{"id":12739,"date":"2026-05-06T17:16:37","date_gmt":"2026-05-06T15:16:37","guid":{"rendered":"https:\/\/museoimmaginario.net\/immaginario\/?p=12739"},"modified":"2026-05-06T17:17:50","modified_gmt":"2026-05-06T15:17:50","slug":"le-masche-piemontesi-figura-funzione-e-persistenza-di-un-archetipo-della-stregoneria-alpina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/museoimmaginario.net\/immaginario\/blog\/2026\/05\/06\/le-masche-piemontesi-figura-funzione-e-persistenza-di-un-archetipo-della-stregoneria-alpina\/","title":{"rendered":"Le Masche Piemontesi: figura, funzione e persistenza di un archetipo della stregoneria alpina"},"content":{"rendered":"<p><strong>1. Problemi di etimologia e attestazione documentaria<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Il termine <em>masca<\/em> &#x2014; equivalente piemontese dell&#x2019;italiano <em>strega<\/em> &#x2014; presenta un&#x2019;etimologia stratificata e controversa che rispecchia la complessit&#xE0; storica della figura stessa. La prima attestazione scritta risale all&#x2019;<strong>Editto di Rotari<\/strong> del 643 d.C., dove il termine compare in contesto giuridico-normativo: <em>&#xAB;Si quis eam strigam, quod est Masca, clamaverit&#xBB;<\/em> &#x2014; &#xAB;Se qualcuno la chiamer&#xE0; strega, poich&#xE9; &#xE8; una Masca&#xBB;. La legge longobarda non si limita dunque a registrare il termine, ma lo equipara esplicitamente alla <em>striga<\/em> latina, rivelando come la figura fosse gi&#xE0; sedimentata nell&#x2019;immaginario delle popolazioni del nord Italia in epoca altomedievale.<\/p>\n\n\n\n<p>Sul piano etimologico, le ipotesi principali rimandano a tre aree linguistiche distinte:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>Longobardo<\/strong> <em>masca<\/em>: con il significato originario di &#x201C;anima di un defunto&#x201D; o &#x201C;spirito soprannaturale&#x201D;, accezione che si conserva in alcune variet&#xE0; dialettali locali;<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Provenzale<\/strong> <em>mascar<\/em>: &#x201C;borbottare, mormorare&#x201D;, con riferimento alla pratica di recitare sottovoce formule magiche &#x2014; attributo caratteristico delle operatrici del rito;<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Arabo<\/strong> <em>masakha<\/em>: &#x201C;trasformare in animale&#x201D;, ipotesi che rinvia direttamente al potere metamorfico ritenuto proprio delle masche.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p>La diffusione geografica del termine abbraccia un&#x2019;area vasta e continua: il Roero, le Langhe, l&#x2019;Astesana, il Biellese, il Canavese, le valli cuneesi e l&#x2019;Alessandrino, con propaggini fino alla Liguria. Questa distribuzione corrisponde approssimativamente all&#x2019;area di antico insediamento longobardo, confermando la pertinenza dell&#x2019;ipotesi germanica come punto di partenza.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\">\n\n\n\n<p><strong>2. Morfologia della figura: tra normalit&#xE0; e alterit&#xE0;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Una delle caratteristiche antropologicamente pi&#xF9; rilevanti della masca piemontese &#xE8; la sua <strong>doppia appartenenza<\/strong>: a differenza della strega dell&rsquo;immaginario tardo-medievale nordeuropeo, essa non &egrave; n&eacute; esplicitamente emarginata n&eacute; necessariamente riconoscibile. La masca vive nella comunit&agrave;, partecipa alla vita sociale, frequenta la chiesa e riceve i sacramenti come qualsiasi altra donna. &Egrave; questa opacit&agrave; della sua <a class=\"glossaryLink\"  aria-describedby=\"tt\"  data-cmtooltip=\"&lt;div class=glossaryItemTitle&gt;Identit&agrave;&lt;\/div&gt;&lt;div class=glossaryItemBody&gt;&amp;lt;!