{"id":12638,"date":"2026-01-03T16:29:03","date_gmt":"2026-01-03T15:29:03","guid":{"rendered":"https:\/\/museoimmaginario.net\/immaginario\/?p=12638"},"modified":"2026-01-06T11:44:16","modified_gmt":"2026-01-06T10:44:16","slug":"la-lotta-per-lacqua-delle-donne-del-rio-samagna","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/museoimmaginario.net\/immaginario\/blog\/2026\/01\/03\/la-lotta-per-lacqua-delle-donne-del-rio-samagna\/","title":{"rendered":"La lotta per l\u2019acqua delle donne del rio Samagna"},"content":{"rendered":"<p class=\"has-text-align-center\"><strong><em>Casalino di Ligonchio dicembre 1928<\/em><\/strong><strong><em><\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>La storia delle donne del rio Samagna che nel dicembre 1928 difesero l&#x2019;acqua a Casalino di Ligonchio &#xE8; un frammento esemplare di &#x201C;storia minore&#x201D; che illumina, dall&#x2019;interno, la vita sociale e simbolica dell&#x2019;Appennino reggiano. L&#x2019;iniziativa dei <em>Gioved&#xEC; al Museo<\/em> dedicata al libro <em>La lotta per l&#x2019;acqua delle donne del rio Samagna. Casalino di Ligonchio dicembre 1928<\/em> (Tralerighe libri, 2025) offre l&#x2019;occasione per intrecciare memoria locale, genere, ambiente e cultura materiale in una prospettiva pienamente demo&#x2011;etno&#x2011;antropologica.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>L&#x2019;iniziativa<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>L&#x2019;appuntamento dell&#x2019;8 gennaio alle ore 21, con le autrici Esterina Fioroni e Normanna Albertini, inaugura il nuovo ciclo dei <em>Gioved&#xEC; al Museo<\/em>, presso la sede del Museo in Via Ducale 4 a San Michele, con possibilit&#xE0; di partecipazione online su prenotazione. Il focus &#xE8; la presentazione del volume che ricostruisce la vicenda delle ventotto donne di Casalino di Ligonchio che si opposero alla captazione del Rio Samagna da parte della Societ&#xE0; Idroelettrica dell&#x2019;Ozola, che aveva lasciato agli abitanti solo un rigagnolo d&#x2019;acqua.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Una storia dentro la Storia<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Nel cuore dell&#x2019;alto Appennino reggiano, l&#x2019;acqua non era un semplice &#x201C;servizio&#x201D;: era lavoro, sopravvivenza, ordine simbolico della comunit&#xE0;. La sottrazione del corso del rio significava sconvolgere equilibri consolidati di uso collettivo, di economia domestica, di relazioni fra famiglie e territorio. La scelta delle donne di farsi scudo, in un contesto di regime in cui &#x201C;parlare significava rischiare tutto&#x201D;, inscrive questa microstoria dentro la grande storia del Novecento (idroelettrico, fascismo, migrazioni) ma ne restituisce la prospettiva dal basso, attraverso i corpi e le voci di chi &#x201C;ha fatto ci&#xF2; che andava fatto, con mani intrecciate&#x201D;.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Donne, acqua, montagna: una lettura demo&#x2011;etno&#x2011;antropologica<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Dal punto di vista demo&#x2011;etno&#x2011;antropologico, il racconto della protesta del 1928 permette almeno tre piani di lettura:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>Genere e lavoro<\/strong>: le ventotto donne &#x2013; madri, figlie, giovani e anziane &#x2013; sono custodi di saperi pratici sull&#x2019;acqua (lavare, irrigare, abbeverare, trasformare) e, al tempo stesso, prime a percepire l&#x2019;impatto del furto d&#x2019;acqua sulla vita quotidiana. La loro resistenza &#xE8; un atto politico e, insieme, un gesto di difesa della cultura materiale montanara.