{"id":12933,"date":"2026-08-12T17:55:12","date_gmt":"2026-08-12T15:55:12","guid":{"rendered":"https:\/\/museoimmaginario.net\/immaginario\/?p=12933"},"modified":"2026-08-12T18:03:27","modified_gmt":"2026-08-12T16:03:27","slug":"chi-camminava-di-notte-tra-i-monti-della-garfagnana","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/museoimmaginario.net\/immaginario\/archives\/12933","title":{"rendered":"Chi camminava, di notte, tra i monti della Garfagnana?"},"content":{"rendered":"<p class=\"wp-block-paragraph\">C&#x2019;&#xE8; una frase che i nostri vecchi ripetevano nel cantuccio del fuoco, durante le lunghe veglie d&#x2019;inverno: &#x201C;O fantasima, fantasima che di notte vai!&#x201D;. Bastava dirla a bassa voce perch&#xE9; un brivido corresse lungo la schiena. Fuori premeva il buio, la neve gravava sui tetti, e dentro qualcuno raccontava. &#xC8; da quel cerchio di luce e di parole che nasce il nuovo libro del Museo Italiano dell&#x2019;Immaginario Folklorico.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Una voce che torna dal buio<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il volume si intitola proprio cos&#xEC;: &#x201C;O fantasima, fantasima che di notte vai!&#x2026;&#x201D;. Fate, streghi e folletti nei racconti orali della Garfagnana, a cura di Paolo Fantozzi, con le illustrazioni di Silvia Talassi. Esce per Tralerighe libri nel luglio 2026 ed &#xE8; il terzo titolo della collana Documenti di tradizione orale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La fantasima da cui prende il nome era uno spettro che metteva davvero paura. A volte era un uomo altissimo che girava per i monti con un lanternino in mano. Pi&#xF9; spesso una donna vecchia, vestita di bianco, cos&#xEC; grande da toccare le nuvole con la testa. Storie come questa aprivano le sere d&#x2019;inverno, quando la montagna sembrava un luogo pi&#xF9; vasto e pi&#xF9; oscuro di quello che conosciamo oggi.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Un archivio che ricomincia a parlare<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le storie raccolte in queste pagine non sono state inventate a tavolino. Vengono dall&#x2019;Archivio del Museo, a Piazza al Serchio, dove da anni si conservano le testimonianze orali della valle. Paolo Fantozzi le ha scelte con due criteri semplici. Il primo &#xE8; l&#x2019;area geografica: siamo in Garfagnana, tra le Alpi Apuane e l&#x2019;Appennino. Il secondo &#xE8; la minore notoriet&#xE0;: si &#xE8; preferito dare spazio ai racconti meno conosciuti, quelli che rischiavano di scivolare via dalla memoria.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">C&#x2019;&#xE8; poi un terzo filo, pi&#xF9; sottile, che tiene insieme tutto: la fascinazione. Ogni scena, che sia un bosco, una stalla, un castello o una cucina, &#xE8; avvolta da un incantesimo. Il linguaggio &#xE8; stato rivisto per rendere la lettura pi&#xF9; scorrevole, ma conserva il ritmo, le sospensioni e le parole dialettali del racconto detto a voce. Leggendo, &#xE8; come sentire di nuovo qualcuno che parla.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Fate, streghi e folletti: chi incontriamo<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il libro &#xE8; popolato da creature che un tempo tutti conoscevano. C&#x2019;&#xE8; il Buffardello, il folletto dispettoso della Garfagnana, che di notte entra nelle stalle, intreccia le code dei cavalli e toglie il fieno alle bestie antipatiche per darlo a quelle che gli sono simpatiche. In un racconto sposta ogni notte un&#x2019;asina fino a un prato lontano, anche se la porta della stalla &#xE8; chiusa a chiave.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ci sono gli streghi, che camminano in processione con piccole candele in mano. Guai a rivolgere loro la parola: la povera Pasquina di Gorfigliano lo fa, accetta un candelo, e diventa strega suo malgrado. C&#x2019;&#xE8; la Capra Ferrata, che si chiude in una casa e minaccia da dietro la porta con la sua &#x201C;bocca di fuoco e lingua di spada&#x201D;. C&#x2019;&#xE8; il Berrettino Rosso, il fantasma burlone che rompe i vetri, sbatte le porte e attraversa il paese in sella a un cavallo bianco.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E poi c&#x2019;&#xE8; la parte pi&#xF9; tenera. L&#x2019;Omo Selvatico, gigante schivo dei boschi, insegna ai pastori a fare il burro, il formaggio e la ricotta, e se ne va deluso quando capiscono di non avere altro da imparare. La Gallina Bianca, con l&#x2019;astuzia, salva tutti i suoi pulcini dalla volpe. Giovannin senza paura affronta un drago dalle sette teste. Sono paure, certo, ma anche coraggio, furbizia e ironia contadina.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Qualche mistero rimasto tra le pietre<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Alcune di queste storie hanno un modo tutto loro di restarci addosso. Chi era il Biscio Bimbin, il serpente con la testa di bambino e una stella luminosa in fronte, che di notte piange nel prato vicino al cimitero della Chiesa Vecchia? E perch&#xE9; l&#x2019;avvocato Marchi&#xF2;, ricco e avaro, scendeva ogni giorno al fiume a dar da mangiare a un serpente lungo e grosso come il collo di un caprone, e mor&#xEC; nell&#x2019;istante stesso in cui la bestia fu uccisa?