-- wp:paragraph --&amp;gt;In senso semiotico e antropologico, &amp;quot;identit&agrave;&rdquo; indica il modo in cui un soggetto (persona, gruppo, luogo) viene reso riconoscibile e distinto all&rsquo;interno di un sistema di segni e di relazioni sociali.&#8203;&#8203;&amp;lt;br\/&amp;gt;&amp;lt;!-- \/wp:paragraph --&amp;gt;&amp;lt;!-- wp:paragraph --&amp;gt;&amp;lt;strong&amp;gt;In prospettiva semiotica&amp;lt;\/strong&amp;gt;&amp;lt;br\/&amp;gt;&amp;lt;!-- \/wp:paragraph --&amp;gt;&amp;lt;!-- wp:paragraph --&amp;gt;Identit&agrave; &egrave; l&rsquo;insieme delle caratteristiche che permettono di identificare &amp;quot;chi &egrave; chi&rdquo; e di mantenerne la continuit&agrave; nel tempo e nello spazio, distinguendo un soggetto da altri soggetti sulla base di tratti riconoscibili. Non &egrave; solo un contenuto psicologico, ma un effetto di configurazioni narrative, spaziali, discorsive (nome, corpo, posizione nello spazio domestico, relazioni), che possono entrare in crisi producendo problemi di identit&agrave;\/identificabilit&agrave;.&#8203;&#8203;&amp;lt;br\/&amp;gt;&amp;lt;!-- \/wp:paragraph --&amp;gt;&amp;lt;!-- wp:paragraph --&amp;gt;&amp;lt;strong&amp;gt;In prospettiva antropologica&amp;lt;\/strong&amp;gt;&amp;lt;br\/&amp;gt;&amp;lt;!-- \/wp:paragraph --&amp;gt;&amp;lt;!-- wp:paragraph --&amp;gt;Identit&agrave; &egrave; un processo dinamico di definizione di s&eacute; e degli altri, attraverso appartenenze (famiglia, paese, etnia, nazione) e confini simbolici che separano &amp;quot;noi&rdquo; da &amp;quot;loro&rdquo;. Comprende dimensioni personali e collettive: si costruisce narrativamente, attraverso pratiche, memorie, luoghi, e pu&ograve; essere oggetto di conflitto, negoziazione, ridefinizione continua, pi&ugrave; che una sostanza fissa o essenza immutabile.&amp;lt;br\/&amp;gt;&amp;lt;!-- \/wp:paragraph --&amp;gt;&amp;lt;!-- wp:image {&amp;quot;id&amp;quot;:12656,&amp;quot;sizeSlug&amp;quot;:&amp;quot;full&amp;quot;,&amp;quot;linkDestination&amp;quot;:&amp;quot;none&amp;quot;} --&amp;gt;&amp;lt;figure class=&amp;quot;wp-block-image size-full&amp;quot;&amp;gt;&amp;lt;\/figure&amp;gt;&amp;lt;!-- \/wp:image --&amp;gt;&lt;\/div&gt;\"  href=\"https:\/\/museoimmaginario.net\/immaginario\/glossario\/identita\/\"  data-gt-translate-attributes='[{\"attribute\":\"data-cmtooltip\", \"format\":\"html\"}]'  tabindex='0' role='link'>identit&agrave;<\/a> a rendere la figura particolarmente efficace sul piano della regolazione sociale.<\/p>\n\n\n\n<p>Di giorno assume l&#x2019;aspetto della vecchia innocua, della casalinga, della vicina di casa; di notte <em>va in masca<\/em> &#x2014; espressione dialettale che designa la metamorfosi e l&#x2019;azione occulta. Le trasformazioni pi&#xF9; frequentemente attestate dalla tradizione orale comprendono il gatto nero, il pipistrello, la capra, la biscia e la pecora. Quest&#x2019;ultima connessione con l&#x2019;animale domestico per eccellenza della pastorizia alpina suggerisce un radicamento della credenza nelle strutture economiche preindustriali della regione.<\/p>\n\n\n\n<p>Sul piano sociale, la masca presenta tuttavia alcuni tratti ricorrenti che la collocano in una posizione <strong>liminale<\/strong>: abita spesso ai margini del villaggio, &#xE8; frequentemente descritta come anziana, vedova o solitaria, e opera prevalentemente nelle ore notturne. Questi elementi la inseriscono nel sistema simbolico delle figure &#x201C;di confine&#x201D; &#x2014; categoria antropologica che comprende lo sciamano, il fabbro, il guaritore &#x2014; tutte figure la cui potenza deriva proprio dal loro stare tra due mondi.