{"id":12730,"date":"2026-04-24T12:10:40","date_gmt":"2026-04-24T10:10:40","guid":{"rendered":"https:\/\/museoimmaginario.net\/immaginario\/?p=12730"},"modified":"2026-04-24T12:16:15","modified_gmt":"2026-04-24T10:16:15","slug":"la-gallina-nelle-fiabe-europee","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/museoimmaginario.net\/immaginario\/blog\/2026\/04\/24\/la-gallina-nelle-fiabe-europee\/","title":{"rendered":"La gallina nelle fiabe europee"},"content":{"rendered":"<h3 id=\"wp-block-themeisle-blocks-advanced-heading-52ab9445\" class=\"wp-block-themeisle-blocks-advanced-heading wp-block-themeisle-blocks-advanced-heading-52ab9445\">Incontro al Museo domenica 26 aprile ore 16 &#x2013; Galline dal monte e dal piano ovvero la transumanza<\/h3>\n\n\n\n<p><strong>1. Introduzione: il problema terminologico e classificatorio<\/strong><br><br>Nel vasto panorama della narrativa popolare europea, alcune figure resistono a una classificazione univoca. Tra queste, la *gallina * occupa una posizione peculiare: n&#xE9; strega nel senso demonologico del termine, n&#xE9; fata nel senso cortese e letterario che la tradizione francese ha consegnato all&#x2019;immaginario moderno, essa si situa in uno spazio intermedio, costitutivamente ambiguo, che &#xE8; al contempo geografico, sociale e simbolico.<br><br>Il termine *gallina* (con varianti regionali: *gabbina*, *g&#xE0;lina*, *callina*) &#xE8; attestato principalmente in Sicilia, Sardegna, Calabria e in alcune aree della Campania interna per indicare la levatrice tradizionale, la donna che assiste al parto, che conosce le erbe, che recita formule di scongiuro e che media tra il mondo dei vivi e quello dei non ancora nati &#x2014; o dei non ancora morti. La sua presenza nelle fiabe, nelle leggende eziologiche e nei racconti di confine (Grenzgeschichten, nella terminologia di L&#xFC;thi) &#xE8; stata a lungo trascurata dagli studi folkloristici mainstreaming, che tendevano a ricondurla per assorbimento nella categoria pi&#xF9; nota della *vecchia sapiente* o, per opposizione, nella figura della strega antagonista.<br><br>Il presente articolo intende restituire alla gallina la sua specificit&#xE0; morfologica e simbolica, attraverso l&#x2019;analisi di un corpus di testi raccolti tra Ottocento e Novecento in area mediterranea e centro-europea, con attenzione alle connessioni strutturali con figure analoghe in altre tradizioni: la *Baba Yaga* slava, la *Heks* olandese, la *Cailleach* celtica, la *Moura Encantada* portoghese.<br><br><strong>2. Morfologia e funzione: la gallina come operatore di sogl<\/strong>ia<br><br>Vladimir Propp, nella sua *Morfologia della fiaba* (1928), identifica nella figura del &#xAB;donatore&#xBB; (&#x444;&#x443;&#x43D;&#x43A;&#x446;&#x438;&#x44F; &#x434;&#x430;&#x440;&#x438;&#x442;&#x435;&#x43B;&#x44F;) uno degli attanti fondamentali del racconto magico russo: colui o colei che, dopo aver messo alla prova l&#x2019;eroe, gli fornisce l&#x2019;oggetto magico o la conoscenza necessaria al compimento della missione. La Baba Yaga &#xE8; l&#x2019;esemplificazione pi&#xF9; nota di questa funzione. Ci&#xF2; che Propp non tematizz&#xF2; esplicitamente &#x2014; e che gli studi successivi hanno progressivamente messo a fuoco &#x2014; &#xE8; la dimensione di genere e di sapere corporeo che innerva questa funzione.<br><br>La gallina nelle fiabe dell&#x2019;Italia meridionale ricopre esattamente questa posizione morfemica, ma con una specificit&#xE0; che la distingue dalla semplice figura del donatore neutro: ella &#xE8; sempre associata a momenti di transizione biologica e esistenziale. Appare nei racconti legati alla nascita (e alla minaccia di morte perinatale), alla pubert&#xE0; femminile, al matrimonio, alla malattia grave e all&#x2019;agonia. Non &#xE8; un caso: la gallina storica e antropologica &#xE8; la donna che presiede i riti di passaggio per eccellenza, quelli che Arnold Van Gennep descriveva come momenti di *limen*, di sospensione tra due stati dell&#x2019;essere.<br><br>Nella fiaba siciliana *La figghia du&#x2019; re e la vecchia di lu ponti* (raccolta da Giuseppe Pitr&#xE8; nel suo *Fiabe, novelle e racconti popolari siciliani*, 1875), la vecchia che abita sotto il ponte &#x2014; figura liminare per eccellenza, collocata sotto la struttura che congiunge due rive, cio&#xE8; due mondi &#x2014; si rivela depositaria del segreto necessario alla protagonista per sciogliere il maleficio. Non agisce per benevolenza gratuita: chiede un prezzo, esige un rito, impone una prova. Questa struttura contrattuale &#xE8; tipica della gallina narrativa: il suo sapere non si dona, si negozia.