{"id":12594,"date":"2025-11-17T18:03:48","date_gmt":"2025-11-17T17:03:48","guid":{"rendered":"https:\/\/museoimmaginario.net\/immaginario\/?p=12594"},"modified":"2025-11-17T18:11:00","modified_gmt":"2025-11-17T17:11:00","slug":"la-persistenza-della-pia-analisi-di-una-performance-tra-filologia-popolare-e-canto-in-ottava-rima","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/museoimmaginario.net\/immaginario\/blog\/2025\/11\/17\/la-persistenza-della-pia-analisi-di-una-performance-tra-filologia-popolare-e-canto-in-ottava-rima\/","title":{"rendered":"La persistenza della Pia. analisi di una performance tra filologia popolare e canto in Ottava Rima."},"content":{"rendered":"<p>La figura di Pia de&#x2019; Tolomei, eternata dal V Canto del Purgatorio dantesco, trascende l&#x2019;ambito puramente letterario per radicarsi profondamente nell&#x2019;immaginario collettivo e nella tradizione orale del territorio toscano. La sua &#x201C;dolente storia&#x201D; costituisce un <em>corpus<\/em> narrativo che per secoli &#xE8; stato oggetto di rielaborazione e trasmissione da parte dei cantastorie, rappresentando un caso di studio privilegiato per l&#x2019;analisi dei processi di circolazione e variazione del folklore.<\/p>\n\n\n\n<p>Un recente contributo all&#x2019;indagine di questo fenomeno &#xE8; rappresentato dal lavoro di ricerca e messa in scena &#x201C;La dolente storia dell&#x2019;innocente Pia&#x201D;, un&#x2019;operazione culturale che ibrida la narrazione, la lettura performativa e il canto in ottava rima. Questo studio analizza le componenti di tale performance, evidenziando le sue implicazioni demo-etno-antropologiche.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">la filologia del cantastorie<\/h3>\n\n\n\n<p>Il nucleo della performance, curata e interpretata da Michele Neri, si basa su un approccio metodologico che pu&#xF2; essere definito come &#x201C;filologia popolare&#x201D;. Il testo performativo non &#xE8; la riproposizione statica di un&#x2019;unica fonte, ma il risultato di un <strong>libero assemblaggio di &#x201C;stanze&#x201D;<\/strong> provenienti da un corpus eterogeneo.<\/p>\n\n\n\n<p>Questa operazione di <em>bricolage<\/em> testuale attinge consapevolmente a tradizioni diverse che hanno trattato la medesima materia narrativa:<\/p>\n\n\n\n<ol start=\"1\" class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>La tradizione popolare:<\/strong> Rappresentata dal testo pi&#xF9; diffuso e conosciuto, quello di Giuseppe Moroni, detto &#x201C;Niccheri&#x201D;, un cantastorie che ha fissato la versione pi&#xF9; nota al grande pubblico.<\/li>\n\n\n\n<li><strong>La tradizione colta:<\/strong> Incarnata dal testo aulico e raffinato di Bartolomeo Sestini, che ha trattato la leggenda con un registro letterario.<\/li>\n\n\n\n<li><strong>La tradizione devozionale:<\/strong> Rintracciabile nella versione di P. Pio da Palestrina, che ne ha accentuato gli aspetti morali e religiosi.<\/li>\n<\/ol>\n\n\n\n<p>Questo assemblaggio sincretico riflette la natura stessa della tradizione orale, che vive di contaminazioni e adattamenti, assorbendo elementi colti e popolari.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">la modalit&#xE0; performativa: parola, voce e canto<\/h3>\n\n\n\n<p>La trasmissione della storia al pubblico avviene attraverso la riattivazione delle modalit&#xE0; espressive tipiche della tradizione dei poeti e degli improvvisatori. La performance si articola su tre registri distinti:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>La lettura ad alta voce:<\/strong> Mantiene il legame con il testo scritto, la fonte, e ne valorizza la struttura poetica.<\/li>\n\n\n\n<li><strong>La narrazione a braccio:<\/strong> Rappresenta il momento dell&#x2019;oralit&#xE0; pura, in cui il narratore si distacca dalla pagina per connettersi direttamente con il pubblico, adattando il ritmo e il linguaggio.<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Il canto in ottava rima:<\/strong> &#xC8; l&#x2019;elemento etnografico centrale. L&#x2019;uso della <strong>melodia di base di matrice toscana<\/strong> per l&#x2019;esecuzione cantata non &#xE8; solo un abbellimento, ma un atto di fedelt&#xE0; alla forma storica di trasmissione di queste vicende. L&#x2019;ottava rima &#xE8;, da secoli, il metro dell&#x2019;epica e della narrazione popolare nell&#x2019;Italia centrale, e il suo utilizzo qui collega la storia di Pia alle &#x201C;Storie dei Paladini di Francia&#x201D; e all&#x2019;universo dell&#x2019;epica cavalleresca, che costituisce l&#x2019;altro grande filone di studio di Neri.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">l&#x2019;archetipo della vittima innocente<\/h3>\n\n\n\n<p>La trama, pur nota, viene ripercorsa integralmente per riattivare la sua funzione archetipica. La vicenda di Pia de&#x2019; Tolomei, sposa felice di Nello de&#x2019; Pannocchieschi, &#xE8; un dramma morale che poggia su temi universali del folklore:<\/p>\n\n\n\n<ol start=\"1\" class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>L&#x2019;eroe (negativo):<\/strong> Ghino, l&#x2019;amico fidato che si trasforma in antagonista. Incarna la lussuria e la vendetta.