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\">\n\n\n\n<p><strong>3. Il corpus delle pratiche: malefici, guarigione e trasmissione del potere<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Le azioni attribuite alle masche si distribuiscono lungo un continuum che va dal maleficio diretto alla guarigione, configurando un&#x2019;ambivalenza strutturale tipica di molte figure mediatori del soprannaturale nelle culture di tradizione orale.<\/p>\n\n\n\n<p>Sul versante negativo, le masche vengono ritenute responsabili di un vasto repertorio di mali: malattie animali e umane, raccolti rovinati, morti sospette, insuccessi amorosi e impotenza sessuale. La <strong>&#x201C;fisica&#x201D;<\/strong> &#x2014; termine dialettale per indicare la fattura maligna &#x2014; &#xE8; la pratica pi&#xF9; temuta, realizzata attraverso formule verbali, oggetti apotropaici rovesciati di segno, e manipolazione di sostanze vegetali e animali. Alcune tradizioni locali menzionano il <em>Libro del Comando<\/em>, un testo scritto contenente formule e ricette magiche.<\/p>\n\n\n\n<p>Sul versante positivo, molte narrazioni attribuiscono alle masche conoscenze di <strong>medicina empirica<\/strong> &#x2014; uso terapeutico di erbe, trattamento di fratture, cure per malattie del bestiame &#x2014; che le pongono in continuit&#xE0; con la figura della <em>guaritrice<\/em> o <em>herbaria<\/em>, professionista del sapere botanico popolare la cui funzione era essenziale nelle comunit&#xE0; prive di accesso alla medicina dotta.<\/p>\n\n\n\n<p>Cruciale &#xE8; il meccanismo di <strong>trasmissione del potere<\/strong>: i doni magici vengono ceduti di generazione in generazione, preferibilmente da donna a donna &#x2014; da madre a figlia, da nonna a nipote. Quando la masca non riesce pi&#xF9; a sopportare il peso dell&#x2019;immortalit&#xE0; (poich&#xE9; secondo alcune varianti il potere protegge dalla morte ma non dall&#x2019;invecchiamento), deve necessariamente trasmetterlo a un&#x2019;altra creatura &#x2014; umana o animale &#x2014; prima di poter morire. Questo meccanismo configura una <strong>catena di trasmissione<\/strong> che trasforma la mascheria in una forma di sapere esoterico ereditario, strutturalmente analogo ad altri sistemi iniziatici di tipo sciamanico.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\">\n\n\n\n<p><strong>4. La dimensione collettiva: adunanze, luoghi e calendari<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>La tradizione orale piemontese conserva memorie di <strong>raduni collettivi<\/strong> delle masche &#x2014; assemblee notturne che mostrano significative analogie strutturali con il <em>sabba<\/em> europeo, pur conservando caratteristiche locali specifiche. I luoghi di incontro sono sistematicamente collocati fuori dai centri abitati: alberi di noce isolati, collinette associate al mondo delle fate, boschi di antica frequentazione rituale, grotte, valichi montani. La toponomastica regionale conserva traccia di questa geografia simbolica: <em>Roc d&#x2019;le Masche<\/em>, <em>Valle delle Streghe<\/em>, <em>Ponte delle Masche<\/em>, <em>Grotta delle Fate<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>Il contesto di trasmissione privilegiato di queste narrazioni &#xE8; la <strong>vija<\/strong> &#x2014; la veglia invernale nella stalla, momento in cui la comunit&#xE0; rurale si riuniva nelle ore serali intorno al calore degli animali. Quando le giornate si accorciavano e i lavori nei campi si sospendevano, lo spazio della stalla diventava teatro di una socialit&#xE0; narrativa che includeva la rielaborazione e la trasmissione del sapere folklorico. Le storie sulle masche circolavano cos&#xEC; in questo contesto, svolgendo una funzione di coesione identitaria e di codificazione delle norme sociali.