{"id":12622,"date":"2025-12-12T15:34:42","date_gmt":"2025-12-12T14:34:42","guid":{"rendered":"https:\/\/museoimmaginario.net\/immaginario\/?p=12622"},"modified":"2025-12-14T18:43:36","modified_gmt":"2025-12-14T17:43:36","slug":"la-fiaba-come-risorsa-cognitiva","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/museoimmaginario.net\/immaginario\/blog\/2025\/12\/12\/la-fiaba-come-risorsa-cognitiva\/","title":{"rendered":"La fiaba come risorsa cognitiva"},"content":{"rendered":"<h3 id=\"wp-block-themeisle-blocks-advanced-heading-7cd0dcb8\" class=\"wp-block-themeisle-blocks-advanced-heading wp-block-themeisle-blocks-advanced-heading-7cd0dcb8 has-light-bg\">Il prof. Marco Dallari svolger&#xE0; la sua relazione gioved&#xEC; 18 dicembre alle ore 21.00 negli incontri del Gioved&#xEC; al ;Museo. Possibile prenotarsi a <a href=\"https:\/\/tinyurl.com\/dicembremuseo25\">https:\/\/tinyurl.com\/dicembremuseo25<\/a>. Possibile seguire su <a href=\"https:\/\/bit.ly\/meetmuseo\">https:\/\/bit.ly\/meetmuseo<\/a> e porre domande.<\/h3>\n\n\n\n<p>La fiaba non &egrave; un semplice intrattenimento per l&rsquo;infanzia, ma un potente dispositivo cognitivo: organizza l&rsquo;esperienza, modella il modo di pensare per storie e sostiene la costruzione dell&rsquo;<a class=\"glossaryLink\"  aria-describedby=\"tt\"  data-cmtooltip=\"&lt;div class=glossaryItemTitle&gt;Identit&agrave;&lt;\/div&gt;&lt;div class=glossaryItemBody&gt;&amp;lt;!-- wp:paragraph --&amp;gt;In senso semiotico e antropologico, &amp;quot;identit&agrave;&rdquo; indica il modo in cui un soggetto (persona, gruppo, luogo) viene reso riconoscibile e distinto all&rsquo;interno di un sistema di segni e di relazioni sociali.&#8203;&#8203;&amp;lt;br\/&amp;gt;&amp;lt;!-- \/wp:paragraph --&amp;gt;&amp;lt;!-- wp:paragraph --&amp;gt;&amp;lt;strong&amp;gt;In prospettiva semiotica&amp;lt;\/strong&amp;gt;&amp;lt;br\/&amp;gt;&amp;lt;!-- \/wp:paragraph --&amp;gt;&amp;lt;!-- wp:paragraph --&amp;gt;Identit&agrave; &egrave; l&rsquo;insieme delle caratteristiche che permettono di identificare &amp;quot;chi &egrave; chi&rdquo; e di mantenerne la continuit&agrave; nel tempo e nello spazio, distinguendo un soggetto da altri soggetti sulla base di tratti riconoscibili. Non &egrave; solo un contenuto psicologico, ma un effetto di configurazioni narrative, spaziali, discorsive (nome, corpo, posizione nello spazio domestico, relazioni), che possono entrare in crisi producendo problemi di identit&agrave;\/identificabilit&agrave;.&#8203;&#8203;&amp;lt;br\/&amp;gt;&amp;lt;!-- \/wp:paragraph --&amp;gt;&amp;lt;!-- wp:paragraph --&amp;gt;&amp;lt;strong&amp;gt;In prospettiva antropologica&amp;lt;\/strong&amp;gt;&amp;lt;br\/&amp;gt;&amp;lt;!-- \/wp:paragraph --&amp;gt;&amp;lt;!-- wp:paragraph --&amp;gt;Identit&agrave; &egrave; un processo dinamico di definizione di s&eacute; e degli altri, attraverso appartenenze (famiglia, paese, etnia, nazione) e confini simbolici che separano &amp;quot;noi&rdquo; da &amp;quot;loro&rdquo;. Comprende dimensioni personali e collettive: si costruisce narrativamente, attraverso pratiche, memorie, luoghi, e pu&ograve; essere oggetto di conflitto, negoziazione, ridefinizione continua, pi&ugrave; che una sostanza fissa o essenza immutabile.&amp;lt;br\/&amp;gt;&amp;lt;!-- \/wp:paragraph --&amp;gt;&amp;lt;!-- wp:image {&amp;quot;id&amp;quot;:12656,&amp;quot;sizeSlug&amp;quot;:&amp;quot;full&amp;quot;,&amp;quot;linkDestination&amp;quot;:&amp;quot;none&amp;quot;} --&amp;gt;&amp;lt;figure class=&amp;quot;wp-block-image size-full&amp;quot;&amp;gt;&amp;lt;\/figure&amp;gt;&amp;lt;!-- \/wp:image --&amp;gt;&lt;\/div&gt;\"  href=\"https:\/\/museoimmaginario.net\/immaginario\/glossario\/identita\/\"  data-gt-translate-attributes='[{\"attribute\":\"data-cmtooltip\", \"format\":\"html\"}]'  tabindex='0' role='link'>identit&agrave;<\/a>. In questo senso, la riflessione pedagogica di Marco Dallari sull&rsquo;immaginario e sulla narrazione aiuta a leggere la fiaba come &ldquo;luogo mentale&rdquo; in cui si intrecciano emozioni, simboli e processi di conoscenza.