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">C&#x2019;&#xE8; poi l&#x2019;Osteriaccia di Minucciano, la locanda nascosta tra due querce, dove i due osti facevano passare i viandanti pi&#xF9; ricchi sopra una botola. Che fine facevano quei poveretti? E il Ballo Angelico, la festa notturna di corpi nudi che danzavano al suono di un&#x2019;orchestra invisibile, come finiva ogni volta, un attimo prima che il tetto crollasse su tutti? Sono domande a cui il libro risponde, e ogni risposta apre un piccolo mondo.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Perch&#xE9; ci riguardano ancora<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dietro ogni fantasima o folletto si intravede un mondo preciso: pastori, cavatori di marmo, mugnai, levatrici, osti di locande sinistre. Le leggende ci raccontano come vivevano queste persone, di che cosa avevano paura, che cosa speravano. I tesori nascosti e sorvegliati dal diavolo parlano di povert&#xE0; e di sogni di riscatto. Le streghe confinate nei vetri delle finestre parlano di colpa, di memoria e di paesi piccoli, dove tutti sapevano tutto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Fantozzi lo dice con parole semplici: ogni vita, in fondo, &#xE8; una storia, &#xE8; una leggenda. Custodire questi racconti significa custodire l&#x2019;identit&#xE0; di un territorio che negli ultimi decenni &#xE8; cambiato in modo radicale. Molti dei paesi nominati esistono ancora, ma la vita di allora &#xE8; quasi scomparsa. Leggere queste storie &#xE8; un modo per non lasciarla uscire del tutto dalla memoria.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Dove trovare il libro<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#x201C;O fantasima, fantasima che di notte vai!&#x2026;&#x201D; si pu&#xF2; acquistare nello store <a href=\"https:\/\/libri.lagiubba.org\/\">I libri di La Giubba APS<\/a>, negli store online e nelle librerie. Chi passa da Piazza al Serchio pu&#xF2; chiederlo direttamente al Museo Italiano dell&#x2019;Immaginario Folklorico, dove queste voci sono nate e continuano a essere custodite.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Forse, la prossima volta che ci troveremo su un sentiero al calar della sera, con il vento che muove i rami, ci torner&#xE0; in mente una di queste storie. E per un istante, come facevano i nostri vecchi, tenderemo l&#x2019;orecchio al buio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dall&#x2019;Archivio del Museo Italiano dell&#x2019;Immaginario Folklorico arriva una raccolta di fate, streghi e folletti della Garfagnana. Storie nate nelle veglie d&#x2019;inverno e scelte da Paolo Fantozzi tra le pi&#xF9; dimenticate, per non lasciarle uscire dalla memoria.<\/p>\n","protected":false},"author":27,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ngg_post_thumbnail":0,"_themeisle_gutenberg_block_has_review":false,"h5ap_radio_sources":[],"_tbt_post_transparent":"","_tbt_post_title":"","_tbt_post_layout":"","_tbt_post_sidebar_id":"","_tbt_post_content_style":"","_tbt_post_vertical_padding":"","_tbt_post_feature":"","_tbt_post_feature_position":"","_tbt_post_header":false,"_tbt_post_footer":false,"_members_access_role":[],"_members_access_error":""},"categories":[1,1034],"tags":[1138,2215,559,1305,547,1815,928,1201,747,579,1187,671,1168,1189,2217,1388],"class_list":["post-12933","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-eventi","category-evidenza","tag-alpiapuane","tag-buffardello-2","tag-culturapopolare","tag-fiabe-2","tag-folklore","tag-folletti","tag-garfagnana","tag-immaginariopopolare","tag-lagiubbaaps","tag-leggende","tag-memoria-2","tag-museoimmaginariofolklorico","tag-paolofantozzi","tag-piazzaalserchio","tag-streghe","tag-tradizioniorali"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/museoimmaginario.net\/immaginario\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/12933","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/museoimmaginario.net\/immaginario\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/museoimmaginario.net\/immaginario\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/museoimmaginario.net\/immaginario\/wp-json\/wp\/v2\/users\/27"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/museoimmaginario.net\/immaginario\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=12933"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/museoimmaginario.net\/immaginario\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/12933\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/museoimmaginario.net\/immaginario\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=12933"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/museoimmaginario.net\/immaginario\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=12933"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/museoimmaginario.net\/immaginario\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=12933"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}