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\">\n\n\n\n<p><strong>5. Persecuzione e processi: la masca di fronte all&#x2019;Inquisizione<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>La storia documentaria delle masche si intreccia inevitabilmente con quella della <strong>persecuzione inquisitoriale<\/strong>, che raggiunse il suo apice tra il XVI e il XVII secolo. Numerose donne piemontesi furono processate, torturate e condannate al rogo con l&#x2019;accusa di <em>mascheria<\/em>, termine che nei documenti giudiziari assume valore tecnico equivalente a <em>stregoneria<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>Il caso pi&#xF9; noto e documentato &#xE8; quello di <strong>Micilina di Pocapaglia<\/strong>, storica masca del Cuneese vissuta nel XVI secolo, accusata di aver causato la morte del fornaio del paese, storpiato bambini a Bra, provocato epizoozie e ucciso un vetturale ad Alessandria. Il luogo del suo rogo &#xE8; ancora oggi noto come <em>Bric d&#x2019;la Masca<\/em>. La sua vicenda &#xE8; stata oggetto di rievocazione storica in epoca contemporanea, diventando emblema del recupero identitario della figura.<\/p>\n\n\n\n<p>Il meccanismo dei processi seguiva un iter consolidato: la confessione &#x2014; estorta con la tortura &#x2014; doveva includere la descrizione degli incontri con il diavolo, il reniego della fede, e la dichiarazione di aver causato danni specifici. La sovrapposizione tra il modello inquisitoriale standardizzato e le credenze folkloriche locali ha prodotto documenti di straordinario interesse antropologico, in cui &#xE8; possibile rintracciare, sotto la patina del demonismo cristiano, strutture mitiche di ben pi&#xF9; antica origine.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\">\n\n\n\n<p><strong>6. Interpretazioni antropologiche: sciamanesimo, riti di fertilit&#xE0; e resistenza<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Il dibattito accademico sulla figura della masca si inscrive nel pi&#xF9; ampio confronto sulle origini e la natura della stregoneria europea. Tre orientamenti interpretativi principali si delineano nella letteratura specialistica:<\/p>\n\n\n\n<p><strong>a) L&#x2019;ipotesi sciamanica.<\/strong> Riprendendo le intuizioni di Carlo Ginzburg sui <em>benandanti<\/em> friulani, diversi studiosi hanno proposto di leggere la masca come figura residuale di uno sciamanesimo arcaico. I tratti che sostengono questa lettura sono molteplici: la specializzazione nella conoscenza delle piante, il viaggio notturno fuori del corpo, la metamorfosi animale, la lotta rituale contro le forze del male, la trasmissione ereditaria del potere. La posizione liminale della masca &#x2014; che abita i confini fisici e simbolici della comunit&#xE0; &#x2014; &#xE8; perfettamente coerente con la posizione dello sciamano nelle culture siberiane e centro-asiatiche.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>b) L&#x2019;ipotesi dei culti di fertilit&#xE0;.