<a href=\"https:\/\/journals.openedition.org\/narrativa\/pdf\/354\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">journals.openedition<\/a>&#x200B;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Fiaba come forma del pensiero<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>La psicologia culturale ha mostrato come il pensiero umano non sia solo logico&#x2011;paradigmatico, ma anche narrativo: usare la fiaba significa offrire al bambino una grammatica di situazioni, personaggi e trasformazioni che lo aiuta a dare senso al mondo. La struttura fiabesca (prova, ostacolo, aiuto, soluzione) rende pensabili i conflitti, li colloca in una sequenza temporale e permette di anticipare mentalmente esiti e alternative, esercitando memoria, attenzione, inferenza causale.<a href=\"https:\/\/journals.openedition.org\/narrativa\/pdf\/354\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">journals.openedition<\/a>&#x200B;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Immaginario, <a class=\"glossaryLink\"  aria-describedby=\"tt\"  data-cmtooltip=\"&lt;div class=glossaryItemTitle&gt;Identit&agrave;&lt;\/div&gt;&lt;div class=glossaryItemBody&gt;&amp;lt;!-- wp:paragraph --&amp;gt;In senso semiotico e antropologico, &amp;quot;identit&agrave;&rdquo; indica il modo in cui un soggetto (persona, gruppo, luogo) viene reso riconoscibile e distinto all&rsquo;interno di un sistema di segni e di relazioni sociali.&#8203;&#8203;&amp;lt;br\/&amp;gt;&amp;lt;!-- \/wp:paragraph --&amp;gt;&amp;lt;!-- wp:paragraph --&amp;gt;&amp;lt;strong&amp;gt;In prospettiva semiotica&amp;lt;\/strong&amp;gt;&amp;lt;br\/&amp;gt;&amp;lt;!-- \/wp:paragraph --&amp;gt;&amp;lt;!-- wp:paragraph --&amp;gt;Identit&agrave; &egrave; l&rsquo;insieme delle caratteristiche che permettono di identificare &amp;quot;chi &egrave; chi&rdquo; e di mantenerne la continuit&agrave; nel tempo e nello spazio, distinguendo un soggetto da altri soggetti sulla base di tratti riconoscibili. 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Attraverso metafore e simboli (il bosco, la casa, il viaggio, l&#x2019;oggetto magico) il bambino apprende forme di pensiero analogico e metaforico che integrano dimensione cognitiva ed emotiva, contribuendo alla costruzione di s&#xE9; e alla lettura dell&#x2019;altro.<a href=\"https:\/\/journals.openedition.org\/narrativa\/pdf\/354\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">journals.openedition<\/a>&#x200B;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Dimensione cognitiva relazionale: narrazione come pratica educativa<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Dallari insiste sulla dimensione relazionale della narrazione: raccontare fiabe in contesti educativi non significa solo trasmettere contenuti, ma attivare uno spazio dialogico in cui il bambino pu&#xF2; porre domande, confrontare punti di vista, negoziare significati. In questo senso, la fiaba sostiene lo sviluppo di competenze metacognitive (riflettere su ci&#xF2; che &#xE8; giusto\/ingiusto, possibile\/impossibile, vero\/finto) e sociali (riconoscere intenzioni, emozioni, regole implicite), collocandosi al crocevia tra cognitivo, affettivo e sociale.<a href=\"https:\/\/journals.openedition.org\/narrativa\/pdf\/354\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">journals.openedition<\/a>&#x200B;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Fiaba, complessit&#xE0; e pensiero critico<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Letta in chiave contemporanea, la fiaba pu&#xF2; diventare palestra di pensiero complesso: consente di affrontare paure, ambivalenze, contraddizioni senza ridurle a schemi semplicistici, mantenendo aperta la dimensione del possibile. L&#x2019;educazione all&#x2019;immaginario che Dallari propone valorizza proprio questo: usare la fiaba non per inculcare morali rigide, ma per allenare la mente a muoversi tra livelli simbolici diversi, a riconoscere punti di vista plurali e a costruire narrazioni personali pi&#xF9; consapevoli.