<\/li>\n\n\n\n<li><strong>La calunnia:<\/strong> Il tentato approccio respinto da Pia scatena la frustrazione di Ghino, che si traduce in menzogna. Egli insinua in Nello (reduce e sconfitto in battaglia) il tarlo del tradimento.<\/li>\n\n\n\n<li><strong>L&#x2019;onore e la giustizia sommaria:<\/strong> Nello, accecato dal sospetto, non cerca prove n&#xE9; offre spiegazioni. Compie l&#x2019;atto del ripudio e dell&#x2019;esilio.<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Lo spazio liminale:<\/strong> La Maremma non &#xE8; solo un luogo geografico, ma un &#x201C;altrove&#x201D; simbolico. &#xC8; la terra lontana, malsana, il luogo dell&#x2019;esilio dove la virt&#xF9; viene reclusa e condotta alla morte tragica.<\/li>\n<\/ol>\n\n\n\n<p>La storia di Pia funziona quindi come un <em>exemplum<\/em> morale sulla fragilit&#xE0; della virt&#xF9; di fronte alla calunnia e sulla cecit&#xE0; dell&#x2019;onore maschile.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">il contesto storico e la rete folklorica<\/h3>\n\n\n\n<p>L&#x2019;operazione performativa &#xE8; completata e inquadrata dall&#x2019;intervento critico di Paolo Fantozzi, studioso di folklore e storia locale. Il suo contributo sposta l&#x2019;analisi dal testo alla sua funzione nel territorio.<\/p>\n\n\n\n<p>Fantozzi fornisce il contesto storico e sociale necessario per comprendere la leggenda, ma soprattutto <strong>collega la storia di Pia ad altre narrazioni orali<\/strong> che per secoli hanno popolato l&#x2019;immaginario collettivo dell&#x2019;area tra Siena e la Maremma. Questo inserimento in una &#x201C;rete&#x201D; di racconti popolari (come quelli documentati da Fantozzi per le Alpi Apuane e l&#x2019;Arcipelago Toscano) dimostra come la leggenda della Pia non sia un elemento isolato, ma parte di un sistema culturale pi&#xF9; ampio attraverso cui le comunit&#xE0; hanno elaborato e trasmesso la memoria, i valori e le paure del proprio territorio.<\/p>\n\n\n\n<p>La riproposizione della storia di Pia de&#x2019; Tolomei attraverso queste modalit&#xE0; performative si qualifica come un significativo atto di conservazione e, al tempo stesso, di rivitalizzazione del patrimonio immateriale, dimostrando l&#x2019;efficacia del <em>canto<\/em> e della <em>narrazione<\/em> come strumenti vivi di indagine demo-etno-antropologica.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&rsquo;articolo analizza la performance &quot;La dolente storia dell&rsquo;innocente Pia&quot; come un atto di rivitalizzazione del patrimonio immateriale. Il lavoro di Michele Neri si basa sulla &quot;filologia popolare&quot;, assemblando diverse fonti storiche (Moroni, Sestini). La performance unisce lettura, narrazione e canto in ottava rima su melodia toscana. Paolo Fantozzi contestualizza l&rsquo;archetipo (l&rsquo;innocenza calunniata, l&rsquo;esilio in Maremma) inserendolo nella pi&ugrave; ampia rete del folklore orale locale.<\/p>\n","protected":false},"author":27,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ngg_post_thumbnail":0,"_themeisle_gutenberg_block_has_review":false,"h5ap_radio_sources":[],"_tbt_post_transparent":"","_tbt_post_title":"","_tbt_post_layout":"","_tbt_post_sidebar_id":"","_tbt_post_content_style":"","_tbt_post_vertical_padding":"","_tbt_post_feature":"","_tbt_post_feature_position":"","_tbt_post_header":false,"_tbt_post_footer":false},"categories":[1,1034],"tags":[1122,1120,1116,1118,547,1124,725,635,1114,555],"class_list":["post-12594","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-eventi","category-evidenza","tag-cantastorie","tag-cantoinottavarima","tag-demoetnoantropologia","tag-filologiapopolare","tag-folklore","tag-maremma","tag-micheleneri","tag-patrimonioimmateriale","tag-piadetolomei","tag-tradizioneorale"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/museoimmaginario.net\/immaginario\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/12594","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/museoimmaginario.net\/immaginario\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/museoimmaginario.net\/immaginario\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/museoimmaginario.net\/immaginario\/wp-json\/wp\/v2\/users\/27"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/museoimmaginario.net\/immaginario\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=12594"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/museoimmaginario.net\/immaginario\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/12594\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/museoimmaginario.net\/immaginario\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=12594"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/museoimmaginario.net\/immaginario\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=12594"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/museoimmaginario.net\/immaginario\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=12594"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}