<br><br><strong>3. Il sapere della gallina : erbe, parole, corpi<\/strong><br><br>Uno degli aspetti pi&#xF9; interessanti della gallina come figura letteraria e antropologica &#xE8; la natura del suo sapere. Si tratta di un sapere *incarnato*, nel senso che le scienze cognitive contemporanee attribuiscono all&#x2019;*embodied knowledge*: non &#xE8; un sapere astratto, trasmissibile per via libresca, ma un sapere che passa attraverso il corpo, le mani, l&#x2019;olfatto, la voce.<br><br>Nelle fiabe, questo si traduce in un repertorio preciso di oggetti e azioni: la gallina prepara pozioni, impasta unguenti, recita formule in rima (le *scongiure*, le *ciarme*, i *benedetti*), manipola il corpo della partoriente o della malata con gesti codificati che il racconto descrive spesso con precisione quasi etnografica. Ernesto De Martino, nel suo *Sud e Magia* (1959), aveva gi&#xE0; riconosciuto in queste pratiche un sistema coerente di gestione simbolica della crisi esistenziale, una &#xAB;tecnica del corpo&#xBB; (nel senso maussiano) che si oppone alla rassegnazione passiva di fronte al male.<br><br>Ci&#xF2; che la fiaba aggiunge rispetto alla documentazione etnografica diretta &#xE8; la dimensione narrativa di questo sapere: nella storia, il sapere della gallina viene *messo alla prova*. L&#x2019;eroina o l&#x2019;eroe devono confrontarsi con lei, superare il suo giudizio, meritare la sua trasmissione. La gallina non insegna a chi non &#xE8; pronto: seleziona, discrimina, valuta. &#xC8;, in termini narrativi, una figura di *giustizia epistemica* ante litteram.<br><br><strong>4. Comparazioni europee: varianti della figura<\/strong><br><br>La gallina non &#xE8; una figura esclusivamente italiana o mediterranea. Un&#x2019;analisi comparata rivela la presenza di figure omologhe in tutta Europa, con varianti che riflettono i diversi assetti culturali e storici delle aree di provenienza.<br><br>**La Baba Yaga (tradizioni slave).** Figura gi&#xE0; ampiamente studiata, la Baba Yaga presenta la struttura morfologica pi&#xF9; simile alla gallina : abita ai margini del mondo conosciuto (la foresta), &#xE8; associata alla morte e alla rinascita, possiede un sapere che pu&#xF2; essere dono o maledizione a seconda del comportamento del visitatore. Joanna Hubbs, in *Mother Russia* (1988), ha interpretato la Baba Yaga come residuo mitopoietico di una divinit&#xE0; ctonia pre-cristiana, custode del confine tra vivi e morti.<br><br>**La Cailleach (tradizioni celtiche).** In Irlanda e Scozia, la *Cailleach* (letteralmente &#xAB;vecchia&#xBB;) &#xE8; una figura cosmogonica: ha plasmato il paesaggio, conosce i segreti della terra, sopravvive a ere successive. Nelle fiabe irlandesi minori, appare come guida ai protagonisti che si avventurano in territori liminari. A differenza della gallina , la Cailleach ha una dimensione stagionale marcata: &#xE8; la personificazione dell&#x2019;inverno, del freddo, della potenza latente.<br><br>**La Moura Encantada (tradizioni portoghesi e galiziane).** Questa figura &#xE8; pi&#xF9; ambigua: &#xE8; spesso una donna giovane, incantata e prigioniera, ma talvolta appare come vecchia saggia che aiuta i protagonisti a liberarla &#x2014; e in questo scambio si configura una relazione reciproca di liberazione che rimanda ai temi della gallina come mediatrice contrattuale.<br><br>**La Wise Woman \/ Cunning Woman (tradizioni anglofone).** Nel corpus delle fiabe britanniche raccolte da Joseph Jacobs, la *wise woman* assume funzioni analoghe: conosce le erbe, predice il futuro, interviene nei momenti di crisi. La differenza culturale pi&#xF9; significativa rispetto alla gallina mediterranea &#xE8; la tendenza, nella tradizione anglosassone, a una maggiore dicotomizzazione tra la *wise woman* benevola e la strega malevola &#x2014; una dicotomia che nelle tradizioni del Sud Europa &#xE8; spesso sfumata o assente.<br><br><strong>5. La gallina e l&#x2019;ordine patriarcale del racconto<\/strong><br><br>Una delle questioni pi&#xF9; rilevanti per una lettura critica della gallina nelle fiabe &#xE8; il suo rapporto con le strutture di potere interne al racconto. Jack Zipes, nel suo fondamentale *Breaking the Magic Spell* (1979) e nei lavori successivi, ha mostrato come la fiaba europea sia stata progressivamente ricodificata dai processi di letterarizzazione (Perrault, i Grimm, Andersen) in senso funzionale al sistema di valori borghese e patriarcale: le figure femminili di potere vengono sistematicamente marginalizzate, demonizzate o romanticamente neutralizzate.