<a href=\"https:\/\/journals.openedition.org\/narrativa\/pdf\/354\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">journals.openedition<\/a>&#x200B;<\/p>\n\n\n\n<ol start=\"1\" class=\"wp-block-list\">\n<li><a href=\"http:\/\/www.scielo.br\/scielo.php?script=sci_arttext&amp;pid=S1413-24782023000100200&amp;tlng=pt\">http:\/\/www.scielo.br\/scielo.php?script=sci_arttext&amp;pid=S1413-24782023000100200&amp;tlng=pt<\/a><\/li>\n\n\n\n<li><a href=\"https:\/\/riviste.unimi.it\/index.php\/demusica\/article\/download\/23907\/21368\">https:\/\/riviste.unimi.it\/index.php\/demusica\/article\/download\/23907\/21368<\/a><\/li>\n\n\n\n<li><a href=\"https:\/\/periodicos.ufba.br\/index.php\/revteatro\/article\/download\/46451\/28300\">https:\/\/periodicos.ufba.br\/index.php\/revteatro\/article\/download\/46451\/28300<\/a><\/li>\n\n\n\n<li><a href=\"https:\/\/edizionicafoscari.unive.it\/it\/edizioni\/libri\/978-88-6969-437-0\/premessa\/\">https:\/\/edizionicafoscari.unive.it\/it\/edizioni\/libri\/978-88-6969-437-0\/premessa\/<\/a><\/li>\n\n\n\n<li><a href=\"https:\/\/revistas.ucm.es\/index.php\/CFIT\/article\/view\/54006\">https:\/\/revistas.ucm.es\/index.php\/CFIT\/article\/view\/54006<\/a><\/li>\n\n\n\n<li><a href=\"https:\/\/riviste.unimi.it\/index.php\/promoitals\/article\/download\/20399\/18112\">https:\/\/riviste.unimi.it\/index.php\/promoitals\/article\/download\/20399\/18112<\/a><\/li>\n\n\n\n<li><a href=\"https:\/\/estudiosyperspectivas.org\/index.php\/EstudiosyPerspectivas\/article\/download\/132\/186\">https:\/\/estudiosyperspectivas.org\/index.php\/EstudiosyPerspectivas\/article\/download\/132\/186<\/a><\/li>\n\n\n\n<li><a href=\"https:\/\/books.unibe.ch\/index.php\/BB\/catalog\/download\/22\/216\/884?inline=1\">https:\/\/books.unibe.ch\/index.php\/BB\/catalog\/download\/22\/216\/884?inline=1<\/a><\/li>\n\n\n\n<li><a href=\"https:\/\/revistas.uam.es\/bajopalabra\/article\/download\/bp2020_24_025\/12877\">https:\/\/revistas.uam.es\/bajopalabra\/article\/download\/bp2020_24_025\/12877<\/a><\/li>\n<\/ol>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il primo saggio presenta il punto di vista pedagogico di Marco Dallari sull&#x2019;atto di pensare come processo che passa necessariamente per la parola e per la relazione educativa. Viene messo in luce come l&#x2019;educazione debba occuparsi non solo di &#x201C;contenuti&#x201D;, ma soprattutto delle forme del pensiero e dei linguaggi che lo rendono comunicabile, valorizzando l&#x2019;immaginario, la narrazione e le pratiche discorsive come luoghi in cui il soggetto costruisce significato e <a class=\"glossaryLink\" aria-describedby=\"tt\" data-cmtooltip=\"&lt;div class=glossaryItemTitle&gt;Identit&#xE0;&lt;\/div&gt;&lt;div class=glossaryItemBody&gt;&amp;lt;!-- wp:paragraph --&amp;gt;In senso semiotico e antropologico, &amp;quot;identit&#xE0;&#x201D; indica il modo in cui un soggetto (persona, gruppo, luogo) viene reso riconoscibile e distinto all&#x2019;interno di un sistema di segni e di relazioni sociali.&#x200B;&#x200B;&amp;lt;br\/&amp;gt;&amp;lt;!-- \/wp:paragraph --&amp;gt;&amp;lt;!-- wp:paragraph --&amp;gt;&amp;lt;strong&amp;gt;In prospettiva semiotica&amp;lt;\/strong&amp;gt;&amp;lt;br\/&amp;gt;&amp;lt;!-- \/wp:paragraph --&amp;gt;&amp;lt;!-- wp:paragraph --&amp;gt;Identit&#xE0; &#xE8; l&#x2019;insieme delle caratteristiche che permettono di identificare &amp;quot;chi &#xE8; chi&#x201D; e di mantenerne la continuit&#xE0; nel tempo e nello spazio, distinguendo un soggetto da altri soggetti sulla base di tratti riconoscibili. 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