<\/strong> La connessione con divinit&#xE0; lunari (Diana, Ecate), i raduni notturni in luoghi boschivi e la prevalenza femminile della categoria rimandano all&#x2019;ipotesi &#x2014; formulata da Margaret Murray e successivamente ripresa da Marija Gimbutas &#x2014; di una sopravvivenza di culti precristiani legati alla Grande Madre e al ciclo naturale. In questa prospettiva, la masca sarebbe l&#x2019;erede degradata di sacerdotesse o mediatrici rituali di una religiosit&#xE0; pre-patriarcale.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>c) La lettura funzionalista.<\/strong> Da una prospettiva pi&#xF9; strettamente sociologica, la masca assolve funzioni precise di regolazione del conflitto comunitario: catalizza le tensioni sociali, fornisce un quadro esplicativo per le sventure collettive, e designa capri espiatori in momenti di crisi. La frequente identificazione della masca con donne anziane, vedove, economicamente dipendenti o socialmente marginali rivela come la categoria serva anche a disciplinare la devianza femminile dalle norme della comunit&#xE0;.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\">\n\n\n\n<p><strong>7. La masca oggi: patrimonio immateriale e <a class=\"glossaryLink\"  aria-describedby=\"tt\"  data-cmtooltip=\"&lt;div class=glossaryItemTitle&gt;Identit&agrave;&lt;\/div&gt;&lt;div class=glossaryItemBody&gt;&amp;lt;!-- wp:paragraph --&amp;gt;In senso semiotico e antropologico, &amp;quot;identit&agrave;&rdquo; indica il modo in cui un soggetto (persona, gruppo, luogo) viene reso riconoscibile e distinto all&rsquo;interno di un sistema di segni e di relazioni sociali.&#8203;&#8203;&amp;lt;br\/&amp;gt;&amp;lt;!-- \/wp:paragraph --&amp;gt;&amp;lt;!-- wp:paragraph --&amp;gt;&amp;lt;strong&amp;gt;In prospettiva semiotica&amp;lt;\/strong&amp;gt;&amp;lt;br\/&amp;gt;&amp;lt;!-- \/wp:paragraph --&amp;gt;&amp;lt;!-- wp:paragraph --&amp;gt;Identit&agrave; &egrave; l&rsquo;insieme delle caratteristiche che permettono di identificare &amp;quot;chi &egrave; chi&rdquo; e di mantenerne la continuit&agrave; nel tempo e nello spazio, distinguendo un soggetto da altri soggetti sulla base di tratti riconoscibili. Non &egrave; solo un contenuto psicologico, ma un effetto di configurazioni narrative, spaziali, discorsive (nome, corpo, posizione nello spazio domestico, relazioni), che possono entrare in crisi producendo problemi di identit&agrave;\/identificabilit&agrave;.&#8203;&#8203;&amp;lt;br\/&amp;gt;&amp;lt;!-- \/wp:paragraph --&amp;gt;&amp;lt;!-- wp:paragraph --&amp;gt;&amp;lt;strong&amp;gt;In prospettiva antropologica&amp;lt;\/strong&amp;gt;&amp;lt;br\/&amp;gt;&amp;lt;!-- \/wp:paragraph --&amp;gt;&amp;lt;!-- wp:paragraph --&amp;gt;Identit&agrave; &egrave; un processo dinamico di definizione di s&eacute; e degli altri, attraverso appartenenze (famiglia, paese, etnia, nazione) e confini simbolici che separano &amp;quot;noi&rdquo; da &amp;quot;loro&rdquo;. Comprende dimensioni personali e collettive: si costruisce narrativamente, attraverso pratiche, memorie, luoghi, e pu&ograve; essere oggetto di conflitto, negoziazione, ridefinizione continua, pi&ugrave; che una sostanza fissa o essenza immutabile.&amp;lt;br\/&amp;gt;&amp;lt;!-- \/wp:paragraph --&amp;gt;&amp;lt;!-- wp:image {&amp;quot;id&amp;quot;:12656,&amp;quot;sizeSlug&amp;quot;:&amp;quot;full&amp;quot;,&amp;quot;linkDestination&amp;quot;:&amp;quot;none&amp;quot;} --&amp;gt;&amp;lt;figure class=&amp;quot;wp-block-image size-full&amp;quot;&amp;gt;&amp;lt;\/figure&amp;gt;&amp;lt;!