterni, e gli storici ci dicono perch&#xE9; amasse tanto i paladini. Le sconfitte di ogni giorno trovavano nella vicenda carolingia una risoluzione mitica, e l&#x2019;aspirazione alla giustizia contro il male, che ha il volto del traditore Gano di Magonza, diventava una promessa che si poteva guardare in scena. Quando la televisione e le trasformazioni sociali di cui parlava Pasolini incrinarono questo mondo, le famiglie dei pupari dovettero cercare un pubblico diverso. Un aiuto decisivo venne da Antonio Pasqualino, dalla stessa Cavallo e dall&#x2019;Associazione per la Conservazione delle Tradizioni Popolari, che portarono la tradizione dentro gli studi senza sottrarla alla scena.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Il Maggio, cantato fino all&#x2019;ultima parola<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sull&#x2019;Appennino la stessa materia ha preso un&#x2019;altra strada. Enrica Dallari ha presentato il Canto del Maggio, o maggio drammatico: teatro popolare cantato in versi rimati, nato dall&#x2019;incontro tra cultura popolare e cultura letteraria e rappresentato in primavera e in estate all&#x2019;aperto o nei teatrini di paese. L&#x2019;area &#xE8; quella dell&#x2019;Appennino tosco-emiliano, dalla Garfagnana alla Lucchesia, dalla Lunigiana al Pistoiese, e Pisano fino al Reggiano, al Modenese, al Parmense e al Bolognese.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I testi attingono ai cantari medievali e ai romanzi cavallereschi filtrati da Boiardo, Ariosto e Tasso, ma anche a storie bibliche e storiche, con lo scontro tra cristiani e saraceni, l&#x2019;onore e la giustizia al centro. Dallari ha ricordato gli studi di Alessandro D&#x2019;Ancona, Paolo Toschi e Romolo Fioroni e il libretto manoscritto <em>Alessandro nell&#x2019;Indie<\/em>, conservato nel Museo e studiato da Linda Barwick. In scena si vedono costumi vistosi, elmi piumati, armi di legno o di metallo, e si ascolta un recitativo cantato sostenuto da violino o fisarmonica, guidato dal capomaggio o suggeritore. Il Museo lavora perch&#xE9; questa tradizione si rigeneri, con il <em>Canto del Maggio festival<\/em> e con il progetto <em>Dire cantare e danzare nel solco della tradizione<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il confronto si &#xE8; fatto concreto con due proiezioni. La prima mostrava <em>Astolfo e San Giovanni<\/em>, dal viaggio sulla luna dell&#x2019;<em>Orlando furioso<\/em>, interpretato dalla giovane compagnia Figli d&#x2019;arte Cuticchio con la regia di Giacomo Cuticchio. La seconda era <em>Orlando e la maga Dragontina<\/em>, della compagnia di Asta, tratto dall&#x2019;<em>Orlando innamorato<\/em> di Luca Sillari. Michele Neri, lettore e cantastorie del Museo, ha poi recitato dal vivo alcune ottave, tra cui l&#x2019;arrivo di Angelica alla corte di Carlo Magno.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Un libro che tiene insieme due teatri<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Jo Ann Cavallo ha raccontato come tutto sia cominciato negli anni Novanta, con tre pupi comprati come souvenir e con un programma estivo a Scandiano che la port&#xF2; sulle montagne dove si canta il maggio. Ne sono nati documentari e il sito e-<em>Boiardo<\/em>, e nel 2025 il volume <em>Narrazioni epiche nella cultura popolare italiana. L&#x2019;Opera dei Pupi siciliana e il maggio tosco-emiliano<\/em>, pubblicato dalle Edizioni Museo Pasqualino. Raccoglie undici saggi scritti tra il 2001 e il 2025 pi&#xF9; un saggio conclusivo, disposti secondo la cronologia delle fonti epiche. Vi si trovano le riscritture dell&#x2019;<em>Iliade<\/em> e dell&#x2019;<em>Odissea<\/em>, Rinaldo a Roncisvalle, le figure di Angelica e Bradamante, i personaggi non cristiani, le ideologie politiche locali nel maggio reggiano, le eroine di Tasso e un antieroe ribelle come Morbello detto Malaguerra. Gli ultimi due saggi riguardano l&#x2019;alterit&#xE0; e la diversit&#xE0; nei pupi e la resilienza delle compagnie siciliane dopo la pandemia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>L&#x2019;epica contro la guerra<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La discussione &#xE8; tornata pi&#xF9; volte su una domanda attuale: queste storie di battaglie possono parlare di pace? Cavallo ha risposto di s&#xEC;, e ha detto che il messaggio antimilitarista dei pupi e del maggio emerge con urgenza crescente, tema che ha portato anche al Tehran International Puppet Festival. Interrogata sulla doppia natura del maggio, a volte conservatore e a volte contestatore, ha indicato due esempi: il <em>Roncisvalle<\/em> di Romolo Fioroni, vicino ai valori del potere costituito, e il <em>Rodomonte<\/em> della compagnia di Asta, che ha un respiro di contestazione. Il maggio, ha spiegato, rispecchia le contraddizioni della societ&#xE0; che lo canta.