<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Acqua come bene comune<\/strong>: la vicenda mostra l&#x2019;urto fra una logica industriale\/estrattiva e una concezione comunitaria della risorsa idrica; la protesta diventa affermazione di un &#x201C;diritto d&#x2019;uso&#x201D; radicato nella memoria e nelle pratiche, prima ancora che nei codici.<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Memoria e <a class=\"glossaryLink\"  aria-describedby=\"tt\"  data-cmtooltip=\"&lt;div class=glossaryItemTitle&gt;Identit&agrave;&lt;\/div&gt;&lt;div class=glossaryItemBody&gt;&amp;lt;!-- wp:paragraph --&amp;gt;In senso semiotico e antropologico, &amp;quot;identit&agrave;&rdquo; indica il modo in cui un soggetto (persona, gruppo, luogo) viene reso riconoscibile e distinto all&rsquo;interno di un sistema di segni e di relazioni sociali.&#8203;&#8203;&amp;lt;br\/&amp;gt;&amp;lt;!-- \/wp:paragraph --&amp;gt;&amp;lt;!-- wp:paragraph --&amp;gt;&amp;lt;strong&amp;gt;In prospettiva semiotica&amp;lt;\/strong&amp;gt;&amp;lt;br\/&amp;gt;&amp;lt;!-- \/wp:paragraph --&amp;gt;&amp;lt;!-- wp:paragraph --&amp;gt;Identit&agrave; &egrave; l&rsquo;insieme delle caratteristiche che permettono di identificare &amp;quot;chi &egrave; chi&rdquo; e di mantenerne la continuit&agrave; nel tempo e nello spazio, distinguendo un soggetto da altri soggetti sulla base di tratti riconoscibili. Non &egrave; solo un contenuto psicologico, ma un effetto di configurazioni narrative, spaziali, discorsive (nome, corpo, posizione nello spazio domestico, relazioni), che possono entrare in crisi producendo problemi di identit&agrave;\/identificabilit&agrave;.&#8203;&#8203;&amp;lt;br\/&amp;gt;&amp;lt;!-- \/wp:paragraph --&amp;gt;&amp;lt;!-- wp:paragraph --&amp;gt;&amp;lt;strong&amp;gt;In prospettiva antropologica&amp;lt;\/strong&amp;gt;&amp;lt;br\/&amp;gt;&amp;lt;!-- \/wp:paragraph --&amp;gt;&amp;lt;!-- wp:paragraph --&amp;gt;Identit&agrave; &egrave; un processo dinamico di definizione di s&eacute; e degli altri, attraverso appartenenze (famiglia, paese, etnia, nazione) e confini simbolici che separano &amp;quot;noi&rdquo; da &amp;quot;loro&rdquo;. Comprende dimensioni personali e collettive: si costruisce narrativamente, attraverso pratiche, memorie, luoghi, e pu&ograve; essere oggetto di conflitto, negoziazione, ridefinizione continua, pi&ugrave; che una sostanza fissa o essenza immutabile.&amp;lt;br\/&amp;gt;&amp;lt;!-- \/wp:paragraph --&amp;gt;&amp;lt;!-- wp:image {&amp;quot;id&amp;quot;:12656,&amp;quot;sizeSlug&amp;quot;:&amp;quot;full&amp;quot;,&amp;quot;linkDestination&amp;quot;:&amp;quot;none&amp;quot;} --&amp;gt;&amp;lt;figure class=&amp;quot;wp-block-image size-full&amp;quot;&amp;gt;&amp;lt;\/figure&amp;gt;&amp;lt;!-- \/wp:image --&amp;gt;&lt;\/div&gt;\"  href=\"https:\/\/museoimmaginario.net\/immaginario\/glossario\/identita\/\"  data-gt-translate-attributes='[{\"attribute\":\"data-cmtooltip\", \"format\":\"html\"}]'  tabindex='0' role='link'>identit&agrave;<\/a><\/strong>: il libro, frutto del lavoro di ricerca di Esterina Fioroni, trasforma una storia &#x201C;sepolta&#x201D; in patrimonio condiviso; il Museo, facendole spazio, contribuisce a fare della memoria non un esercizio nostalgico ma uno strumento di cittadinanza (senza acqua non si vive, senza memoria non si &#xE8;).<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p><strong>Le autrici come mediatrici di memoria<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>La biografia delle autrici sottolinea il radicamento territoriale e l&#x2019;intreccio fra scuola, ricerca e impegno civile. Fioroni, maestra e ricercatrice locale, e Albertini, insegnante, scrittrice e attivista, incarnano una forma di intellettualit&#xE0; diffusa che lavora sulle storie marginali dell&#x2019;Appennino e le restituisce a un pubblico pi&#xF9; ampio. Nel quadro delle pratiche contemporanee di narrazione museale, la loro presenza ai <em>Gioved&#xEC; al Museo<\/em> conferma il ruolo del museo come luogo di ascolto e restituzione: non solo deposito di oggetti, ma spazio in cui le comunit&#xE0; possono tornare a raccontarsi.