<br><br>La gallina , in quanto figura che non rientra nei ruoli narrativi canonici (principessa, madre, matrigna, fata madrina nel senso disneyficato del termine), si sottrae parzialmente a questa operazione. La sua presenza nei testi di tradizione orale &#x2014; prima della fissazione scritta &#x2014; &#xE8; statisticamente pi&#xF9; significativa e narrativamente pi&#xF9; attiva. Nelle versioni orali siciliane studiate da Pitr&#xE8; e da Serafino Amabile Guastella, la vecchia saggia\/gallina &#xE8; spesso il centro gravitazionale della storia, non un personaggio ausiliario.<br><br>Con la letterarizzazione, la gallina tende a scomparire o a sdoppiarsi: la sua funzione positiva viene assorbita dalla fata madrina (resa esplicitamente soprannaturale e de-corporalizzata), quella negativa viene amplificata nella strega. Questo processo di scissione &#xE8; interpretabile come una risposta culturale al disagio che la figura della gallina produce nell&#x2019;ordine simbolico patriarcale: una donna anziana, autonoma, depositaria di un sapere che non dipende dagli uomini e che si trasmette da donna a donna, &#xE8; una figura strutturalmente perturbante per un sistema narrativo che vuole le donne passive, giovani e dipendenti.<br><br><strong>6. La gallina come figura di trasmissione culturale<\/strong><br><br>Un ultimo aspetto merita attenzione: la gallina come figura della *trasmissione*. Nelle fiabe, ella non agisce soltanto per risolvere la crisi immediata del protagonista: trasmette un sapere, inaugura una competenza, apre un accesso a una visione del mondo alternativa. In molti racconti, l&#x2019;incontro con la gallina &#xE8; il momento in cui l&#x2019;eroina (raramente l&#x2019;eroe) diventa capace di agire autonomamente: la vecchia non risolve al suo posto, la rende capace di risolvere.<br><br>Questa funzione pedagogica della gallina si inscrive in una tradizione di *pedagogia delle donne* che gli studi di genere hanno progressivamente riportato alla luce: una trasmissione di saperi che avveniva in spazi propri (il parto, la tessitura, la preparazione dei cibi medicinali), attraverso modalit&#xE0; proprie (il racconto, la pratica corporea, la formula orale), e che la modernit&#xE0; ha progressivamente espropriato, prima attraverso la medicalizzazione del parto e la criminalizzazione della medicina empirica, poi attraverso l&#x2019;alfabetizzazione selettiva e infine attraverso la sostituzione della cultura orale con quella scritta-visiva.<br><br>La fiaba, in questo senso, &#xE8; una delle poche tracce rimaste di questa pedagogia sommersa. Leggerla con attenzione alla figura della gallina significa recuperare un frammento di storia delle donne che altrimenti resterebbe muto.<br><br><strong>7. In sintesi<\/strong><br><br>L&#x2019;analisi condotta in questo contributo ha cercato di restituire alla gallina la sua complessit&#xE0; morfologica, simbolica e culturale. Lungi dall&#x2019;essere una figura residuale o folkloristicamente pittoresca, la gallina &#xE8; un operatore narrativo fondamentale nelle fiabe dell&#x2019;area mediterranea e, per omologia strutturale, in quelle di tutta Europa. Essa incarna la funzione di mediazione tra stati dell&#x2019;essere, di gestione rituale della crisi, di trasmissione di un sapere femminile che il racconto preserva &#x2014; anche nelle sue versioni letterarizzate &#x2014; sia pure in forma schiacciata e distorta.<br><br>Ricerche future dovrebbero approfondire tre direzioni in particolare: l&#x2019;analisi sistematica delle versioni orali versus quelle scritte dello stesso nucleo narrativo, per misurare le trasformazioni della figura; lo studio della gallina nelle fonti demografico-etno-antropologiche di campo (interviste, diari di ricerca, materiali d&#x2019;archivio inediti); e infine un confronto pi&#xF9; sistematico con le tradizioni extra-europee, in particolare nordafricane e mediorientali, dove figure analoghe sono ampiamente documentate.<br><br>La gallina, in definitiva, ci parla di un&#x2019;Europa che ha dimenticato molto di se stessa. Ascoltarla &#x2014; anche attraverso la mediazione imperfetta della fiaba &#x2014; &#xE8; un atto insieme scientifico e politico.