{"id":12878,"date":"2026-07-31T14:00:00","date_gmt":"2026-07-31T12:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/museoimmaginario.net\/immaginario\/?p=12878"},"modified":"2026-07-25T11:27:31","modified_gmt":"2026-07-25T09:27:31","slug":"specchio-dacqua-e-soglia-dellabisso-narcisismo-invidia-e-funzione-pedagogica-ne-lucilla-e-il-pozzo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/museoimmaginario.net\/immaginario\/archives\/12878","title":{"rendered":"Specchio d&#8217;acqua e soglia dell&#8217;abisso: Narcisismo, invidia e funzione pedagogica ne &#8220;Lucilla e il pozzo&#8221;"},"content":{"rendered":"<p class=\"wp-block-paragraph\">Nuova fiaba pubblicata, oggi Michele Neri ci racconta &#x201C;Lucilla e il pozzo&#x201D;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La fiaba pu&#xF2; essere ascoltata al seguente link: <a href=\"https:\/\/open.spotify.com\/episode\/3mjE205rgLOKBR8KHUrOlJ?si=6FrIEEzwRkeTpIlNqItB0w\">Lucilla e il pozzo<\/a><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L&#x2019;immaginario folklorico ha da sempre utilizzato lo spauracchio del mostro per regolare i comportamenti all&#x2019;interno della comunit&#xE0;, in particolar modo quelli dei soggetti pi&#xF9; giovani e vulnerabili. Il racconto <em>Lucilla e il pozzo<\/em> si inserisce a pieno titolo in questa complessa rete di pedagogia della paura, strutturando una narrazione che punisce l&#x2019;eccesso di vanit&#xE0; e, parallelamente, codifica un divieto spaziale di vitale importanza.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">1. Il tab&#xF9; della vanit&#xE0; e il riflesso fatale<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La protagonista, Lucilla, &#xE8; descritta secondo i canoni classici della bellezza fiabesca: capelli biondi e ricci, un viso grazioso e occhi dolci. Tuttavia, questa bellezza diviene presto fonte di un narcisismo patologico: la ragazza trascorre le ore a specchiarsi in qualsiasi superficie lucida, perdendo il contatto con la realt&#xE0; comunitaria.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il pozzo, fulcro della vita domestica e rurale, si trasforma per Lucilla in uno specchio d&#x2019;acqua irresistibile. Antropologicamente, lo specchiarsi ossessivo rappresenta una rottura dell&#x2019;equilibrio sociale; l&#x2019;individuo si isola nella contemplazione di s&#xE9;, divenendo &#x201C;antipatico&#x201D; e vanitoso agli occhi della comunit&#xE0;. Il riflesso nell&#x2019;acqua richiama in modo evidente il mito di Narciso, fungendo da presagio per una caduta inevitabile. L&#x2019;acqua non restituisce solo l&#x2019;immagine, ma nasconde una profondit&#xE0; insidiosa pronta a inghiottire chi vi si perde.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">2. Lo spazio liminale e l&#x2019;invidia ctonia<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il pozzo nelle culture agropastorali &#xE8; un elemento ambiguo: fonte di vita (l&#x2019;acqua) ma anche passaggio oscuro verso le viscere della terra. Nella fiaba, l&#x2019;abisso si materializza improvvisamente attraverso &#x201C;un braccio verde con delle dita adunche&#x201D; che afferra la bambina e la trascina nell&#x2019;oscurit&#xE0;.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L&#x2019;aspetto pi&#xF9; interessante della narrazione &#xE8; la genesi di questa creatura, rivelata in seguito dall&#x2019;anziana zia del paese. Il mostro non &#xE8; un&#x2019;entit&#xE0; demoniaca astratta, ma un&#x2019;ex fanciulla bellissima, trasformata in strega per via di una maledizione, che vive intrappolata nel pozzo. La dinamica del rapimento non &#xE8; mossa da fame o pura malvagit&#xE0;, ma dall&#x2019;invidia: la strega, resa mostruosa e rabbiosa dal decadimento della propria bellezza, non tollera la vista del viso perfetto di Lucilla riflesso nell&#x2019;acqua. Si palesa qui la classica dicotomia folklorica tra la giovinezza fiorita e la vecchiaia rancorosa, dove l&#x2019;invidia agisce come forza distruttrice.