{"id":13054,"date":"2026-10-16T09:52:45","date_gmt":"2026-10-16T07:52:45","guid":{"rendered":"https:\/\/museoimmaginario.net\/immaginario\/?p=13054"},"modified":"2026-10-16T09:52:46","modified_gmt":"2026-10-16T07:52:46","slug":"qui-finisce-lopera-rossella-martina-e-gli-ultimi-giorni-di-puccini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/museoimmaginario.net\/immaginario\/archives\/13054","title":{"rendered":"\u00abQui finisce l&#8217;opera\u00bb. Rossella Martina e gli ultimi giorni di Puccini"},"content":{"rendered":"<p class=\"wp-block-paragraph\">Il pianoforte era coperto di polvere. Cos&#xEC; Giacomo Puccini descriveva, nelle lettere dell&#x2019;ultimo anno, lo stato del suo lavoro su <em>Turandot<\/em>. Il terzo atto si era fermato alla morte di Li&#xF9;, e l&#xEC; restava, mentre i librettisti gli spedivano i versi del finale e lui li rimandava indietro, insoddisfatto. Da quell&#x2019;immagine, un grande compositore immobile davanti alla tastiera, &#xE8; partita la serata online del Museo Italiano dell&#x2019;Immaginario Folklorico di gioved&#xEC; 15 ottobre. Condotta da Simona Nobili, ha avuto per ospite la giornalista e saggista Rossella Martina, autrice di <em>Gli ultimi giorni di Puccini. Turandot il sogno incompiuto<\/em> (dreamBOOK edizioni) e di <em>Giacomo Puccini. Gloria e tormento<\/em>, la biografia pi&#xF9; letta nell&#x2019;anno del centenario della morte.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Una fiaba venuta da lontano<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Che una sera dedicata a Puccini trovasse casa in un museo dell&#x2019;immaginario non &#xE8; un caso. <em>Turandot<\/em> nasce come fiaba, e di quelle antiche. Martina ne ha seguito le tracce fino alla Persia di oltre mille anni fa, attraverso echi nella letteratura greca, latina e islamica. Nel Settecento un orientalista francese la inser&#xEC; nella raccolta <em>I mille e un giorno<\/em>, dove fu l&#x2019;unico racconto destinato a sopravvivere nella memoria comune. Poi vennero le versioni teatrali in francese, in tedesco e in italiano, prima fra tutte quella di Carlo Gozzi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L&#x2019;idea arriv&#xF2; a Puccini nel 1920 da Renato Simoni, compagno di caccia prima ancora che librettista, che firm&#xF2; il testo con Giuseppe Adami. Per il compositore era anche una risposta. Nel 1912 un libello di Fausto Torrefranca aveva liquidato la sua musica come vecchia e superata. <em>Turandot<\/em> doveva essere l&#x2019;opera grandiosa, corale, esotica, con strumenti cinesi costruiti apposta. Ma Puccini pieg&#xF2; la fiaba alla propria sensibilit&#xE0;. Diede alla crudelt&#xE0; della principessa un movente, la vendetta per un&#x2019;antenata violata e uccisa. E invent&#xF2; Li&#xF9;, la piccola schiava che muore per amore. Secondo Martina il personaggio porta l&#x2019;ombra di Doria Manfredi, la giovane cameriera di Torre del Lago che si tolse la vita nel 1909, travolta dai sospetti di Elvira. Forse non &#xE8; un caso che la penna del Maestro si sia fermata proprio l&#xEC;.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La gola, la diagnosi, Bruxelles<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La seconda parte del racconto ha preso il tono di una cronaca clinica, e in sala virtuale &#xE8; sceso il silenzio. Nell&#x2019;autunno del 1923 cominci&#xF2; un mal di gola che non passava. Puccini fumava moltissimo, e i medici per mesi non trovarono nulla. Solo nell&#x2019;ottobre 1924 arriv&#xF2; la diagnosi di un tumore alla gola, comunicata prima al figlio Antonio. Il 3 novembre Arturo Toscanini, con cui pure aveva litigato aspramente negli anni della guerra per il suo pacifismo, and&#xF2; a trovarlo a Viareggio. Ascolt&#xF2; la <em>Turandot<\/em> e fu scelto per dirigerne la prima. Puccini, ha ricordato Martina, scherz&#xF2; sul rischio di non finirla: allora qualcuno avrebbe dovuto dire al pubblico che l&#x2019;opera si fermava l&#xEC;, perch&#xE9; l&#x2019;autore era morto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il giorno dopo part&#xEC; per la clinica del dottor Ledoux a Bruxelles, accompagnato soltanto da Antonio. Elvira rest&#xF2; a casa. Le cure con il radio, inserito nella gola con aghi, culminarono in un intervento di oltre quattro ore, in anestesia locale perch&#xE9; il diabete non consentiva altro. Da allora non pot&#xE9; pi&#xF9; parlare. Respirava da una cannula e comunicava con piccoli biglietti scritti a matita. Il 29 novembre 1924 il cuore cedette. Mor&#xEC; lontano dalla moglie e da tutte le donne della sua vita. Elvira non partecip&#xF2; a nessuno dei tre funerali, a Bruxelles, Milano e Torre del Lago.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Diciassette mesi pi&#xF9; tardi, il 25 aprile 1926, Toscanini sal&#xEC; sul podio della Scala per la prima. Arrivato alla morte di Li&#xF9;, pos&#xF2; la bacchetta e si volt&#xF2; verso il pubblico, mantenendo la promessa scherzosa di Viareggio.