<\/p>\n\n\n\n<p>In questo senso, l&#x2019;incontro su <em>La lotta per l&#x2019;acqua delle donne del rio Samagna<\/em> non &#xE8; soltanto presentazione di un libro, ma parte di un pi&#xF9; ampio lavoro di cura dell&#x2019;immaginario e della memoria collettiva della montagna, dove la voce delle donne torna ad essere centro di racconto e di riflessione sul presente.<\/p>\n\n\n\n<ol start=\"1\" class=\"wp-block-list\">\n<li><a href=\"https:\/\/rivista.clionet.it\/sito\/wp-content\/uploads\/Clionet-2023_settembre_Beni-cluturali_Agosti.pdf\">https:\/\/rivista.clionet.it\/sito\/wp-content\/uploads\/Clionet-2023_settembre_Beni-cluturali_Agosti.pdf<\/a><\/li>\n<\/ol>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#x2019;iniziativa dei Gioved&#xEC; al Museo dedicata al libro La lotta per l&#x2019;acqua delle donne del rio Samagna racconta la protesta, nel 1928, di ventotto donne di Casalino di Ligonchio che difesero il rio da una captazione idroelettrica, mettendo in luce il legame fra acqua, vita comunitaria e memoria dell&#x2019;Appennino reggiano. L&#x2019;incontro, con le autrici Esterina Fioroni e Normanna Albertini, diventa occasione per riflettere in chiave demo&#x2011;etno&#x2011;antropologica su genere, beni comuni e narrazione locale come forma di cittadinanza attiva<\/p>\n","protected":false},"author":27,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ngg_post_thumbnail":0,"_themeisle_gutenberg_block_has_review":false,"h5ap_radio_sources":[],"_tbt_post_transparent":"","_tbt_post_title":"","_tbt_post_layout":"","_tbt_post_sidebar_id":"","_tbt_post_content_style":"","_tbt_post_vertical_padding":"","_tbt_post_feature":"","_tbt_post_feature_position":"","_tbt_post_header":false,"_tbt_post_footer":false},"categories":[1,1034],"tags":[1361,1369,1365,641,1355,1363,1357,1359,1367],"class_list":["post-12638","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-eventi","category-evidenza","tag-appenninoreggiano","tag-benicomuni","tag-donneemontagna","tag-giovedialmuseo","tag-lalottaperlacqua","tag-ligonchio","tag-memorialocale","tag-riosamagna","tag-storiadalbasso"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/museoimmaginario.net\/immaginario\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/12638","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/museoimmaginario.net\/immaginario\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/museoimmaginario.net\/immaginario\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/museoimmaginario.net\/immaginario\/wp-json\/wp\/v2\/users\/27"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/museoimmaginario.net\/immaginario\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=12638"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/museoimmaginario.net\/immaginario\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/12638\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/museoimmaginario.net\/immaginario\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=12638"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/museoimmaginario.net\/immaginario\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=12638"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/museoimmaginario.net\/immaginario\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=12638"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}