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">3. La funzione pedagogica e il &#x201C;Babau&#x201D; acquatico<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L&#x2019;epilogo del racconto rende esplicita la sua funzione sociale. Dopo il rapimento di Lucilla e la spiegazione della zia anziana &#x2014; depositaria della memoria e della saggezza comunitaria &#x2014;, l&#x2019;evento traumatico viene cristallizzato in un divieto collettivo. Da quel giorno, &#x201C;tutte le mamme, le zie, le nonne si raccomandano ai bambini e alle bambine di non affacciarsi mai ai pozzi&#x201D;.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La fiaba opera dunque come un dispositivo salvavita. Nelle campagne, i pozzi scoperti rappresentavano una causa frequente di incidenti mortali per l&#x2019;infanzia. Inventare una creatura mostruosa (una sorta di variante locale della &#x201C;Marabbecca&#x201D; siciliana o della &#x201C;Borda&#x201D; emiliana) annidata sul fondo aveva lo scopo di generare un terrore atavico, molto pi&#xF9; efficace di un semplice divieto razionale. La strega verde diviene cos&#xEC; l&#x2019;incarnazione del pericolo fisico, trasformando un banale incidente in un monito morale contro la vanit&#xE0; e la disubbidienza.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#x2019;articolo propone un&#x2019;analisi demo-etnoantropologica della fiaba Lucilla e il pozzo, interpretandola come un classico racconto d&#x2019;ammonimento (o cautionary tale). Il saggio esplora la figura della protagonista, punita per il suo eccessivo narcisismo, e analizza il pozzo rurale come spazio liminale e ctonio. La creatura mostruosa dal braccio verde che rapisce la bambina viene inquadrata come l&#x2019;incarnazione dell&#x2019;invidia legata al decadimento fisico. Infine, lo studio evidenzia la funzione pedagogica e sociale della narrazione: l&#x2019;invenzione di uno spauracchio acquatico serviva alle comunit&#xE0; contadine per terrorizzare i pi&#xF9; piccoli, tenendoli cos&#xEC; lontani dal pericolo reale e mortale di cadere accidentalmente all&#x2019;interno dei pozzi.<\/p>\n","protected":false},"author":27,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ngg_post_thumbnail":0,"_themeisle_gutenberg_block_has_review":false,"h5ap_radio_sources":[],"_tbt_post_transparent":"","_tbt_post_title":"","_tbt_post_layout":"","_tbt_post_sidebar_id":"","_tbt_post_content_style":"","_tbt_post_vertical_padding":"","_tbt_post_feature":"","_tbt_post_feature_position":"","_tbt_post_header":false,"_tbt_post_footer":false,"_members_access_role":[],"_members_access_error":""},"categories":[1,695],"tags":[1116,2195,547,2193,555],"class_list":["post-12878","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-eventi","category-racconti-it","tag-demoetnoantropologia","tag-fiabepopolari","tag-folklore","tag-lucillaeilpozzo","tag-tradizioneorale"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/museoimmaginario.net\/immaginario\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/12878","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/museoimmaginario.net\/immaginario\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/museoimmaginario.net\/immaginario\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/museoimmaginario.net\/immaginario\/wp-json\/wp\/v2\/users\/27"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/museoimmaginario.net\/immaginario\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=12878"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/museoimmaginario.net\/immaginario\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/12878\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/museoimmaginario.net\/immaginario\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=12878"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/museoimmaginario.net\/immaginario\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=12878"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/museoimmaginario.net\/immaginario\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=12878"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}