-- \/wp:image --&amp;gt;&lt;\/div&gt;\"  href=\"https:\/\/museoimmaginario.net\/immaginario\/glossario\/identita\/\"  data-gt-translate-attributes='[{\"attribute\":\"data-cmtooltip\", \"format\":\"html\"}]'  tabindex='0' role='link'>identit&agrave;<\/a> regionale<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Il recupero contemporaneo della figura della masca si inscrive nel processo pi&#xF9; ampio di <strong>patrimonializzazione del folklore<\/strong> che caratterizza le politiche culturali regionali dagli anni Ottanta del Novecento. Musei etnografici &mdash; come quello di Pocapaglia, specificamente dedicato alla figura &mdash; rievocazioni storiche, festival e pubblicazioni popolari hanno contribuito a trasformare la masca da oggetto di vergogna o superstizione in simbolo di un&rsquo;<a class=\"glossaryLink\"  aria-describedby=\"tt\"  data-cmtooltip=\"&lt;div class=glossaryItemTitle&gt;Identit&agrave;&lt;\/div&gt;&lt;div class=glossaryItemBody&gt;&amp;lt;!-- wp:paragraph --&amp;gt;In senso semiotico e antropologico, &amp;quot;identit&agrave;&rdquo; indica il modo in cui un soggetto (persona, gruppo, luogo) viene reso riconoscibile e distinto all&rsquo;interno di un sistema di segni e di relazioni sociali.&#8203;&#8203;&amp;lt;br\/&amp;gt;&amp;lt;!-- \/wp:paragraph --&amp;gt;&amp;lt;!-- wp:paragraph --&amp;gt;&amp;lt;strong&amp;gt;In prospettiva semiotica&amp;lt;\/strong&amp;gt;&amp;lt;br\/&amp;gt;&amp;lt;!-- \/wp:paragraph --&amp;gt;&amp;lt;!-- wp:paragraph --&amp;gt;Identit&agrave; &egrave; l&rsquo;insieme delle caratteristiche che permettono di identificare &amp;quot;chi &egrave; chi&rdquo; e di mantenerne la continuit&agrave; nel tempo e nello spazio, distinguendo un soggetto da altri soggetti sulla base di tratti riconoscibili. Non &egrave; solo un contenuto psicologico, ma un effetto di configurazioni narrative, spaziali, discorsive (nome, corpo, posizione nello spazio domestico, relazioni), che possono entrare in crisi producendo problemi di identit&agrave;\/identificabilit&agrave;.&#8203;&#8203;&amp;lt;br\/&amp;gt;&amp;lt;!-- \/wp:paragraph --&amp;gt;&amp;lt;!-- wp:paragraph --&amp;gt;&amp;lt;strong&amp;gt;In prospettiva antropologica&amp;lt;\/strong&amp;gt;&amp;lt;br\/&amp;gt;&amp;lt;!-- \/wp:paragraph --&amp;gt;&amp;lt;!-- wp:paragraph --&amp;gt;Identit&agrave; &egrave; un processo dinamico di definizione di s&eacute; e degli altri, attraverso appartenenze (famiglia, paese, etnia, nazione) e confini simbolici che separano &amp;quot;noi&rdquo; da &amp;quot;loro&rdquo;. Comprende dimensioni personali e collettive: si costruisce narrativamente, attraverso pratiche, memorie, luoghi, e pu&ograve; essere oggetto di conflitto, negoziazione, ridefinizione continua, pi&ugrave; che una sostanza fissa o essenza immutabile.&amp;lt;br\/&amp;gt;&amp;lt;!-- \/wp:paragraph --&amp;gt;&amp;lt;!-- wp:image {&amp;quot;id&amp;quot;:12656,&amp;quot;sizeSlug&amp;quot;:&amp;quot;full&amp;quot;,&amp;quot;linkDestination&amp;quot;:&amp;quot;none&amp;quot;} --&amp;gt;&amp;lt;figure class=&amp;quot;wp-block-image size-full&amp;quot;&amp;gt;&amp;lt;\/figure&amp;gt;&amp;lt;!-- \/wp:image --&amp;gt;&lt;\/div&gt;\"  href=\"https:\/\/museoimmaginario.net\/immaginario\/glossario\/identita\/\"  data-gt-translate-attributes='[{\"attribute\":\"data-cmtooltip\", \"format\":\"html\"}]'  tabindex='0' role='link'>identit&agrave;<\/a> culturale locale da valorizzare.<\/p>\n\n\n\n<p>Questo processo non &#xE8; privo di ambivalenze. La rievocazione della masca come personaggio teatrale tende necessariamente a cristallizzarne i tratti pi&#xF9; spettacolari, sacrificando la complessit&#xE0; e l&#x2019;ambivalenza che ne costituivano la forza antropologica originaria. Al tempo stesso, esso testimonia la vitalit&#xE0; di un patrimonio simbolico che continua a interrogare le comunit&#xE0; sulla loro relazione con la natura, con il femminile, con la morte e con l&#x2019;alterit&#xE0;.