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">L&#x2019;uomo dietro il mito<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il libro, e la serata con esso, non si limita alla fine. Martina ha restituito un Puccini fragile e contraddittorio. Visse un matrimonio infelice con Elvira, che lui stesso chiamava &#xAB;la carabiniera&#xBB;. Ebbe una lunga relazione con Giulia Manfredi, cugina di Doria, da cui nel 1923 nacque con ogni probabilit&#xE0; un figlio, Antonio Manfredi, mantenuto in segreto con un assegno mensile e abbandonato dopo la sua morte. Fu uno scrittore di lettere instancabile: se ne stimano circa ventimila, dodicimila delle quali conosciute. Fu un timido che in vita sua non tenne mai un discorso pubblico e che diceva di stare meglio con gli stivaloni che con lo smoking.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le domande del pubblico hanno allargato il quadro. Si &#xE8; parlato del rapporto tormentato con i librettisti: Illica e Giacosa si ribellavano, Adami assecondava. Si &#xE8; parlato dell&#x2019;amicizia con Pascoli e dei due tentativi falliti con D&#x2019;Annunzio, e di una posizione politica pi&#xF9; disinteressata che schierata. Su tutto &#xE8; tornato il lago di Massaciuccoli, con i capanni e la caccia alle beccacce, unico luogo dove il Maestro sembrava davvero in pace.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Forse &#xE8; questo il punto in cui la vicenda di Puccini tocca la vocazione del nostro museo. Anche lui, alla fine, &#xE8; diventato racconto, con le sue versioni, i suoi silenzi e un finale che qualcun altro ha dovuto scrivere. <em>Turandot<\/em> &#xE8; rimasta una fiaba senza la sua ultima pagina. Resta da chiedersi se non sia proprio quell&#x2019;interruzione a renderla, ancora oggi, cos&#xEC; viva.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il prossimo appuntamento &#xE8; per gioved&#xEC; 22 ottobre, con la prof.ssa Jo Ann Cavallo da New York, che parler&#xE0; di <em>Narrazioni epiche nella cultura popolare italiana<\/em>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Resoconto della serata online del Museo Italiano dell&#x2019;Immaginario Folklorico del 15 ottobre, condotta da Simona Nobili, con la giornalista e saggista Rossella Martina, autrice di Gli ultimi giorni di Puccini. Turandot il sogno incompiuto. Il racconto segue la lunga storia della fiaba di Turandot, dalla Persia a Gozzi, e il modo in cui Puccini la pieg&#xF2; alla propria sensibilit&#xE0; inventando Li&#xF9;. Ripercorre poi la malattia, le cure a Bruxelles e la morte del compositore nel 1924, fino alla prima scaligera diretta da Toscanini, interrotta alla morte di Li&#xF9;. Ne emerge il ritratto di un uomo fragile e contraddittorio, diventato a sua volta racconto.<\/p>\n","protected":false},"author":10,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ngg_post_thumbnail":0,"_themeisle_gutenberg_block_has_review":false,"h5ap_radio_sources":[],"_tbt_post_transparent":"","_tbt_post_title":"","_tbt_post_layout":"","_tbt_post_sidebar_id":"","_tbt_post_content_style":"","_tbt_post_vertical_padding":"","_tbt_post_feature":"","_tbt_post_feature_position":"","_tbt_post_header":false,"_tbt_post_footer":false,"_members_access_role":[],"_members_access_error":""},"categories":[1,1034],"tags":[2429,2433,2417,545,2425,641,2418,2427,2423,2438,671,2437,2415,2435,2431,2420],"class_list":["post-13054","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-eventi","category-evidenza","tag-bruxelles","tag-carlogozzi","tag-doriamanfredi","tag-fiaba","tag-giacomopuccini","tag-giovedialmuseo","tag-gliultimigiornidipuccini","tag-gloriaetormento","tag-liu","tag-melodramma","tag-museoimmaginariofolklorico","tag-opera","tag-rossellamartina","tag-torredellago","tag-toscanini","tag-turandot"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/museoimmaginario.net\/immaginario\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/13054","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/museoimmaginario.net\/immaginario\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/museoimmaginario.net\/immaginario\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/museoimmaginario.net\/immaginario\/wp-json\/wp\/v2\/users\/10"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/museoimmaginario.net\/immaginario\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=13054"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/museoimmaginario.net\/immaginario\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/13054\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/museoimmaginario.net\/immaginario\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=13054"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/museoimmaginario.net\/immaginario\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=13054"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/museoimmaginario.net\/immaginario\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=13054"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}