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Napoli ha datato a Catania una svolta: dopo i bombardamenti del 1943, nel 1978 and&#xF2; in scena il copione di Mino Amico su Don Chiaro, che rifiuta ogni guerra. Con Fiorenzo Napoli quel rinnovamento ha superato la contrapposizione rigida tra cristiani e saraceni e ha rivalutato episodi complessi come quello di Agolante di Biserta. Luca Sillari ha confermato l&#x2019;impronta pacifista della compagnia di Asta e ha ricordato la messa in scena dell&#x2019;<em>Orlando innamorato<\/em> a Milano nel 2004. Ha aggiunto che la raffinatezza del verso consente di dire qualunque pensiero critico senza scandalizzare nessuno.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dalla chat &#xE8; arrivata una traccia romana: Claudio Corvino ha segnalato il vicolo della Spada di Orlando, una testimonianza del ciclo carolingio scritta nella toponomastica della citt&#xE0;. Napoli ha annunciato l&#x2019;uscita a novembre di un suo volume sulla tradizione catanese per le Edizioni Pasqualino.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Roncisvalle, a quanto pare, non finisce mai: si ripete ogni volta che qualcuno prende in mano un pupo o intona un&#x2019;ottava, e a ogni ripetizione c&#x2019;&#xE8; un pubblico che spera, ancora, che questa volta la storia vada diversamente.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Gioved&#xEC; 22 ottobre il Museo ha dedicato una serata del ciclo &#x201C;Epica viva&#x201D; al confronto tra l&#x2019;Opera dei Pupi siciliana e il Canto del Maggio dell&#x2019;Appennino tosco-emiliano, con Jo Ann Cavallo (Columbia University) e Alessandro Napoli (Museo Pasqualino di Palermo). L&#x2019;incontro ha ripercorso le origini ottocentesche dei pupi palermitani e catanesi, la tradizione del maggio drammatico, e ha presentato il volume di Cavallo Narrazioni epiche nella cultura popolare italiana (Edizioni Museo Pasqualino, 2025). Al centro della discussione sono stati il messaggio antimilitarista che entrambe le tradizioni esprimono oggi e la loro capacit&#xE0; di rinnovarsi. Il programma comprendeva proiezioni di compagnie siciliane ed emiliane e recitazioni dal vivo di ottave.<\/p>\n","protected":false},"author":10,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ngg_post_thumbnail":0,"_themeisle_gutenberg_block_has_review":false,"h5ap_radio_sources":[],"_tbt_post_transparent":"","_tbt_post_title":"","_tbt_post_layout":"","_tbt_post_sidebar_id":"","_tbt_post_content_style":"","_tbt_post_vertical_padding":"","_tbt_post_feature":"","_tbt_post_feature_position":"","_tbt_post_header":false,"_tbt_post_footer":false,"_members_access_role":[],"_members_access_error":""},"categories":[1],"tags":[2469,745,2023,2473,2467,2442,2219,916,671,2457,2441,2471,932],"class_list":["post-13098","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-eventi","tag-alessandronapoli","tag-appenninotoscoemiliano","tag-cantodelmaggio","tag-ciclocarolingio","tag-epicaviva","tag-joanncavallo","tag-lagiubba","tag-maggiodrammatico","tag-museoimmaginariofolklorico","tag-museopasqualino","tag-operadeipupi","tag-orlando","tag-teatropopolare"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/museoimmaginario.net\/immaginario\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/13098","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/museoimmaginario.net\/immaginario\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/museoimmaginario.net\/immaginario\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/museoimmaginario.net\/immaginario\/wp-json\/wp\/v2\/users\/10"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/museoimmaginario.net\/immaginario\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=13098"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/museoimmaginario.net\/immaginario\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/13098\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/museoimmaginario.net\/immaginario\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=13098"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/museoimmaginario.net\/immaginario\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=13098"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/museoimmaginario.net\/immaginario\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=13098"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}