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\">\n\n\n\n<p><strong>Conclusioni<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>La masca piemontese si configura come figura di straordinaria densit&#xE0; simbolica, al crocevia tra pratiche di medicina empirica, credenze escatologiche precristiane, meccanismi di controllo sociale e memorie sciamaniche di lunga durata. La sua persistenza nell&#x2019;immaginario collettivo &#x2014; dalle testimonianze altomedievali agli atti inquisitoriali, fino alle rievocazioni contemporanee &#x2014; attesta la capacit&#xE0; di questo archetipo di adattarsi a contesti storici mutevoli, conservando al proprio interno stratificazioni culturali di eccezionale complessit&#xE0;. Un&#x2019;analisi etnografica sistematica delle tradizioni orali ancora viventi nelle comunit&#xE0; rurali piemontesi rimane, a tutt&#x2019;oggi, un cantiere aperto e urgente.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\">\n\n\n\n<p><em>Parole chiave: masche, stregoneria piemontese, folklore alpino, sciamanesimo, medicina popolare, Inquisizione, patrimonio immateriale, cultura contadina<\/em><\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\">\n\n\n\n<p><strong>Note bibliografiche essenziali<\/strong><\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>Ginzburg, C. (1966). <em>I benandanti. Stregoneria e culti agrari tra Cinquecento e Seicento<\/em>. Einaudi, Torino.<\/li>\n\n\n\n<li>Bosca, D. (1995). <em>Masche e streghe nelle Langhe e nel Monferrato<\/em>. Gribaudo, Cuneo.<\/li>\n\n\n\n<li>Murray, M. (1921). <em>The Witch-Cult in Western Europe<\/em>. Oxford University Press.<\/li>\n\n\n\n<li>Gimbutas, M. (1989). <em>The Language of the Goddess<\/em>. Harper &amp; Row, San Francisco.<\/li>\n\n\n\n<li>Bonato, L. (a cura di) (2007). <em>Feste e religioni popolari in Piemonte<\/em>. UTET, Torino.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le masche rappresentano una delle figure pi&#xF9; complesse e stratificate del patrimonio demoiatrico e folklorico piemontese. Radicate in una tradizione orale plurisecolare e documentate gi&#xE0; nell&#x2019;alto Medioevo, esse incarnano un sistema simbolico che intreccia pratiche di medicina popolare, credenze escatologiche precristiane, dinamiche di controllo sociale e memorie di uno sciamanesimo arcaico. Il presente articolo propone una sintesi delle principali prospettive etnografiche e antropologiche sulla figura della masca, dalla sua attestazione documentaria alle rielaborazioni contemporanee nell&#x2019;ambito delle rievocazioni storiche e dell&#x2019;<a class=\"glossaryLink\" aria-describedby=\"tt\" data-cmtooltip=\"&lt;div class=glossaryItemTitle&gt;Identit&#xE0;&lt;\/div&gt;&lt;div class=glossaryItemBody&gt;&amp;lt;!-- wp:paragraph --&amp;gt;In senso semiotico e antropologico, &amp;quot;identit&#xE0;&#x201D; indica il modo in cui un soggetto (persona, gruppo, luogo) viene reso riconoscibile e distinto all&#x2019;interno di un sistema di segni e di relazioni sociali.&#x200B;&#x200B;&amp;lt;br\/&amp;gt;&amp;lt;!-- \/wp:paragraph --&amp;gt;&amp;lt;!-- wp:paragraph --&amp;gt;&amp;lt;strong&amp;gt;In prospettiva semiotica&amp;lt;\/strong&amp;gt;&amp;lt;br\/&amp;gt;&amp;lt;!-- \/wp:paragraph --&amp;gt;&amp;lt;!-- wp:paragraph --&amp;gt;Identit&#xE0; &#xE8; l&#x2019;insieme delle caratteristiche che permettono di identificare &amp;quot;chi &#xE8; chi&#x201D; e di mantenerne la continuit&#xE0; nel tempo e nello spazio, distinguendo un soggetto da altri soggetti sulla base di tratti riconoscibili. Non &#xE8; solo un contenuto psicologico, ma un effetto di configurazioni narrative, spaziali, discorsive (nome, corpo, posizione nello spazio domestico, relazioni), che possono entrare in crisi producendo problemi di identit&#xE0;\/identificabilit&#xE0;.