<br><br><strong><em>Riferimenti bibliografici<br><\/em><\/strong><br>&#x2013; Amabile Guastella, S. (1877). *Le parit&#xE0; e le storie morali dei nostri villani*. Ragusa.<br>&#x2013; Basile, G. (1634-36). *Lo cunto de li cunti*. Napoli. [Ed. moderna a cura di M. Rak, 1986, Garzanti].<br>&#x2013; De Martino, E. (1959). *Sud e magia*. Milano: Feltrinelli.<br>&#x2013; Ginzburg, C. (1966). *I benandanti. Stregoneria e culti agrari tra Cinquecento e Seicento*. Torino: Einaudi.<br>&#x2013; Hubbs, J. (1988). *Mother Russia: The Feminine Myth in Russian Culture*. Bloomington: Indiana University Press.<br>&#x2013; L&#xFC;thi, M. (1962). *M&#xE4;rchen*. Stuttgart: Metzler.<br>&#x2013; Orenstein, C. (2002). *Little Red Riding Hood Uncloaked*. New York: Basic Books.<br>&#x2013; Pitr&#xE8;, G. (1875). *Fiabe, novelle e racconti popolari siciliani*, 4 voll. Palermo: Lauriel.<br>&#x2013; Propp, V. (1928). *Morfolog&#xEC;ja skazki*. Leningrad. [Trad. it. *Morfologia della fiaba*, Einaudi, 1966].<br>&#x2013; Van Gennep, A. (1909). *Les rites de passage*. Paris: Nourry. [Trad. it. *I riti di passaggio*, Bollati Boringhieri, 1981].<br>&ndash; Warner, M. (1994). *From the Beast to the Blonde: On Fairy Tales and Their Tellers*. London: Chatto &amp; Windus.<br>&#x2013; Zipes, J. (1979). *Breaking the Magic Spell: Radical Theories of Folk and Fairy Tales*. London: Heinemann.<br>&#x2013; Zipes, J. (2006). *Why Fairy Tales Stick: The Evolution and Relevance of a Genre*. New York: Routledge.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il contributo si propone di esaminare la figura della *gallina * &#x2014; termine diffuso in alcune aree dell&#x2019;Italia centro-meridionale e insulare per designare la levatrice rituale, la donna esperta di erbe e di pratiche magico-terapeutiche, spesso sovrapposta alla figura della fata madrina o della vecchia sapiente &#x2014; all&#x2019;interno del corpus delle fiabe europee di tradizione orale e delle raccolte etnografiche ottocentesche e novecentesche. Attraverso un&#x2019;analisi comparata che intreccia la morfologia del racconto (Propp), la simbologia delle soglie (Van Gennep) e le pi&#xF9; recenti letture di genere (Zipes, Orenstein), si argomenta che la gallina non &#xE8; una figura marginale o decorativa, ma un operatore narrativo fondamentale: custode della transizione, depositaria di un sapere alternativo e incarnazione di una razionalit&#xE0; altra rispetto all&#x2019;ordine patriarcale del racconto.<\/p>\n","protected":false},"author":27,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ngg_post_thumbnail":0,"_themeisle_gutenberg_block_has_review":false,"h5ap_radio_sources":[],"_tbt_post_transparent":"","_tbt_post_title":"","_tbt_post_layout":"","_tbt_post_sidebar_id":"","_tbt_post_content_style":"","_tbt_post_vertical_padding":"","_tbt_post_feature":"","_tbt_post_feature_position":"","_tbt_post_header":false,"_tbt_post_footer":false},"categories":[1,1034],"tags":[1886,1890,1888,1882,1880,1884],"class_list":["post-12730","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-eventi","category-evidenza","tag-fiaba-europea","tag-figura-della-vecchia","tag-gallina","tag-levatrice-rituale","tag-sapere-femminile","tag-soglie-simboliche"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/museoimmaginario.net\/immaginario\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/12730","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/museoimmaginario.net\/immaginario\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/museoimmaginario.net\/immaginario\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/museoimmaginario.net\/immaginario\/wp-json\/wp\/v2\/users\/27"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/museoimmaginario.net\/immaginario\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=12730"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/museoimmaginario.net\/immaginario\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/12730\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/museoimmaginario.net\/immaginario\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=12730"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/museoimmaginario.net\/immaginario\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=12730"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/museoimmaginario.net\/immaginario\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=12730"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}