&#x200B;&#x200B;&amp;lt;br\/&amp;gt;&amp;lt;!-- \/wp:paragraph --&amp;gt;&amp;lt;!-- wp:paragraph --&amp;gt;&amp;lt;strong&amp;gt;In prospettiva antropologica&amp;lt;\/strong&amp;gt;&amp;lt;br\/&amp;gt;&amp;lt;!-- \/wp:paragraph --&amp;gt;&amp;lt;!-- wp:paragraph --&amp;gt;Identit&#xE0; &#xE8; un processo dinamico di definizione di s&#xE9; e degli altri, attraverso appartenenze (famiglia, paese, etnia, nazione) e confini simbolici che separano &amp;quot;noi&#x201D; da &amp;quot;loro&#x201D;. Comprende dimensioni personali e collettive: si costruisce narrativamente, attraverso pratiche, memorie, luoghi, e pu&#xF2; essere oggetto di conflitto, negoziazione, ridefinizione continua, pi&#xF9; che una sostanza fissa o essenza immutabile.&amp;lt;br\/&amp;gt;&amp;lt;!-- \/wp:paragraph --&amp;gt;&amp;lt;!-- wp:image {&amp;quot;id&amp;quot;:12656,&amp;quot;sizeSlug&amp;quot;:&amp;quot;full&amp;quot;,&amp;quot;linkDestination&amp;quot;:&amp;quot;none&amp;quot;} --&amp;gt;&amp;lt;figure class=&amp;quot;wp-block-image size-full&amp;quot;&amp;gt;&amp;lt;\/figure&amp;gt;&amp;lt;!-- \/wp:image --&amp;gt;&lt;\/div&gt;\" href=\"https:\/\/museoimmaginario.net\/immaginario\/glossario\/identita\/\" data-gt-translate-attributes='[{\"attribute\":\"data-cmtooltip\", \"format\":\"html\"}]' tabindex=\"0\" role=\"link\">identit&#xE0;<\/a> regionale.<\/p>\n","protected":false},"author":27,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ngg_post_thumbnail":0,"_themeisle_gutenberg_block_has_review":false,"h5ap_radio_sources":[],"_tbt_post_transparent":"","_tbt_post_title":"","_tbt_post_layout":"","_tbt_post_sidebar_id":"","_tbt_post_content_style":"","_tbt_post_vertical_padding":"","_tbt_post_feature":"","_tbt_post_feature_position":"","_tbt_post_header":false,"_tbt_post_footer":false},"categories":[1],"tags":[1940,1942,685,1892,1898,575,1944],"class_list":["post-12739","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-eventi","tag-folklore-alpino","tag-inquisizione","tag-masche","tag-medicina-popolare","tag-patrimonio-immateriale","tag-sciamanesimo","tag-stregoneria-piemontese"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/museoimmaginario.net\/immaginario\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/12739","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/museoimmaginario.net\/immaginario\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/museoimmaginario.net\/immaginario\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/museoimmaginario.net\/immaginario\/wp-json\/wp\/v2\/users\/27"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/museoimmaginario.net\/immaginario\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=12739"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/museoimmaginario.net\/immaginario\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/12739\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/museoimmaginario.net\/immaginario\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=12739"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/museoimmaginario.net\/immaginario\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=12739"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/museoimmaginario.net\/immaginario\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=12739"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}